Hands on Open Me

Sony Japan ci propone un apriscatole a Realtà Aumentata

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  • PSVita
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

A nemmeno un anno dal debutto Playstation Vita può fregiarsi di una discreta line-up di titoli basati sulla Realtà Aumentata. Lasciando perdere lo scatolato (e terribile) Reality Fighter, il meglio è arrivato dallo store digitale con prodotti del calibro di Cliff Diving, Table Top Tank, PulzAR e molti altri. Si tratta di piccole gemme videoludiche meritevoli di almeno un'occhiata; alcune addirittura sono gratuite!
A partire da fine mese (ma al momento solo in Giappone) se ne aggiungerà un'altra. Si chiama Open Me ed è sviluppato dal team Playstation C.A.M.P., gli stessi strampalati ragazzi responsabili di Tokyo Jungle. Preannunciato da questo lisergico video, presentato allo stand Sony del Tokyo Game Show, Open Me si è infine offerto attraverso una demo giocabile sul Playstation Store nipponico.
Seguiteci nella nostra prova con mano!

Il videogame preferito da Solid Snake

Potete anche gettare via le sei carte AR incluse nella confezione di Playstation Vita. Per Open Me sono inutili! Dirigete piuttosto il vostro mouse verso queste coordinate e stampate il cubo assonometrico; quindi scansionate la pagina con la fotocamera posteriore della console e in men che non si dica sullo schermo touch-screen ma perfettamente inserita nel mobilio di casa vostra. Perchè è indispensabile una nuova base per gli elementi a realtà aumentata anzichè quella già in possesso di tutti gli acquirenti? Probabilmente per una facilità di programmazione e di visualizzazione dell'immagine; le sei facce delle scatole protagoniste del gioco, infatti, meglio si adattano agli spigoli di un cubo piuttosto che ai contorni arzigogolati delle figure riprodotte sulle carte.
Altro consiglio di mamma Everyeye. Siccome il gioco vi chiederà di ispezionare in lungo e in largo scatole e scrigni, muovendo costantemente la console in verticale e orizzontale, è buona cosa posizionare la figura stampata in precedenza su un tavolino molto basso attorno al quale muoversi liberamente. A conti fatti un tavolo da the giapponese è perfetto!

Come si gioca Open Me? Le regole sono elementari: ogni puzzle chiede al giocatore di aprire in una o più mosse una scatola e recuperare la chiave rinchiusa all'interno. La difficoltà sta tutta nell'individuare i passaggi corretti che portano all'apertura dei sigilli. La demo provata offriva solamente tre enigmi di difficoltà crescente, comunque validi per farsi una idea delle situazioni previste dal resto del gioco.
La scatola tutorial si apre facendo leva su alcuni impercettibili sigilli posti ai lati, nella parte inferiore (doppio sigillo, doppia pressione: multitouch) e infine sul retro. Sembra difficile, ma in questo frangente il gioco fornirà tutti i suggerimenti del caso per scoperchiarla.
Leggermente più complessa la scatola di legno, i cui sigilli da premere si confondono con le giunture artigianali: basta, però, ruotare la fotocamera della console attorno all'oggetto per scoprirne i punti deboli e procedere all'apertura.
La scatola di metallo è senz'altro quella più sofisticata: i quattro sigilli (ben visibili) vanno aperti nel giusto ordine, pena il ritorno al punto di partenza. Naturalmente la sequenza corretta non è minimamente suggerita, sarà il giocatore ad ingegnarsi a colpi di trial and error prima di trovare la giusta maniera. Tuttavia Open Me non è avaro di indizi o consigli: in ogni momento è possibile scostare l'azione di gioco con uno swipe e dare uno sguardo all'immagine hint sottostante che offre alcuni trucchetti per risolvere l'enigma. Potete abusare di tale strumento, ma tenete in considerazione le due sanzioni comminate dagli sviluppatori: il tempo non si fermerà di certo con conseguenze negative sul punteggio finale e sopratutto un coro di fischi e "buu" accompagnerà il vostro swipe.
Open Me è purtroppo tutto qui. Il gioco di Playstation C.A.M.P. calcola al termine di ciascun tentativo andato a buon fine un punteggio basato sul tempo impiegato e la precisione di tocchi e strisciate sul touch screen. Tali risultati vengono immediatamente confrontati in una leaderboard online con quelli degli altri utenti. Potete riaffrontare ciascuno stage una seconda terza quarta volta per migliorare lo score e scalare la classifica, ma a quel punto la sfida non è più di intuito o ragionamento bensì rivolta a chi possiede il dito più veloce.
Il destino di Open Me dipende in larga parte dal numero di puzzle contenuti. Se non sono almeno un centinaio (DLC esclusi) difficilmente il gioco varrà la candela...

Open Me "Sto giocando a un videogioco il cui scopo è aprire scatole!". Una simile descrizione di Open Me non lo rende certo il titolo più affascinante del mondo ed in effetti gli enigmi provati non sono tra le esperienze più adrenaliniche regalateci da uno spremi-meningi. La grandezza del videogame Playstation C.A.M.P. (Tokyo Jungle) risiede nella sua aderenza alle risorse hardware di Playstation Vita: difficilmente un'altra console (incluso il Nintendo 3DS) avrebbe potuto replicare l'interazione tra Realtà Aumentata, controlli tattili e sensori di movimento per esplorare con grande disinvoltura le facce di scatole dai materiali più disparati. L'uscita è fissata per fine mese in Giappone ad un prezzo ancora ignoto. Chissà se raggiungerà anche le sponde (digitali) del Vecchio Continente?

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