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GCom13

Hands on Murasaki Baby

Un team tutto italiano per una bellissima esclusiva PSVita

hands on Murasaki Baby
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Quando il primo progetto del team Ovosonico è stato presentato sul palco della conferenza Sony, un moto d'orgoglio ha scosso gli animi di tutti gli italiani presenti in sala. Murasaki Baby, esclusiva PlayStation Vita in arrivo il prossimo anno, è un'IP inedita e coraggiosa, intrisa di una bellezza misteriosa e conturbante.
L'anima nera e malinconiosa della produzione si manifesta nel look quasi burtoniano, nei contorni scuri degli sprite, nel tratto marcato e deciso che delinea un art design peculiare ed insolito. Di contro i guizzi di un entusiasmo incontenibile, la delicatezza degli strambi personaggi che popolano il mondo di gioco, la gioia infantile delle piccole cose, viene incarnata dai forti cromatismi dello sfondo, e da quella splendida macchia di colore a forma di cuore che segue i passi incerti di una bambina gongolante.
Murasaki Baby, insomma, è un impasto originalissimo di suggestioni visive, che si concretizza poi in un gioco dal gameplay particolare, studiato attorno alle specificità di PlayStation Vita.
L'incontro con la "fantasia a carboncino" di Ovosonico, insomma, ci ha fatto davvero innamorare.

Gli occhi sgranati, scavati nelle orbite irregolari, e qualche capello ritorto che spunta dalla testa. Una bocca piena di denti un po' deformi, che si apre sulla fronte: come se la faccia fosse girata al contrario. La "Baby" di Ovosonico è alla fine un po' mostruosa, storta, stranissima; eppure non si può far altro che rimanerne conquistati. Forse proprio perchè se ne sta lì, al margine dello schermo tutta sola e abbandonata. Mentre tiene stretto un palloncino a forma di cuore che sembra essere l'unica gioia della sua vita.
Quello che viene naturale fare è prenderla per mano e accompagnarla a scoprire le stravaganti meraviglie di un mondo spigoloso: si poggia il dito sulla superficie del touchscreen, e la "bimba" allunga la sua mano fino ad afferrare il polpastrello.
Cominciamo a farle muovere i primi passi, e poco a poco scopriamo l'esperienza che Murasaki Baby vuole proporre. Il titolo Ovosonico è in sostanza un platform semplicissimo, che lascia spazio in molti frangenti ad una raffinata componente puzzle. Per superare le difficoltà che ostacolano il cammino alle volte serve colpo d'occhio e coordinazione, alle volte solo materia grigia. Basta ad esempio un tap sullo schermo per cacciare i tenacoli che provano ad afferrare la piccola, mentre più avanti, di fronte a baratri apparentemente insuperabili, bisogna aguzzare l'ingegno. Una delle particolarità di Murasaki Baby è che strusciando con le dita sul touchpad posteriore è possibile cambiare lo sfondo di gioco. I panorami in profondità sono caratterizzati da un colore preciso, e perfettamente contraddistinti da una grafica poligonale ispiratissima. Ognuno rappresenta sostanzialmente uno stato d'animo della piccola protagonista, e ciascuno può interagire in maniera diversa con gli elementi in primo piano, che invece sono disegnati in un 2D bicromatico che ricorda da vicino quello di Escape Plan (anche Murasaki Baby utilizza l'Unity Engine).
Immaginate quindi il cielo plumbeo e gonfio di pioggia dell'inquietudine: gli scrosci continui potrebbero servire per spegnere un incendio che blocca la strada, oppure per riempire un canale prosciugato e permettere alla bimba di navigare.
Uno sfondo rosso di rabbia, pieno di campanacci pronti a schizzare ad un semplice "tap", potrebbe essere utile per spaventare qualche creatura birichina, mentre i cambi arancioni della solitudine, in cui svetta un mulino a vento, sono perfetti per spazzare via creature volanti insidiose.
Il gameplay di Murasaki Baby, insomma, è quasi tutto concentrato su questa interessante dinamica, eccezion fatta per le sequenze ambientate in interno: qui abbiamo dovuto invece trasportare una torcia da un gancio all'altro per illuminare gli angoli bui di una casa piuttosto inquietante, che sembrava uscita da un film impressionista degli anni '20. Il trailer suggerisce che più avanti nell'avventura ci sia da giocare anche con l'orientamento della console: ruotarla o scuoterla per scombussolare le ambientazioni di gioco, riposizionandone gli elementi per creare nuovi percorsi.
L'imperativo, in ogni caso, è quello di non perdere il palloncino che rende la bimba tanto felice. Bisogna riportarglielo quando le sfugge di mano, e tenerlo lontano dalle misteriose creature che popolano l'universo di Murasaki Baby, siano buffi esseri tentacolari o uccelli a forma di spilla da balia.
L'idea che sorregge la produzione, insomma, è delicata e indovinata come l'art design, che esibisce tutto l'estro creativo del team di Varese. Espressivo e pieno di stravaganze, attraversato da una sottilissimo amore per l'assurdo, il colpo d'occhio di Murasaki Baby conquista come l'idea alla base del gioco. Mentre avanziamo "in punta di dito" non possiamo far altro che sorridere, per l'eccezionalità di un progetto che caratterizza fortemente la line-up PsVita, e stuzzica con efficacia corde emotive raramente pizzicate dalle produzioni moderne.

Murasaki Baby Murasaki Baby è un progetto che giunge piuttosto inatteso, ma come un fulmine rischiara il cielo di Colonia. Ovosonico esordisce alla grande, con un progetto personale dallo stile unico. Misuratissimo anche sul fronte del gameplay, attento ad esaltare le caratteristiche della console, Murasaki Baby è una fra le più belle sorprese della Gamescom, e un titolo da tenere sotto stretta sorveglianza, che tutti i possessori di PlayStation Vita apprezzeranno senza riserve.

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