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Hands on Pokémon X e Y

Provata per la prima volta la prossima e finalmente tridimensionale avventura dei Pokémon

hands on Pokémon X e Y
Articolo a cura di
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  • 3DS
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Lo stand Nintendo non è una grande attrattiva a questa Gamescom. Decisamente inferiore a quello dell'E3 per estensione e scenografie, paragonabile a quello della nostrana Games Week, il booth della casa di Kyoto portava con sé pochissime novità.
Mario 3D World, Mario Kart 8, Zelda Wind Waker HD e Donkey Kong Country: ci sono, ma solo le medesime demo testate a Los Angeles. Le uniche autentiche novità sono una nuova serie di livelli di Sonic Lost World, la presenza di Professor Layton and the Azran Legacy (il secondo episodio della serie per Nintendo 3DS, ma anche l'ultima avventura del detective Level 5) ed infine Pokémon X e Y giocabili.
C'era una certa aspettativa nel testare con mano la più recente incarnazione dei mostriciattoli Nintendo, forse quella con il maggior numero di novità dai tempi di Oro e Argento. Era anche ora: grafica tridimensionale, combattimenti di maggior impatto, una componente multigiocatore più viscerale e qualche chicca per ravvivare le immutabili meccaniche di addestramento e lotta.
Certo, dopo una breve prova con mano, la sensazione è che Game Freak abbia ancora una volta proceduto coi piedi di piombo, lasciando molte nuove idee a metà, procrastinando a futuri episodi la loro piena maturazione.
In attesa della recensione, che smentirà o confermerà questi timori, vi lasciamo alla nostra prova con mano qui a Colonia. Un veloce saggio del sistema di combattimento e delle Mega Evoluzioni, già localizzato in italiano.

La (Mega)evoluzione del franchise?

La tanto sospirata prima demo giocabile di Pokémon X e Y si è rivelata un pelino sottotono. Sin dai primi istanti si ha la netta sensazione che sia stata creata apposta per l'evento tedesco (e contemporaneamente per un expo nipponico), non rappresentando difatti alcuna sezione di gioco nello specifico. All'interno di un'area circoscritta si ha un assaggio di erba alta, un'allenatore che vuole a tutti i costi lottare e infine una battaglia a fianco di un Mew Two a livello 100 dimostrativa delle Mega Evoluzioni.
A livello di trama abbiamo appreso il nome italico del professore che ci regalerà come consuetudine il nostro primo Pokémon: egli è il Professor Platan, caratterizzato da un mento spigoloso e un ciuffo traboccante sulla sinistra.
In principio della demo Alexia ci ha introdotto la regione di Kalos, ispirata all'Ile de France (la regione attorno Parigi), ma non sappiamo questa biondina se avrà un ruolo chiave all'interno della trama di gioco o è solamente stata piazzata lì per accogliere il giocatore.
Abbiamo anche potuto saggiare per pochi secondi tanto lo spostamento per mezzo dei pattini a rotelle, veloce e frenetico: potrebbe essere un'alternativa o addirittura una sostituzione della bicicletta?
Altrimenti si può sempre optare per il dorso di un Pokémon: nella demo siamo saliti a cavallo di Gogoat per trotterellare un po' in giro, con baldanza ma non con la stessa velocità dei pattini a rotelle.

Nel frattempo a Vancouver, l'allenatore di Pokémon italiano, Arash Ommati, si è appena laureato Campione del Mondo, portando per la prima volta il trofeo nel Vecchio Continente

Veniamo ora al combattimento. A dispetto delle prime intenzioni, la rivoluzione innescata da Game Freak è riuscita solo a metà. Perchè va bene che ora i modelli siano interamente poligonali, deliziosi nelle forme e affascinanti sotto la lente stereoscopica; va molto bene che gli effetti particellari siano stati riscritti ed ora reagiscano coerentemente con il nemico. Però il fatto che molte mosse offensive come Attacco Rapido o Psicobotta non calcolino una conseguente collisione con il Pokémon avversario sa un po' di presa in giro, o quantomeno stoppa prepotentemente qualsiasi dinamismo del sistema di combattimento. Così abbiamo le stesse interazioni di Bianco e Nero, solo graficamente migliori e più vive in termini di animazioni, ma di sicuro non più funzionali...
Al termine della demo abbiamo sfidato il Professor Platan ricevendo in affido Mew Two. Sin dall'inizio della battaglia lampeggiava un'icona sul touch screen recante la scritta Mega Evoluzione. Premendola al nostro turno, il centocinquantesimo Pokémon assume la forma mostrata negli ultimi mesi, potenzia le proprie statistiche (quali e come lo scopriremo con maggior calma in sede di review) e sferra attacchi dalle animazioni più ricche.
In cerca di maggiori dettagli su tale novità, abbiamo scoperto che sparse per la regione di Kalos ci sono diverse pietre, che se affidate ad alcune creature (potenzialmente quelle della propria squadra), esse possono infondere in combattimento maggior grinta e vigore al proprio fido compagno. Ovviamente tali pietre vanno anzitutto scovate, sono in numero limitato e sopratutto possono essere affidate solo a Pokémon selezionati. Non tutti i mostriciattoli, vecchi o nuovi, possederanno infatti una versione megaevoluta, ma solo una manciata tra cui Mew Two, Torchic, Absol, Mawhile ed Ampharos.
Un'idea sicuramente originale e capace di ravvivare alcune meccaniche di combattimento, su cui grava però come un macigno lo spettro di un cattivo bilanciamento.

Pokémon Io & Te

Dal touch screen abbiamo potuto accedere alla modalità in stile Nintendogs, Pokémon Io & Te. Grazie al pennino è possibile accarezzare uno dei propri mostriciattoli in squadra, dargli da mangiare dei succosi Bignè e probabilmente giocare con loro. Una modalità di contorno e in apparenza inutile, a meno che non abbia consistenti benefici sul sistema di crescita.

Pokémon X e Y Allo stand Nintendo qui alla Gamescom abbiamo provato con mano per la prima volta Pokémon X e Y. Purtroppo la demo proposta era stata assemblata per l'occasione fieristica e non apparteneva ad alcun punto specifico dell'avventura: tuttavia abbiamo potuto toccare con mano i nuovi mezzi di trasporto come i pattini in linea ed il dorso dei Pokémon, saggiare la costruzione tridimensionale del mondo di gioco (anche se la telecamera non è libera di muoversi come speravamo) ed incontrare alcuni personaggi chiave come il Professor Platan. Il combattimento resta immutato nelle meccaniche e nella regolazione dei turni. Le piccole introduzioni come le battaglie volanti, le orde di Pokémon e sopratutto le Megaevoluzioni hanno un impatto davvero poco significativo su un gameplay granitico sin dalla notte dei tempi. Tuttavia solo in sede di recensione saremo in grado di valutare il bilanciamenti dei combattimenti, sperando che ci sia qualche chicca strategica e non soltanto un rifacimento tridimensionale della vecchia visuale 2d.

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