Hands on Nintendo 2DS

A poche ore dall'annuncio, mettiamo le mani sul restyle della console Nintendo

hands on Nintendo 2DS
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Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Dopo un annuncio che ha colpito l'industria come un fulmine a ciel sereno e una serie di reazioni che ha toccato praticamente tutte le sfumature possibili del giudizio umano, oggi abbiamo potuto mettere mano al nuovo gioiellino portatile della casa di Kyoto: il Nintendo 2DS.
Uscendo dagli uffici italiani della Grande N, un pensiero ci si è ficcato in testa e non ci ha più lasciato fino a quando non abbiamo raggiunto la tastiera: parafrasando il titolo di un celebre film, Nintendo 2DS 'non è una console per vecchi'. Probabilmente neanche per un pubblico hardcore, ma di questo, Nintendo, sembra essere più che consapevole. Come spesso è accaduto in passato, Nintendo sembra voler dimostrare che, prima ancora delle sue IP storiche, prima ancora del design dei suoi controller e di qualsiasi altro suo marchio di fabbrica, i pregi più grandi del colosso nipponico sono quelli di conoscere la propria utenza come nessun'altro, e di individuare quali fette di mercato siano ancora videoludicamente 'vergini' e quindi potenzialmente remunerative.
Ogni aspetto del Nintendo 2DS, dal suo design alle immagini rilasciate dal reparto marketing, sembra indirizzato verso un tipo di giocatore molto giovane, talmente giovane da dover necessariamente dipendere per i suoi acquisti nel settore gaming dai sempre cari genitori: cosa fare, quindi, se la stampa generalista demonizza l'uso del 3D come dannoso per gli occhi e quella chiusura a cerniera risulta troppo delicata da mettere in mano ai propri amorevoli pargoletti? Semplice: si tolgono entrambe, insieme a qualche altra feature, perchè anche andare incontro al portafoglio ha la sua importanza nel successo commerciale di una console.

Ergonomia, qualità dei materiali e prime impressioni

Il primo impatto con il Nintendo 2DS lascia perplessi, ma non necessariamente in termini negativi: il tanto criticato design dell'hardware ci sembra sfigurare più in foto che 'dal vivo'. Il materiale plastico utilizzato per il rivestimento è quasi completamente satinato, lasciando come uniche superfici lucide, e destinate ad attrarre una quantità spropositata di impronte digitali e macchie varie, quelle dedicate ai due schermi. Proprio questi offrono un primo motivo di disappunto: forse iniziamo ad avere qualche diottria in meno rispetto ad un bambino di dieci anni, o forse siamo solo viziati dagli ottimi schermi della versione XL di 3DS, ma la scelta di ritornare a due display dalle dimensioni identiche a quelle del primo DS, seppur in linea con la politica di tagli dettata dalla console stessa, ci sembra un passo indietro che buona parte dei giocatori digerirà male. Sorvolata la strana sensazione che regala il giocare ad una versione di Super Mario 3D World senza alcun effetto stereoscopico a supportarne la resa su schermo, la nostra prova continua regalandoci, questa volta, impressioni piacevoli: la sensazione di solidità che si prova nel tenere in mano la console è massima, grazie all'ottimo materiale utilizzato per confezionarne la struttura, e tutti i controlli sembrano posizionati alle giuste coordinate, aumentandone la già ottima risposta alle sollecitazioni del giocatore. Molto dipenderà certamente dalle dimensioni delle vostre mani, ma il posizionamento del microfono esattamente sotto il pad analogico e la croce direzionale, ha fatto sì che parte del palmo della nostra mano coprisse il foro destinato all'imput vocale, costringendoci ad assumere posizioni meno naturali per liberarne l'ingresso; essendo la funzione vocale assente dai giochi con i quali abbiamo potuto provare la console, sospendiamo comunque qualsiasi il giudizio in merito.
Giudizio quasi unanimemente negativo, invece, per il comparto sonoro, ridotto ad un solo speaker frontale posizionato esattamente sopra il pad circolare, la cui modalità mono sembra creare suoni che rimandano ad un epoca del gaming ormai abbandonata in favore dell'alta fedeltà audio.
Lungo la 'cornice' della console è possibile trovare gli ingressi per le cartucce, eventuali cuffie (consigliatissime), caricabatterie (questa volta venduto in bundle con la console) e schede SD, insieme ai tasti deputati al controllo del volume e della modalità sleep che, con i tasti frontali Select, Start e On, sembrano condividere una sensibilità leggermente minore rispetto alle controparti presenti sui modelli 'in tre dimensioni'. Totalmente assente, probabilmente sempre per motivi di budget, il tasto per accendere e spegnere le funzionalità wi-fi della console, adesso controllabili solamente previo passaggio per la schermata Home.
Abbastanza inspiegabili, anche se comunque ben accette, le due telecamere sulla parte posteriore della console, che offrono la possibilità di scattare foto in tre dimensioni, visibili su qualsiasi display che supporti tale funzione ma, ovviamente, non su quello tra le nostre mani.
Per ovvi motivi di tempo non è stato possibile testare la durata della nuova batteria, che però ci assicurano raggiungere livelli di longevità poco al di sotto di quelli della versione XL di 3DS ma comunque superiori alla sua edizione standard.

Tra tagli, aggiustamenti e riposizionamenti vari, il risultato finale che raggiungerà le mani dei giocatori avrà un peso leggermente inferiore ad un 3DS XL: sinceramente, a prima vista, ci saremmo aspettati una leggerezza anche maggiore, ma il prodotto finale fornisce, a dispetto delle critiche, un'ergonomia ed una maneggiabilità più che buone, riportando quindi l'ago della bilancia a favore dei designer Nintendo, almeno in questo campo. Sebbene parlando in termini estetici di una console sia impossibile prescindere dal proprio gusto personale, è innegabile come il design finale lasci generalmente tra il perplesso ed il dubbioso: le colorazioni nero/blu e bianco/rosso mostrate nelle immagini circolate in rete ieri sono quelle che effettivamente ci troviamo di fronte e sembrano, in fin dei conti, in grado di soddisfare un po' tutti i gusti. Il vero boccone amaro che molti faticano a mandare giù è sicuramente la forma 'a cuneo' del blocco-console: essenziale, pulito, funzionale al target e chi più ne ha più ne metta, ma probabilmente lontano dagli ideali di bellezza della maggior parte dei gamer. Per un brevissimo momento, tenendo tra le mani il Nintendo 2DS, ci è quasi tornato alla mente il feeling dei gloriosi giochi elettronici portatili di fine anni '80 ed inizio anni '90 e, soprattutto nella sua livrea più chiara, quello dei Game & Watch della stessa Nintendo di parecchi anni addietro; ma è stata, per l'appunto, solo una sensazione personale e passeggera. Gli amanti di uno stile retrò troveranno comunque pane per i loro denti.
Atteso ufficialmente alla prova del fuoco in America e Giappone il prossimo 12 Ottobre insieme alle attesissime nuove versioni di Pokemon, X e Y, Nintendo 2DS potrà essere portato a casa per la modica cifra di 129 dollari, anche questa in grado di dividere critica e opinione pubblica tra chi sostiene che a seguito dei tagli fatti si sarebbe potuto offrire un prezzo ancor più competitivo, e chi sfodera lo slogan 'shut up and take my money!': come sempre, ogni sentenza definitiva è rimandata ai portafogli dei consumatori, per i quali, in quanto ad hardware, la stagione che sta per iniziare sembra offrire solo l'imbarazzo della scelta.