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Hands on Mortal Kombat

Provato finalmente a Colonia il nono capitolo di una serie gloriosa, tornata finalmente alle origini

hands on Mortal Kombat
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • PSVita
  • Pc

Mortal Kombat. Né più né meno, semplice e senza sottotitoli o variazioni sul tema. È questo il titolo adottato da Netherrealm Studios per l'ennesimo esponente di una saga che, nel bene o nel male, ha segnato la storia del videogioco moderno dagli anni '90 a oggi. Un titolo che è tutto un programma, poiché riflette le aspirazioni del team di sviluppo. “Essenzialmente si tratta di un omaggio ai primi tre capitoli di Mortal Kombat - ci hanno detto Victor Sanchez e Hans Lo, responsabili del progetto - che hanno segnato l'adolescenza di molti dei nostri sviluppatori. Anche per questo motivo abbiamo deciso di restringere il roster a soli 26 personaggi per poterci concentrare sugli stili di combattimento e le mosse a disposizione dell'utente”. Dopo la breve presentazione, il joypad è passato dalle mani di Sanchez e Lo a quelle dell'inviato di Everyeye. Eccone l'hands on.

I tratti distintivi di Mortal Kombat

Il gioco si presenta nella forma classica: un picchiaduro che permette ai personaggi di spostarsi solamente verso destra o sinistra, abbandonando pertanto la tridimensionalità abbracciata nei precedenti capitoli destinati su Playstation 2 (Dark Alliance è un esempio). Scordatevi dunque gli spostamenti e le schivate laterali stile Tekken: qui o schiacciate R2 e parate il colpo oppure ne subite le conseguenze. Per aggirare le continue parate dell'avversario è possibile premere R1 per effettuare una presa, mentre i tasti frontali sono adibiti a calci e pugni.
Dici Mortal Kombat e pensi a sangue e fatality, non si sfugge. E, fortunatamente per tutti i fan della serie, il sangue qui la fa da padrone. Ogni colpo a base di lame, infatti, genera uno schizzo che non solo imbratta il terreno ma lascia anche dei segni evidenti sul corpo del nostro alter ego digitale, quali strappi della tuta, ferite aperte ed escoriazioni. Probabilmente si tratta di variazioni pre-calcolate del modello grafico, ma vedere il proprio personaggio trionfare con un occhio quasi fuori dall'orbita e una mascella ormai a brandelli fa il suo effetto.
Alla base dello schermo è presente una barra a tre livelli che consentirà l'utilizzo di mosse speciali come ad esempio le breaker, in grado di spezzare la difesa del rivale. È inoltre obbligatorio annoverare le mosse X-Ray che consumano l'intera berra e sono attivabili tramite la pressione simultanea di R1 e R2. Così facendo il combattente scatterà verso l'avversario e, se non incontrerà ostacoli, effettuerà una presa ed eseguirà una combinazione di mosse particolarmente cruente esaltate da zoom a raggi X che mettono in evidenza la rottura di vertebre, costole e crani. (Una scelta stilistica che, tra l'altro, ricorda molto Death by Degrees di Namco, con protagonista Nina di Tekken). Anche in questo caso la violenza raggiunge picchi estremi, ma bisogna comunque dire che vi è una certa utilità ai fini del gioco: una presa X-Ray, infatti, è in grado di levare il 40% dell'energia dell'avversario.
Un'altra novità è rappresentata dai combattimenti in tag. Sanchez e Lo ci hanno presentato alcune mosse elaborate in cooperazione con la propria spalla che consumeranno un livello della barra sopra citata. Il personaggio non presente su schermo potrà quindi intervenire con un attacco mirato per poi defilarsi oppure subentrare nel combattimento con una mossa speciale eseguita in collaborazione con il compagno.
Tornando al discorso delle fatality, è inutile dire che ogni giocatore serio di Mortal Kombat ambisca a vincere un incontro solo per poter umiliare l'avversario con una mossa in grado di sventrare (letteralmente) il corpo del malcapitato. Sono state molte le mosse finali presentateci da Sanchez e Lo (almeno due per ogni personaggio), pertanto ricorderemo qui solamente le tre che ci hanno colpito di più.
Al terzo posto troviamo Johnny Cage che stacca la testa dell'avversario con un uppercut e strappa l'addome dalle gambe del rivale.
Al secondo posto Cyrax che fà in quattro pezzi l'avversario con una spada laser, li proietta in aria e li polverizza lanciando quattro missili terra-aria.
Al primo posto Reptile che allarga in maniera innaturale le mascelle dello sconfitto e vi vomita dentro acido per abbrustolirgli lo stomaco.
Come i fan di Mortal Kombat avranno notato, tutte queste mosse riprendono fatality già presentate in precedenti capitoli, ma rinnovandole con nuove animazioni (ad esempio Cage, negli altri titoli, si limita all'uppercut mentre qui è stato aggiunto un gustoso prosieguo). L'ennesimo omaggio al passato della serie made in Midway.

Hands-On

La prima impressione che abbiamo avuto, una volta ricevuto il joypad in mano, è stata: Mortal Kombat è tornato. Il titolo, infatti, non fa altro che riproporre questo glorioso picchiaduro con l'aggiunta di nuove animazioni e una grafica all'altezza delle ultime produzioni videoludiche. Sanchez e Lo, inoltre, ci hanno rivelato che ci sono buone possibilità circa lo sviluppo di un Mortal Kombat fruibile in 3D su Playstation 3. Possiamo solo immaginare quale possa essere il risultato.
L'azione è veloce, quasi frenetica: si impiegano alcuni minuti prima di entrare nel meccanismo “mossa-schivata o difesa-contromossa”. Gli stage sono stati prelevati di peso dai precedenti Mortal Kombat e realizzati nuovamente in 3D, ma le interazioni con superfici o pareti non sono molte: sul ponte di pietra all'aperto, ad esempio, è possibile chiudere l'incontro con un uppercut che getta il rivale su degli speroni appuntiti (i fan sanno di che parliamo) mentre nella torre dell'orologio i nostri passi solleveranno un po' di polvere ad ogni spostamento. Ottimamente realizzati invece gli effetti di luce, in particolare con personaggi scenografici quali Sub Zero o Crytex e le sue bombe.
Più problematica, invece, la fisica tra personaggio e personaggio. Tutti conoscono i problemi di collisione presenti in Mortal Kombat quando è il momento di effettuare un salto con calcio, ma in questo titolo anche alcuni sgambetti bassi si sono rivelati vincenti nonostante il nostro alter ego digitale si trovasse a debita distanza dall'avversario.

Mortal Kombat Un Mortal Kombat duro e puro senza grandi novità e, proprio per questo, in grado di far innamorare i fan della gloriosa serie che ricercheranno nel titolo una violenza talmente estrema da far sorridere. Sembra irrispettoso ma è così: le azioni messe in atto dai combattenti sono così eccessive da divertire anziché spaventare. Il problema, piuttosto, si presenterà quando sarà il momento di commercializzare il prodotto nella primavera del 2011. Sanchez e Lo si son detti soddisfatti dalle prime informazioni ricevute dagli appositi organi di controllo e affermano di voler puntare sul fatto che Mortal Kombat si ispira a un mondo del tutto irreale per evitare la censura. Difficile però che in nazioni attente al mercato videoludico come la Germania si riesca a commercializzare il titolo. Si dovrà quindi rifornire di molte copie le nazioni circostanti (l'Austria per esempio) per puntare sull'importazione. In Italia, invece, non dovrebbero esserci problemi, ma il divieto ai minori di 18 è praticamente assicurato.

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