Hands on Neverwinter

Ritorno alla grande città della Costa delle Spade, per combattere orde di orchi e lupi mannari.

hands on Neverwinter
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • Xbox One
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Con l'avvento del videogame il genere fantasy ha conosciuto un periodo di fortuna e grandi successi, riportando in auge un filone prima di nicchia e per pochi appassionati. Una spinta ulteriore l'ha data il cinema, grazie alla trilogia cinematografica de Il Signore degli Anelli diretta da Peter Jackson, che ha definitivamente sdoganato il genere aprendo le porte del fantasy anche a quel pubblico che non lo conosceva o non lo apprezzava particolarmente. Ma se dobbiamo dirla tutta è stato il gioco di ruolo cartaceo a definire i moderni canoni del fantasy, in particolare il celebre Dungeons & Dragons e relative ambientazioni, tra cui la famosissima Forgotten Realms, base di partenza per quasi tutti i videogiochi del brand nonché punto di riferimento per romanzi e graphic novel. Dopo un'assenza più o meno ingiustificata dal mercato, il marchio ora proprietà di Hasbro torna in grande stile nel mondo dei videogiochi con un MMO che ricalca gli stilemi del genere, portando avanti un brand forte e molto conosciuto dal pubblico PC, quello di Neverwinter Nights lanciato da Bioware e Infogrames nell'ormai lontano 2002. Cryptic Studios accoglie la sfida prendendo in mano il testimone, con l'ambizioso intento di realizzare un degno successore che possa vivere in un'incarnazione free-to-play. Abbiamo provato a fondo l'open beta e abbiamo stilato un resoconto della nostra esperienza.

RITORNO A NEVERWINTER

È sempre bello tornare a visitare un posto in cui si è già stati: si vivono i ricordi di un tempo, le emozioni del passato. I primi due Neverwinter Nights erano RPG di matrice classica per il giocatore singolo, comprensivi però di una modalità online costruita ad hoc, pensata per il piccolo gruppo di amici che intendeva iniziare un'avventura homebrew creata appositamente intorno ai personaggi. La versatilità dell'Aurora Engine e la complessità dell'editor di gioco, hanno fornito alla community gli strumenti perfetti per creare un gioco che vivesse su di un'esperienza multiplayer piena e coinvolgente. Con Neverwinter Online non è proprio un ritorno di quelli nostalgici, dato che parliamo di un gioco completamente ridisegnato per l'occasione. Neverwinter è un progetto a lungo termine realizzato da Cryptic Studios, una software house nata nel 2000 e molto esperta nell'ambito degli MMO e dei videogame online: autori di City of Heroes, City of Villain, Champions Online e Star Trek Online, il team torna alle origini del genere e decide di realizzare un titolo sul genere fantasy, ambientato in una delle più interessanti ambientazioni mai realizzate. Il titolo realizzato dallo studio californiano porta infatti con sé tutto il fascino dell'ambientazione Forgotten Realms, nonché il regolamento della quarta edizione, con le sue razze eclettiche e bizzarre e con una massiccia presenza di magia e bizzarri culti religiosi.

"La città di Neverwinter risplende della gloria del passato, benedetta dal volere degli Dei e protetta da Lord Neverember di Waterdeep."

L'ambientazione videoludica messa in piedi dagli scrittori e dagli sceneggiatori del dev team dimostra senza dubbio gran talento, seppur la storia principale non brilli certo in originalità e ricalchi anzi qualche stereotipo di troppo. Le avventure narrate in Neverwinter hanno inizio cent'anni dopo il setting che abbiamo conosciuto e giocato negli altri titoli della serie, in un mondo profondamente mutato negli equilibri magici e planari del creato. Mentre il resto del mondo è stato devastato da eventi catastrofici, la città di Neverwinter risplende della gloria del passato, benedetta dal volere degli Dei e protetta da Lord Neverember di Waterdeep. Gran parte delle missioni si svolgono all'interno delle mura cittadine, offrendo degli spunti interessanti per delle storie fuori dalle righe e un po' diverse dal solito; inoltre l'impostazione urbana richiama alla memoria tutti i grandi classici videoludici ambientati nel mondo di Dungeons & Dragons e in particolare nei Forgotten Realms, da Baldur's Gate a Neverwinter Nights 2. Ma il vero punto di forza di questo nuovo MMO è l'editor di quest integrato in game, un potente strumento a disposizione dei giocatori, per realizzare avventure di ogni tipo da condividere con i propri amici o con l'intera community. Foundry, così si chiama la nuova feature di Neverwinter, vanta grande visibilità in game, grazie ad un apposito pannello nell'interfaccia di gioco, e PNG appositamente localizzati nelle aree di gioco che consigliano ai giocatori nuove missioni create dagli utenti.

PRIMA DI PARTIRE

Prima di essere catapultati sulla misteriosa costa della spada e nei quartieri della gigantesca città di Neverwinter, saremo chiamati a creare un personaggio nel quale ci si possa identificare per intraprendere la storyline e le numerose quest di questo nuovo MMORPG. La creazione del personaggio è parecchio interessante, ma non non molto profonda, nonostante la base gettata dall'ambientazione e dal regolamento di Dungeons & Dragons permetta solitamente al giocatore di sbizzarrirsi con una scelta infinita di razze e classi. La prima cosa che ci viene chiesta è proprio la selezione razziale, generalmente l'aspetto principale del sistema di gioco cartaceo, attorno al quale ruotano gli altri elementi che contraddistinguono il nostro alter ego, come la classe e il credo religioso. Mentre scriviamo questo articolo il gioco di Cryptic ci permette di selezionare ben sette razze, tra cui umano, elfo, mezzelfo, nano, mezzorco, halfling e tiefling, mentre un'ottava razza fa capolino nel menù senza rivelarsi, anche se supponiamo possa trattarsi dei Drow o Dragonborn. La scelta delle classi è sfortunatamente meno varia, con cinque classi più una ancora non rilasciata al pubblico, quindi mago, chierico, ladro e due diversi tipi di guerrieri, ovvero il guardiano, specializzato nella difesa nel ruolo di tank, e il combattente, che invece predilige un feroce combattimento in mischia mirato al danno puro senza badare troppo a ripararsi dai colpi dei nemici. A seguire, distribuiamo i punti sulle caratteristiche del personaggio alla maniera classi di D&D, tirando i dadi sui parametri che ormai tutti conosciamo bene, forza, destrezza, costituzione, intelligenza, saggezza e carisma. Come vuole la tradizione possiamo tirare tutte le volte che vogliamo, in modo da ottenere punteggi di caratteristica alti e che ci permettano di affrontare le situazioni con le migliori possibilità di successo. Terminata la distribuzione dei punti, concludiamo la costruzione del nostro personaggio con gli elementi che mancano, quindi la caratterizzazione fisica, provenienza geografica, background culturale e infine, non meno importante, la divinità da pregare. Il pantheon comprende dodici divinità maggiori, direttamente dal manuale d'ambientazione di Forgotten Realms, quarta edizione.
Sebbene nel class system si rifletta vagamente la solita holy trinity, un archetipo del genere dal quale sembra davvero sempre molto difficile scampare, le dinamiche di gioco sono divertenti e appaganti, e nonostante nella modalità PvP sia molto difficile evitare di strutturare il party al di fuori dei classici schemi, nel PvE potremo invece svincolarcene quasi del tutto, con un approccio in solitario o con l'aiuto dei fidati Companion.

CLASSICO E FUNZIONALE

Cavalcando l'onda degli ultimi giochi rilasciati sul mercato MMO, Neverwinter si propone ai giocatori sfoggiando un combat system dinamico e vivace, in grado di rendere il gioco più accattivante e meno noioso rispetto a tanti altri titoli della concorrenza ancora ancorati ad un gameplay basato sul targeting system. Il sistema di controllo ricalca il classico approccio mouse and keyboard, dove la mano sulla tastiera ha comodamente accesso a tutti i tasti utili, senza la fatica di dover allungare le dita per raggiungere pulsanti lontani. Nel caso di Neverwinter infatti, non occorre possedere un input device con tasti macro o programmabili, in quanto il gameplay si risolve con i poteri che decidiamo di equipaggiare e portare con noi nel corso delle nostre avventure, una manciata di skill e abilità, più qualche oggetto nell'inventario rapido, come pozioni e tonici. La visuale in terza persona è fissa e non ci permette di zoomare sul personaggio per godere di una visuale ravvicinata, una mancanza che però non pregiudica in alcun modo la qualità del gioco: la doppia pressione dei pulsanti direzionali permette di eseguire uno scatto per sfuggire ai potenti colpi dei nemici più forti. In alternativa è possibile utilizzare il tasto Shift mentre si è in movimento.
Il character sheet - o scheda del personaggio - di Neverwinter è un po' diverso rispetto a quello che abbiamo nella controparte cartacea. Per venire incontro a delle ovvie esigenze ludiche, i 20 livelli che da sempre caratterizzano il gioco di Wizards of the Coast diventano ora 60, con un level system perfettamente calibrato e appagante sia per il giocatore alle prime armi che per il player esperto, gli utenti che preferiscono il solo play e quelli che giocano sempre in party.

"Neverwinter si propone ai giocatori sfoggiando un combat system dinamico e vivace, in grado di rendere il gioco più accattivante e meno noioso."

Ogni livellamento ci rende disponibile un punto da spendere sui poteri di classe, che possono essere attivi e passivi, quindi un punto sui talenti. Ogni 10 livelli abbiamo invece due punti da aggiungere alle caratteristiche principali del personaggio, così da incrementare considerevolmente resistenze, abilità e potenza del nostro eroe. Il sistema prevede naturalmente il respeck completo dei punti precedentemente distribuiti (a eccezione dei punti caratteristica), un po' come vuole la tradizione degli ultimi MMO. Non occorre aggiungere che sarà necessario mettere mano agli Zen point, qualora volessimo resettare i parametri del nostro personaggio e quindi procedere alla ricollocazione dei punteggi. Il sistema di livellamento e la costruzione del personaggio è abbastanza lineare e non pone certo l'accento sulla creatività e sulla customizzazione
Le quest si suddividono in due grandi categorie, quelle istanziate, generalmente ambientate in spazi interni come edifici, dungeon o nei canali fognari della città, e quelle esterne. La prima categoria ricorda molto da vicino la classica quest del gioco di ruolo cartaceo, ma anche l'impostazione che ha caratterizzato Dungeons & Dragons Online pubblicato da Atari e Turbine nel 2006, ovvero missioni nelle quali si deve esplorare l'ambiente, trovare il meccanismo per aprire la porta nascosta, uccidere il boss finale e recuperare il tesoro. La seconda categoria di missioni ricalca invece il classico quest system MMO, con nemici da uccidere e item da recuperare dai drop.

MAGIE E INCANTESIMI

Rispetto alla nostra precedente prova sul fronte tecnico notiamo svariati miglioramenti, nonché un'ottimizzazione del motore grafico che ora risulta più stabile e performante. Siamo sempre di fronte ad un gioco tecnicamente superato da altri esponenti del genere tra cui Guild Wars 2, che rimane ancora uno dei migliori sulla piazza, Tera e altri titoli del più recente panorama del massive game. Ma come ben sappiamo, il genere MMO non si costruisce quasi mai intorno ad un comparto visivamente all'avanguardia, quando più sulle atmosfere del mondo di gioco. Più che il comparto tecnico in sé infatti, è il design che rende il titolo di Cryptic tanto intrigante: la città di Neverwinter è colorata, ricca di elementi decorativi, con luci e animazioni in grado di dar vita al complesso scenario disegnato per l'occasione. I dungeon e le ambientazioni esterne alle città non sono da meno, mentre i personaggi tozzi e caricaturali strizzano l'occhio alle illustrazioni che negli ultimi anni hanno corredato i numerosi manuali di Dungeons & Dragons. I numerosi effetti di magia e i combattimenti non sfigurano nemmeno di fronte a titoli ben più complessi ed elaborati e le scene d'azione ne escono davvero a testa alta. La vegetazione è l'elemento che ne risente maggiormente, ma se l'obiettivo è alleggerire il carico sulla scheda grafica, allora il gioco vale la candela. La nostra prova è stata effettuata con un computer equipaggiato di tutto punto - Intel i7 3770K @4 GHz, 16 GB di RAM DDR3, GeForce GTX 780 con 3GB di memoria GDDR5 - che ovviamente ci ha permesso di giocare al titolo di Cryptic senza incappare in problemi di sorta. Per un'analisi completa di Neverwinter, abbiamo però provato ad installare il gioco anche su piattaforme un po' più datate, ritrovando un motore grafico discretamente scalabile, adatto ad essere giocato anche su macchine di fascia inferiore.

Neverwinter Dobbiamo ricrederci sull'ultimo lavoro di Cryptic. Nonostante alcuni tentennamenti e un sistema di gioco che non porta con sé particolari innovazioni sul piano ludico e tecnico, Neverwinter si dimostra essere un free-to-play divertente da giocare e appagante anche sulla lunga/media distanza, grazie ad un mondo forse non troppo grosso, ma decisamente ben costruito. Complice anche l'ultima edizione del popolare gioco di ruolo cartaceo, Neverwinter non offre un sistema di creazione del personaggio particolarmente profondo e personalizzabile, ma in grado comunque di offrire discrete soddisfazioni. Visto che Forge è in grado di rendere l'MMO di Cryptic potenzialmente infinito, dalla software house ci aspettiamo invece degli aggiornamenti che possano rendere più vario e stratificato il gioco, quindi nuove razze ma soprattutto nuove classi che possano stimolare il giocatore a rigiocare il titolo in salse diverse, con una diversa chiave di lettura ludica e quindi un nuovo approccio.

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