Hands on Persona 3 Portable

L'RPG Atlus viene rivisitato e tradotto in linguaggio portatile. Prova della versione JAP

hands on Persona 3 Portable
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Psp

In un periodo particolarmente stanco per il genere ruolistico giapponese, bisogna riconoscere ad Atlus una certa tenacia, soprattutto per essere riuscita a portare all’attenzione del grande pubblico una saga come Shin Megami Tensei, nata nel 1987 sul Famicom della Nintendo e rispettata in patria come un pilastro dei J-Rpg. La saga è caratterizzata dallo stretto rapporto che va a crearsi tra i giovani protagonisti, spesso liceali, con i molti demoni del folclore nipponico (e non solo) attraverso dei “patti” stipulati e che rappresentano il sistema per poter avanzare nel gioco stesso.
Rimasta per decenni all’interno dei propri confini nazionali, se si escludono alcuni episodi mal tradotti e censurati, nel 2007 la casa giapponese decide di tradurre in inglese l’allora recente Persona 3, saga parallela nata su PsOne, e di presentarlo come “canto del cigno” su Ps2 per gli amanti dei Gdr: mossa ampiamente ripagata sia dal pubblico che dalla critica, sostenuta da un ulteriore seguito arrivato anche da noi, ed è stato nuovamente lodato un po’ da tutto il continente ludico.
Forte di questo insperato successo occidentale, non sorprende la decisione di convertire l’amato terzo episodio per il portatile Sony. In Giappone proprio Persona 3 sta vivendo una sorta di seconda giovinezza, uscito alla fine dello scorso anno. Il titolo è stato promesso per il mese di luglio anche su suolo americano (niente notizie per un’uscita europea al momento)
Rimandando chiunque sia interessato ad un approfondimento dettagliato sull’originale di Persona 3 alla recensione presente nel sito, cerchiamo di concentrarci brevemente sulle differenze che intercorrono con questa versione portatile.

Stesso gioco?

La prima aggiunta importante promessa da Atlus riguarda la possibilità di vivere l’avventura vestendo i panni di un secondo personaggio, non presente su Ps2; in questo caso una bella fanciulla, che dovrebbe diversificare non poco l’intero corso degli eventi principali, in origine vissuti attraverso un punto di vista unicamente maschile. Se consideriamo che parte del gioco è spesa “tessendo” rapporti di amicizia, creando legami durante il fittizio anno scolastico con i propri compagni, durante le uscite che precedono l’aspetto puramente ruolistico del gioco (un aspetto che lo avvicina alle varie simulazioni di appuntamento tanto in voga nel Sol Levante), si capisce l’importanza di tale “extra”, fondamentale per riuscire a catturare anche chi in precedenza ha già completato il gioco.
Altro punto a favore di questa conversione è senza dubbio la presenza in un unico “pacchetto” anche dell’espansione denominata “Fes”, una sorta di “add-on” che aveva caratterizzato una seconda uscita del titolo, dando la possibilità ai giocatori di affrontare svariate ore di gioco aggiuntive una volta terminata la storia di base. Non solo, una delle critiche maggiori rivolte al sistema di combattimento, vale a dire l’impossibilità di controllare i vari membri del proprio party ad esclusione del protagonista, è stata qui modificata, importando di peso gran parte del sistema introdotto nel quarto episodio, tra cui appunto il pieno utilizzo dei vari personaggi.

Stando a quanto potuto provare e dalle promesse della casa madre, il passaggio tra i due sistemi pare non aver minimamente influito sulla quantità dei contenuti, anzi sembra che questa versione sia in assoluto la più ricca sotto questo aspetto. Comprensibilmente, le differenze tra i diversi hardware hanno costretto alcune modifiche anche sostanziali al sistema di gioco: possiamo suddividere il Persona 3 su Ps2 in due momenti distinti, il primo caratterizzato dalla vita “sociale” e scolastica del protagonista, dove muovendo il personaggio in modo analogo ad un Final Fantasy lo si porta ad esplorare la mappa, parlare con i vari npc, comprare armi ed oggetti, ed un secondo momento dove all’interno di Tartarus, il gigantesco e centrale dungeon del gioco poco alla volta esplorabile, si combatte. Se per questa parte, come precedentemente detto, non si sono viste grosse differenze, anzi aggiunte derivate dal successivo episodio, l’intera impostazione della prima parte pare profondamente diversa da quanto si ricordava: in pratica su Psp il movimento e l’esplorazione sono affidati ad un cursore su schermo, in stile avventure punta e clicca.
Senza dubbio non si tratta di una scelta epocale, che cambia radicalmente il modo di giocare, e onestamente, dopo aver passato alcune sessioni sulla versione giapponese, sembra un sistema meglio adatto al Ds con il suo pennino che allo stick di Sony, probabilmente in ricordo anche della semplicità dell’originale.
Atlus ha fatto dunque in modo che l’esperienza risultasse più vicina ad una graphic-novel, con molte sessioni rimpiazzate da schermate fisse piene di dialoghi con le sagome dei personaggi in bella vista; una scelta affascinante ma a prima vista limitata da un sistema di comando non ottimale.

Realizzazione

Passiamo ad un veloce commento su quanto visto da un lato tecnico. Riconoscendo la consueta cura dei grafici Atlus, riscontrabile nei sempre splendidi ritratti e nella cura per i fondali 2d, il motore poligonale del gioco è decisamente un paio di passi indietro l’originale (poco sorprendentemente). Ciò si può riscontrare principalmente nei modelli dei personaggi e dei nemici, ma anche i vari ambienti 3d appaiono decisamente semplificati. Tralasciando inutili confronti, Persona 3 Portable appare come un più che discreto titolo, eccellente nel bidimensionale e più che passabile nel resto.
Promesse inoltre varie aggiunte alla già ottima colonna sonora, in particolar modo dovrebbe essere presente un set di pezzi remixati per la protagonista femminile, in questo modo ulteriormente valorizzata nel prodotto finito.

Persona 3 Portable A fronte di alcuni cambiamenti che potrebbero alienare i fan dell’originale e di una realizzazione grafica impoverita, Persona 3 ritorna su Psp più ricco e “grosso” di prima, grazie a tante aggiunte prese in prestito dai capitoli successivi e ad una nuova protagonista capace di approfondire ulteriormente la trama. Da quanto visto e provato, il titolo Atlus resta uno dei migliori Rpg degli ultimi tempi, aspettiamo pertanto la versione americana (e si spera europea) per un giudizio definitivo.

Che voto dai a: Persona 3 Portable

Media Voto Utenti
Voti totali: 6
7.3
nd