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Giochiamo in diretta con questa avventura dalle tinte oscure

Hands on Naval War: Arctic Circle

Uno sguardo dalla beta

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  • Pc
Enrico Spadavecchia Enrico Spadavecchia è un avido collezionista ed esagitato videogiocatore dai tempi del Commodore 64 e delle sue righe colorate. Ex giocatore accanito di Counter Strike, in giovane età ha compiuto la stupidissima impresa di completare Quake II a livello hard senza scendere mai sotto i 100 punti ferita. Ostinato retrogamer e sostenitore delle produzioni indipendenti, non disdegna le offerte del mercato attuale, soprattutto FPS e avventure grafiche. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Prodotto da Paradox interactive e sviluppato da Turbo Tape Games, Naval War è uno strategico in tempo reale ambientato in un'ipotetica terza guerra mondiale nel 2030, combattuta nelle acque del circolo artico. Abbiamo avuto, grazie all'accesso alla closed beta, la possibilità di andare oltre lo spettacolare teaser diffuso durante il gamescom dello scorso anno, ed analizzare una porzione consistente del gameplay. Gli ambiziosi sviluppatori norvegesi di Turbo Tape Games, attivi dal 2008, hanno scelto un terreno difficile per il loro esordio. Lontanissimo dalle ultime produzioni, quali simpatici browser games e colorati software didattici, Naval War è il loro primo titolo nell'ambito del PC gaming, un lavoro decisamente più complesso e maturo.

Cerca e distruggi

Le identità selezionabili per la campagna single player, come per lo skirmish, sono due e corrispondono alle due grandi fazioni coinvolte nel conflitto: NATO e Russia. La narrazione, ridotta all'osso, è affidata a delle riproduzioni di prime pagine di quotidiani che, per quanto efficaci nel marcare i toni seriosi della vicenda, non riescono a delineare un background sensato del conflitto. Dopo un breve intermezzo dedicato al briefing di missione avremo a disposizione il piatto forte della simulazione: il menu tattico di gioco. La schermata principale è suddivisa in tre parti ingrandibili: una visione globale della mappa, una griglia di comando tattico e una riproduzione in tre dimensioni delle unità in gioco. La schermata in tre dimensioni svolge una funzione prettamente estetica, visto che gran parte delle azioni si svolgeranno sulla mappa tattica, dalla quale potremo zoomare sulle zone ‘calde' della battaglia e selezionare le singole unità. Ogni vascello o velivolo selezionato è accompagnato da una moltitudine di parametri monitorabili, come il numero di danni subiti, il carburante residuo, lo stato dei radar e dei sonar, gli ordini impartiti e la velocità degli spostamenti. L'aspetto simulativo è molto curato, gli ordini da assegnare alle singole unità sono molto vari e ogni scelta riguardo la velocità di spostamento, l'ampiezza dei pattugliamenti e l'armamento delle unità influirà drasticamente sull'esito della battaglia. Grande importanza nella strategia di gioco è affidata alla fase di individuazione delle unità nemiche che potrà avvenire grazie alla disposizione dei sonar e al dispiegamento delle forze in fase di pattugliamento. Ogni velivolo, nave o sottomarino individuato dai sofisticati sistemi di difesa apparirà sulla mappa e dovrà subito essere identificato dal giocatore ed etichettato come ostile prima di poter procedere ad un eventuale attacco. Gli sviluppatori hanno scelto di focalizzare il gameplay su questo aspetto, riproducendo alla perfezione le meccaniche di individuazione di radar e sonar nel modo più realistico possibile e spingendo il gameplay verso un approccio stealth. Il risultato però vede una scarsa attenzione nella realizzazione delle battaglie vere e proprie, un buon incentivo per gli amanti delle simulazioni realistiche ma un vero repellente per i casual gamers. Le battaglie infatti si ridurranno spesso ad una manciata di click e a qualche notifica testuale riguardo l'esito di ogni attacco, togliendo al titolo quel minimo di spettacolarità che avrebbe attirato giocatori diversi dall'archetipo del fanatico della simulazione iper-realistica.
Nella parte alta della schermata una piccola barra riassumerà tutti i valori atmosferici da tener conto in ogni spostamento delle unità, quali temperatura, velocità del vento, condizione delle onde marine espressa in Beaufort e copertura nuvolosa. Dalla suddetta barra sarà possibile incrementare lo scorrimento del tempo fino a 120 volte, per sveltire le manovre più lente e le traversate più lunghe. Nonostante la presenza di tale opzione, anche scalando il tempo fino ad un rapporto 1:120, l'azione di gioco non risulterà mai frenetica.
L'interfaccia, seppur molto immediata, non si è rivelata sempre efficace, colpa dei molteplici bug riscontrati durante le svariate sessioni di prova della closed beta. Parliamo di ordini che vanno impartiti più volte alle unità prima di essere riconosciuti, sonar che spariscono subito dopo essere stati piazzati e svariate imprecisioni nel sistema di pattugliamento. Allo stato attuale l'impressione è quella di un sistema troppo poco reattivo agli input del giocatore, che, se non corretto, rischia di castrare irrimediabilmente il gameplay. Punto a favore è invece la varietà delle missioni (circa 12 per ogni fazione), che ci vedrà impegnati sempre in situazioni diverse e ci permetterà di sfruttare ciascuno dei 70 mezzi disponibili nel gioco.

Il gelo

Sul profilo tecnico Naval War: Arctic Circle ha suscitato non poche perplessità. Le schermate dedicate alla narrazione del conflitto si sono mostrate molto meno dettagliate di quelle viste nel teaser presentato al gamescom 2011, e addirittura vittime di errori grossolani sulle risoluzioni ‘atipiche'. Le schermate di briefing, tutt'altro che accattivanti, mostrano degli artwork di dubbia qualità e non salvano la situazione neanche le riproduzioni in tre dimensioni delle unità, che, seppur abbastanza fedeli alle loro controparti reali, sono dotate di un bassissimo conteggio poligonale e spesso circondate da effetti grafici poco convincenti. Il comparto audio, invece, è composto da campionature di alta qualità, soprattutto per quanto riguarda la riproduzione dei suoni atmosferici, molto suggestivi, mentre le musiche sono affidate al loop interminabile di due sole tracce audio. Quanto visto dalla closed beta è una realizzazione tecnica fin troppo approssimativa e frettolosa, condita da un quantitativo consistente di bug (imperdonabile il runtime error che ci ha impedito di provare la campagna russa), nonostante la release pressochè imminente.
La costante desolazione della lobby -impossibile stabilire se causata da una falla nel netcode o dall'effettiva mancata affluenza di beta testers- non ci ha permesso di testare le funzionalità di gioco multiplayer. Gli sviluppatori, tuttavia, promettono un'esperienza di gioco varia ed equilibrata, supportata dalla complementarietà delle unità utilizzabili.

Naval War: Arctic Circle Un primo sguardo all’RTS di casa Paradox non ci ha convinti, soprattutto sul profilo tecnico. Ad un’ottima realizzazione della parte dedicata alla simulazione sono affiancati uno storytelling sterile e poco accattivante e una direzione artistica carente. Sotto l’aspetto strettamente estetico Naval War si è dimostrato addirittura inferiore a molti dei browser game attualmente in circolazione. L’uscita è prevista per il Q2 del 2012 e, salvo miracoli dell’ultimo minuto da parte del team di sviluppo, si prevede un seguito abbastanza ristretto, fatto di soli veri amanti della simulazione nuda e cruda.

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