Hands on Napoleon: Total War

Provata l'ultima fatica Creative Assembly

hands on Napoleon: Total War
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Giappone Medievale, Impero Romano, Medioevo, Rivoluzione Industriale e adesso Francia e Napoleone Bonaparte. La serie di Total War, sviluppata dai talentuosi ragazzi inglesi di The Creative Assembly, è sempre stata capace di regalare al giocatore non solo un background storico fedele all’”originale”, a seconda dell’ambientazione di ogni episodio, ma soprattutto offrire un strategico d’altri tempi, dove la tattica la fa da padrone sul resto delle cose, allontanando quindi l’accessibilità tipica di un Age of Empires.
Forse non è un caso che per il decennale della saga (il primo episodio debuttò nell’anno 2000), gli sviluppatori abbiano scelto uno dei periodi storici più interessanti che si possa raccontare, nonché la vita e la caduta di quel che è considerato, da più parti, il più grande generale di tutti i tempi: Napoleone Bonaparte. Grazie a Sega, che detiene i diritti di pubblicazione del gioco, siamo stati in grado di provare in anteprima assoluta i primi livelli di gioco che comporranno poi la corposa produzione completa che debutterà sul nostro mercato a partire dal 26 Febbraio prossimo.

Chi ha paura di essere battuto sia certo della sconfitta

A dire la verità, come sapranno i nostri lettori più informati, Napoleon: Total War è in realta una espansione stand-alone, ovverosia giocabile senza il titolo principale che risponde al nome dell’ultimo episodio, Empire: Total War, ma visti i contenuti promessi e di cui abbiamo potuto trarre una prova tangibile almeno in parte, è quasi riduttivo parlarne in questa maniera.
Il periodo storico messo a fuoco da Creative Assembly rappresenta naturalmente l’epopea più calda dell’intera vita del “piccolo” generale partendo dai primi passi nella campagna d’Italia fino alle battaglie d’oriente in Egitto, le avanzate continentali in Europa e la capitolazione definitiva nello scontro di Waterloo (esito comunque ribaltabile dal giocatore). In questo senso, e per cercare di avvicinare al gioco anche i meni esperti del genere, è stato inserita una corposa modalità tutorial che permetta di prendere assoluta confidenza con i comandi di gioco durante le prime conquiste di un giovanissimo Napoleone, ancora intento a guadagnare il dominio del suo Paese.
Il rischio di stravolgere completamente la serie, tantomeno con quella che rimane comunque una espansione, non è stato naturalmente preso e quindi chi è già avvezzo alla saga di Total War si troverà immediatamente a suo agio in questa nuova produzione. La prova ci ha permesso di saggiare non solo due missioni delle fasi d’apprendimento, ma anche l’intera prima campagna di gioco ambientata nel nostro Paese e un paio di scontri speciali presi direttamente dalle battaglie più epocali del Bonaparte.
Abbiamo notato immediatamente come l’intento principale durante lo sviluppo di Napoleon: Total War è rendere i contorni ancora più realistici rispetto al passato con l’introduzioni di interessanti caratteristiche aggiuntive, prima mal funzionali o del tutto assenti. Il miglioramento dell’intelligenza artificiale rende ad esempio la gestione tattica dalla mappa principale di gioco ancora più complicato, poiché bisognerà tenere conto più che mai di tutti gli eventi che colpiranno le cittadine e le regioni facenti parte dell’impero. Durante la nostra prova, dopo aver conquistato la città di Cuneo, abbiamo volutamente spinto eccessivamente tutte le forze su Torino, lasciando così praticamente indifese gli altri centri abitati. Il risultato? Mentre il nostro esercito marciava velocemente verso il capoluogo piemontese, l’esercito del regno di Sardegna (alleato all’epoca degli Austriaci) non solo ha “tentato” di riprendersi Cuneo (esatto, abbiamo fatto in tempo a tornare) ma un secondo plotone si è addentrato nel nostro territorio costringendoci quindi non solo a rimandare l’attacco su Torino, ma anche a dover difendere con maggior criterio i territori in nostro possesso. Ora, è chiaro che si è trattata di una situazione evidentemente cercata, ma ciò è stato voluto per capire quanto la CPU fosse reattiva al minimo errore, e di certo sotto questo aspetto non possiamo dirci assolutamente insoddisfatti.
Peraltro le stagioni climatiche impongono una sapiente gestione non solo delle proprie unità (non tutte sono capaci di sopportare l’eccessivo freddo o il contrario), ma anche dell’intero Stato, portandoci quindi ad intervenire sulle piccole cose per evitare di diventare presto una facile preda dei nostri avversari. Il povero Napoleone ne sa qualcosa riguardo le spedizioni finite male per un po’ di maltempo in Russia - usando un eufemismo - e quindi rendetevi conto anche di questo prima di organizzare un attacco, specialmente di imponenti dimensioni.
Capite quindi che la gestione della parte strategica, ovvero quella lontana dal campo di battaglia, diviene ancora più importante che in passato. Saper gestire i rapporti diplomatici con gli altri stati, le novità tecnologiche apportare, che tipo di governo portare avanti e tante altre cose, fungono praticamente da fermo pilastro per gli anni virtuali che attraverserete con il vostro impero. Gli accorgimenti realizzati dagli sviluppatori rendono quindi più che mai questa parte del gioco come il cuore pulsante dell’intera produzione, sebbene gli scontri su larga scala mantengano il loro elevato livello qualitativo e coinvolgente.
Sul campo, avrete la lieta novella di poter usare nuove unità mai viste prima nella serie per un numero massimo di 300 componenti differenti. Come sempre, il lato tattico sulla parte più ludica del gioco rimane la cosa più importante da tenere a mente prima di scendere in battaglia. Mandare alla cieca il proprio esercito verso il nemico vi porterà presto o tardi a rassegnarvi alla sconfitta, mentre la gestione meticolosa di ogni singola unità è il perno più importante sotto il quale qualsiasi generale dovrebbe attenersi. Anche perché, l’iterazione con l’ambiente circostante - leggasi: occupazione di posizioni strategiche quali edifici abbandonati - promuoverà maggiormente l’aspetto strategico del gioco, e immaginate che saper sfruttare anche quella che pare la più stupida delle cose potrà darvi un vantaggio non indifferente per l’esito dello scontro. Anche un piccolo esercito dunque potrebbe avere la meglio su un avversario superiore di numero se ben organizzato, e qui Total War non ci ha effettivamente mai deluso. Peraltro, è stata potenziata maggiormente la figura del “Generale”, forse per sposarsi ancora meglio sul progetto studiato intorno a Napoleone, che tra le altre cose era anche un noto e straordinario condottiero. Le truppe avranno infatti un morale altissimo se Bonaparte in persona, ad esempio, parteciperà alla battaglia. L’effetto contrario avrete se il generale verrà ucciso o nel migliore dei casi ferito, in tal proposito in-game abbiamo provato entrambe le situazioni, e vi assicuriamo che per i francesi vedere Napoleone ferito in battaglia non è stato certo un bel vedere. Purtroppo non abbiamo avuto occasione di provare le battaglie navali, che effettivamente nell’ultimo episodio non ci avevano esattamente fatto impazzire, e per cui non siamo in grado di dirvi se le cose siano migliorate o meno.
Non abbiamo potuto provare neanche l’interessantissima modalità multiplayer che promette di dare una nuova linfa vitale a questa serie. Secondo quanto promesso dagli sviluppatori, sarà possibile ad esempio portare una intera campagna avanti in compagnia di un amico che, nei panni di un altro stato, condurrà una guerra praticamente al fianco vostro. Occhio però, fate attenzione a non volere la stessa terra! In tal caso, il multi giocatore si trasformerà automaticamente da cooperativo a competitivo. Quest’ultimo supportato poi da una sua modalità dedicata che permetterà a otto giocatori di sfidarsi su una mappa qualsiasi come nel più classico dei “Deathmatch”.

Dal sublime al ridicolo c’è soltanto un passo

Per fortuna questa citazione di Napoleone non si sposa certo con il sontuoso comparto tecnico del titolo. Mantenuto e migliorato leggermente quello performante visto in azione su Empire: Total War, confermiamo di trovarci di fronte ad un livello grafico magnifico, con una riproduzione non solo fedele ed accurata di luoghi, personaggi ed eventi storici, ma anche un realismo invidiabile, condito da textures in alta definizione, effetti visivi vari ed la massima cura per ogni particolare.
Non possiamo ovviamente esprimere pareri sinceri sulla longevità, ma le oltre tre campagne di gioco (comprese alcune nei panni del “nemico”), la modalità multiplayer e scenari dedicati garantiranno al giocatore un lungo periodo di tempo davanti al monitor.

Napoleon: Total War Concludendo, questa nostra prima prova in anteprima di Napoleon: Total War è andata a buon fine. I livelli di gioco messi a fuoco ci hanno dato la possibilità ancora una volta di confermare la bontà di questa serie capace di saper mixare perfettamente eventi storici realmente accaduti e un videogioco strategico di qualità sopraffina. Permane qualche punto interrogativo per un eccessivo numero di “bugs” che speriamo siano risolti nella versione completa e per l’impossibilità di provare le battaglie navali, vero anello debole del predecessore.