Hands on Neverwinter

Prima della Gamescom, facciamo il punto su uno degli MMO più interessanti del momento

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Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • Xbox One

NeverWinter è una città situata nei Forgotten Realms, un campaign settings disponibile per l’acclamato gioco di ruolo da tavolo Dungeons & Dragons. Forse non tutti sanno che il primo videogame a sfruttarne il nome fu NeverWinter Nights per A.O.L., concepito per il caro vecchio Dos. Il titolo, sviluppato da Stormfront Studios, ottenne il primato di essere il primo mmorpg grafico della storia. Il suo ciclo di vita andò dal 1991 sino al 1997, ed obbligò A.O.L ad aumentare i propri server da 50 giocatori sino a 500, registrando un aumento di utenti connessi di circa il 400% tra l’inizio e la cessazione del servizio.
Proprio per questo Bioware si interessò molto al progetto e decise di acquistarne i diritti per sviluppare un nuovo capitolo della saga più orientato al single player, pur mantenendo una forte componente (e fanbase) online. Così nel 2002 uscì l’acclamato NeverWinter Nights che tutti gli appassionati conoscono e che vide un seguito nel 2006 insieme alle relative espansioni. Tuttavia, qualche anno fa, Cryptic Games (City of Heroes e  Star Trek Online) è riuscita ad ottenere i diritti della saga e, grazie al publisher Perfect Worlds, si accinge a rilasciare sul mercato un nuovo capitolo con l’intenzione di riportarlo al genere degli mmorpg, proprio il genere videoludico nato da questa stessa saga. Dunque lucidate elmi ed armature perché a breve faremo ritorno al gioiello del nord!
In attesa di un playtest più approfondito in occasione della Gamescom, facciamo il punto della situazione su questo interessante progetto.

PERNOTTAMENTI GRATUITI

Pensato come un mmorpg free to play e decisamente story driven, Neverwinter basa tutti i suoi punti di forza ancora una volta sulle quest e sulle splendide ambientazioni dei Forgotten Realms. Proprio come nei titoli concepiti da Bioware, la fatica di Cryptic sarà suddivisa in “moduli” e starà al giocatore decidere se affrontare il gioco da solo o in compagnia. Il mondo di gioco sarà persistente e, nel caso volessimo affrontare l’avventura da soli, potremo comunque incontrare qualche npc da assoldare; in entrambi i casi la difficoltà del gioco si bilancerà automaticamente.
Durante il corso della nostra prova, abbiamo potuto notare la snellezza di un sistema di controllo perfettamente accessibile, anche da un neofita al genere. Il nostro eroe potrà equipaggiare sino a tre differenti abilità che possono essere lanciate comodamente con i tasti Q, E ed R, mentre i movimenti sono relegati a mouse ed i canonici W,A,S e D. Ciascuna abilità avrà il proprio cooldown e drenerà una certa quantità di mana, inoltre i combattimenti con i mob si baseranno sulle ultime regole di Dungeons & Dragons, che saranno pubblicate ad Ottobre di quest’anno. Naturalmente i combattimenti nel titolo avvengono in tempo reale, non potendo sfruttare la formula a turni del gioco da tavolo. Invece una novità rispetto al Combat System visto nei capitoli precedenti svillupati da  Bioware sta nel fatto che questa volta gli scontri saranno più dinamici e votati all’azione, senza darci più la possibilità di mettere in pausa. Sparisce anche l'automatismo degli attacchi: non potremo più lasciare un personaggio ad attaccare meccanicamente il nemico, ed il comando di ogni singolo fendente dovrà essere impartito al personaggio. Di volta in volta e dovremo anche preoccuparci di schivare o parare gli attacchi: un gameplay basato insomma sulla prontezza e sulle abilità del giocatore piuttosto che sulle skill del proprio eroe.

Alla data di rilascio, gli sviluppatori si sono prefissati l’obbiettivo di portare almeno sei razze (umani, elfi oscuri e non, mezz’elfi, nani e tiefling) e cinque classi giocabili: guerriero, mago, ladro, ranger e chierico. Mentre il guerriero riveste i ruoli del classico tank, il mago e il ladro impersonano le classi dps: il primo si avvale anche di magie di stordimento, mentre il secondo può sgusciare senza essere visto nel campo di battaglia ed attaccare i nemici con mortali fendenti alle spalle. Poco ancora si sa del ranger, tranne per il fatto che sarà una classe votata agli attacchi da distanza; il chierico costituirà il classico healer, una classe che nel ruolismo di Dungeons & Dragons è spesso utilizzata dai party leader.
Sotto il punto di vista del free to play Cryptic invece ancora non si è sbilanciata, dichiarando che sta studiando una formula che per certi versi si vuole avvicinare a ciò che Valve ha implementato per Team Fortress 2 e Dota 2 (quest’ultimo di prossima uscita). Tuttavia ad una nostra domanda diretta gli sviluppatori ci hanno confessato che i giocatori paganti potranno ottenere dei “cosmetics”; particolari equipaggiamenti legati soprattutto all'estetica del personaggio, ma sicuramente importanti anche per “pompare” le caratteristiche. Per farla breve, ci troviamo di fronte al solito grande punto interrogativo che pende come una spada di Damocle sulle teste di molte software house nel ramo del free to play: quanto sarà alto il gradino che separa gli utenti paganti e non? In sede di una futura recensione siamo certi di potervi dare una chiara risposta.

Se il nuovo Neverwinter da una parte non ripercorre le medesime orme dei capitoli precedenti, c’è una cosa in assoluto che non può mancare ai capitoli di questa saga: la possibilità di creare le proprie quest ed ambientazioni. Gli sviluppatori hanno ben pensato di introdurre la Foundry, ovvero un tool dedicato a tutti quegli utenti che vogliono costruire e condividere con gli altri le proprie avventure; una caratteristica che aumenterà non di poco la longevità di questo titolo.
Grazie alla “fonderia” i giocatori potranno costruire castelli, dungeon, npc e un sacco di elementi che aiutino a trasformare la propria fantasia in realtà; tra l’altro sarà presente un sistema di rating dove gli utenti potranno votare i moduli preferiti e disporli in una classifica. Alcune voci di corridoio, trapelate dagli stessi sviluppatori, affermano che gli utenti più capaci potranno addirittura ricevere dei premi, ma ancora non è chiaro in cosa consistano.

LA TECNICA DEL GIOIELLO DEL NORD

La cosa che ci ha colpito di più durante l’arco della nostra prova è stato l’eccellente impatto visivo che il titolo, pur in un’acerba versione alpha, ha saputo offrire.
Per essere un free to play, Neverwinter mostra i denti e gli artigli, con texture in alta definizione, un numero di ombre dinamiche a schermo mostruoso ed un field of view che si estende di molto, facendoci ammirare la bellezza di un level design da capogiro. Oltre a questo il titolo vanta un'ottima realizzazione per ciò che concerne le fonti di luce prodotte da torce e falò, che sprigionavano faville facendoci notare la cura particolare riposta dai programmatori sotto tutto l’aspetto tecnico.
Anche dal punto di vista delle animazioni il titolo si difende, mentre l'engine agisce con competenza sul ragdoll dei mob, e fa rotolare realisticamente i loro corpi su un terreno scosceso, o sparge in lungo ed in largo le ossa dei non morti.
Purtroppo non siamo riusciti a sapere su quali macchine girava la versione di prova, tuttavia il titolo non ha presentato alcun rallentamento o calo di fps; confidiamo nel fatto che cryptic riesca a fornire sul mercato un titolo dall’alta scalabilità, ma che sfrutti a dovere le macchine di ultima generazione.

Neverwinter Neverwinter sta per tornare, in una nuova veste che non dimentica le sue umili origini ma si fa forte della tecnologia moderna. Solido il nuovo combat system, rapido ed intuitivo, per un mmorpg che promette ore e ore di divertimento, grazie anche alle licenze di Dungeons & Dragons, cariche di un “lore” famosissimo e pronte a trascinare in ambito videoludico le regole di combattimento di ultima pubblicazione. Inoltre non dimentichiamo la possibilità di creare le proprie quest ed ambientazioni attraverso la Foundry: un dettaglio che per i ruolisti appassionati potrebbe aumentare non di poco il valore del titolo. Ma è soprattutto dal punto di vista grafico che i ragazzi di Cryptic hanno saputo estasiarci, mostrandoci con sorpresa un titolo di così pregiata qualità che a stento dimentichiamo sia dedicato al mercato free to play. Ed è proprio qui che sorgono i nostri dubbi in merito a questa forma di commercializzazione: riuscirà il nuovo capitolo della saga di Neverwinter a fare breccia nel ramo supercompetitivo del free to play? Lo scopriremo verso la fine di quest’anno, ma qualche dettaglio ulteriore ci aspetta alla Gamescom.

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