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E3 2011

Hands on Playstation Vita

Provata con mano la prossima console portatile Sony

hands on Playstation Vita
Articolo a cura di
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Playstation Vita. PSVITA. Impariamo a pronunciarlo.
"It means life" spiega Kaz Hirai alla platea del Memorial Center di Los Angeles.
La prima cosa che balza all'occhio é senza dubbio il nome ufficiale: italiano purissimo, leggermente storpiato dagli americani nello spagnoleggiante "vida", chissá che fine fará sulle labbra dei giapponesi.
Dicono che tempo il lancio questo Inverno ci si farà l'abitudine; il videogiocatore alla fine si é abituato a tutto, dal ridondante Xbox al "ciao ciao brand Game Boy benvenuto DS", senza dimenticare il grugnito di Wii. Vita peró é tutta altra cosa, é new age, ha un che di filosofico: forse per la primissima volta una nuova console non s'allinea ad un totalitario credo tecnologico (alfanumerico), ma ambisce a trasmettere una visione, uno stile di vita. Quale esattamente facciamo ancora fatica a comprenderlo. Non é puramente una console, non é assolutamente uno smartphone, di sicuro é Playstation. Può essere un modo inedito di intendere il gaming da passeggio, può essere seriamente la prossima generazione di console portatili. C'è molto in termini di opzioni, input, connessioni, c'è comunque poco in termini di innovazione. C'è ancora molto tempo per scandagliare le potenzialità insite nella nuova piattaforma Sony, ci saranno ulteriori occasioni per focalizzarsi sui singoli aspetti di Playstation Vita.
Per il momento possiamo offrirvi le prime sensazioni e i primi odori emanati dall'handheld al booth Sony. Seguiranno nelle prossime ore gli hands-on singoli sui giochi resi disponibili da Sony all'avida stampa globale.

Prezzo

Data d'uscita? Un laconico "Holiday 2011", Autunno inoltrato. Facciamo che ci rivediamo a fine Novembre?
Al cruciale discorso sul prezzo tutta la platea ha trattenuto il respiro. Questione cruciale, superata brillantemente da Sony. 249 $, che diverranno 249 € (eh vabbé), ma che sono tanti quanti vuole oggidí Nintendo 3DS.
Ció vale per il modello base provvisto di wi-fi, laddove per la versione 3G si sale, ma non molto, fino a 299 dollari, 299 euro. Negli USA Sony si appoggerá ad AT&T, mentre negli altri mercati si attendono ulteriori annunci che giungeranno nei prossimi mesi. La scelta della compagnia telefonica a stelle e strisce ha suscitato ilaritá nei colleghi d'oltreoceano, per via della pessima gestione dei contratti iPhone, in mano esclusiva fino a poco tempo fa ad AT&T.

Forme e contorni

Playstation Vita ha una linea sottile. Si può dire sia in gran forma: giusto un pelino più larga di PSP, senza dubbio meno spessa. Con lo scopo di migliorare l'impugnatura due rigonfiamenti posteriori sui lati garantiranno una presa salda, anche solo con una mano mentre l'altra naviga alacremente lungo il dorso o tra le icone sul touch screen.
Gran parte della porzione centrale del case è occupata da uno schermo di 5 pollici, laddove PSP ne vantava uno da 4.3. La maggior grandezza ha come ovvia conseguenza una console che anziché rimpicciolirsi e scivolare più facilmente nel taschino, s'ingrandisce e rischia seriamente di minare la comodità di trasporto ed utilizzo. Lo schermo è touch screen, ovviamente capacitivo, supporta quindi tutte le possibilità offerte dagli smartphone e dai tablet contemporanei, a cominciare dal multitouch e proseguendo con le più fantasiose coreografie realizzate in punta di dita. Per quanto le demo da noi testate non impensierivano a dovere lo schermo tattile, quest'ultimo ha dimostrato un attrito minimo e una sensibilità al tocco/trascinamento discreta. Eventuali scompensi notati tra azione (sullo schermo) e reazione (nello schermo) derivano quindi da un cuore tecnologico non sempre reattivo e un frame rate talvolta poco fluido. Nota doverosa: si tratta di demo giocate per una manciata di minuti, quindi tali considerazione sono da ritenersi veritiere sino a ulteriori test.
La disposizione dei tasti si armonizza tenendo conto sia del nuovo ruolo rivestito dallo schermo 16:9 come fonte di input, sia delle maggiori dimensioni rispetto a PSP. Si parte dai tasti frontali: tanto la croce direzionale, quanto gli iconici croce, quadrato, cerchio e triangolo si spostano sempre più verso il bordo e, sopratutto, diminuiscono in dimensioni. Una scelta che ridimensiona la loro importanza nel gameplay dei titoli Playstation Vita, ma che non crea grossi scompensi dal momento che la loro disposizione a rombo è tanto intuitiva quanto assimilata da quindici anni d'esperienza.
Un elegante motivo curvilineo connette front button e croce direzionale ai due stick analogici identici in tutto e per tutto: una strada già battuta da tutti i modelli di Dualshock, che qui trova ulteriore conferma. Gli stick possiedono una superficie relativamente piccola, ma sporgono dallo chassis di circa un centimetro: la soluzione è diametralmente opposta a quella suggerita da PSP, staremo a vedere se infine si rivelerà vincente. Per il momento gli input ci sono sembrati efficaci ed intuitivi.
Sempre ai lati dello schermo 5 pollici si trovano i tasti Start e Select (sulla destra) e il tasto Playstation (sulla sinistra). Le funzioni dei primi due sono note dall'alba dei tempi, mentre quelle del secondo richiameranno senz'altro la dashboard della console e le eventuali notifiche/applicazioni multimediali. Pure speculazioni dal momento che non era implementato nelle demo da noi testate...
I tasti per regolare il volume spariscono da sotto lo schermo e ricompaiono sullo spessore superiore, a pochi centimetri dal pulsante per l'accensione, ora non più sottoforma di slide ma sensibile alla pressione. Assente dalla porte sottostante il display l'analogo pulsante con il quale impostare il livello di luminosità: ritornerà in qualche altro punto della console o sarà gestito via software interno? Ritroviamo, infine, i tasti dorsali nella medesima posizione di PSP, nonché del medesimo colorito trasparente.
Il colore dei prototipi è nero antracite, molto scuro, tanto da oscurare le linee più chiare dei simboli presenti sul case: forse ciò è dovuto alla diffusa oscurità dello showfloor Sony, ma ci è sembrato che l'unica icona a risaltare fosse il logo PSVita.

Comandi di gioco

La forma di Playstation Vita esalta le multiple possibilità a livello di comandi di gioco. Laddove Nintendo DS si faceva bello del doppio schermo, del touch screen e del microfono da usare in contemporanea per inedite esperienze videoludiche, la prossima console portatile Sony sfrutta ogni centimetro disponibile per concedere al giocatore una molteplicità di input non funzionali ad un uso simultaneo (come può essere per l'handheld Nintendo), ma separati tra loro. Ogni sviluppatore può scegliere a quale appoggiarsi per ciascuna situazione di gioco proposta: Little Deviants le usa tutte, inclusa la fotocamera sul retro, anche in combinazione tra loro; Uncharted adopera i comandi tradizionali quando si tratta di sparare ed esplorare, ma predilige il touch screen nel caso delle sezioni platform scalando le strutture di un tempio abbandonato; l'editor di Little Big Planet concede di pasticciare con di tutto un po'; Virtua Tennis 4 saggia invece multitouch e direzione di tracciamento dei segni sul touch screen.
Le opportunità sono molte, ma sin da ora c'è il rischio di inflazionarne l'uso: è senza alcun dubbio scomodo avviare un'avventura con i comandi tradizionali e poi switchare sul touch screen per qualche secondo. La conformazione della console non è delle più comode ed il pericolo di fastidiosissimi crampi s'aggira sempre dietro l'angolo. Confidiamo nell'intelligenza degli sviluppatori, sicuri del fatto che sapranno selezionare il sistema di controllo più adatto all'esperienza di gioco che intendono veicolare.
La superficie sensibile sul retro - autentica novità di Playstation Vita - non riesce alla stato attuale a rispettare le aspettative. Nei primi modelli doveva essere leggermente ruvida per rispondere più efficacemente ai polpastrelli del giocatore: nel prototipo dell'E3 è semplicemente liscia e quindi non è in grado di rispondere sempre dignitosamente alla pressione da parte del giocatore. Nessun feedback, infatti, è conferito al giocatore

Scheda Playstation Vita Playstation Vita è ora qui tra noi. Il nome deve essere ancora metabolizzato, ma già ci sembra aprire prospettive nuove ed avvincenti. La console è leggermente più larga di PSP e in certi frangenti pure più scomoda: i tasti più piccoli e più distanti dallo schermo, la superficie tattile posteriore meno sensibile del previsto. Ciononostante le linee curve disegnano un device molto semplice, ma al tempo stesso accattivante. Lo si può impugnare con una o due mani, in verticale o in orizzontale, si possono impartire i comandi inclinando gli stick analogici o scivolando lungo il touch screen. Nonostante all'E3 siano presenti dei prototipi e non il design finale, Playstation Vita presenta molti aspetti interessanti e funzionali ad esplorare inedite aree del gaming portatile. Aldilà di tutto la vera bomba è il prezzo ultracompetitivo, in concorrenza diretta con Nintendo 3DS e inferiore al prezzo di lancio di PSP.