Hands on Operation Flashpoint: Dragon Rising

Realismo senza mezze misure per il successore di un grande titolo

hands on Operation Flashpoint: Dragon Rising
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

Operation Flashpoint: Cold War Crisis, uscito sui nostri PC nel 2001, ha di fatto rivoluzionato il mondo dei simulatori bellici. Una rivoluzione silenziosa, oseremmo dire, data la lentissima penetrazione del “realismo senza mezze misure” nel panorama degli FPS su console, ma che oggi viene ricordata con dolcissima nostalgia. Tanto che alcune software house hanno deciso di recuperare proprio la tradizione della simulatività estrema, forse per compiacere gli hacore gamer più assidui. Ad aprire le danze è stato Arma II, sviluppato proprio dal team che dette i natali al primo Flashpoint: Bohemia Interactive, rotti i rapporti con Codemasters, ha portato sugli schermi dei personal computer un gioco profondissimo ed avvincente. La software house europea, tuttavia, proprietaria del brand, ha deciso di non restare indietro, sfruttando il richiamo mediatico del nome: Operation Flashpoint: Dragon Rising, sta dunque per giungere sulle console di nuova generazione.

Non più solo rivali economici

Non si può certo dire che la built giunta in redazione lasci emergere con chiarezza i contorni narrativi del titolo. Ben identificabile è comunque il nemico che dovremo affrontare: le forze comuniste della Cina. Senza voler entrare in inutili particolari politici, va rilevato come probabilmente gli sceneggiatori hanno dovuto fare qualche sforzo per trovare un esercito da affrontare. Cina e USA sono ormai partner commerciali, e anche se in alcuni settori del mercato competono aspramente, c’è grande collaborazione tra le due nazioni. Lo scenario sembra dunque assolutamente fantapolitico, poco realistico ed incline ad un certo stile romanzesco tipico di autori del genere, come il super citato e redivivo Tom Clancy. L’azione si svolge tutta su Skira, un’isola fittizia dove misteriosamente non sono presenti civili e ci sono pochissime case e abitazioni. In generale il setting sembra più quello di un campo di addestramento che quello di un vero conflitto tra superpotenze, che di sicuro non potrebbero fare a meno di portare la guerra in luoghi ben più caldi e sensibili. Ci auguriamo ovviamente che nella versione completa del gioco potremo apprezzare una più ampia varietà di ambientazioni, dato che nella porzione esplorata finora l'isola appare piuttosto monotona . I programmatori parlano di ben 225 Km quadri di mappa a disposizione, ed ovviamente si spera nella massiccia presenza di villaggi abitati.
Per ora non è facile tirare le somme sulla qualità globale del setting, del plot e della sceneggiatura, anche se i primi riscontri non sono pienamente incoraggianti. I dialoghi sono solo tattici-tecnici, il che aiuta senz’altro a calare il giocatore nel contesto ricreato, ma rende l'esperienza ludica un poco “asettica” (i soldati sembrano degli automi, e nessuna fase di dialogo esula dalla sequenza di ordini dati e ricevuti). Insomma, sappiamo che è sicuramente prematuro esprimere un giudizio in merito al comparto narrativo, ma da quanto visto finora emerge un gioco che sembra aver sacrificato sull'altare della simulazione un’anima narrativa che ci pare indispensabile per ravvivare l’esperienza complessiva. Gli amanti della gerarchia e chi non apprezza le infiorettature degli sceneggiatori moderni potrebbero restare compiaciuti, chi invece anche da uno War Game si aspetta qualche disquisizione pseudo-psicologica su onore e gloria dei soldati, rimarrà forse un poco deluso.

Coesione di Squadra

Il gameplay di Dragon Rising è davvero molto classico, e soddisferà a pieno le esigenze dei giocatori di First Person Shooter più navigati ed avvezzi al realismo. Prima regola fondamentale che viene introdotta nel gioco è quella che senza un serio e pensato lavoro di squadra è semplicemente impossibile andare avanti. Importante quanto il tasto di fuoco appare quindi il tasto dorsale, da tener premuto per richiamare le azioni e gli ordini da impartire ai membri del nostro team. Il sistema di comandi sembra ben sviluppato, ma presenta ancora qualche difetto: innanzitutto per dare ordini al nostro team dovremo tener premuto un tasto dorsale e selezionare le varie opzioni con la croce direzionale, nel frattempo l’azione attorno a noi non si fermerà e noi dovremo stare al riparo dal fuoco nemico. Il serio problema è che per dare un ordine elementare come fuoco di soppressione dovremo indicare la zona ai nostri commilitoni, e per farlo saremo portati ad esporci ai proiettili. Potremo anche indicare il punto sulla mappa, ma comunque l’azione non andrà in pausa, e rischieremo di essere colpiti da un nemico che non avevamo individuato. Dare ordini con rapidità e precisione appare quindi fondamentale; sfortunatamente spesso dovremo operare più scelte sulla nostra croce direzionale per giungere all’ordine che vogliamo impartire. Qualche shortcut (un sistema intelligente che individua l'ordine più consono alla situazione, una volta che si è inquadrato un bersaglio o una zona particolare) cerca di mettere una pezza, con alterni successi, alla complessità del sistema di selezione. In generale però si ha l'idea che il Joypad non sia lo strumento più adeguato a gestire un'intera squadriglia. Una sorta di “pausa tattica”, semmai disponibile per i livelli di difficoltà meno elevati, avrebbe potuto in qualche modo risolvere le cose. Ma certamente l'intento del team di sviluppo è quello di non scendere a compromessi con il realismo di un conflitto che si rivela altamente mortale.
Diametralmente opposto rispetto al macchinoso sistema di selezione degli ordini, troviamo l’Hud di gioco, molto semplice e intuitivo, sicuramente molto utile per facilitare l’esperienza di gioco; ovviamente i più esperti potranno farne completamente a meno e giocare solo con bussola e mappa, ma l'interfaccia ci indicherà molto comodamente gli obiettivi e i luoghi da raggiungere, stabilendo anche con dei numeri l’ordine di priorità degli incarichi. Ovviamente i nemici verranno segnalati solo dopo che saranno avvistati e compariranno come triangolini sul cursore della bussola. Sulla bussola vengono segnalati anche i punti da cui provengono gli sparo, ma nessuno ci assicura che dopo qualche secondo il nemico sia ancora nella stessa posizione. Pianificare bene ogni mossa e tenere sott'occhio gli avversari, magari presidiando posizioni strategiche, diventa dunque un imperativo.
Tornando a parlare di realismo: un solo colpo andato a segno e potremo abbattere i nemici, così come un proiettile ben piazzato potrà decretare la nostra morte prematura. Anche a livelli di difficoltà più bassi e con l’hud più completo possibile, la sensazione che si prova giocando a Dragon Rising è ben diversa rispetto a quella data da qualsiasi altro FPS; spesso e volentieri saremo feriti e dovremo medicarci, o dovremo medicare i membri della nostra squadra. E ancora: un comando sbagliato e la missione finisce; avanzare senza richiedere il supporto e cercare di fare gli eroi è assolutamente impensabile!
Accertata inoltre la possibilità di potersi muovere con qualsiasi mezzo presente sull’isola. La varietà dei veicoli promessa sembra molto ampia, e di sicuro potrà aiutare ad ravvivare ulteriormente la già interessante esperienza di gioco. Gli spostamenti con i mezzi diventano fondamentali anche in virtù della struttura “sandbox”, che permette al giocatore di scegliere gli incarichi da affrontare e avanzare nella trama in maniera non lineare, dedicandosi eventualmente alle molte missioni secondarie o all'esplorazione.
Il primo impatto con Dragon Rising, in definitiva, è decisamente positivo. Che il titolo sia in qualche modo settoriale è cosa nota: deve evitarlo chi è poco paziente o chi preferisce un’esperienza più arcade. Ma gli amanti del realismo puro lo riterranno probabilmente imperdibile, al di là dei necessari compromessi per adattare sul pad un sistema di controllo profondo e tattico.

Fitta vegetazione

Il preview code analizzato appare ancora profondamente incompleto e molto grezzo dal punto di vista tecnico. Impossibile stilare un giudizio organico a livello grafico: assolutamente carenti -allo stato attuale dei lavori- le texture di gioco, e innumerevoli i bug di programmazione, ben noti al team di sviluppo, che di sicuro saranno risolti nei prossimi mesi. E’ opportuno invece citare quanto di positivo già sembra emergere a livello grafico: buona la costruzione poligonale, le animazioni dei militari, e ottimi gli effetti particellari. Affascinante soprattutto l’ambiente naturale, riprodotto con perizia. A livello grafico è impossibile andare oltre questi pochi particolari. Dal punto di vista dell'engine fisico il titolo fa una buona impressione, ma appare comunque molto acerbo il comportamento dei veicoli: del tutto da rivedere, se si vuole che il prodotto si dimostri iper-realistico anche da questo punto di vista.
A livello sonoro gli effetti sono già molto belli e convincenti, e anche se di sicuro le campionature potrebbero essere più pulite, il lavoro è già a livelli piuttosto alti.

Operation Flashpoint: Dragon Rising Sicuramente ancora troppi bug in questo work in progress di Codemasters, per poter dare un giudizio definitivo. In un titolo di questo stampo buona parte del fascino deriverà anche dalla capacità del team di costruire un ambiente credibile, vario e realistico. Eppure, almeno per quanto riguarda il gameplay, la built illumina rosee prospettive. Brilla ad esempio la forte componente simulativa, ed appare interessante il grande ruolo del gioco di squadra. Da questo punto di vista, l'annuncio di una modalità co-op online a quattro giocatori sembra davvero poter essere molto intrigante, se non addirittura risolutiva per l’intero comparto ludico: risolvendo i problemi relativi alla complessità del sistema di input degli ordini, il gioco in rete con 3 amici potrebbe essere proprio il fiore all'occhiello del titolo. Ribadiamo che Dragon Rising resta un titolo “di nicchia”, senza mezze misure: rivolto specificatamente ai giocatori più indomiti ed appassionati, Operation Flashpoint non potrà sicuramente fare appeal su chi ama un’azione immediata ed arcade, magari coronata da una buona dose di splatter. Ciò che però sembra deludere maggiormente è che paragonato ad Arma II il titolo sembra aver perduto la vena narrativa; soprattutto manca l’interazione con i civili, che nel titolo concorrente dei Bohemia assicura uno sviluppo della trama dinamico, complesso, vario e basato sulle nostre scelte. Inutile comunque sbilanciarsi oltre: la data di uscita del titolo è già slittata per fare in modo che fossero terminate le ultime fasi di “ripulitura”. Ora non ci resta che aspettare ottobre e sperare che in questi mesi gli sviluppatori non svolgano un duro e serio lavoro per limare i problemi tecnici.