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Hands on Need For Speed: Most Wanted

Dopo la Conferenza, abbiamo messo le mani sul nuovo racing di Criterion

hands on Need For Speed: Most Wanted
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • PSVita
  • Wii U
  • Pc
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La presenza di un nuovo episodio di Need for Speed all'interno della line-up autunnale di Electronic Arts è pesantissima e la nuova fatica di Criterion se la gioca ad armi pari contro altri pesi massimi come Medal of Honor e Crysis 3.
La dimostrazione risiede nella massiccia presenza di Most Wanted al Gamescom 2012 di Colonia, con un buon numero di minuti dedicati al gioco durante la press Conference di Electronic Arts e ben due demo, entrambe dedicate al multiplayer: una mostrata a porte chiuse e l'altra sullo show floor della fiera tedesca, in modo da poter far provare il gioco praticamente a tutti, operatori di settore, appassionati e semplici curiosi, spingendoli a sfidarsi a diventare il pilota più ricercato di tutti.

Fonti d'ispirazione

La demo mostrata durante la press confence di EA ha messo in luce molte novità, lasciando però qualche dubbio sulla direzione intrapresa da questo nuovo episodio di Need for Speed.
La base di partenza è stata ovviamente il Most Wanted che fu nella passata generazione, plasmato dai ragazzi di Criterion per farne una creatura tutta nuova.
Il quesito è sulle influenze e sulle scelte di design: Paradise o Hot Pursuit?
Solo prendendo il mano il pad si può iniziare a farsi un'idea concreta di cosa potremo aspettarci all'uscita.
Il feedback di guida assomiglia molto a quello di Hot Pursuit, con una differenza tra le prestazioni delle auto leggermente più marcata rispetto all'omogeneità di cavalli dei veicoli della scorsa produzione di Criterion, almeno se appartenenti alla stessa classe.
Anche l'alternanza tra aderenza e derapata porta ormai il marchio di fabbrica del team britannico, anche se c'è da dire che è da Burnout Revenge che questo aspetto non viene quasi più limato, per la gioia degli estimatori e le lamentele di chi non si è mai abituato oppure ha sempre chiesto a gran voce un grado di simulazione migliore.

The paradise of a hot pursuit

In realtà Most Wanted fonde due delle caratteristiche principali dei titoli precedenti: una città da esplorare liberamente e la presenza della polizia.
La nuova metropoli sarà leggermente più grande della precedente ma il team ha promesso una varietà nettamente maggiore rispetto a Paradise City, con aree di ogni tipo, da quella industriale mostrata fino ad ora, confinante con il vicino quartiere degli affari, a sezioni dotati di larghe autostrade o da statali piene di tornanti, che si inerpicano verso la vetta di una collina che offre un'ottima vista sulle aree sottostanti.

La polizia, invece, entrerà in gioco a più riprese, sia durante le gare, con la necessità di fuggire anche oltre il traguardo, per tornare nel pieno anonimato ed evitare l'arresto, sia in seguito a plateali scorrettezze, spesso legate a sezioni da percorrere al massimo della velocità, passando davanti ad un rilevatore, in modo da ottenere Speed Points che permettano l'acquisto di parti per personalizzare il veicolo e per scalare le classifiche gestire dalla nuova versione del celebre Autolog.

Multiplayer aperto

La modalità multiplayer mostrata a Colonia ha una struttura simile a quella presente in Burnout Paradise: otto giocatori si muovono liberamente per la città, attendendo la segnalazione di un nuovo evento; a quel punto dovranno guidare il più rapidamente possibile verso il punto di ritrovo, con un bonus in Speed Points per il primo che raggiungerà la zona specifica.
Gli eventi sono moltissimi e danno ben poco tempo per tirare il fiato ai partecipanti, continuando a trascinarli da una zona all'altra della città e facendoli sfidare con normali gare di checkpoint in checkpoint, corse che comprendono più giri oppure competizioni di drift o di record di velocità nel passaggio davanti ad un rilevatore.
C'è però un aspetto che proviene direttamente da Burnout e che va tenuto in serissima considerazione durante un evento: se un partecipante subisce un Takedown è squalificato.

Chi non è particolarmente avvezzo alle gare di derapata, quindi, potrebbe fare qualche tentativo per accumulare punti, mentre individua i migliori e li sperona, in modo da salire in classifica e puntare almeno al podio, senza avere tutti i numeri per ottenerlo lealmente.
Ogni sfida, quindi, include un tasso di strategia da non sottovalutare, soprattutto quando entra in gioco la polizia, che va a sostituire le presenza delle vere e proprie armi disponibili in Hot Pursuit, non snaturando però l'esperienza di gioco.

Trecento all'ora e non sentirli

Tecnicamente Most Wanted si presenta con uno stile che tende al realismo, con i sempre ottimi modelli di auto ormai presenti in ogni episodio della serie.
Dal punto di vista dello stile puro, quindi, il nuovo capitolo si avvicina molto più a Hot Pursuit rispetto a Paradise, malgrado le manovre folli e spericolate siano all'ordine del giorno, come i classici salti da decine di metri per infrangere i cartelloni pubblicitari, che questa volta saranno decorati con il volto del pilota più alto in grado presente nella propria lista amici, in modo da spingere al massimo verso la competizione.
Il motore di gioco si riconferma solido in ogni occasione ma ciò che stupisce maggiormente é la versione per Playstation Vita, quasi identica alla controparte per la console casalinga di Sony, altrettanto fluida e con gli stessi dettagli; solo il numero di utenti online per ogni match è stato ridotto, con però l'opportunità di collegarsi con lo stesso account, in modo da accumulare Speed Points sia giocando a casa che in mobilità, opzione che andrà anche a caratterizzate le versioni per iPhone e iPad.

Need For Speed: Most Wanted (2012) Il passo falso rappresentato da The Run non era da ripetere ed ecco quindi che la serie torna in mano a Criterion, marchio di qualità che ha già dato prova di saper gestire il seguito di un franchise così importante. Most Wanted non sembra voler reinventare il genere dei racing ma prende quanto di buono è stato prodotto in passato per creare un ibrido che, a differenza dal vecchio episodio, fa leva solo in parte sulla personalizzazione dei mezzi, forzando invece la mano verso la competizione, supportata dall'introduzione dell'Autolog 2. Most Wanted si pone quindi come un episodio perfetto per chi apprezza il confronto multiplayer senza esclusione di colpi nei racing game arcade, senza la necessità di dover temere l'incidente alla prima curva che penalizza alcune serie concorrenti, prima fra tutte Dirt di Codemasters.

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