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Hands on Next Car Game

Bugbear Entertainment recupera la filosofia di Flatout in un racing letteralmente distruttivo.

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Bugbear Entertainment è uno studio di sviluppo finlandese di indiscusso talento. Lo hanno dimostrato i primi due capitoli della serie Flatout, racing in stile Demolition Derby che è riuscito a conquistarsi con merito il suo spazio nel mercato. Lo sviluppatore si è cimentato anche con Ridge Racer Unbounded, quasi una sorta di reboot della storica saga Namco, che riuscì a divertire parecchio gli appassionati nonostante qualche difetto di produzione. Adesso è tempo di tornare alle origini: non con Flatout, passato nelle mani poco sapienti di Team 6 Studios (autore di un pessimo terzo capitolo), ma con un progetto totalmente indipendente che ne eredita in pieno la filosofia di gioco.
Si chiama Next Car Game e, bisogna ammetterlo, non è partito sotto i migliori auspici. L’intento del team finlandese era quello di raccogliere fondi su Kickstarter: peccato che l’obiettivo minimo auspicato non venne raggiunto nemmeno per idea. Consapevole della passione dei fan, e della voglia di questi di vedere un “vero” Flatout di nuova generazione, Bugbear ha comunque deciso di andare avanti e rendere i giocatori partecipi allo sviluppo con un’operazione che ricorda in parte quella attuata da Slightly Mad Studios con Project C.A.R.S.
Il titolo, sebbene lontano dal completamente, può essere acquistato partendo da un prezzo iniziale di 25 dollari, con la possibilità di scegliere tra varie fasce. Più soldi vengono offerti, maggiore ovviamente è il coinvolgimento che si avrà nello sviluppo: ai livelli più alti verrà garantita l’apparizione del proprio nome nei crediti del gioco e persino la possibilità di disegnare un’auto da inserire poi nella versione finale. In ogni caso, tutti i pre-order offrono l’Early Access su Steam, e proprio dall’ultima build rilasciata partiamo per darvi le nostre prime impressioni.

Il trionfo del caos

L’aria tipica di Flatout si respira immediatamente anche dal semplice stile dei menù. Trattandosi di una versione ancora lontana dal completamento, Next Car Game non offre oggi una vasta gamma di scelte: sono disponibili soltanto due auto e tre circuiti. Poco più di una demo dunque, ma tanto basta per saggiare le caratteristiche della struttura di gioco. E, inutile dirlo, la filosofia è proprio quella della saga che ha reso famoso lo studio BugBear Entertainment. L’obiettivo, qui, non è solo quello di arrivare per primi al traguardo, ma possibilmente farlo con la macchina ancora intera, operazione quest’ultima praticamente impossibile. L’intelligenza artificiale degli avversari fa sì che le gare si trasformino immediatamente in una vera e propria battaglia, tra sportellate, chicane tagliate, spinte sul muretto e tanti interventi che sarebbero vietati secondo l’etica delle corse regolari.
Ma in Next Car Game l’etica è un inutile optional. Vince il più furbo, il più bravo. Colui che è capace di sfruttare anche il più infimo trucchetto pur di sfavorire gli avversari. Non si tratta di un emulo di Burnout, visto che l’obiettivo non è espressamente quello di far fuori le macchine avversarie (fatta eccezione per gli eventi demolition derby, si intende), ma semplicemente prendere in considerazione l’idea che tutto, davvero tutto, è lecito. Naturalmente, per offrire un'esperienza coinvolgente e funzionale, lo sviluppatore aveva bisogno di progettare routine di distruzione per auto e ambienti che fossero una generazione avanti rispetto quanto offerto in passato con Flatout.

A conti fatti è questa caratteristica ciò che ci ha sorpreso maggiormente durante la prova, e che dimostra quanto si possa fare con giochi del genere nei prossimi anni. È sorprendente vedere come la tecnologia sviluppata dallo studio riesca a gestire quasi tutti gli elementi presenti sullo scenario, che di fatto possono essere distrutti dalle auto impegnate in gara. E non si parla solo di semplici pneumatici che vengono riversati sull’asfalto, ma anche di muri di protezione, piloni che sorreggono ponti, cartelloni pubblicitari e quant’altro ancora: tutto è distruttibile, e soprattutto resta lì, pronto a danneggiare qualsiasi altro malcapitato incapace di evitarli.
Ancor più interessante è vedere come anche ogni singolo elemento delle auto possa essere distrutto: una serie incessante di urti violenti può ridurre l’auto a un cumulo di macerie, e questo aspetto rende i demolition derby praticamente “drammatici”. In certi casi c’è persino il rischio di non riuscire a completare la corsa, specialmente in quelle situazioni in cui vengono gravemente danneggiate le sospensioni, o semplicemente, il motore e parti che consentono il corretto funzionamento della vettura. Certo, la build ancora incompleta ha mostrato il fianco a qualche imperfezione di troppo, ma si tratta di piccoli difetti che dovrebbero essere risolti in tempo per la release definitiva, prevista per la prossima primavera.

Lo sviluppatore sta dunque evidentemente cercando di dar fondo alla propria esperienza. Senza la pressione di un publisher che imponga il rispetto di certe scadenze, Bugbear Entertaniment vuole realizzare un erede spirituale di Flatout dedicato soprattutto ai fan, che tenga conto delle loro richieste e desideri, senza stravolgere eccessivamente una formula di gioco fondata su ottime basi. È uno dei vantaggi della nuova “moda” dei progetti finanziati con il supporto degli appassionati, e sebbene spesso si rischi di perdere la bussola, magari cercando di accontentare tutti, non ci sembra questo il caso. Next Car Game appare come un progetto dalle idee ben precise: riprendere il meglio dei vecchi Flatout e proporlo all’ennesima potenza grazie alle tecnologie di ultima generazione. E da queste prime ore di gioco sembra ci stia riuscendo perfettamente.

Next Car Game Il primo incontro con Next Car Game ha confermato le nostre aspettative: non c’è nulla di veramente innovativo per il genere di appartenenza (almeno non in questa build), ma è come il concept dei precedenti Flatout sia stato portato effettivamente evoluto e trascinato di forza nella nuova generazione. E' bastato questo per tenerci incollati allo schermo diverse ore, nonostante la povertà di contenuti di questa prima build. Le routine che gestiscono la distruzione di auto e ambienti sono impressionanti: il titolo è indubbiamente uno degli esempi migliori di come possano essere utilizzate le ultime tecnologie per far progredire verso nuove vette di realismo e divertimento il genere di appartenenza. Il gioco è disponibile in Early Access a un prezzo minimo di 25 dollari, corrispondenti oggi a poco più di 18 euro. Se avete amato Flatout, se desiderate un demolition derby di nuova generazione, consigliamo di effettuare il pre-order quanto prima. Anche perché, nel caso riuscisse a raccogliere denaro “extra”, BugBear ha già anticipato l’intenzione di realizzare versioni per PlayStation 4 e Xbox One. E sarebbe molto interessante vedere Next Car Game, e la tecnologia che si porta dietro, al confronto con la potenza delle console Next-Gen.

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