Hands on Metal Gear Solid 5: Ground Zeroes

Il ritorno di Big Boss nell'antipasto di Metal Gear Solid 5

hands on Metal Gear Solid 5: Ground Zeroes
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Date a Kojima una macchina da presa e vi farà vivere emozioni difficili da dimenticare. Il filmato introduttivo di Metal Gear Solid 5: Ground Zeroes riprende le sequenze del primissimo trailer, fa mistero attorno alla nemesi Skull Face con una particolarissima prima persona, mentre in sottofondo si sente il tema di Sacco e Vanzetti (Morricone, mica bruscolini) e piano piano si realizza di una conversazione registrata da lontano via Codec tra Big Boss e Miller. Al termine della sequenza video Snake è già nel mezzo dell'azione, a pochi metri dal Camp Omega, base militare statunitense nella baia di Guantanamo.
E il filmato conclusivo è un altro pugno nello stomaco: vi si assiste inerti, tesi come una corda di violino...
Il preludio a MGS 5 uscirà il 20 Marzo in Europa, su Xbox 360, Playstation 3, Xbox One e Playstation 4. Noi lo abbiamo giocato nella sua interezza durante un preview day a Milano. Pur non avendolo esplorato al 100% ci siamo fatti un'idea piuttosto precisa di cosa Kojima e Konami vogliano comunicarci con questa differente incarnazione del franchise.

"Il cavallo di Troia è dentro"

Ground Zeroes è il viaggio di una mattina, il più fugace degli assaggi di quello che sarà Metal Gear Solid 5. Non facciamo mistero di quanto sia breve l'esperienza, appena un minimo rigiocabile per scovare tutti gli sbloccabili e giocare le missioni secondarie.
Narrativamente è poco più di una cerniera tra Metal Gear Solid Peace Walker e il quinto episodio. Bisogna conoscere ed aver completato il primo (su PSP o nella HD Collection), perchè Ground Zeroes lo segue a ruota di 1 anno e coinvolge da vicino i due ragazzini Chico e Paz. Ha un suo inizio ex abrupto, un suo climax finale, mentre nel mezzo si tratta della più classica missione di infiltrazione e recupero come già vista nel corso della serie.
L'approccio è quello di Snake Eater: stealth finchè possibile, giù di mitraglietta se scoperti. Dieci anni dopo funziona ancora tutto molto bene, merito di un level design della base militare decisamente convincente; Big Boss può optare per una vasta gamma di approcci, studiando l'ambiente circostante ed interpretando i pattern nemici.
In Ground Zeroes Kojima sperimenta in piccolo quello che promette essere il deserto afghano di Metal Gear Solid 5: The Phantom Pain: un gigantesco playground liberamente esplorabile, dove le logiche non sono quelle stabilite dal game designer ma decise dal giocatore. Ad esempio il ciclo giorno e notte regolato dagli shader del Fox Engine in Ground Zeroes non è ancora dinamico, ma promette già faville: la missione principale è in notturna sferzata da una pioggia incessante, tale da costringere le sentinelle in allerta a svelarsi accendendo delle torce elettriche, mentre nel corso delle missioni secondarie vi saranno svariati approcci metereologici.

Ad ogni modo Camp Omega presenta un design all'altezza della fama della serie. Ogni elemento è posizionato minuziosamente: gli speroni rocciosi a strapiombo sul mare, le torrette perimetrali con i loro fasci di luce a giorno (se volete giocare veramente stealth vi conviene manipolarli uno per uno), i due "campeggi" all'interno dei quali giocare a guardie e ladri con le eventuali sentinelle, la disposizione dei veicoli corazzati.
Questi ultimi rappresentano un'autentica novità nella serie, dato che dopo averli avuti contro come boss Ground Zeroes vi consente di guidarli in prima persona ed eventualmente servirsene per falcidiare orde di sentinelle in giubbotto anti-pioggia. Ma ricordiamoci che Metal Gear non è uno sparatutto qualunque! Per questo è altresì possibile manovrare un tank con l'obiettivo di raggiungere posizioni più sensibili e quasi impossibili avanzando appiedati, l'importante è che non guidiate in maniera arrembante ma cerchiate di seguire i percorsi usualmente tracciati e senza pigiare troppo sull'acceleratore.
A sostegno della vostra missione troverete anche un elicottero, che in certe situazioni deve essere richiamato, mentre in altre può offrire un valido sostegno quando si tratta di ammazzare un folto numero di nemici, ma sopratutto può fungere da diversivo, distrarre una pattuglia che si insospettirà senz'altro e liberare un percorso precedentemente presidiato.
L'Intelligenza Artificiale è migliorata sotto molti aspetti. Tanto per cominciare non vi è nessuna mappa a bordo schermo che indica il posizionamento dei nemici, né il loro atteggiamento (la mappa è presente nell'apposito menù richiamabile via touchpad, ma è macroscopica e torna utile nell'ottica free roaming); i caratteristici punti esclamativi ed interrogativi scompaiono quasi del tutto così da lasciare spazio ad un atteggiamento più realistico, di dubbio e circospezione, che traspare sopratutto dai loro volti e dalle loro animazioni. I nemici sono di gran lunga più risoluti che in passato: se avvertono un fruscio tra l'erba alta si sporgono a controllare, illuminano l'area circostante, aspettano qualche minuto prima di ritornare alla loro posizione assegnata, nel frattempo avvertono il CP che da quelle parti c'è qualcosa/qualcuno di sospetto.
E' molto più complesso decifrare i loro pattern di movimento e comprendere il loro campo visivo, che in Ground Zeroes è influenzato da fattori esogeni quali le condizioni metereologiche, i messaggi scambiati via ricetrasmittente e l'interazione con le altre guardie. Affrontando il gioco a Normale ci è sembrato che il numero di nemici fosse sottodimensionato, tant'è che alcune aree restavano clamorosamente sgombre; oltretutto in alcune sezioni abbiamo potuto percorrere decine e decine di metri prima che qualcuno si accorgesse del pazzo centometrista! Ci riserviamo pertanto in sede di recensione di affrontare il titolo ad una difficoltà maggiore.

Metal Gear Prologue

Metal Gear Solid 5: Ground Zeroes in termini di longevità è appena una scheggia nel mare promesso da The Phantom Pain. La sua collocazione temporale giustifica la natura stand-alone, ma non purtroppo la sua brevità. 3 ore sono più che sufficienti per affrontare la missione primaria e vederne i titoli di coda. Potete riservarne altrettante per scovare tutte le toppe XOF (interrogate i nemici storditi) e le musicassette di Chico con alcuni riarrangiamenti di Peace Walker e di altri temi della saga. Inoltre, Ground Zeroes offre 5 missioni secondarie, slegate dall'avventura principale che sapranno intrattenervi grazie ad ulteriori spunti narrativi, qualche divertente easter egg e trucchetti grafici del Fox Engine. Infine, ci sarà una sesta missione diversa a seconda della piattaforma: le console Sony avranno la missione Deja Vu, un viaggio nel passato con lo Snake 32 bit, mentre quelle Microsoft avranno Jamais Vu con protagonista Raiden.
L'esperienza è intensa e quando la completerete l'attesa in vista di The Phantom Pain si farà ancora più difficile da sopportare. Kojima ha messo sul piatto una serie di elementi capaci senza dubbio di trasportare Solid Snake nella next gen e realizzare appieno il suo sogno free roaming.
Tuttavia il rapporto tra longevità e prezzo sugli scaffali è impietoso. 30 euro (quasi 40 in versione retail) per un'esperienza così breve rischiano seriamente di allontanare un gran numero di appassionati che hanno senz'altro altre possibilità di spendere una simile cifra in videogiochi maggiormente strutturati e duraturi. Dopo averlo completato la nostra idea è che c'erano diverse possibilità per espandere il numero di missioni, sia all'interno di Camp Omega che in un'altra location che di sicuro non vi spoileriamo.

Metal Gear Solid 5: Ground Zeroes Metal Gear Solid 5: Ground Zeroes è una scheggia di Metal Gear Solid V, un antipasto un po' misero del prossimo episodio del franchise. Nel giro di una manciata di ore si apre, si evolve e si conclude un'esperienza videoludica intensa, coinvolgente e convincente, discreta sotto il profilo del gameplay e molto buona sul fronte tecnico. I contenuti presenti sono senz'altro di qualità, ma il loro numero non è capace di giustificare un'uscita stand-alone e sopratutto una simile strategia di prezzo. In occasione della nostra recensione cercheremo dunque di fornire un giudizio il più obiettivo possibile su quello che Kojima ci sta realmente offrendo.