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E3 2013

Hands on Pad Xbox One

Abbiamo messo le mani sul Pad della nuova console Microsoft

hands on Pad Xbox One
Articolo a cura di
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

L’Electronic Entertaiment Expo 2013 non è ancora ufficialmente iniziato, ma noi di Everyeye.it abbiamo già avuto modo di entrare in contatto con alcune delle novità che ci terranno compagnia durante l’intera kermesse. Per il momento non possiamo ancora svelarvi i titoli su cui abbiamo messo le mani (leggere i nostri pezzi stasera, parallelamente a quelli sulle conference), ma visto che molti dei Playtest sono stati eseguiti su Hardware next gen, abbiamo deciso di proporvi un hands-on del nuovo pad Xbox One.
Ne avevamo in parte già parlato in uno dei nostri speciali dedicati alla nuova ammiraglia Microsoft: ora è il momento di entrare maggiormente nel dettaglio per descrivere ergonomia e sensazioni dopo la prova diretta.

L'evoluzione della specie

Il primo dettaglio che possiamo confermare, riguardo al pad della nuova Xbox One, è che novità radicali non ce ne sono state: come tra l’altro si poteva inferire dando un'occhiata al design.
Partendo dal principio, i materiali costruttivi e le plastiche appaiono molto simili a quelli che costituiscono l’attuale joypad Xbox 360. Qualità costruttiva squisitamente “consumer”, con particolare attenzione per robustezza e leggerezza, caratteristiche che saltano immediatamente all’attenzione di chiunque impugni il nuovo pad. Ed è il peso, in particolare, ad averci colpito maggiormente. Se volessimo fare un paragone potremmo dire che il pad Xbox One pesa come quello “wired” per Xbox 360. Ad aver permesso il passo in avanti in termini di riduzione del peso pur mantenendo la connettività wireless, una diversa soluzione per quel che concerne la batteria, ancora ricaricabile ma della tipologia già vista sul Dual Shock 3 di Sony. Si abbandona dunque la soluzione “battery pack” intercambiabile per adottare quello integrato, sicuramente meno soggetto ad usura e più “elegante”. Nonché, nel complesso, molto meno ingombrante.
Al di là del peso, in ogni caso, il feeling al tatto è molto simile. La superficie di contatto non presenta infatti finiture lucide, donando quel minimo di ruvidità che aggiunge il grip necessario a mantenere il joypad saldamente ancorato alle nostre mani. Lucida è invece la plastica, leggermente meno robusta, che compone grilletti e dorsali. Se questi ultimi, per quanto di dimensioni leggermente maggiorate, appaiono praticamente identici al tatto, sono i secondi ad aver ricevuto quale modifica. I trigger, infatti, non presentano più la forma regolare della prima versione, ma un disegno più ergonomico, con due spigoli in più che permettono una corretta pressione anche qualora si adottasse una presa meno “stretta” sul pad. E’ inoltre la corsa ad essere stata leggermente modificata: ora più corta, dovrebbe poter consentire un maggior livello di reattività ed un controllo più efficace senza sforzi.
Non abbiamo momentaneamente potuto testare il sistema di magneti che dovrebbe permettere anche a livello software una più accurata modulabilità delle pressioni, ma già così il risultato è stato decisamente soddisfacente. Tutto il “blocco” grilletti-dorsali è messo in risalto dalla finitura lucida che contorna la parte superiore del pad, rendendolo un oggetto dal design elegante.
Sulla parte superiore troneggia, con grazia, il pulsante Xbox, ora non più prepotentemente sporgente ma solo leggermente in rilievo. In questo caso è stata abbandonata anche la colorazione verde dei led indicanti accensione e connessione alla console, sostituiti da una più sobria colorazione ghiaccio, che sul nero fa una figura del tutto diversa.
Passando ai front button possiamo dire di aver notato ben poche differenze. I classici A,B,Y,X tornano pressoché identici al passato: stessa colorazione ed una forma leggermente più appiattita (ma feeling alla pressione assolutamente identico). Molto diversi rispetto a Start e Back, invece, Menù e View, anch’essi solo leggermente in rilievo. Molto più piccoli dei diretti “antenati”, questi due tastini sono forse troppo poco evidenti e pronunciati. Per dita affusolate il loro utilizzo non sarà assolutamente un problema, diversamente la pressione potrebbe risultare complicata. Non si tratta, è bene precisarlo, di nulla d’invalidante, ma di un piccolo difetto che potrebbe infastidire i giocatori con le mani robuste.
Gli ultimi punti sui quali soffermarsi sono, soprattutto per gli hardcore gamer, i più scottanti in assoluto, e riguardano levette analogiche e pulsantiera digitale. Procedendo con ordine possiamo dire che gli stick -rimasti in posizione asimmetrica- mostrano anche al tatto una realizzazione pressoché identica al passato. Materiali e meccaniche donano fin dall’inizio sensazioni simili, con un leggero aumento della precisione dovuto ad un lieve abbassamento della resistenza al movimento e alla particolare finitura “zigrinata” della coroncina per l’alloggiamento del pollice, che aumenta il grip.
Si passa poi all’annosa questione Digital Pad. Per quanto la prova odierna non abbia certo messo alla frusta le capacità della rinnovata componente, dobbiamo ammettere che i passi avanti sembrano significativi. Ora, infatti, non ci troviamo più a fare i conti con un “disco unito”, bensì con veri e propri pulsanti, adeguatamente separati tra loro. Il “click” deciso che accompagna ciascuna pressione dovrebbe infine tranquillizzare i più scettici, per una fruibilità largamente migliorata.
Ultima nota a margine rimane per rassicurare chi aveva temuto per un aumento di dimensioni (sostanzialmente inesistente). Un differente ingresso cuffie, posto sul margine basso del pad (nella stessa posizione del “vecchio”) chiude dunque la nostra panoramica.

Scheda Xbox One Microsoft ha fatto senza ombra di dubbio un ottimo lavoro, nel progettare la versione Next Gen del suo pad. L'obiettivo era di apportare piccoli accorgimenti per evolvere un oggetto già di per se di buona fattura. Ottima ergonomia, una croce direzionale finalmente rinnovata e funzionale, qualche cambiamento di minor peso per quel che riguarda i trigger ed un’estetica più elegante fanno di questo joypad uno dei più efficienti e comodi degli ultimi tempi. Non abbiamo ancora potuto provare il tanto acclamato nuovo effetto di vibrazione, ma possiamo già ritenerci soddisfatti dalla prova su strada del joypad Xbox One.