Phantom Dust Oggi alle ore 21:00

Giochiamo in diretta con l'edizione remaster di Phantom Dust

Hands on MX vs. ATV Reflex

THQ si sporca col fango degli sterrati, in un racing arcade ben costruito

hands on MX vs. ATV Reflex
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

Il fenomeno dei racing game, già debordante per qualità e quantità di titoli dedicati, non accenna a diminuire di intensità, in un mercato che ormai propone le corse in declinazioni sempre diverse e sempre più raffinate. In particolare il mondo delle gare fuori strada ha saputo creare uno zoccolo duro di fedelissimi sempre pronti ad aspettare la pubblicazione dei giochi targati Rainbow Studios, che ha alle spalle un’ormai decennale e apprezzata esperienza sul campo. Dopo il non troppo convincente MX vs ATV Untamed, la Software House di Phoenix alza la posta mostrandoci in anteprima il codice definitivo del nuovo e ambizioso MX vs ATV Reflex, in compagnia del direttore artistico Ian Wood.

Nel “segno” dell’innovazione!

L’evoluzione delle corse videoludiche ha portato una ricerca spasmodica di novità, per non impaludare il genere in meri restyling grafici ed ampliare le possibilità di divertimento: la nuova frontiera riguarda la dinamicità dei tracciati, che, attraverso soluzioni diverse, dall’antesignano Sega Rally ai nuovi Split/Second e SBK X, offre la possibilità di percorrere giri in condizioni di pista sempre diverse. Rainbow Studios accetta la sfida e si concentra sulla deformabilità del terreno, per incontrare le caratteristiche salienti del mondo off road. Gli scenari, già selvaggi per definizione, si fregiano di dune, fango, neve che si adeguano e si modificano realisticamente al passaggio dei centauri, i quali lasciano inoltre scie e solchi con cui sarà bene fare i conti al giro successivo: le conseguenze non sono solo grafiche ma incidono sulla percorribilità della pista, rendendo decisamente pericoloso affrontare in atterraggio dune di cui non ricordavamo l’esistenza (semplicemente perché prima non c’erano), piuttosto che aggredire di traverso i solchi resi sempre più profondi di giro in giro, capaci di sbalzarci di sella. L’effetto fisico è evidente nella risposta del veicolo, instabile nei tratti rovinati, che porta ogni pilota ad abbracciare traiettorie diverse, così come nel movimento delle sospensioni, decisamente credibile e appagante.

Io pilota, tu moto

Per evitare di cadere nella classica dicotomia da racing game, pronta ad etichettare come simulativo o arcade ogni titolo, Reflex cerca una terza via, un ibrido che privilegia l’esperienza di guida attraverso un accorgimento efficace e ben implementato nei comandi: la separazione tra mezzo e pilota, per la gestione dei quali è deputato uno stick analogico dedicato in via esclusiva. Se lo sterzo come da tradizione è legato ai movimenti della levetta sinistra, con la destra controlleremo peso e postura del biker, e addirittura il movimento della gamba in curva, che risponde gradatamente all’inclinazione che imprimiamo. Nonostante le perplessità e le difficoltà iniziali è bastata una brevissima sessione di allenamento per padroneggiare il sistema, che stupisce la per naturalezza e soprattutto per l’impatto effettivo sulla guida: i due stick restituiscono in maniera inaspettata l’esperienza di cavalcare letteralmente moto e quad portando, in un eccesso di trasporto, a movimenti inconsulti del giocatore, tipici del wii ma inutili sulle altre console, se non a testimoniare il feeling molto positivo che si instaura con il titolo.
Il sistema rende quasi istintivo correggere le traiettorie spostando i chili del centauro, così come affrontare un salto con la giusta posizione del corpo, e a guadagnarne è senza dubbio la profondità del gioco, che si presta ad un divertimento immediato ma vario nonostante un approccio spiazzante.
Il controllo con i due analogici emerge prepotentemente anche nelle classiche gare di trick, in cui lo sdoppiamento tra mezzo e pilota è fulcro dell’esperienza, sia per quanto riguarda le evoluzioni che nella fase di atterraggio.

Fango ed Heavy Metal

Tecnicamente MX vs ATV Reflex si presenta decisamente all’altezza, indice di come gli studi Rainbow abbiano seguito con grande attenzione lo sviluppo del titolo: ad una fluidità senza cedimenti si affianca una resa grafica positiva, forte di un orizzonte visivo molto profondo e praticamente privo di pop up, oltrechè decisamente realistico nella deformazione del terreno: inoltre le tracce lasciate sulla pista variano a seconda di dimensioni e peso dei diversi veicoli, rendendo definitivamente credibile la nuova feature. I vari elementi “dinamici”, tra cui fango, neve e sabbia sono infatti realizzati con cura lodevole, cura che ritroviamo anche in diversi effetti grafici, come il vento sulla tuta dei piloti, la sporcizia dei mezzi e l’implementazione (purtroppo solo visiva) dei danni. Inoltre la software house ha cercato di infondere nel titolo l’atmosfera tipica delle gare off road, con il contorno di ragazze discinte, natura selvaggia, adrenalina e un contesto casinaro (specialmente negli stadi in cui si svolgono le gare di tricks), ben cementato dalla colonna sonora heavy metal. Agli appassionati farà inoltre piacere ritrovare piloti, mezzi e livree ufficiali, anche se è possibile la creazione di un avatar completamente customizzabile. Le modalità proposte sono incentrate sulle gare di MX e ATV, come da titolo, ma alle classiche sfide di moto e quad si aggiungono tracciati apposta per buggy e pick-up, oltre a percorsi “omnicross” in cui tutte le categorie potranno scontrarsi su percorsi bilanciati per non favorire nessun mezzo in particolare. Inoltre saranno presenti aree denominate Freeride, liberamente percorribili per fare pratica, o per venire incontro ad esigenze di “turismo” ed esplorazione.

MX vs. ATV Reflex MX vs ATV Reflex si appresta a calcare sterrati e fango con novità gustose e un comparto tecnico adeguato: in vista della pubblicazione e di una prova più approfondita non possiamo che accogliere con favore il nuovo sistema di controllo, e annotare come le demo pubblicate non rendano degnamente il feeling che si instaura alla prova del codice definitivo, capace di offrire un’esperienza di guida piacevole e alternativa. La deformazione dinamica del terreno acuisce la curiosità verso il nuovo titolo Rainbow, curiosità che Everyeye sarà pronta a dissipare a breve con la consueta recensione. Stay tuned!

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