Hands on Patchwork Heroes

Comanda una squadra di coraggiosi condottieri, armati solo di seghe e difendi la tua lussureggiante città

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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Alla domanda cosa fare dopo Locoroco e Patapon, lo studio nipponico di Sony se ne è uscito con l'ennesima stramberia. Con un prodotto inconsueto, bizzarro, pazzerello, che probabilmente non avete mai giocato e nemmeno vi verrà mai l'idea di giocarlo. E' un bene: ormai abbiamo imparato ad apprezzare anche le trovate più demenziali degli sviluppatori nipponici (non si è forse sollevato un coro di dissensi all'idea di vedere un Yakuza 3 privato dell'Hostess Club?). Patchworks Heroes, statene certi, vi sorprenderà con la sua dissacrante melodia.

O la va o la spacca

Un po' carpentiere, un po' muratore, Daiku no Gen-san, protagonista della serie di Irem Hammerin Harry (vista su PSP di recente con Hammerin' Hero) , è un giovinotto tutto sommato simpatico, bonario, dai modi gentili, che combatte con il suo corpulento martello quei maledetti imprenditori senza scrupoli che gli hanno distrutto la casa per costruirci sopra un centro commerciale. Laddove i tempi della giustizia non permettono di aver in pochi giorni un tetto sotto cui dormire, una sana bottarella su quelle teste calde rimette sempre in pari le cose.
Ma il mestiere umile e faticoso del falegname non ha mai avuto largo seguito tra gli sviluppatori di videogiochi, tant'è che la squadra di carpentieri protagonista di Patchwork Heroes ci è sembrata a suo modo inedita. Merito probabilmente della insana compostezza di Titori, caposquadra, e della sua ciurma di pirati: essi hanno posto la loro abilità nel taglio e intaglio al servizio della comunità, ponendosi in prima linea nel difendere la loro "bella città" dagli attacchi di invidiosi nemici che cercano in tutti i modi di bombardarla.

Vi faremo a pezzi!

L'arma principale a disposizione di Titori e della sua squadra è una banale sega, ma l'indomito coraggio dei soldati ripaga ampiamente la povertà dell'arsenale: a bordo di uno scassato elicotterino Titori va incontro alle navi nemiche che solcano i cieli azzurri, le abborda e da lì inizia a segarne via pezzi della carena, della prua, della poppa, ne riduce la minaccia bellica sino all'inevitabile affondamento. Per azionare il minaccioso arnese occorre tener premuto cerchio e iniziare a tagliare, da un bordo all'altro sfruttando la conformazione della nave (inquadrata in un ironico profilo bidimensionale), con i suoi buchi, i suoi ponti: prima una piccola parte, poi una bomba (tasto quadrato, anche se ciascuna detonazione elimina un prezioso compagno alleato) per far fuori l'odioso impianto missilistico, un potenziamento per avviare la distruzione anche delle tenaci parti metalliche (tasto triangolo). C'è chi a questo punto ci prende gusto: inizia a insinuarsi anche nelle parti vitali del velivolo, fa breccia nelle strutture fondamentali e cinicamente inizia a segare. Zac, zac, zac: la nave crolla ed esplode pian piano a contatto con l'atmosfera. Ma attenzione, Titori, se essa riesce ad avvicinarsi ancora in buono stato alle porte della città il Game Over sarà inevitabile: in alto sullo schermo viene individuato un conto alla rovescia che monitora le attività belliche dell'arsenale nemico. L'intera struttura ludica gioca attorno al compiere la missione non nel miglior modo possibile (anche se un minuzioso sistema di punteggio tiene conto dei compagnia persi e salvati, del tempo impiegato), ma entro il tempo segnalato. Una vera novità rispetto a Locoroco e Patapon, che fa di Patchwork Heroes un titolo veramente innovativo per questi apprezzati sviluppatori, dopo gli strascichi derivativi di Patapon 2 e Locoroco Midnight Carnival.

Demo esclusiva

La demo scaricabile sul PSN europeo si chiude con un tenace scambio di battute:
Titori: All'attacco! Dov'è la prossima nave?!?
Totonel: Mi spiace ricordartelo, ma...questa è solo una demo. Titori.
Annunciatrice: Già, e non si può andare più avanti di così
Totonel: Comunque Titori non dovrai affrontare queste navi nel gioco completo
Titori: Interessante! Pensavo di doverle fare a pezzi ancora una volta...
Annunciatrice: Invece no! Acquista il gioco completo ed avrai nuove avventure!
L'idea di non dover ripetere tali missioni una volta acquistato il gioco completo ci riempie oltremodo di orgoglio, ritenendo sempre assai snervante non poter saltare parti già testate nella versione dimostrativa.

Demo-lizione

Annunciatrice: Nave nemica in avvicinamento
Titori: Ricevuto! La faremo a pezzi!
Annunciatrice: Titori, calmati!
Totonel: Esatto, Titori! E' solo una demo!
Titori: Demo o no, devo tagliare quella nave prima che arrivi in città!

Dal taglio sofisticatamente bidimensionale, con texture di grana grossa e porose (paiono tagli di tessuto), il puzzle di SCEJ e Acquire paga in realtà un debito nei confronti del genere di appartenenza: da quanto abbiamo potuto osservare nella demo diffusa via Playstation Network la grande libertà concessa al giocatore nell'approcciarsi all'opera di demolizione mal si concilia con lo schematismo tipico dei puzzle game, derivando in certe situazioni una gran confusione. Una vaga somiglianza tra i vari stage e le carlinghe delle navi da assaltare lascia pensare che alla lunga si possa incappare in un progressivo impoverimento di qualità e idee, tale da segare a metà la grande originalità del concept di gioco, nonché l'accattivante visione stilistica e musicale (che rielabora le sonorità etniche di Patapon applicandole coraggiosamente a un contesto tecnologicamente elaborato e ricco dal punto di vista della tavolozza utilizzata). Basteranno una modalità Storia fantasiosa ("pathos, amore e flotte di navi") e una Sfida di 50 scene "con speciali regole di distruzione navale" per sviluppare in maniera adeguata l'idea originale?

Patchwork Heroes Il fascino ironico come esperienza comune, la sperimentazione grafica come baluardo condiviso, ma oltre a ciò Patchwork Heroes non potrebbe essere più diverso dagli illustri predecessori, Locoroco e Patapon. Basato sulla distruzione di navi volanti con il solo ausilio di una sega artigianale, la nuova avventura di Sony Japan è un puzzle game action assai originale, pronto ormai alla distribuzione via Playstation Network. La versione dimostrativa palesa alcuni dubbi circa l'effettiva freschezza dell'idea a lungo andare, ma a monte ci troviamo di certo di fronte a qualcosa di mai visto e mai giocato.

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