Hands on Pro Evolution Soccer 2014

Siamo volati a Londra per provare PES 2014

hands on Pro Evolution Soccer 2014
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    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • Psp

Ci siamo. Dopo anni, la possibile svolta. Lì, ad un soffio. Dopo l'E3 2013, con un hands on decisamente insperato eppure altamente convincente, ci avviciniamo piano piano al nuovo codice di Pro Evolution Soccer 2014. La paura è quella di scombinare qualcosina, o risvegliarci da un sogno a lungo coccolato. Perché, in realtà, dentro ognuno di noi c'è un piccolo fan di PES. Non si scappa. Se ti piace il calcio, e hai avuto una console negli ultimi 15 anni, hai giocato sicuramente al football secondo Konami. Non tirare indietro il braccio, ormai il sasso l'hai bello che scagliato anni e anni fa. Prima di passare a Fifa, o prima di aver chiuso con le simulazioni calcistiche, proprio perché PES, a dirla tutta, non c'era più. Dopo un episodio decisamente riuscito, targato 2013, quest'anno Kei Masuda & Co. hanno sganciato un missile termonucleare che non farà piacere ad Electronic Arts. Certo, le caratteristiche di Fifa 14 non si discutono e restano esattamente dove sono, ovvero nel cuore delle aspettative di milioni di fan, così come in quelli dei prossimi early adopters di Xbox One e Playstation 4, eppure qualcosa è cambiato. Tanto. Troppo. La sensazione è che sull'attuale generazione di console (e PC) prenderà il via un teatrino che farà davvero bene a chi vive di calcio digitale. Un'autentica rincorsa al podio delle simulazione sportive, una sfida che è parzialmente mancata su PS3 e Xbox 360, di cui i primi beneficiari saremo, una volta tanto, proprio noi.
A Londra, nel nuovo e scintillante quartier generale di Konami, abbiamo messo mano sulla nuova build di Pro Evolution Soccer 2014. L'entusiasmo è a palla, lo confessiamo. Il pessaro sopito scalpita. Ma ora ricomponiamoci ed analizziamo quanto di buono ha portato il famigerato FOX Engine di papà Kojima.

Il PES che da anni aspettavamo

Piccoli passi. Che tiri un'aria nuova, nel colosso originario di Osaka, è chiarissimo. Chi bazzica nell'ambiente da qualche tempo sa quanto la chiusura giapponese abbia in parte influito negativamente nello sviluppo, per certi versi raffazzonato, scompaginato, di PES. L'episodio targato 2014 vede invece al lavoro un team creativo e produttivo internazionale proprio perché, come ci spiega Kei Masuda in videoconferenza, il calcio è un fenomeno interculturale che scorre come un filo rosso tra una pluralità di esperienze e necessita di quanta più apertura mentale, sportiva e storica possibile. La presenza all'evento di alcuni esponenti di fansite internazionali, giocatori professionisti e veri prodigi da torneo (anche italiani) certifica poi lo sviluppo orizzontale intrapreso dal team, perennemente a caccia di feedback da filtrare per poi comporre, pezzo dopo pezzo, un mosaico ludico davvero all'altezza delle aspettative di chi parla poco e gioca tanto.
Sia chiaro: la strada è ancora in salita. Permane una serie di aspetti da bilanciare, altri sono stati solo accennati, altri ancora devono essere annunciati. Eppure, con un codice completo al 75%, le sensazioni sono decisamente positive. Quasi commuoventi. Pad alla mano, la differenza con l'episodio dello scorso anno è a dirla tutta epocale. Tabula rasa. Il Fox Engine entra in campo da subito regalandoci animazioni ed un'inerzia dei calciatori virtuali totalmente stravolta. Tempi di reazione, controllo della palla, sganciamento fra sfera e giocatore, impongono un approccio che devasta le consuetudini, e dunque quanto eravamo abituati a vedere in Pro Evolution Soccer.

"Pro Evolution Soccer 2014 su Playstation 3 è una gioia per gli occhi. Il nuovo motore regala animazioni eccezionali che non hanno nulla da invidiare al diretto concorrente, una modellazione poligonale variegata e una progettazione dei volti che lascia sinceramente a bocca aperta"

Il primo campanello d'allarme -decisamente positivo- comincia a tintinnare mentre proteggiamo la palla con L2. Mentre giochiamo con la suola, portandoci la palla prima sul destro, stoppandola, fintando con il busto, per poi ripartire con l'altro piede, con braccia e schiena che sbarrano la strada ad un frettoloso avversario. I contrasti godono del nuovo motore fisico, regalandoci battaglie a centrocampo finalmente realistiche, al passo coi i tempi. Le compenetrazioni, già in grado di superare la prova replay, svaniscono. Gambe, torso e braccia lavorano all'unisono, ma secondo istanze via via separate per regalare movimenti e collisioni credibili. I contrasti emergono quindi come un nuovo catalizzatore dell'economia di gioco, i cui esiti sono molto meno prevedibili. Il nuovo che avanza riguarda l'implementazione del baricentro del giocatore digitale, che determina velocità di reazione e i movimenti possibili, in accordo ovviamente con le caratteristiche del singolo. Galvanizzanti anche gli uno contro uno, legati a doppio filo alle peculiarità di chi stiamo controllando, ma soprattutto al nostro tempismo e alla capacità di leggere i movimenti dell'avversario, eludendolo magari con un efficace spostamento laterale della sfera, o del corpo (stick destro). Di base, il tutto acquista una fluidità nuova, genuina, merito di un sistema a 360° che funziona, liberando i giocatori dagli imbarazzi del recente passato. Difficile pensare di saltare qualcuno semplicemente in velocità, così come di poter fare tutto da soli, senza per questo rinunciare alla spettacolarità o al funambolismo. Un mix che appaga e che scala in base alla bravura di chi impugna il pad. Decisamente superiori costruzione dell'azione e movimenti di supporto della squadra. La prima si bea di una fisica del pallone parzialmente riscritta, mentre gli spostamenti si fondano su un'intelligenza artificiale che cerca di "predire" quanto sta per accadere sul campo, proponendosi tanto in fase offensiva quanto in quella di copertura. Un concetto espresso già da Fifa 13 e Fifa 14, ma che in PES 2014 funziona anche meglio. Permangono alcuni errori grossolani, soprattutto nella valutazione del fuorigioco, con giocatori che dettano il passaggio anche quando palesemente in offside, difensori che subiscono dei blocchi anomali se presi in contropiede, e in generale una linea difensiva fin troppo alta. Bug ovviamente imputabili all'arretratezza del codice, comunque capace di regalare scorci davvero soddisfacenti. Lo sfruttamento delle fasce, gli appoggi sicuri sul centrocampista arretrato che segue l'azione con intelligenza, i cambi di campo non fini a sé stessi, denotano una coralità ed un'attività dell'IA superiore. Stessi appunti anche per il portiere: quelli di Bayern Monaco e Santos sono parsi decisamente reattivi e sul pezzo, capaci di colpi di reni spettacolari. L'unico appunto sui colpi di testa, che spesso li colgono meno preparati.

Non mancano poi nuovi approfondimenti nel Teamplay, per i quali rimandiamo ad una prova che deve essere necessariamente più approfondita. Grazie però a Combination Play è possibile utilizzare, in zone predeterminate, schemi di movimento costruiti a tavolino e richiamabili in tempo reale. Esempio classico: vertice sinistro dell'area di rigore. Cerchiamo di rientrare palla al piede con l'attaccante, in modo da scovare un varco per il tiro in mezzo ad un selva di gambe. Punta centrale e centrocampista scattano contemporaneamente in direzioni opposte, con il secondo in piena sovrapposizione, e portano via l'uomo giusto al momento giusto, concedendoci la frazione esatta per scagliare una minella d'altri tempi.
Veniamo alle stonature: alcuni binari rimangono ancora al loro posto. L'intelaiatura è meno pressante che nel recente passato, ma alcune vecchie dinamiche fanno talvolta capolino, scontrandosi con la nuova visione del gioco. Da ritarare anche i tiri: sebbene la fisica del pallone porti in dote grasse soddisfazioni, le bordate funzionano meno, soffocando la loro esplosività con un'accelerazione monocorde, sempre uguale. Dal punto di vista della varietà, poi, cedono, per ora, decisamente il passo a quanto offerto dal diretto concorrente. L'inerzia dei giocatori, a questo stadio dello sviluppo, è fin troppo accentuata. Il loro peso specifico durante i cambi di direzione, o in seguito ad un contrasto, va a cozzare con le splendide animazioni. Un appesantimento/alleggerimento che Konami sta puntellando giorno dopo giorno e che probabilmente terminerà solo a sviluppo concluso: per fare un confronto, i giocatori presenti nel codice dell'E3 2013 erano molto meno reattivi di quelli presenti nel corrispettivo londinese. L'efficacia dei filtranti alti è stata opportunamente rivista, ma alcune sviste si fanno ancora notare: i filtranti rasoterra, ad esempio, sono dei piccoli flagelli. Il team sta quindi lavorando di cesello per trovare il corretto bilanciamento, e da quello che abbiamo visto siamo certi, quest'anno, che non ci deluderà.
Interessante, sebbene non valutabile durante la nostra prova, la feature Heart, che racchiuderà l'emotività e l'aspetto psicologico dei giocatori, influenzabili a seconda del risultato così come dal fattore campo. Ripensate poi le rimesse laterali, velocizzate e decisamente più realistiche: ora può essere il giocatore stesso ad inseguire la palla uscita, prenderla fra le mani e lanciare direttamente al compagno smarcato, cercando magari di cogliere un momento di disattenzione degli avversari. Aumenta poi anche il numero di PES ID, raddoppiato rispetto all'edizione 2013; mentre sull'online vige un certo riserbo "ufficiale". Di norma si potrà giocare in undici contro undici umani, ci sarà una Master League rinnovata, ed un edit mode più completo. Per il resto, dovremo attendere qualche settimana per avere un quadro più preciso.

Gioia per gli occhi

Pro Evolution Soccer 2014 su Playstation 3 è una gioia per gli occhi. Il nuovo motore regala animazioni eccezionali che non hanno nulla da invidiare -anzi- al diretto concorrente, una modellazione poligonale variegata e una progettazione dei volti che lascia sinceramente a bocca aperta. Poly count facciale e texture utilizzate non hanno eguali nel mercato current gen, c'è poco da dire. Il Fox Engine dimostra la sua forza bruta anche sugli spalti, animati come non mai, e lasciandosi scappare solo una spruzzata di aliasing. Il senso dello spettacolo tipico di PES ha qui una marcia in più, con stadi finemente riprodotti, ricchi di dettagli e portatori di spettacolo nello spettacolo. Il vero sense of wonder scaturisce però dal vedere i giocatori in movimento, che segnano l'inizio di una nuova era per il calcistico Konami.

Pro Evolution Soccer 2014 Pro Evolution Soccer ha finito di girovagare in cerca di sé stesso. La crisi di identità è ufficialmente finita con l’edizione targata 2014. Il cambio di motore ha messo in luce non solo nuovi valori produttivi ma ha anche ampliato la visione del team di sviluppo, per un prodotto davvero completo a 360°. Alcune sbavature sono tuttora evidenziabili e verranno con ogni probabilità corrette da qui all’uscita, ciononostante Pro Evolution Soccer 2014 è una bellissima dichiarazione d’amore verso il calcio vero, ed una bella gatta da pelare per EA Sports. Ok, pessari, è il momento di sorrisi a trentadue denti e vigorose pacche sulle spalle. Ed era ora, no?

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