Hands on Nostalgia

Provato: un RPG molto classico, con una trama di stampo avventuroso

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Nostalgia. Non ci potrebbe essere nome migliore per l'ultima fatica del team Matrix Software, noto al grande pubblico per l'ottimo lavoro svolto nei remake del terzo e del quarto capitolo di Final Fantasy su piccola console Nintendo. Nostalgia (o Nostalgio no Kaze, che dir si voglia) si presenta infatti come un titolo molto classico, caratterizzato da un buon comparto tecnico e stilistico. Mira a riportarci nell'era in cui il gioco di ruolo di stampo nipponico si stagliava sul panorama 16 bit, in un tripudio di cliché e stereotipi dalle fattezze umanoidi.

“Soffia un vento nostalgico”

Ambientato in un XIX° secolo fittizio, il titolo introduce il giocatore in una serie di situazioni movimentate e ricche d'azione: una giovane ragazza viene tenuta in ostaggio da un gruppo di malviventi mascherati, ed obbligata ad entrare in contatto con un manufatto misterioso. A contatto con la mano dell'ignara protagonista, questo sprigiona una luce fortissima; ma poco prima che il rito possa concludersi, un uomo vestito con la tunica dei malviventi mascherati la allontana improvvisamente dalla fonte luminosa, fermando la strana reazione della pietra. Gilbert Brown, avventuriero e gentiluomo, si mostra agli astanti sfoderando la sua fida pistola. In una corsa contro il tempo, Gilbert e la giovane raggiungono la nave volante del primo, ma a causa degli attacchi dei malvagi scagnozzi Gilbert precipita nel vuoto sottostante, lasciando la giovane ragazza impaurita e completamente inerme sulla propria aeronave. Nei panni di Edward Brown (ma per tutti è Eddie), figlio dell'avventuriero Gilbert, i giocatori sono chiamati a cercare nelle numerose e disparate ambientazioni ulteriori informazioni sulla misteriosa ragazza appena salvata, per raggiungere e recuperare, se possibile, il padre protagonista: d'altronde la pelle dell'avventuriero è quella più coriacea!
Senza tanti preamboli, partiamo col dire che Nostalgia ha tutta l'aria di offrire una solida avventura ruolistica di stampo classico, offrendo un'esperienza narrativa molto vicina a quella dei titoli che hanno tenuto compagnia alla maggior parte dei giocatori ormai un po' anzianotti durante gli anni '90, fra cartucce di gioco e packing scatolame. D'altronde, nelle stesse intenzioni del team di sviluppo risiede la volontà di “riportare i giocatori all'epoca in cui finire un gioco significava porre termine ad un'avventura intima, personale, ed ogni titolo offriva un'esperienza sempre diversa e un personaggio nel quale identificarsi". Una velata critica al game design odierno, sempre più vicino a riproporre gli standard cinematografici hollywoodiani piuttosto che incentrare il proprio sviluppo sul rapporto videogioco-utente. Esperienze passive, dove tutti i personaggi sono lì, ricreati nei minimi particolari, spesso esteticamente inarrivabili e lontani da ogni standard tipico delle vecchie generazioni. Figure spesso sì, dotate di un nome e di un background narrativo, ma molto generiche, mute all'interno del gioco proprio per rispecchiare la condizione del giocatore. Vittime degli eventi o fautori del proprio destino: personaggi come Crono, Link, Ness o il biondissimo Cless, pur non vantando una caratterizzazione grafica - almeno in-game - elevatissima, sono stati alcuni dei migliori esponenti del classico protagonista da GDR di stampo giapponese, “arkè” dai quali molti dei personaggi moderni prendono spunto. Il cast di protagonisti di Nostalgia prevede l'affiancamento di Gilbert da parte di altri tre protagonisti dalle caratteristiche grafico-stilistiche immediatamente riconoscibili come stereotipi classici del gioco di ruolo: la misteriosa ragazza Fiona (curatrice), un teppistello sbruffone e armato di pistola e una maghetta nera con tanto di mantello e cappello a punta. E così, in un tripudio di classicismo nipponico, ecco che il titolo del team Matrix software scaraventa i giocatori in un'avventura dai toni leggeri ed epici, rivisitando in stile manga celebri città simbolo dello sviluppo umano come New York, Londra, Il Cairo e la misteriosa Tokyo. Da una parte all'altra del globo alla ricerca di papà.

“Fin che la barca va..”

Com'era facile aspettarsi da Matrix Software, il gioco presenta un ottimo comparto tecnico e stilistico. Sebbene i grafici dietro la produzione Nostalgia abbiano deciso di regalare al titolo un aspetto fumettoso, abusando del super deformed, le ambientazioni, così come i personaggi stessi e le splendide cutscenes, sfoggiano un buon 3D. Pur non avvicinandosi al livello di dettaglio di Avalon Code, le texture di Nostalgia vantano una maggiore definizione, a scapito del numero di poligoni su schermo; ciò non mina però un comparto tecnico assolutamente positivo, che riesce a dare il meglio di sé nelle numerose cutscenes narrative e nelle battaglie navali. Avete capito bene: le navi volanti nell'universo di Nostalgia giocano un ruolo importantissimo nell'ambito narrativo, e come era lecito aspettarsi i programmatori hanno deciso di implementare un sistema di battaglia che contempla lo scontro su mezzi volanti, in uno scorcio che ricorda molto da vicino le atmosfere di Skies of Arcadia (altro classico del genere ruolistico di stampo nipponico uscito qualche anno fa su Dreamcast per poi approdare su Gamecube).
Il sistema di battaglia è classico, a turni. Sviluppato in modo lineare, il battle system ideato dai Matrix software non ha alcuna pretesa di tipo rivoluzionario, bensì si limita a svolgere il proprio compito in modo egregio, sfoderando un paio di feature prese direttamente da altri titoli del genere: indicatore della successione dei turni su schermo inferiore, mosse combinate fra i personaggi, lunghe animazioni per i colpi più potenti. . Una sorta di riproposizione di tutto ciò che fino ad oggi abbiamo potuto saggiare negli scontri dei GDR provenienti dal Sol Levante; insomma: squadra vincente non cambia. Anche gli scontri dedicati ai mezzi volanti non esulano da queste meccaniche collaudate e affinate nel tempo, in un sistema a turni che non varia poi molto da quello che riguarda gli scontri fra personaggi a terra. Al termine di ogni battaglia il gioco giudica l'operato del l'utente assegnando, in dipendenza da vari parametri (numero turni impiegato per sconfiggere i nemici, danni ricevuti, ecc.), una lettera: C è il grado minore mentre A è quello maggiore. Ad ogni scontro conclusosi in modo del tutto positivo il giocatore riceve ulteriori bonus di crescita, come punti esperienza aggiuntivi e maggiori punti SP. Il sistema di crescita del party di protagonisti è invece affidato a schematici menù raffiguranti alberi delle abilità, caselle collegate da svariate diramazioni di linee sbloccabili attraverso l'esborso di SP, acquisiti al termine di ogni scontro. E' possibile così creare un albero delle abilità per ogni personaggio, potenziando certe mosse o scegliendo di impararne delle nuove, in una meccanica di gameplay che ricorda molto da vicino il sistema di crescita di Xenosaga Ep. 1 (Der Wille Zur Macht), uscito su PS2.
L'esplorazione avviene su schermo superiore, aiutata da una mappa a veduta aerea nello schermo inferiore - chi ha detto Final Fantasy IV? - ed è del tutto aliena a qualsiasi tipo di variazione dal gameplay classico del genere. L'unica particolarità del titolo quasi del tutto originale è l'impossibilità di esplorare la world map del gioco da parte del giocatore, se non attraverso mezzi di locomozione aerea. Addio scontri casuali? Certo che no: i nemici che dominano le altezze del cielo sono agguerriti e ugualmente temibili, e durante l'esplorazione non sarà raro venire attaccati da nemici mostruosi. Proprio per questo motivo, oltre alla totale personalizzazione dell'equipaggiamento del nostro quartetto di protagonisti, Nostalgia offre la possibilità di personalizzare anche la tenuta dell'armamentario dell'aeronave. Ogni elemento offensivo della nave, infatti, è guidato da uno dei personaggi: Eddie, il protagonista di Nostalgia, è uno spadaccino e durante gli scontri aerei è al comando di un'enorme lama posta sulla prua del mezzo volante, pronta ad infliggere danni agli avversari durante i rush offensivi. Oltre la quest principale il titolo vanta una serie di avventure opzional,i sbloccabili all'interno dell'Associazione degli Avventurieri, vero e proprio edificio presente in ogni centro urbano visitabile dal giocatore, in cui si potranno accettare svariati incarichi secondari, all'insegna del level grinding e dell'aumento esponenziale della longevità.

Nostalgia Nostalgia pare essere uno titolo da tenere sott'occhio. Forte di un comparto tecnico e stilistico di buona caratura, il gameplay sembra spingere le classiche meccaniche del genere verso un nuovo livello di eccellenza. Senza, però, intaccarne minimamente l'identità e la struttura. Riuscirà il titolo Tecmo e Matrix Software a fare breccia nel cuore dei smaliziati giocatori attempati, senza annoiare la nuova audience ruolistica più propensa ad un'esperienza di gioco cinematografica?

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