Hands on Pro Evolution Soccer 2014

Pro Evolution Soccer 2014 è ad un passo dalla svolta

hands on Pro Evolution Soccer 2014
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • Psp
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Siamo appena alla fine di Luglio ma il tam-tam dei giochi calcistici si fa sentire oramai da quasi un mese. Da quando, nel corso dell'E3 2013, abbiamo avuto modo di provare con mano entrambe le incarnazioni digitali dello sport più amato/odiato e chiacchierato del Bel Paese.
Ad impressionarci maggiormente all'epoca, più che altro per il netto stacco rispetto al predecessore, è stato il calcistico Konami, che con coraggio ed un pizzico di follia si prepara ad una netta rivoluzione. Un drastico cambiamento che parte dal nuovissimo FOX Engine, e che porterà, per ora solo su current gen (ecco la "follia") il Pro Evolution Soccer che da anni volevamo. O magari non del tutto? Per tentare di schiarirci ancora un po' le idee, il distributore italiano ci ha inviato recentemente un codice non completo di PES 2014.
Convinti di riprendere in mano la build completa al 75% già testata a Londra (o qualcosa di ancor più definitivo) ci siamo invece trovati di fronte un codice lievemente meno completo, ai livelli di quanto provato alla kermesse losangelina e poco più: capace di offrirci soltanto quattro squadre (Bayern Monaco, Santos, Italia e Germania) ed una modalità (Partita Veloce) per i nostri test.
A fronte di una scelta ristretta e di alcune feature chiaramente ancora non implementate, abbiamo potuto evolvere ben poco il nostro PES-pensiero, ottenendo comunque la possibilità di provare con calma le peculiarità basiche del gameplay.

La volpe e l’uva

Inutile girarci attorno dopo averlo ribadito in ogni prova ed anteprima. Il "vero motore" di PES 2014 (e scusate il gioco di parole) è il FOX Engine. Ogni aspetto della manovra sembra ruotargli attorno in maniera perfettamente corale, e non ci stupiremmo se le rinnovate routine fisiche avessero più in là anche un impatto decisivo sulle tattiche da imbastire sul terreno di gioco. Questa build, in ogni caso, non ha aperto troppi spazi ai tecnicismi da neo-diplomati all'accademia di Coverciano, lasciando per ora sopiti i vari Zeman, Lippi e Sacchi che si nascondono in ognuno di noi. Non siamo dunque nemmeno stati in grado di testare a fondo e con efficacia le nuove possibilità del Teamplay, che promettono di trasformare i match tra i più esperti "PES-sari" in vere e proprie partite a scacchi, nelle quali una sola mossa errata può condurre alla contromossa vincente.
La base del nostro test è stata perciò gameplay puro e semplice: sfida uno contro uno con la CPU per verificare quali sono i veri miglioramenti strutturali di questo episodio 2014. Rifacendoci proprio al FOX Engine il primo passo avanti, ed uno tra i più importanti in assoluto, riguarda le dinamiche di battaglia per il possesso della palla e di contrasto. Grazie alle potenzialità del nuovo motore non avremo mai più a che fare con fantasmi capaci di compenetrarsi l'un l'altro in continuazione, nel poco convincente balletto del "chi ruba palla per primo".

"PES questa volta è pronto. Se Konami sarà in grado di imbroccare anche le ultime due o tre limature, e correggere qualche problema ancora grossolano, ne vedremo veramente delle belle"

In PES 2014 la stazza fisica conta come non mai, e d'altro canto anche l'agilità. Nuove animazioni e routine fisiche esponenzialmente migliorate mostrano le punte centrali alla Ibrahimovic fungere efficacemente da solide sponde per i compagni, e le "pulci" come Messi andar via con maggior scioltezza in dribbling. Tutte possibilità concretizzate non solo da un maggior "peso" dei calciatori stessi ma anche da vere e proprie novità in termini di gestione della palla. Non completamente implementata in questa build ma presente a livello tangibile e, in ogni caso, abbastanza funzionale, la facoltà di gestire corpo e pallone separatamente, che toglie i nostri atleti dall'impiccio di molti dei binari del passato (seppur alcuni, in sporadiche situazioni, permangano), offrendoci allo stesso tempo nuovi spazi d'azione. La fantasia dei numeri dieci, a quanto abbiamo potuto saggiare, non verrà più relegata solo e soltanto a combinazioni di tasti o movimenti astrusi dello (o degli) stick, ma, a seconda della situazione e del calciatore, lasciata con sempre più semplicità nelle mani del videoplayer.
Le situazioni di gioco si fanno così molto più varie ed imprevedibili, dandoci la possibilità di sfruttare ancor meglio l'ampiezza del campo: uno dei maggiori pregi che da anni si riconoscono a Pro Evolution Soccer, anche nelle edizioni più criticate. Rimane inalterata, inoltre, la velocità di manovra, come sempre tarata verso il basso. Che si tratti di Santos, nazionale tedesca o Bayern Monaco, sarà difficile imporsi tramite repentine sfuriate da una parte all'atra del campo, indipendentemente dalla condizione avversaria. E in questo il team guidato quest'anno da Kei Masuda dimostra ancora una volta di essere maestro. L'intelligenza artificiale della CPU "nipponica" non sembra davvero avere rivali, nemmeno a questo livello dello sviluppo. Le diagonali difensive di chiusura sono perfette (forse troppo) ed i movimenti in generale convincono, obbligando il giocatore a ragionare, tornare sui suoi passi e far girare la palla fino a trovare il varco giusto. Una filosofia che si rifà ad un modello calcistico forse meno spumeggiante ma, per chi ama questo sport fin da bambino, assolutamente irrinunciabile.

Ad onor del vero, parlando di IA, non abbiamo ancora potuto raffrontare le migliorie legate al Player ID, ed in questa build, con sole quattro compagini, le differenze d'impostazione si vedono poco. Troppo poco per valutarne consistenza ed attinenza alla realtà (anche perché le formazioni in campo non sempre sono corrette al pelo). Ultimi punti da toccare, in questo settore, sono portieri ed arbitraggio, purtroppo dolenti in questa versione. Siamo, come si diceva, alle prese con la build dell'E3 (o poco più), dunque, a livello di estremi difensori, con un'IA scarsamente approfondita: forse nemmeno troppo diversa da quella disastrosa di PES 2013. I risultati sul campo si vedono: uscite sconclusionate, mancate coperture durante i corner e via discorrendo. Aspetti da segnalare per puro dovere di cronaca fortunatamente, dato che l'hands-on di Londra ha già reso noti, in questo senso, numerosi cambiamenti. Più problematica, invece, la gestione arbitrale della gara. Oltre a cartellini estratti in maniera un po' troppo rigida, e falli fischiati in percentuale motlo più a favore della CPU, stati testimoni di alcuni bug che riteniamo (e speriamo) vengano risolti al più presto. Ad esempio azioni fermate dopo un goal per un fallo totalmente collaterale all'azione.
Problemini di un codice ancora incompleto a parte, PES 2014 funziona dannatamente bene. La costruzione della manovra convince e l'impatto del nuovo engine, con tantissime nuove animazioni a corredo, non può che lasciare a bocca aperta. Rispetto alla build provata a Los Angeles, inoltre, dobbiamo sottolineare come Konami si stia dando da fare per limare una problematica intrinseca alle nuove routine fisiche. L'inerzia del calciatori, totalmente rivisita per questo nuovo episodio, è sembrata infatti esagerata, dando la sensazione di atleti un po' troppo "incollati" al terreno. Già nella versione in nostro possesso i movimenti si sono fatti più fluidi e gli atleti più reattivi: per i fautori della "sim maxima" potrebbe già essere un buon compromesso; noi crediamo che per raggiungere le grandi platee che PES 2014 merita serva ancora qualche passo verso la mobilità.
Serve, infine, una maggior convinzione in fase di tiro. Se fase difensiva e corale danno in PES il meglio di se, in chiave offensiva siamo ancora lontani dalle brame degli sviluppatori nipponici. In questo senso la build non ha dato spunti confortanti (come poteva, essendo chiaramente arretrata) e ci ha ancora offerto conclusioni troppo simili l'una con l'altra e troppo poco diversificate anche in termini di preparazione. Dopo aver migliorato le dinamiche dei colpi di testa, come avevamo precedentemente riportato, Konami deve insomma fare un ultimo sforzo per non rendere vano quanto di buono/ottimo già raggiunto con questo capitolo.
Se tutte le feature annunciate, e le modalità al momento ancora impossibili da provare, manterranno le promesse e sapranno innalzare il livello qualitativo dello scorso anno, PES 2014 potrebbe anche sgambettare il concorrente, togliendogli la palla proprio in procinto del goal decisivo. A questo punto è tutto in mano a Masuda ed al suo staff.

Pro Evolution Soccer 2014 Da “storico” giocatore di PES, chi vi scrive non può che sentirsi sollevato a vedere quest’episodio 2014 riprendere la retta via, pur non negando tutte le conquiste (più o meno digerite dai fan) di questo recente passato. Lo diciamo da tanto tempo, lo speriamo da sempre: PES questa volta è pronto. Se Konami sarà in grado di imbroccare anche le ultime due o tre limature, e correggere qualche problema ancora grossolano, ne vedremo veramente delle belle. Noi siamo fiduciosi, quest’anno più che mai. Voi potete continuare a verificare con i vostri occhi e seguendo le nostre parole, seguendo fino a Settembre (inoltrato) il percorso che ci porterà al lancio di PES sulle pagine di Everyeye.it!

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