GCom09

Hands on Rabbids go Home

I conigli Ubisoft in una nuova avventura. Provati i primi livelli al Gamescom

hands on Rabbids go Home
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS
  • Wii

La Luna. L’unico satellite naturale della terra, fonte di ispirazione per poeti, sognatori ed innamorati, primo obiettivo della conquista dello spazio, fino all’allunaggio del 1969. Ma probabilmente quando Neil Armstrong pose il primo piede sul suolo, pronunciando la sua leggendaria frase, non si accorse che occhi malvagi lo stavano spiando da lontano. Che dietro quella roccia lunare spuntavano orecchie lunghe e appuntite, e grugniti di curiosità ne commentavano il passaggio...Non s’era accorto, insomma, che la Luna era abitata. Da una razza crudele e malvagia, dall’intelligenza superiore, in grado di colonizzare la terra e schiavizzarne gli abitanti...I rabbids!

BWAAAH!

Ovviamente l’introduzione è tutta frutto di fantasia. Non perché la Luna non è abitata, ma lo sappiamo tutti ormai che i rabbids sono idioti. Ma idioti in una maniera indicibile. I conigli di Ubisoft son stati protagonisti, dal 2006, di varie avventure su console Nintendo, a partire da quel Rayman Raving Rabbids che, con i suoi trailer di presentazione infarciti dell’umorismo più idiota possibile, ha fatto conoscere questi particolarissimi personaggi ai giocatori occidentali.
Il primo episodio ed i suoi due successivi seguiti hanno una struttura simile, ma se il primo era costituito da un’avventura principale divisa in varie sessioni di breve respiro, gli altri due sono stati inquadrati all’interno del genere dei party game, sfruttando a pieno le potenzialità offerte dai sensori di movimento del Wiimote e dalla Balance Board. Lecito aspettarsi quindi, all’annuncio di Rabbids Go Home, un altro titolo a base di divertimento multiplayer e minigiochi. Ubisoft ha invece voluto deviare dalla strada intrapresa, realizzando un comedy-adventure (questa la definizione che gli sviluppatori preferiscono) a base di gag e divertimento scanzonato.
La storia dietro Rabbids Go Home è folle quanto i suoi protagonisti: i conigli, in un momento di nostalgia, vogliono tornare sulla Luna, ma sono completamente all’oscuro di come fare. Cosi, per istinto, decidono di costruire una torre d’immondizia con la quale raggiungerla. Due di loro iniziano la loro ricerca da una discarica dopo essersi procurati un carrello, ed è a questo punto inutile aggiungere che alla guida del carrello della spesa ci sarà il giocatore.
I tre livelli da noi provati ci hanno permesso di farci una sostanziosa idea di quello che c’aspetta. Alla guida del carrello bisognerà percorrere ogni stage tentando di racimolare quanti più oggetti possibili, fino a raggiungerne il punto finale, dove di solito si trova un oggetto speciale assolutamente necessario per la costruzione della torre d’immondizia. Durante il percorso ovviamente troveremo di tutto, a seconda del livello in cui si starà giocando: coni da cantiere, casse d’acqua, ombrelloni, tubature e perfino polipi. Inoltre la scorribanda sul carrello della spesa sarà alquanto movimentata, con nemici che ci ostacoleranno, rampe con le quali catapultarsi su punti altrimenti inaccessibili e particolari situazioni di gioco da risolvere al fine di avanzare nella parte successiva dello stage. Una per tutte: all’interno di un supermercato l’apertura di una porta era subordinata al passaggio di una macchina pulitrice per i pavimenti su di una particolare zona. Per metterla in moto abbiamo dovuto devastare l’area gastronomica, sporcare il pavimento con le zampette per farla mettere in moto e farci seguire fino al punto prefissato, il tutto evitando le chiazza d’acqua che avrebbero lavato via lo sporco. Un piccolo ma gustoso enigma, cosi come ce ne sono molti negli altri livelli. E per tutto il livello del supermercato abbiamo potuto strappare via i vestiti ai clienti, terrorizzare gli inservienti e raccogliere di tutto, fino ad una sfida con il boss.
Ovviamente lo scorrere del livello sarà inframezzato da sequenze in cui i rabbids si produrranno in esilaranti gag, come l’assalto all’aereo nel livello dell’aeroporto, in cui abbiamo dovuto staccare un motore di un vettore a colpi di Wiimote, al fine di impadronircene e sostituirlo temporalmente al carrello della spesa: folle, folle, folle! E per chi ha bisogno di ulteriore follia c’è un vasto editor con il quale personalizzare in miriadi d’aspetti il proprio coniglio, che in questa fase è rinchiuso all’interno di un Wiimote: potrete quindi sballottarlo in maniera un po’ sadica, ma i rabbids amano questo genere di cose.
Tecnicamente il gioco non fa di certo gridare al miracolo, ma è assai colorato e fluido, aspetti che potrebbero già bastare visto il target comunque non elevatissimo. Lo stile utilizzato è assolutamente gradevole, con richiami agli anni 60-70, e davvero piacevole a vedersi.

Rabbids go Home Rabbids Go Home è adatto a partite mordi e fuggi, in cui magari cimentarsi in un livello singolo tentando di fare del proprio meglio. Sessioni intensive ne farebbero risultare una sostanziale ripetitività di fondo, mitigata parzialmente però dagli enigmi a dalle esilaranti gag. Il target non è quello dei core gamer, come testimonia anche un livello di sfida tendente verso il basso, ma per un certo tipo di pubblico il titolo Ubisoft rappresenta certamente un prodotto appetibile.