(Dis)Comfort Zone: Outlast 2 Oggi alle ore 21:00

Nuovo episodio della (dis)Comfort Zone dedicata ad Outlast 2

E3 2013

Hands on Muramasa Rebirth

Il delizioso Action Platform di Vanillaware ambientato in un coloratissimo Giappone feudale ritorna su Playstation Vita

hands on Muramasa Rebirth
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

E' sufficiente (?) attraversare l'Atlantico e fiondarsi nel primo Gamestop della Grande Mela per munirsi di una copia di Muramasa Rebirth. Qualche furbetto poteva già aver pianificato il viaggio intercontinentale, nel verso opposto, lo scorso Marzo per averne una dagli occhi a mandorla. Una delle 100 mila distribuite...
Le poste sono vostre amiche, i corrieri internazionali pure, la dogana un po' meno: potete bypassare il posto a sedere a svariate miglia sopra l'oceano e farvi recapitare il videogioco firmato Vanillaware direttamente a casa.
Un ginepraio di parole per sottolineare come mentre la stampa americana si da da fare con le recensioni di Muramasa Rebirth, noi europei ci giriamo i pollici e attendiamo fiduciosi che qualche magnanimo publisher voglia farci una simile grazia. La stessa sorte è condivisa da Dragon's Crown, il cui lancio americano è già pianificato, mentre quello europeo...
Qualcuno dice che qualcun'altro annuncerà qualcosa in occasione della Gamescom di Colonia, per il momento accontentatevi del nostro hands-on consumatosi al booth Sony dell'E3 2013.

Ninja, principesse guerriere e demoni scimmia

Kotaku definisce Muramasa Rebirth come il "predecessore spirituale di Dragon's Crown", ma aldilà del paragone illustre con l'attesissimo picchiaduro a scorrimento Vanillaware bisogna tirare le orecchie alla redazione australiana. I due videogiochi sono come Sole e Luna, entrambi riflettono la luce di una grafica bidimensionale disegnata a mano, ma in termini di gameplay non potrebbero essere più diversi.
Se Dragon's Crown è un picchiaduro a scorrimento fantasy, Muramasa Rebirth è un action platform ambientato in un mondo che sprizza feudalesimo giapponese da tutti i pori. La trama trae spunto da un convincente periodo storico: durante l'era Genroku, lo shogun Tokugawa Tsunayoshi iniziò una feroce guerra con l'obiettivo di assicurarsi il possesso delle potenti Spade Demoniache, lame maledette e portatrici di ogni male. La distruzione che si propaga dall'isola di Honsu alle altre terre dell'arcipelago è tale da far risvegliare le creature malefiche dallo Yomi, una sorta d'inferno mitologico giapponese, terra dimora dei morti, e da richiamare le due divinità che controllano il corso del mondo, il Dio Drago ed il Dio Demone.

È su questo sfondo che si svolgono le avventure parallele di Momohime e Kisuke. La ragazza è una principessa ninja, posseduta dallo spirito di un folle maestro di spada, Jinkuro, del quale si trova giocoforza a dover assecondare i piani, mentre il giovane è un fuggitivo che ha perso la memoria, che vaga alla ricerca di una particolare katana della quale però non sa nulla.
I due spartiscono un medesimo schema di controllo (tale volontà è presente anche in Dragon's Crown), ma due diverse linee narrative che sicuramente convergeranno. L'omaggio all'arte e alla cultura giapponese è evidentissimo nella maniera d raccontare la trama, con siparietti ispirati al teatro kabuki e stage in cui le stampe di Hokusai e le litografie ottocentesche prendono vita. I colori son perfetti sia sul televisore low-res della versione Wii, che sul 5" di Playstation Vita, ma bisogna ammirare il gioco in movimenti per accorgersi di quanto sia incredibile il titolo Vanillaware: è come se una serie di dipinti provenienti dalla più prestigiose pinacoteche del Sol Levante si trasformassero in libri pop-up. Uno sforzo immenso!

Il remake per Playstation Vita

Muramasa Rebirth uscì inizialmente nel 2009 su Wii, rappresentando uno degli apici della sua line-up. A distanza di 4 anni il platform rivive su Playstation Vita con un remake particolarmente interessante.
Parliamo anzitutto del sistema di controllo. L'accoppiata Wiimote + Nunchuck è tranquillamente riprodotta dalla console Sony, la quale fa tranquillamente a meno del touch screen. Con il tasto X si salta una o due volte, mentre attraverso Quadrato si attacca con una delle tre spade (il cambio avviene in tempo reale premendo Triangolo) e con esse si para pure. Quest'ultima soluzione potrebbe apparire straniante, ma se ci pensiamo bene impugnando una katana offesa e difesa differiscono soltanto per il movimento eseguito e la posizione della lama.
Il gameplay che ne deriva è svelto e senza un attimo di respiro. I nemici non aspettano i vostri comodi, né attendono le vostre leggerezze, ma assediano, circondano e infine assaltano. Il colpo di classe finale è il Crouch (l'abbassarsi per ridurre il proprio hitbox) che consente di caricare il colpo, il quale esplode una volta riassunta la stazione eretta!
Due sono le difficoltà proposte: Legend è adatta a tutti i palati ma non è comunque una passeggiata di salute, mentre Chaos è definita dal gioco stesso "non adatta ai deboli di cuore"!

I 4 nuovi personaggi proposti in DLC: da sinistra, Nekomata, il Campagnolo, Arashimaru e Oni-musume

La versione Playstation Vita possiede due novità discretamente importanti. La prima è un pacchetto di livelli inediti e 4 personaggi ognuno con la propria storia da raccontare. Nekomata, metà-donna metà-gatto, attacca con i propri artigli; il Campagnolo, invece, colpisce con la propria zappa; il ninja Arashimaru fa a meno della spada di Kisuke perchè è un maestro nel lancio di Shouryken e Kunai; infine, abbiamo la pestifera Oni-musume (letteralmente "un diavolo al femminile") che assomiglia un pochino a Lamù, avendo dalla sua la capacità di sollevare oggetti molto più pesanti di lei!
I nuovi personaggi hanno pattern d'attacco e potenzialità narrative davvero interessanti: ciascuno di essi potrà contare su due livelli sviluppati per l'occasione. Purtroppo, però, ciascuno di essi sarà distribuito via DLC e non inclusi direttamente nella scheda di gioco. Trattandosi di un remake sarebbe stato più sensato inserirli direttamente come modalità a parte, ma a quanto pare anche in Vanillaware hanno bisogno di fare cassa con i contenuti scaricabili.
Nonostante la versione americana sia appena stata pubblicata, ancora non si conoscono le modalità di distribuzione negli Stati Uniti e il prezzo di ciascuno di essi.
Altra novità di rilievo è la rinnovata traduzione ad opera del publisher a stelle e strisce, Aksys Entertainment. Quella per Wii era sbrigativa e ridotta all'osso, mentre su Playstation Vita si è cercato di proporre dialoghi più ricchi e vocaboli più ricercati. La versione per Wii uscì completamente localizzata in italiano: anche quella Playstation Vita godrà di un simile trattamento?

Muramasa Rebirth Proprio mentre i videogiocatori americani scartano le loro copie di Muramasa Rebirth, noi europei siamo ancora in attesa di un publisher volenterosi che pubblichi il remake del platform 2d sviluppato da Vanillaware (Odin's Sphere, Dragon's Crown) e già visto su Wii. L'ambientazione feudale giapponese e il ricco background mitologico nipponico, fatto di ninja, principesse guerriere e demoni scimmia, avvolgono un gameplay frenetico e ben calibrato. L'edizione per console portatile adatta alla grande il control scheme, aggiunge 8 livelli inediti e 4 personaggi fuori di testa (venduti purtroppo solo via DLC) e una traduzione inglese nuova di zecca. L'attesa prosegue...

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