Hands on Pro Evolution Soccer 2013

Finalmente la demo di Pro Evolution Soccer

hands on Pro Evolution Soccer 2013
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps2
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • 3DS
  • PSVita
  • Wii U
  • Pc
  • Psp
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Per quanto l'Estate sia ancora torrida oramai ci avviciniamo inesorabili verso il suo capolinea, o almeno verso la fine delle tanto agognate vacanze estive. Luglio è oramai agli sgoccioli ed Agosto è pronto ad entrare prepotentemente in gioco come ultimo mese arido di uscite videoludiche. Con Settembre, infatti, i publisher riprenderanno la loro distribuzione a pieno regime, riempiendo gli scaffali dei negozi e svuotando sistematicamente le tasche dei videogiocatori. Tra i titoli sicuramente più attesi, proprio nell'ultimo mese effettivo dell'Estate, c'è Pro Evolution 2013, che giunge quest'anno carico di novità. Un nuovo executive producer ed alcune posizioni chiave rimodellate all'interno del dev team hanno portato ad una nuova fase evolutiva per il calcistico Konami che, pur mantenendo parte delle sue solidissime radici, sembra poter fare quel passetto in avanti indispensabile per tornare estremamente competitivo - come non lo era stato da diversi anni.
L'interesse per la recente pubblicazione della versione dimostrativa è dunque alle stelle ed Everyeye.it non poteva mancare all'appuntamento. Poco più d'un Gigabyte di download e Pro Evolution 2013 era sulle nostre console, in una forma ancora non completa che giust'appunto prevedeva la possibilità di disputare solamente amichevoli. Il titolo, lo ricordiamo, è atteso per il 27 Settembre su Xbox 360, Playstation 3 e PC.

Libertà!

Come si diceva in apertura questa Demo non ha permesso di testare alcuna delle novità presenti nelle modalità di gioco; il suo focus, per chiunque la scaricasse, è dunque solo e soltanto il gameplay, da sviscerare sfruttando le otto formazioni a disposizione. La selezione comprende quattro squadre internazionali (Germania, Italia, Portogallo e Inghilterra) e quattro squadre sudamericane di club (Santos F.C., Fluminense F.C., S.C. Internacional e C.R. Flamengo). Avremo in questo modo diverse opportunità uniche: in primo luogo osservare le diverse atmosfere tra gli stadi europei e quelli sudamericani (sempre perfetti grazie alla licenza della Copa Santander Libertatores); in seconda istanza controllare, pad alla mano, alcuni dei calciatori più forti ed estrosi al Mondo. Nel Portogallo potremo osservare e prender il controllo di Cristiano Ronaldo, nella Germania di giovanissimi talenti come Ozil e Reus. Dall'altra parte, ovviamente, non possiamo dimenticare l'accoppiata delle meraviglie Ganso-Neymar -per quanto riguarda il Santos- e il fenomeno Ronaldinho da poco più d'un anno con successo tra le fila del Flamengo, dove probabilmente chiuderà la sua stellare carriera. Oltre alla selezione delle formazioni, prima di passare al gameplay, è doverosa una visita ai menù di gioco - carichi ovviamente di voci oscurate per questa versione dimostrativa. E' possibile però metter mano alle opzioni, che ci presentano sin dal principio variabili abbastanza interessanti.

"Gli attaccanti "in mano alla CPU" s'inseriscono con convinzione, chiamano palla e sfruttano egregiamente gli uno-due. Riescono, a volte, ad aggirare il difensore, gli scattano alle spalle e, pur senza porre troppa attenzione al fuorigioco, ci propongono costantemente delle ottime alternative"

Accedendo alla configurazione pulsanti è anzitutto possibile cambiarne a piacimento la disposizione, settare la quantità d'aiuto sui passaggi da parte della CPU e l'assistenza desiderata per ciò che concerne il "cambio giocatore". Se queste facoltà non stupiscono (per anni ed anni PES ci ha lasciato grande libertà nei settings), a colpire per davvero, e perlopiù positivamente, è quanto leggiamo subito sotto. Nel nostro precedente hands on -ricorderete- ci eravamo lamentati delle funzionalità di tiri e passaggi manuali, affidate al mantenimento della pressione su uno dei dorsali o dei grilletti: ebbene, ora che le opzioni sono scoperte, dobbiamo ritrattare e fare un simbolico "mea culpa". Nel menù, infatti, sarà possibile decidere se di default passaggi e conclusioni dovranno essere manuali o se saremo più tranquilli con l'aiuto della CPU, ponendo come discriminante per la completa manualità la suddetta pressione di un bumper/grilletto. La facoltà di scegliere ci soddisfa, così come la possibilità di determinare le azioni della CPU per quel che riguarda i calciatori non controllati. Vogliamo che tentino l'intercetto? Che si prodighino in pericolosi contrasti scivolati? Che sappiano giocare il pallone in autonomia? Ogni scelta sarà possibile.
In tema di libertà però PES 2013 da indubbiamente il meglio di se una volta scesi nel rettangolo di gioco, dove le meccaniche più volte presentatici illuminano letteralmente le azioni. La build, con somma sorpresa, è molto più raffinata di quella mostrata (non a caso a pochi eletti e a porte chiuse) all'E3. Non vi sono più i segni di scelleratezza indicati precedentemente (si vedano gli stop di tacco dei difensori) e, per quanto la perfezione non possa dirsi vicinissima, la pulizia del codice fa oltremodo ben sperare. Pad alla mano il primo elemento a saltare all'occhio è l'ampia modulabilità dell'assistenza al passaggio (che, nella nostra prova, abbiamo lasciato ad una tacca). Il controllo scorre letteralmente tra le nostre dita e, sino a tre tacche su cinque, non avremo quella sgradevole sensazione di dover pregare ogni santa volta perché un'assistenza giunga al calciatore predestinato. Certo, per voler essere completamente liberi da ogni vincolo dovremo, gioco-forza, impratichirci sul passaggio manuale, il quale però ci viene incontro a braccia aperte. Con un'intuizione apparentemente elementare (ma indispensabile) il team ha pensato di porre una freccia sul campo ogni qualvolta venga attivata la "manualità": in questo caso, soprattutto per il passaggio, avremo immediatamente idea della direzione verso la quale una determinata inclinazione della levetta analogica sinistra porterà il pallone. Un sistema ingegnoso che risulta oltremodo corroborante ad un'esperienza rilassata (ma intensa) anche in fase di conclusione. Una volta impratichiti a sufficenza, naturalmente, sarà sempre possibile -come si diceva- settare tutto in manuale di defalut, facendo in questo caso sparire anche le indicazioni direzionali. Bisogna inoltre dire, e questa volta con un pizzico di disappunto, che la differenza nella calibrazione di passaggio e tiro automatici (in ogni loro gradazione) e manuali si farà sentire piuttosto pesantemente. Se gli algoritmi computerizzati interverranno in maniera solo marginale sul direzionamento, è più che evidente che il grosso del lavoro verrà fatto sulla calibrazione: passare da automatico a manuale e sperare di trovare immediatamente il feeling risulterà pressoché impossibile. Ogni traversone, ogni servizio ed ogni conclusione andranno completamente riponderati verso il basso per evitare le figuracce. La nostra prova, per quanto non approfondita come potrebbe esserlo -analogamente- in fase di recensione, ha dimostrato poi che in versione completamente manuale i lanci (e dunque anche i cross) tendono a mantenere una traiettoria più tesa; dunque, almeno nei primi tempi, sarà utile variare -in questo senso- tra assistenza computerizzata e controllo totale. Una pratica non indispensabile invece riguardo le conclusioni, che paiono potersi già perfettamente adattare alle dita di qualsiasi appassionato di Pro Evolution Soccer.

E se l'attacco (veramente fluido e funzionale), come si suol dire, fa vendere i biglietti, è la difesa a far vincere le partite. Anche da questo punto di vista PES 2013 presenta diverse novità - una su tutte una diversa tipologia di contrasto, che evita in maniera pressoché totale il pressing asfissiante (piuttosto complicato da portare anche nelle precedenti incarnazioni, a volerla dire tutta). Al tasto prima adibito al contrasto leggero ora viene ridefinita una semplice funzione di contenimento che, tuttavia, non ci ha soddisfatto al 100%. Nello specifico ci siamo accorti che temporeggiando il difensore controllato tende prima a contenere l'attaccante, per poi trovare (o almeno cercare) in autonomia il timing del contrasto, andando spesso (se non sempre) ad agire senza un preciso comando. In realtà questo accade mantenendo la pressione sul tasto; perpetuandola invece numerose volte, ritmicamente, avremo l'effetto di tentare ferocemente di rubar palla, incappando spesso in orrende figuraccie o falli di sorta. Il sistema, per quanto interessante, non si è dimostrato pienamente funzionale, soprattutto per una mancanza di fluidità e rapidità nella risposta ai comandi. Il fischio dell'arbitro, inoltre, si è fatto desiderare in più d'un occasione, lasciando correre qualche intervento di troppo ma punendo -forse in maniera eccessivamente severa- ogni entrata alle spalle. Le situazioni vanno insomma leggermente ribilanciate, altrimenti si rischia di trovarsi di fronte a partite dove la difesa continuerà a temporeggiare sino a che la CPU non selezionerà il momento d'intervento più adatto (quasi sempre senza commettere fallo) e l'attacco persisterà nel possesso palla. Già ben rifinito, invece, il "gioco fisico", forte soprattutto di una rinnovata serie di animazioni in fase di battaglia per il possesso e di una serie di contrasti spalla contro spalla realizzati in maniera accurata. La fase difensiva, ovviamente, chiude con l'estremo difensore, che al momento si è dimostrato ben poco più lungimirante rispetto alla scorsa edizione. Se alcune parate con la mano di richiamo possono tranquillamente far gridare alla prodezza, sono ancora le palle basse e i tiri centrali a mettere in difficoltà i portieri. Alle soglie del 2013, francamente, non è accettabile osservare un portiere sdraiarsi su se stesso e far passare una palla rasoterra a pochi centimetri dal proprio corpo, oppure respingere sui piedi dell'attaccante, tuffandosi in maniera scoordinata, un tiro -per quanto potente- centralissimo. Aldilà dei "soliti difetti" dobbiamo però attestare anche i "soliti pregi", sottolineando in particolare gli ottimi movimenti della linea difensiva, inficiati solamente dal giocatore.
Parlando di movimenti non si può che concludere questa breve analisi andando ad esaminare l'ultima delle nuove features presentate, per quanto riguarda il gameplay, in questa Demo. Pro Active AI, secondo il dev team, dovrebbe far muovere l'attacco in maniera molto più coerente e dinamica, dotando ogni singolo atleta d'intelligenza in grado di sfruttare soprattutto gli spazi e le corsie d'inserimento. I meccanismi, per quanto da una prova come quella effettuata oggi non si possa inferire moltissimo, paiono funzionare egregiamente. Gli attaccanti "in mano alla CPU" s'inseriscono con convinzione, chiamano palla e sfruttano egregiamente gli uno-due. Riescono, a volte, ad aggirare il difensore, gli scattano alle spalle e, pur senza porre troppa attenzione al fuorigioco, ci propongono costantemente delle ottime alternative. Il risultato sull'erba è insomma più che positivo e l'azione scorre in maniera fluida come non mai. Un piacere per i calciofili.

Alti e bassi

Al solito la parte un pò più problematica è quella legata al comparto tecnico, che mostra in PES 2013, ancora due volte, le due faccie di una stessa medaglia. Da una parte troviamo una realizzazione dei volti oramai quasi perfetta, ricca di dettagli ed assolutamente attinente alla controparte reale (espressioni comprese). Osserviamo l'ottima realiazzazione degli stadi e dei manti erbosi, dell'illuminazione e delle coreografie. Europa e Sudamerica vengono diversificate dai cori, dalle atmosfere e dal calcio che si respira ai due angoli opposti del mondo sportivo. Il coinvolgimento in PES è tutto, e si vede. Ogni dettaglio è, in questo caso, al suo posto: dai coriandoli ai fumogeni, dalle inquadrature grandandolo ai primi piani sugli atleti. A non convincere, però, sono -ancora una volta- le animazioni. Certo, non tutte: Player ID è un'ottimo deterrente alle problematiche classiche della saga Konami, caratterizzando i top players con molte delle loro movenze personalizzate. Le finte di Cristiano Ronaldo e il tocco di palla morbido di Ronaldinho saranno solo due dei tanti esempi che osserveremo nella versione finale. A non convincere, però, sono le movenze "di base", soprattutto la corsa e certe fasi di passaggio e conclusione. Non si tratta di un'implementazione mal fatta in toto, quanto piuttosto dell'ancor presente effetto robotico/velocizzato di molte movenze. Un problema visibile soprattutto durante i replay a velocità normale. Non convincono infine i colpi di testa, che paiono ancora un pò troppo scriptati.
Riguardo al comparto sonoro abbiamo potuto solamente saggiare la bontà delle atmosfere, coinvolgenti come sempre: il commento, in questa versione, non è stato implementato.

Pro Evolution Soccer 2013 Questa versione dimostrativa (più avanzata rispetto alla build E3) di Pro Evolution Soccer 2013 lascia sinceramente aperte moltissime speranze positive. Il team, rispetto agli anni passati, ha fatto realmente passi da gigante. La libertà di gioco è stata finalmente rinnovata (e ritrovata) e i movimenti offensivi e difensivi s’amalgamano con nuova verve, ed in maniera molto fluida. La varietà di giocate appare già ora ottima ed è francamente un peccato non avere altre squadre a disposizione per un test più approfondito. Il cambio al vertice ha fatto evidentemente molto bene: PES 2013 si appresta ad entusiasmare i fan e, probabilmente, a far ricredere una buona fetta di detrattori.