E3 2010

Hands on NHL 11

Electronic Arts, come ogni anno, torna sul ghiaccio

hands on NHL 11
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Nella faretra di Electronic Arts ci sono talmente tante produzioni di valore che, probabilmente, risulterebbe difficile per molti videogiocatori (anche assidui) snocciolarle tutte di seguito.
Già in ambito sportivo, ad esempio, ci troviamo di fronte ad una line-up composta da ben 4 top seller: Tiger Woods, FIFA, Madden ed NHL, che, ogni anno, sbaragliano senza batter ciglio -laddove fosse presente- tutta la concorrenza.
Tra questi brand sportivi il più solido e costante negli anni è stato senza ombra di dubbio NHL che ha visto, già a partire dall'episodio targato '07, innovazioni sostanziali che hanno cambiato completamente la visione dell'hockey videogiocato.
Durante la nostra trasferta canadese, trovandoci nel paese che ha adottato l'hockey come sport nazionale, abbiamo potuto provare a fondo l'ultima fatica sul ghiaccio di EA Sports, NHL 11, in arrivo a Settembre per Xbox 360 e Playstation 3.

Evoluzione della specie

Parlando dell'oramai quinto capitolo dell'era Next Gen del franchise NHL non possiamo esimerci, soprattutto nei confronti di coloro i quali non avessero mai sperimentato la serie, dal fare una doverosa premessa "storica".
Come è stato puntualmente sottolineato durante la presentazione pre-hands on NHL, dal suo arrivo in questa generazione, non ha fatto altro che rinfrescarsi, di anno in anno, scommettendo su feature di non semplice fruizione ma in grado di mutare in maniera significativa, come abbiamo detto, la visione videoludica del ghiaccio.
Tra NHL 07 e 08 è stato infatti introdotto lo "Skill Stick" offensivo, ovvero la capacità (totalmente opzionale) di utilizzare lo stick destro per controllare a 360° la stecca, lasciando la contemporanea gestione della pattinata a quello sinistro.
In questo modo è stato possibile fornire al giocatore un'elevato grado di libertà sul ghiaccio, sia dal punto di vista delle movenze (grazie a nuove finte), sia per quel che concerne le conclusioni, indirizzabili, grazie a questo sistema in qualsiasi punto del campo e della porta.
L'episodio '09 ha poi trasferito queste meccaniche anche al comparto difensivo, che in precedenza pareva nettamente svantaggiato.
E' stata così inserita la possibilità di muovere liberamente la stecca anche senza puck, offrendo migliori opportunità di puck-checking e rendendo capaci i più smaliziati di avanzate mosse difensive come l'alzata della stecca avversaria per impedire il tiro.
La transizione da un episodio all'altro, naturalmente, ha limato diversi aspetti del gameplay: dalla reattività dei portieri alla diminuzione del ritmo di gioco.
Consolidata la questione "Skill Stick", entrata oramai nel DNA videoludico di ogni appassionato della National Hockey League, si è passati, con NHL 10, ad aspetti del gioco prettamente "fisici", fino a quel momento trascurati.
L'anno scorso abbiamo dunque trovato dinamiche migliorate e maggior varietà per quel che concerne i contatti, la possibilità di innescare violenti combattimenti per "infuocare" i compagni di squadra e galvanizzare i tifosi ma, soprattutto, il gioco alla balaustra, componente oggi fondamentale nell'hockey giocato.
Dopo questo lungo percorso e i relativi successi il team ha avuto il pregio di non sedersi sugli allori ed iniziare, invece, un percorso di approfondimento utilizzando video tratti dal presente e dal recente passato della lega professionistica americana.
Si sono accorti, in questo modo, che uno degli elementi mancanti al coccolato brand era la spettacolarità, puntualmente sviluppata quest'anno tramite una serie di interessanti accorgimenti.
Anzitutto è stato rivisto completamente il sistema delle collisioni, trasformato da scriptato a real-time, in maniera da ottenere non solo un risultato visivo più soddisfacente ma anche, e soprattutto, una più ampia varietà di situazioni in-game.
La fisica è stata applicata in maniera più approfondita anche alla stecca che, da quest'anno, si potrà rompere in seguito a contatti o conclusioni mal calibrate dal punto di vista della potenza e dell'impatto sul puck.
In secondo luogo sono state aggiunte una serie di nuove animazioni che permetteranno di eseguire molte più finte, di portarsi avanti il puck con il pattino qualora si rimanesse senza bastone e addirittura di passare o farsi passare la stecca in fase di conclusione.
Infine, nell'imitazione di conclusioni spettacolari come il famosissimo goal dietro la schiena (da disteso) di Alexander Ovechkin contro Phoenix, è stata inserita la possibilità, anche da terra, di lanciare il disco verso la porta.
La prova con mano, proprio per quest'ultimo aspetto, ha dimostrato di non poter ricreare -almeno per quanto abbiamo potuto vedere- l'esatta dinamica di uno dei più bei goal nella storia dell'NHL, ciononostante ha permesso di verificare quanto il fattore spettacolarità sia stato elevato.
Tutto, ad iniziare dalle presentazioni delle linee, è stato reso bigger and better, come direbbero oltreoceano, aggiungendo effetti audio-visivi in grado di coinvolgere al 100% il giocatore nell'atmosfera del palazzetto.
L'ingaggio sulla blu (o a ridosso del box difensivo) vede ora ampliate le sue possibilità, consentendo al giocatore, tramite la pressione dei tasti dorsali, di assumere diverse stance per cercare il possesso o semplicemente contrastare (con la forza fisica) l'avversario.
Anche l'azione sul ghiaccio sembra aver subito alcuni miglioramenti, su tutti il passaggio, che è stato reso "modulabile" attraverso la diversa pressione sul grilletto destro, ad esso adibito; sarà così possibile, a differenza degli anni passati, avere un maggior controllo su potenza e direzione e non essere sempre (o quasi) obbligati al proverbiale passaggio sui piedi.
Il ritmo di gioco, pad alla mano, è risultato pressochè identico allo scorso episodio, con, tuttavia, tutte le varianti introdotte dal rinnovato sistema di collisioni (ponte per far cadere l'avversario, ribaltamenti alla balaustra...) e dall'applicazione della fisica alla stecca che, a dirla tutta, ci è parsa rompersi lievemente troppo spesso.
Un ultimo appunto, prima di concludere, all'IA dei portieri che, per quel poco che abbiamo potuto vedere, sembra essere tornata verso gli standard dello '08 (che, personalmente, riteniamo ancora il miglior episodio).
Non tutte le ciambelle riescono col buco ed, in effetti, gli estremi difensori ci sono sembrati spesso vittime della classica pattinata davanti alla porta, nonchè dei tiri aggirando la gabbia; tutti "difettucci" che verranno indubbiamente risolti in fase di rifinitura.
Inspiegabile, comunque, ancora una volta, l'impossibilità, nella miglior simulazione hockeystica in circolazione, di far uscire il portiere dietro la rete o oltre un troppo costretto spazio.
Dal punto di vista tecnico, infine, animazioni a parte, non ci sono veri e propri stravolgimenti rispetto allo scorso anno, quanto più la classica serie di doverose limature.

NHL 11 La prova con mano, come immaginavamo, ci ha lasciati decisamente soddisfatti. Il team canadese ha saputo ancora una volta rinfrescare al punto giusto una struttura già estremamente solida e funzionale, inserendo elementi atti ad incrementare sempre di più la somiglianza con lo sport trasmesso in televisione. La sensazione, nonostante manchi ancora qualcosa per rendere completa la simulazione di uno sport con così tante variabili, è di essere davvero vicini a quella che erroneamente -da appassionati- ci piacerebbe chiamare “perfezione”. Preparate i pattini tifosi dei Flyers, a Settembre ci si (ri)gioca la Stanley Cup!

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