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GCom11

Hands on Pro Evolution Soccer 2012

Testato il calcistico Konami un'ultima volta prima dell'uscita ufficiale

hands on Pro Evolution Soccer 2012
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps2
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • Pc
  • Psp
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Nel corso della primissima giornata di Gamescom, oltre all'attesissimo FIFA 12, abbiamo avuto modo di testare PES 2012, ultima incarnazione del calcistico Konami, rivale da qualche anno in costante inseguimento della produzione canadese.
Al booth pubblico Konami il titolo si è rivelato grazie ad una breve versione dimostrativa che permetteva di giocare match da un massimo di cinque minuti.

Soccer in Motion

Il primo aspetto a saltare all'occhio, per quanto riguarda l'ultima incarnazione del calcistico nipponico, è il ritmo di gioco, forse ancor più ragionato rispetto allo scorso anno. Un aspetto che, unito alla telecamera “Grandangolo”-settata di default- permette di giostrare al meglio la sfera, costruendo l'azione in tutta calma. La vera novità di quest'anno è però la possibilità di muovere i compagni senza la palla, facoltà esplorata con assoluto successo già nella prima versione Wii del calcistico Konami. Seppur con comodità discutibile (ma, dopotutto, i controlli saranno completamente personalizzabili nella versione definitiva) PES 2012 conferisce al giocatore l'inestimabile facoltà di gestire scatti ed inserimenti, in maniera da avere un sempre maggior controllo di quanto accade sul rettangolo di gioco. In fase di costruzione si sente tuttavia, la mancanza di settaggi “manuali” (per tiri, passaggi, cross) paragonabili a quelli inseriti in questi ultimi anni dal rivale canadese. Seppur la esistano opzioni in grado di diminuire o togliere completamente gli aiuti nelle situazioni sopra citate, durante le azioni da noi imbastite non ci siamo mai dovuti preoccupare troppo di direzionare i passaggi, almeno non quanto di calibrarne la corretta potenza. Da questo punto di vista segnaliamo ancora una volta la fastidiosissima tendenza del titolo in questione ad indirizzare molte volte il passaggio ad un giocatore considerato “il più comodo da raggiungere” al momento, annullando completamente le intenzioni del videoplayer.
Molte perplessità sono poi sorte osservando le conclusioni verso lo specchio della porta. Se dall'interno dell'area tutto risulta piuttosto credibile, uscendo dai suoi limiti i tiri sembrano perdere drasticamente efficacia, trasformandosi molte volte in dei passaggi verso l'estremo difensore. Sforzandoci nel tentativo di realizzare una conclusione in porta decente da fuori area abbiamo potuto notare una strana consuetudine: se il tiro viene scoccato “di prima”, ovvero senza controllare il passaggio, direzionamento e potenza si mostrano davvero molto efficaci; non siamo riusciti a capire, dunque, se si fosse trattato di un difetto di calibrazione della versione da noi provata o se davvero il tiro da fuori abbia bisogno -magari- di una maggior carica d'inerzia, o magari di più spazio ed una perfetta posizione del corpo rispetto alla palla per venire scoccato con efficacia.
A non convincere del tutto sono poi -in linea generale- le animazioni che, soprattutto per quel che concerne il gioco aereo, risultano ancora acerbe; un pizzico di legnosità rimane inoltre sui contrasti e sulle conclusioni che, sebbene dalla telecamera in game sembrino del tutto efficaci, appena scatta il replay mostrano una natura leggermente differente e -appunto- legnosa.
Buone le impressioni per quel che concerne la CPU, che attacca e difende con cognizione di causa e mostrando, come al solito, le grandi capacità del team nipponico in ambito di programmazione. Da questo punto di vista vengono confermate anche tutte le velleità tattiche applicabili al proprio team, che non abbiamo potuto provare ma che mostrano la stessa pletora d'opzioni che già la precedente incarnazione aveva inserito. L'ultimo appunto, collegato proprio all'intelligenza artificiale, riguarda gli estremi difensori, che ancora una volta si dimostrano a dir poco inefficaci, soprattutto sulle conclusioni dalla corta distanza, anche se non esageratamente angolate. Rimane da vedere se, modificando verso l'alto il livello di difficoltà, le cose possano effettivamente cambiare.

Pro Evolution Soccer 2012 Anche PES 2012, come FIFA, ha mostrato qui a Colonia le sue potenzialità. Il modus operandi della CPU e le ottime possibilità di manovra concesse al videogiocatore rinforzano i classici punti di forza della produzione Konami. Purtroppo però permangono anche alcuni “difetti” storici che potrebbero minare la qualità globale della produzione, soprattutto se a questi s'aggiungerà un sistema di tiro come quello che abbiamo provato qui a Colonia. Il tempo per i giudizi, in ogni caso, è oramai vicino, dato che il titolo è in uscita entro un mese.

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