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Hands on Pandora's Tower

Provato il lato drammatico di Nintendo Wii

hands on Pandora's Tower
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

La scommessa di Wii era unire davanti al televisore giocatori novizi e fan Nintendo di vecchia data. Scommessa persa clamorosamente: lo vediamo benissimo nella line up di questa Primavera (l'ultima del ciclo vitale?) dove Mario Party 9 e La via della fortuna sembrano rivolgersi alla prima categoria, mentre The Last Story e Pandora's Tower fanno l'occhiolino agli utenti in estasi dopo Xenoblade Chronicles.
Registrando purtroppo una divaricazione dell'offerta ancora maggiore della tanto criticata epoca Gamecube ci siamo piacevolmente ritrovati a testare il primo livello di Pandora's Tower, già localizzato in italiano e in uscita il 13 Aprile in Europa. La curiosità verso la nuova opera Ganbarion, così distante dai precedenti tie-in di manga per cui è famosa la software house e dallo stile nintendiano, è molta ed aspettavamo un confronto diretto sin dall'annuncio in Giappone. La possibilità di giostrare l'arma catena tramite Wiimote (magari in maniera più convincente di Rygar!) e la trama di gioco che parla di maledizioni, trasformazioni demoniache e morte. Mai come in questo caso un titolo prodotto da Nintendo si confrontava così apertamente con tematiche drammatiche ed impegnative.
Insomma di motivi per interessarsi al destino di Pandora's Tower ve ne sono moltissimi, ragion per cui non indugiamo oltre in preamboli introduttivi e lanciamoci nella descrizione della sezione testata.

We got games

Nintendo ha organizzato di recente un evento per promuovere la sua line up primaverile di Wii e 3DS. A partire da oggi vi documenteremo tutti i titoli provati in quella cornice, alcuni già disponibili sugli scaffali e oggetto di imminente recensione, altri attesi tra Marzo ed Aprile. Vi abbiamo già proposto l'anteprima di Metal Gear Solid 3D Snake Eater e Kid Icarus Uprising, mentre attiveranno presto le recensioni di Tekken 3D, One Piece Unlimited Cruise SP e sopratutto The Last Story!
Curioso il nome della manifestazione, "we got games", che suona quasi come un insulto a quelle malelingue che criticano la line up di Wii e 3DS, nonché le loro vendite altalenanti. Ci stupiremmo se un simile motto diventasse quello aziendale, come suggerirebbero i poster promozionali e le t-shirt consegnate alla stampa.

Subire, non scegliere...

Muori e diventa bellissima, o vivi ed appari sgradevole.
Cosa ti rende più felice?


Elena ha una voce meravigliosa. Non solo, è la ragazza più bella del villaggio. Sarà lei quest'anno ad allietare la Festa del Raccolto, ma proprio in quell'occasione un terribile potere si risveglia ed infetta l'angelica creatura. Il suo volto prende ad irrigidirsi, il candore della pelle vira verso un violaceo e le vene s'ingrossano sino a mostrare il sangue malato che in lei scorre. Tentacoli e propaggini non umane spuntano in tutte le zone del corpo, appena appena coperto da un tetro mantello.
Elena non è solo una creatura in fin di vita, fisicamente deturpata da un male incurabile, ma anche una preziosa testimone per dimostrare al consiglio Athosian la gravità dell'attacco e il pericolo incombente. Ligio al proprio dovere di soldato, Aeron, si offrirà di salvare la vita della giovane affinchè possa testimoniare con veridicità l'accaduto. Ma c'è una significativa complicazione: l'unico modo per mantenerla in vita è nutrirla con la carne putrida dei nemici che popolano un arcipelago di 13 torri. Il sapore è terribile e l'aspetto poco invitante, ma solo in questo modo si può rallentare l'infezione. Elena è uno specchio tanto brutale quanto veritiero dell'abilità del giocatore: più tempo impiega per completare una torre (la prima si termina in una mezz'oretta), più la ragazza manifesta elementi demoniaci. Un indicatore sullo schermo registrerà il livello di mutazione raggiunto durante l'esplorazione di una torre cambiando colore. Quando Aeron è con Elena, le loro interazioni determineranno la forza del legame, che può variare enormemente portando il gioco verso uno di numerosi finali alternativi.
Ciò che più intriga di questo sistema è il fatto che l'aspetto di Elena non è la conseguenza delle nostre scelte come poteva avvenire in Fable, ma un'immagine palpabile dell'abilità maturata dal giocatore. Impiegare più tempo della media calcolata dagli sviluppatori per terminare una torre non conduce al Game Over, ma grava sul dipanarsi degli eventi. Se la sceneggiatura di Ganbarion saprà raccontare coerentemente il rapporto tra Aeron ed Elena Pandora's Tower potrebbe indicare una nuova direzione per quanto riguarda la narrazione videoludica e la mediazione del rapporto videogiocatore-personaggi di gioco.

Traduzione

Come già scritto nel corso dell'articolo abbiamo messo le mani su una versione già localizzata in itraliano. Questo ci ha permesso di saggiare i numerosi cambiamenti apportati in fase di adattamento. La fanciulla vittima della maledizione in giapponese era Ceres, mentre da noi sarà Elena: una scappatoia per evitare eventuali cause legali con una certa birra? Ancora, il protagonista non si chiamerà Ende, ma Aeron, sarà un soldato non di Atene ma della più sfumata Athosian. Cambia nome anche la mercante che porta un strana forma scheletrica sulla schiena, da un apparentemente nome maschile Graiai al misterioso Mavda.

Stato vegetativo

Uno dei primi png che ci assistono nella nostra disperata avventura è la mercante Mavda, una vecchietta di bassa statura che ci donerà lo strumento più importante del gioco: la spada-catena di Oraclos.
Una volta entrati in possesso dell'arma ci si addentra nella prima torre, che funge anche da tutorial. Il primo aspetto che emerge è la caratterizzazione grafica. A livello tecnologico non siamo di fronte ad uno dei picchi della console: la bassa definizione degli screenshot evidenzia un'immagine impastata e piuttosto grezza. Il discreto sfoggio di poligoni è coperto da texture poco gradevoli alla vista e minimamente diversificate. Dove Pandora's Tower, però, risulta vincente è nella dimensione artistica. La prima torre è un trionfo di decadentismo e cupezza, perfetta esemplificazione dei toni della trama; ogni cosa appare disordinata, fuori posto, sintomo di un ordine pesantemente compromesso. Nella stanza centrale un magnifico albero che può rivaleggiare in dimensioni con l'albero Deku di Zelda cresce all'incontrario con le radici che arrivano a grattare il cielo. Nelle stanze secondarie la vegetazione ha avvolto le antiche architetture, reclamando il completo possesso della torre. Bellissime rose dai petali rossi si moltiplicano a profusione, ma basta avvicinarsi che queste mostrano le spine e feriscono Aeron.
La catena deve anzitutto sradicare questa vegetazione indisponente, di maggiore ostacolo degli stessi demoni. Il protagonista può premerà A per effettuare un colpo ravvicinato tramite spada oppure nella maggior parte dei casi colpire dalla distanza tramite B. la catena asseconda quest'ultimo caso: la pressione del suddetto tasto fa comparire un mirino solitamente azzurro, ma in corrispondenza di un nemico si colora di rosso ed indica la possibilità di agganciarlo. Quindi un colpo all'indietro del Wiimote lo tirà a sé stritolandolo sino alla morte. I nemici sono di dimensioni ben maggiori del giocatore e sopratutto pericolosi da avvicinare: la meccanica più diffusa prevede l'agganciamento tramite catena, il successivo stordimento e quindi l'eliminazione tramite spada. Ma Ganbarion si è inventata modi assai diversi per aver ragione delle minacce presenti, mescolando combattimenti ed enigmi: ad esempio siamo stati costretti a dover bloccare un vegetale che si spostava da un punto ad un altro non appena tentavamo di colpirlo; abbiamo così agganciato un'estremità della catena ad un basamento in pietra e l'altra estremità al corpo nemico così da impedirgli il movimento e tagliuzzarlo con la spada.
Ma questo è solo un enigma tutorial, nel corso dell'avventura confidiamo che ve ne saranno di ben più cervellotici come tirare leve o scalare superfici verticali, posto comunque il fatto che la catena ha due sole estremità! Analogamente semplice il boss di fine livello chiamato Magister, una sorta di Pastore degli Alberi di tolkeniana memoria.
Qui la mentalità dominante è quella di Zelda, ossia colpire più volte il punto evidenziato del mostro. Piuttosto elementare tra colpi telefonati e ripetute spadate agli arti salvo il fatto che lo scontro sia piuttosto lungo e l'energia nemica tenda ad esaurirsi molto lentamente.
La sua uccisione consente di racimolare un poco di carne da dare in pasto ad Elena e mitigare così l'avanzata dell'infezione. E' un palliativo tant'è che subito dopo la succitata Mavda, la misteriosa mercante che custodisce la ragazza in una magione sicura liberamente esplorabile (questo è l'hub del gioco), ci offrirà vantaggiosi scambi tra gli strumenti ottenuti durante la prima esplorazione di una torre e potenziamenti per l'arma combinando due oggetti. Altrimenti questi possono essere donati ad Elena per migliorare l'affinità tra lei ed Aeron e in termini ludici stretti sbloccare il finale migliore oppure conservarli per impiegarli nella torre successiva (utilizzabili in tempo reale tramite un menù in alto a destra il cui scrolling avviene tramite croce direzionale).
In generale, il gameplay di Pandora's Tower ci è sembrato abbastanza intuitivo e alla fine del dungeon siamo riusciti senza grossi problemi a tenere testa al boss. Si comporta essenzialmente come un action game assai basilare, ma a margine si ritaglia velleità da JRPG come la gestione dell'inventario a caselle basata sulla grandezza dello strumento nonché una serie di barre riferite alla vita, all'energia della catena e altro ancora.
Padroneggiare la catena è un elemento interessante del gameplay sopratutto perchè torna utile anche nell'esplorazione e negli enigmi sparsi per le 13 torri. Purtroppo i gesti da effettuare tramite Wiimote sono decisamente pochi e il raggio limitato per cui il feedback restituito è assai povero, complice una vibrazione appena percettibile.

Pandora's Tower Pandora's Tower è un titolo accompagnato da aspettative molto alte. Il suo punto di forza è una prospettiva narrativa originale, focalizzata sul rapporto tra il protagonista Aeron e la fanciulla Elena che un male pian piano sta trasformando in demone. La maledizione può essere rallentata solo dandole da mangiare la carne dei nemici che popolano 13 torri: la progressioni all'interno dei dungeon è fortemente connessa con la dimensione narrativa e la salvezza di Elena dipende in qualche modo anche dall'abilità del giocatore. Ciò si traduce in un gioco cruento, dalle tinte drammatiche come sottolineato dalla componente artistica ricca di scelte visive intriganti. Purtroppo il motore grafico si dimostra grezzo, l'immagine ad una definizione quasi imbarazzante, specie se confrontata con gli sforzi al termine del ciclo vitale di Xenoblade e The Last Story. Il gameplay ruota attorno alla catena impugnata dal personaggio, arma utile sia negli scontri contro i boss che per la risoluzione di enigmi ambientali. La mappatura dei tasti è facilmente comprensibile, ma il motion control viene utilizzato pochissimo e il feedback ricevuto non è sempre soddisfacente. Un titolo rivolto principalmente ad una nicchia di videogiocatori, che vogliono sinceramente esplorare il rapporto tra Aeron ed Elena e sono disposti a sopportare un'azione di gioco che non si avvantaggia per niente delle risorse messe a disposizione da Wii.

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