Hands on Metro: Last Light

Provate con mano le prime missioni dell'universo distopico firmato 4A games!

hands on Metro: Last Light
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Il Grande Fratello ci affascina, non è vero? No, non stiamo parlando del bieco reality show protrattosi troppo a lungo sugli schermi televisivi, ma dell'occhio che tutto vede della vita dei cittadini descritto da George Orwell in 1984. Un occhio che ci affianca con costanza può proteggerci da malintenzionati, confortarci nei momenti tristi con la nostra musica preferita, metterci in comunicazione con le persone più importanti della nostra vita. Ma il romanziere inglese pensava probabilmente a qualcosa d'altro: nel suo mondo distopico sempre in guerra e dominato dal grigiume, il Grande Fratello è un occhio che ci spia, che ci controlla, che ci dice cosa fare, cosa pensare, come agire. E' un mondo dove la libertà è bandita e l'ordine regna sovrano.
I videogiochi sono sempre stato terreno fertile per anti-utopie (o distopie) di questo tipo, universi militarizzati dove il giocatore veste i panni di un ribelle anarchico. Forse è anche per questo retaggio popolato da titoli gloriosi come Half Life, Fallout e System Shock che Dmitry Glukhovsky accettò senza se e senza ma l'adattamento in forma di videogioco del suo romanzo d'esordio Metro 2033. Gli ucraini di 4A Games seppero dare vita agli eventi del libro, ricreando l'atmosfera opprimente del sopravvivere nei cunicoli della metropolitana moscovita mentre il mondo in superficie è invaso da orde demoniache.
Il seguito letterario Metro 2034 è solo marginalmente considerato nel seguito videoludico denominato Metro: Last Light, la cui pubblicazione è prevista per il 17 Maggio su PC, Playstation 3 e Xbox 360. Al Deep Silver Showcase abbiamo provato con mano le prime missioni di gioco, fiutando tanto l'evoluzione distopica nel Comunismo 2.0 quanto le rinnovate caratteristiche del gameplay!

L'ordine è tutto ciò che conta

La trama di Metro: Last Light si discosta notevolmente dal romanzo Metro 2034 che relegava in un luogo secondario Artyom; Dmitry Glukhovsky ha comunque preso in mano le redini del racconto ed ha raccontato l'evoluzione (drammatica) della società sotterranea dal punto di vista del protagonista del passato videogioco, le cui gesta ora sono celebrate ora sono condannate.
Il titolo 4A Games non sfugge al gameplay lineare e fortemente story-driven del predecessore. A conti fatti, almeno nelle prime missioni da noi testate, non si notano grosse innovazioni o iniezioni ludiche, anzi ci sono una marea di rimandi a Metro 2033 che sono troppo espliciti per essere solamente casuali. Gli strumenti musicali dispersi un po' ovunque nei cunicoli delle stazioni metropolitane, i maiali allevati ora decisamente più grassi in un chiaro riferimento alla Fattoria degli Animali sempre dell'Orwell citato in apertura, i carrelli ferroviari spinti dalla forza delle braccia che percorrono su e giù le rotaie. Sembra quasi che Glukhovsky ci voglia spingere a confrontare i due mondi, distanti temporalmente appena due anni, ma ideologicamente quanto il leninismo e lo stalinismo.

I nuovi comunisti sono emersi con prepotenza tappezzando le stazioni su cui comandano con paramenti rossi e poster di feroce propaganda, l'indottrinamento al nuovo ordine coinvolge tutti gli strati della società e le persone si salutano tra loro chiamandosi "compagno". Chi non sottostà alle regole imposte è sbrigativamente condannato a morte; le rappresaglie sono all'ordine del giorno quando si vogliono impartire lezioni severe come ben raccontato dall'ultimo trailer Salvation.
Come potete vedere la strada verso la degenerazione è ormai tracciata. La minaccia demoniaca, che raramente ha messo in pericolo le città sotterranee, è sfruttata dagli astuti dirigenti per imbastire una società totalitaria rifacentisi al comunismo vecchia maniera. Di contro in superficie, dove la mano dell'uomo non è (più) presente, la vegetazione ha trovato il modo di sconfiggere il contagio e la presenza delle creature, rifiorendo debolmente nelle piazzole un tempo centro della vita politica e sociale russa. Mentre l'erba si aggrappa agli edifici e alle carcasse di camion e velivoli, la pioggia bagna il terreno con severità: seguendo l'impronta leopardiana la natura è indifferente alle sorti dell'uomo, anzi sembra bearsene e gioire delle opposte sfortune umane.

La mattutina pioggia

Metro: Last Light prende avvio esattamente come il predecessore. Una sequenza all'aperto, dal forte tasso adrenalinico: la prima missione fu mostrata interamente all'E3 2012 e vede Ayrtom fuoriuscire da un condotto fognario per esplorare l'antico quartiere in cui sorgeva il Teatro del Bolshoi. L'intera area è circondata da una natura lussureggiante, un accenno di vegetazione in stile Crysis 3 e uno scroscio di pioggia acida salutato dal compagno del protagonista come una benedizione: "Non la si vedeva da prima della guerra!". Il videogioco mostra tutta la propria sagacia horror quando si tratta di esplorare un enorme aereo schiantatosi al suolo: mentre ogni passo è accompagnato da una musica da cardiopalma, l'azione di gioco si trasforma improvvisamente raffigurando brevi flashback in cui viene mostrato il disastro aereo concomitante all'esplosione nucleare che ha dato via alla saga di Metro. Ma quando il ricordo cessa bruscamente Artyom è alquanto scosso, mentre il suo compagno è addirittura in debito di ossigeno e in preda ad allucinazioni. Cosa sono questi flashback? A cosa sono dovuti? Li ritroveremo anche più in là nell'avventura?
Non c'è tempo per simili interrogativi, poichè una pattuglia di Tetri sta percorrendo a grande velocità l'area; al giocatore non resta nulla da fare che rifugiarsi nella vicina stazione metropolitana Teatral'naya.
Ma qui i problemi non si placano. Attraverso l'espediente narrativo già visto nel precedente capitolo, un personaggio non giocante scorta Artyom lungo le stradine della metropolitana facendogli esplorare forzatamente l'area e nel frattempo raccontandogli qualche dettaglio narrativo in più. Pavel, un alto graduato dell'esercito gli mostra con orgoglio l'eccellente ordine che ora governa la società, irregimentata eppure indigente come un tempo. Non si parla più nemmeno di politica, non si recitano più poesie, gli uomini o assistono agli spettacolini di Can-Can oppure si ritrovano al bar per sorseggiare della durissima vodka. Artyom non intende assolutamente rifiutare la compagnia e accetta i giri alcolici offerti.

Non l'avesse mai fatto: con l'accusa di tradimento è arrestato, condotto nella Stanza delle Trattative e qui torturato. Un provvidenziale quanto insperato aiuto lo libera dalla prigionia, ma ora non è più un eroe nazionale, bensì un reietto costretto a strisciare nei condotti di aereazione. Una scusa più che valida per esplorare il nuovo set di attacchi da dietro le spalle, sequenze stealth in cui anzichè dare la caccia ai demoni col fucile spianato si devono seguire le routine di movimento dei soldati nemici e assassinarli silenziosamente non appena passeggiano per un luogo isolato. Non sappiamo con quanta frequenza ricorreremo a tali attacchi, ma senza dubbio aggiungono ancora più varietà ad un gameplay già di per sé molto ricco di situazioni e diversificato per quanto riguarda gli approcci.
Il cuore del gameplay rimangono comunque le fasi shooter, in cui si imbraccia un fucile e si spara più o meno all'impazzata contro demoni oppure contro umani. Ayrtom è perlopiù solo e abbandonato la maggior parte del tempo e questo si traduce in una difficoltà leggermente maggiorata. Insomma anche nelle prime missioni dobbiamo ammettere di essere morti parecchie volte...ma se voi non siete scarsi quanto noi dovreste assolutamente calarvi nella modalità Ranger disponibile sin dal day one!
Eccezion fatta per la primissima missione, non abbiam potuto saggiare la consistenza delle missioni all'aperto a detta degli sviluppatori raddoppiate di numero, pari circa al 40% dell'intera avventura di aperto a detta degli sviluppatori raddoppiate di numero, pari circa al 40% dellMetro: Last Light.

Esclusiva PC?

Metro 2033 riuscì a conquistare più o meno tutti per la grande atmosfera. L'ottima chiave di lettura applicata ai romanzi di Glukhovsky propose una miriade di dettagli, un sistema di illuminazione alquanto convincente e una regia ispiratissima. Come nei migliori FPA la visuale di gioco non si schiodava mai dalla prima persona e la voce di Artyom si udiva sotto forma di soliloqui durante le schermate di caricamento tra una missione e l'altra.
Metro: Last Light non propone stravolgimenti di sorta né al gameplay, né tantomeno al comparto grafico. 4A Games non ha ancora distribuito le specifiche tecniche della versione PC, ma non dovrebbero discostarsi troppo da quelle del capitolo precedente se non altro per dare la possibilità a tutti coloro che ci avevano giocato di assaporare gli stravolgimenti narrativi descritti poc'anzi. Senza raggiungere i risultati stratosferici di Crysis 3, la software house ucraina ha lavorato di fino migliorando l'engine proprietario che ora appare più rifinito, meno impastato e più dignitoso nella texturizzazione. Ciò che conta, però, è l'atmosfera e anche a questo secondo giro il lavoro svolto è certosino: tutto appare realistico e verosimile, non c'è stanza che sia uguale ad un'altra, gli script degli NPC appaiono sempre credibili e il colpo d'occhio è massiccio. La gestione delle fonti d'illuminazione è di grande pregio, ma lo è ancora di più l'effettistica particellare come ad esempio la polvere che avvolge gli ambienti di gioco specie in superficie e la pioggia che bagna il visore della maschera anti-gas. Insomma chi rimpiange gli HUD colmi di statistiche?
Abbiamo provato il gioco prima su Xbox 360 e poi su PC. Come ci ha raccontato il brand manager Huw Beynon la versione PC è autenticamente next-gen, sopratutto se fatta girare su un PC a dettaglio elevato con scheda grafica Nvidia, la prediletta degli sviluppatori. Tuttavia anche la versione console si difende discretamente riproponendo senza troppi sforzi gli effetti particellari e la gestione dinamica delle luci vista su computer, a patto di sopportare alcuni cali di frame rate e un comparto animazioni non propriamente fluido.

Metro: Last Light Metro: Last Light supera indenne la transizione da THQ a Deep Silver. Il First Person Adventure di 4A Games ripropone quella struttura fortemente story-driven croce e delizia di Metro 2033: senza basarsi su alcun romanzo, la trama vede il ritorno di Artyom due anni dopo gli eventi del precedente episodio. Qui troverà un mondo sotterraneo evolutosi in peggio, dal sapore distopico e totalitario, laddove in superficie la natura si sta reimpadronendo degli spazi e rivelando scorci idilliaci. Il gameplay è quello che conosciamo, ulteriormente ravvivato dall'introduzione di brevi fasi stealth e raddoppiando le missioni ambientate all'esterno. L'atmosfera è ben servita da un motore grafico capace di dare il massimo su PC, ma si spera scalabile anche per device dalle prestazioni inferiori, incluse le console Xbox 360 e Playstation 3. Non resta a questo punto che attendere la recensione di Everyeye a ridosso della data di uscita fissata per il 17 Maggio.

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