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Giochiamo in diretta con questa avventura dalle tinte oscure

Hands on Nier

A pochi giorni dalla release, le prime impressioni

hands on Nier
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3

Sul travagliato sviluppo di Nier e sulla sua duplice esistenza s'è già detto molto. Cioè che conta è che la prossima settimana il titolo esordirà sul mercato europeo in una singola versione, senza titolazioni aggiunte, per la gioia di noi videoplayer occidentali.
Nei piani di Square-Enix, infatti, questo strano Action RPG dovrebbe testimoniare l'intenzione di avvicinarsi al pubblico del vecchio continente, dai gusti intrinsecamente diversi rispetto a quelli della grande platea videoludica del Sol Levante. A onor del vero, ci tocca testimoniare che la visione che l'azienda ha di noi utenti europei è abbastanza contorta e fumosa. Una prova diretta eseguita su di un codice definitivo giunto recentemente in redazione, infatti, ci ha dimostrato che il prodotto ha davvero poche qualità. Nier sembra, a conti fatti, un pastiche poco coerente di generi troppo eterogenei per stare assieme fra loro, affossato per altro da leggerezze tecniche e da una trama malferma e poco intrigante.

Trama

In un nebuloso prologo che funge da lungo tutorial, il giocatore ha modo di conoscere gli antefatti della trama. Il protagonista, a cui può essere attribuito un nome a scelta dell'utente, è un uomo di mezza età, intento a lottare per la sopravvivenza della figlia. La giovane Yonah, infatti, ha contratto uno strano morbo, una malattia incurabile che decima la popolazione di interi villaggi e sembra pronta a cancellare tutta l'umanità. Al nostro eroe, oltre che sperare in un miracolo, non resta che occuparsi del sostentamento della famiglia, dedicandosi ai lavoretti commissionati dagli abitanti del villaggio. Questo almeno fino al giorno in cui, inseguendo la piccola Yonah in un tempio dimenticato, il nostro eroe non recupera uno strano libro senziente, il Grimoire Weiss. Oggetto di numerose profezie, questo tomo magico custodisce il segreto per debellare il morbo oscuro, diffuso poco sorprendentemente da un “libro rivale”; il malvagio Grimoire Noire.
Tralasciando la banalità dell'incipit e quella ancora più disarmante dei primi eventi, spiace constatare che Nier non si salva neppure dal punto di vista della caratterizzazione. Il protagonista e i comprimari non riescono a farsi ben volere dallo spettatore, e se gli artwork preparatori avevano mostrato qualcosa di buono, la realizzazione poligonale è quasi imbarazzante. Il nostro eroe dalle fattezze più che discutibili sembra inoltre dotato di un carattere lamentoso ed arrendevole. Gli scambi di battute con il sagace Grimoire Weiss rasentano il ridicolo, ricordando in più di un caso l'umorismo spicciolo delle comiche. Non giova inoltre il fatto che la localizzazione italiana sia del tutto assente; questo impedisce di fatto a molti utenti di comprendere appieno le povere battute di spirito del duo più improbabile della storia dei videogiochi.

Gameplay

Dal punto di vista del gameplay, Nier delinea il profilo di un action Rpg molto basilare. Il combat system è legato, molto canonicamente, alla pressione di pochi tasti: uno per concatenare attacchi con l'arma principale, ed uno per effettuare un rapido sprint in avanti, capace di stordire gli avversari. A rendere più vario l'impianto dovrebbero pensarci i poteri magici del tomo fluttuante, che ci seguirà nelle nostre peregrinazioni. Con il grilletto sinistro, difatti, è possibile caricare una delle magie equipaggiate, sbloccabili gradualmente all'aumentare dei livelli o abbattendo i vari boss. Ci sono vari incantesimi con cui è possibile avere la meglio sui nemici: si posso evocare grosse mani con cui colpire gli avversari più vicini, scagliare lance d'energia mirando ai punti deboli degli avversari, attivare magie ad area che danneggiano tutte le presenze in un'area che circonda il protagonista. A conti fatti questa introduzione vivacizza lievemente gli scontri, che tuttavia in nessun caso richiedono troppa attenzione o molta strategia. Dosando bene parate, schivate in capriola e attacchi magici, è possibile distruggere tutti gli avversari in brevissimo tempo. Anche i primi boss danno poco filo da torcere, una volta individuate le routine comportamentali. A complemento di questa impostazione troviamo, assegnata al grilletto destro, la possibilità di sparare proiettili d'energia dalle pagine del libro. Secondo la folle idea del team di sviluppo, questo dovrebbe avvicinare Nier ad uno scrolling shooter dei primi anni '90. Tralasciamo, per non risultare impietosi, un giudizio sincero sull'efficacia di un'ibridazione del genere, e ci limitiamo a dire che il risultato a schermo è sicuramente in linea con la volontà dei creativi. Alcune schermate di gioco ricordano davvero i classici da sala, e persino i boss più coriacei si esibiscono in attacchi a distanza in cui vomitano sullo schermo tonnellate di proiettili luminosi e sfere di fuoco. Il compito del giocatore, in questi frangenti, sarà quello di rispondere al fuoco, schivando raggi e bolle esplosive come se si trovasse di fronte ad un nuovo Ikaruga. Di tanto in tanto, la telecamera di gioco asseconda in maniera più evidente le oscure trame dei game designer, posizionandosi “a volo d'uccello” ed inquadrando la scena dall'alto. Ripulire le stanze chiuse è quasi completare un “quadro” di R-Type.
Inutile dire, prima di chiudere questa breve disamina sul gameplay, che l'alternanza di queste sezioni lascia piuttosto interdetti, facendo incontrare due generi difficilmente conciliabili. Nier è un titolo che mescola stili di gioco così diversi che è davvero difficile, per un giocatore, accettare con serenità i suoi “balzi”. Senza contare che, dall'una e l'altra parte, non si raggiungono mai vette d'eccellenza: non sono necessari né i riflessi estremi richiesti da Contra e soci, né si mostrano qualità particolari sul versante ruolistico. Un fighting system semplificato ed una gestione dell'inventario abbastanza discutibile, anzi, affossano il prodotto quasi senza appello. Interessante sarebbe l'idea di fondo: quella, cioè, di modificare le proprietà di armi e magie utilizzando segmenti di parole oscure che possono influire sull'essenza ultima delle cose. A conti fatti però, questo sistema non viene sviscerato a dovere, e mentre in Avalon Code un concetto del genere risulta sensibilmente più curato, in Nier l'utilizzo delle “parole magiche” si riduce semplicemente alla scelta del sintagma più conveniente. Ci sarebbe un certo fascino nell'avvicinamento alla magia verbale della Cabala o dei misteriosi riti ebraici, ma ovviamente è un fascino tutto potenziale, che i creativi non hanno né coltivato né opportunamente declinato.

Tenicamente

Anche dal punto di vista tecnico, Nier ha poco da dire. I modelli poligonali sono abbastanza grezzi, e anche quelli dei protagonisti lasciano poco meravigliati. Affatto curati dal punto di vista del design artistico, mostrano facce discutibili e prive di espressività, portando sullo schermo alcuni dei protagonisti meno riusciti della recente storia videoludica. Animazioni semplificate al massimo, interazione ambientale ridotta, sono fra i grandi difetti della produzione. Anche la modellazione ambientale, per quanto trasporti l'utente in zone aperte e discretamente vaste, non meraviglia in nessuna occasione, dipingendo anzi panorami spogli e piatti. Nelle prime ore di gioco, manca anche un solo orizzonte sinceramente ammirevole. La texturizzazione è piatta e poco convincente, e ignora bellamente tutte le conquiste fatte in questa generazione per quel che riguarda mappe superficiali e texture in alta definizione. Molto meglio il fronte degli effetti speciali, che non risparmia qualche esplosione d'energia degna di nota, o il design di alcuni mostri, sommariamente gradevole. Ma questi dettagli positivi si perdono nel desolante profilo tecnico della produzione.

Nier Se Nier è nato per accontentare i gusti del pubblico occidentale, non si può certo dire che sia un progetto pienamente riuscito. Si può discutere molto sul perchè un protagonista poco carismatico (quasi tragicomico in verti momenti) debba piacere a noi europei, ma al di là di questo è la grande approssimazione in fase di realizzazione che non convince. Forse Nier potrebbe piacere solo agli amanti del genere, o a chi cerca un prodotto così particolare da mescolare actionRPG e Shooter bidimensionale. A noi sembra che una tale mescolanza abbia prodotto un titolo essenzialmente poco fruibile, funestato anche da un comparto tecnico non al top.

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