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Hands on MotoGP 09/10

In sella alla nuova edizione di Moto Gp targata Capcom

hands on MotoGP 09/10
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il passato videoludico di Moto GP risulta ancora oggi alquanto nebuloso alla maggior parte dei giocatori.
Fino a qualche anno fa, infatti, il brand era “diviso” in due: da una parte, seppur senza licenze ufficiali, assistevamo -su Xbox- ad una delle simulazioni motociclistiche più appassionanti di sempre, capace addirittura di spingere l’avvio di un servizio ora tanto popolare come Xbox Live.
Dall’altra, invece, nonostante le licenze ufficiali, assistevamo -su Playstation 2- ad un ibrido sempre più confusionale tra Arcade e Simulazione che, nel tentativo di accontentare tutti, non risultava ne carne ne pesce.
A distanza di anni l’unico a sopravvivere è stato proprio quest’ultimo, passato con scarsi risultati alla next generation con un ricambio annuale di team di sviluppo.
Anche l’italiana Milestone, responsabile della non fortunatissima edizione 2008, è stata “scartata” da Capcom, che per l’incarnazione 09/10 del suo brand si è affidata a Monumental Games, team britannico nato dalla ceneri di Climax, gli stessi responsabili dei due episodi più amati -e giocati- della serie.
L’obiettivo è quindi quello di una nuova rinascita e l’impegno, visto anche il ritardo di quasi un’intera stagione motociclistica per effettuare i miglioramenti del caso, pare esser stato infuso a profusione.
A noi, tuttavia, interessa il risultato finale, non il percorso; proprio per questo lasciamo ai prossimi paragrafi un primo giudizio sulla versione “preview” che abbiamo recentemente avuto occasione di testare.

Modalità per tutti i gusti ma.....è una moto che sto guidando?

Il primo accesso ai menù di gioco mostra un’offerta ludica davvero completa: troviamo il classico Time Trial (prova a tempo sul giro lanciato), un Campionato che ci fionderà subito in pista, partendo dalla 125, la modalità Arcade dove correre spensieratamente senza obiettivi e un’inedita Carriera.
Quest’ultima presenta una strutturazione davvero complessa, curata ed interessante.
Scelta la fisionomia del nostro pilota, la livrea della moto e l’aspetto di tuta e casco dovremo selezionare i membri dello staff tecnico, dal team di ricerca e sviluppo su motore e telaio e persino gli addetti al settore pubblicitario.
Successivamente avremo la possibilità di selezionare una tra le diverse proposte di sponsorizzazione, ognuna con precisi obiettivi ed adeguati premi.
Da qui in poi tutto si svolgerà nella maniera più classica, con garage per la messa a punto, possibilità di re-investire i propri guadagni, prove libere, qualifiche e gare; una consequenzialità di eventi che entro qualche stagione ci porterà dalla 125 alla MotoGP.
Un’appunto, prima di proseguire, è doveroso riguardo alla sopracitata modalità Arcade.
Quella che dovrebbe essere la sezione di prova per eccellenza per sbizzarrirsi su tutti i tracciati con tutte le moto senza preoccuparsi del risultato ha dimostrato, almeno nella nostra prova, di essere l’esatto contrario.
La versione in nostro possesso non permette infatti di utilizzare moto e piloti di classe superiore alla 125, se non dopo averli “sbloccati” correndo in modalità Campionato: una vera e propria presa in giro che ci auguriamo legata solo allo stato di completamento tutt’altro che definitivo della nostra build.
Le magagne però non finiscono qua, anzi hanno inizio esattamente nel momento in cui si poggiano le ruote in pista.
Il comportamento fisico della moto è quanto di più irreale si sia mai visto, con pieghe esagerate e capacità di “dondolare” da una parte all’altra formando angoli di 45° con l’asfalto senza scomporsi minimamente.
Nemmeno gli urti riescono a scalfire il nostro alter-ego di cemento armato: molto spesso, infatti, abbiamo constatato quanto più facile sia eseguire una curva staccando quasi in piega ed “appoggiandosi” (ad oltre 200 Km/h) all’avversario di turno, piuttosto che aderendo ai canoni della realtà come tutti la conosciamo.
Aggiungiamo che nella maggior parte dei casi in cui ci siamo generosamente appoggiati agli avversari le due moto si sono piegate l’una verso l’altra, mostrando compenetrazioni d’altri tempi e partorendo infine un’irreale caduta da parte dell’avversario.
Le uniche maniere per uscire di pista, insomma, sono accelerare in piega portando le ruote fuori strada o impennare fino al ribaltamento del pilota.
Nemmeno l’intelligenza artificiale ci ha stupito: se ai livelli più facili è possibile rimontare 20 posizioni in poco meno di un giro, selezionando i più difficili la CPU diventa pressochè perfetta ed imbattibile.
Constatare tante problematiche legate all’aspetto più importante della produzione (il gameplay) è davvero un peccato, soprattutto alla luce di una mappatura dei controlli che finalmente permette di diversificare il freno anteriore da quello posteriore.

Dal punto di vista tecnico il titolo si attesta nella media, senza far gridare al miracolo ma senza difetti grossolani.
La modellazione di motociclette e piloti è, anzi, molto buona, fermo restando che la scarsa attinenza alle leggi fisiche ne rende decisamente poco credibili le animazioni e il comportamento generale.
Buona anche la ricostruzione dei tracciati che presentano una buona texturizzazione ma denotano la -passabile- mancanza del pubblico.
Non troppo ispirata la colonna sonora, composta principalmente da brani commerciali sin troppo martellanti durante la gara; stesso discorso per il commento, caratterizzato da una tonalità e da una frequenza alla lunga fastidiose.

Licenze come piovessero

Interessante la soluzione di Capcom per “scusarsi” del ritardo con il quale Moto GP 09/10 verrà immesso sul mercato (a cavallo tra le stagioni 2009 e 2010 appunto).
In primis sarà infatti possibile giocare con moto, piloti e statistiche aggiornati al campionato 2009; subito doopo però, presumibilmente a fine motomondiale, verrà rilasciato un aggiornamento gratuito che conterrà tutte le novità del 2010.
Un comportamento davvero ineccepibile.

MotoGp 09/10 Da questa prima prova è emerso chiaramente quel che ci aspettavamo già dopo aver visionato il titolo alla Gamescom di Colonia, ovvero che le caratteristiche per la rinascita di un brand tra i più bistrattati, ancora una volta, non ci sono.
Pare inutile, a pochi mesi dalla release, illudersi: il gameplay estremamente sottotono e per nulla accostabile alla simulazione motociclistica sarà, con molta probabilità, il tallone d’Achille di una produzione strutturalmente valida.

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