Hands on Rage

Finalmente provato con mano lo Shooter id Software. Presentato ufficialmente il multiplayer

hands on Rage
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Park City, Utah - Di Rage si è detto tutto e il contrario di tutto. Sconvolti da un'esasperante eccellenza tecnica, in molti sono rimasti folgorati al primo impatto: quello visivo, fatto di un dettaglio grafico strabordante e pieno, che riporta d'un colpo id Software ed il suo nuovo Tech 5 ai vertici della piramide tecnologica. Altri, sconcertati dalla crudezza dello stile, dall'esaltazione grottesca delle forme, hanno gridato allo scandalo. Forse “sballottati” anche dall'idea d'incontrare, dopo tanti progressi nel campo dei First Person Shooter, uno sparatutto diretto e caciarone, rude come una fucilata nel petto.
Ricomporre questa “frattura” in seno al popolo dei videoplayer è probabilmente impossibile: Rage è un prodotto che fa appello ad un preciso senso del gusto, ad un'idea terribilmente “settoriale” del Frag. Decidete dunque da che parte stare, perchè come sempre id Software sviluppa senza mezze misure.
A questa conclusione siamo giunti dopo l'ennesimo incontro con lo shooter ID, nel corso dell'evento stampa organizzato da Bethesda nei pressi di Salt Lake City. Oltre ad aver giocato direttamente per un'ora abbondante, il Press Tour è stata l'occasione per presentare ufficialmente lo stravagante multiplayer di Rage.

Multiplayer

Chi si aspettava di poter battagliare sui server di Rage a suon di proiettili e granate, resterà piuttosto sconvolto, scoprendo che l'unica modalità multiplayer competitiva che sarà inclusa nel pacchetto prevede l'utilizzo esclusivo di veicoli, configurandosi come uno strano ibrido fra combat racing e arcade off-road.
Il “Rally Mode”, infatti, ci metterà alla guida di un mezzo armato di tutto punto, che ovviamente potremo personalizzare abbondantemente, conquistando -come ormai vuole la tradizione- perks e potenziamenti nel corso dell'articolata carriera online. Scesi in pista, ci troveremo a competere con un massimo di altri 5 giocatori, in gare serrate in cui dovremo dimostrare abilità nel gestire le reazioni del mezzo e nel far fuoco al momento giusto. I match sono a tempo, e lo scopo dei contendenti è quello di accumulare più punti possibile, inanellando combo su combo. Il moltiplicatore del punteggio sale vertiginosamente soltanto quando si attraversano dei particolari “Rally Points”, disseminati nelle arene a comporre dei tracciati da seguire. Di seguito, distruggendo avversari o eseguendo acrobazie aeree, si guadagnano i punti che ci avvicinano alla vittoria. Lo scontro si tattico e serrato nella misura in cui uccidere un avversario ci permette di “rubare” il suo moltiplicatore: anche dopo esser stati inchiodati al muro da un missile preciso, è possibile tornare subito in pista per “cacciare” il moltiplicatore dell'avversario in vantaggio. Si corra dunque in direzione degli upgrade che spuntano nell'arena: missili guidati, scudi, mine, e tutto l'armamentario classico di un buon Combat Racing. E poi via, all'inseguimento: nel controllo aereo del mezzo, nella guidabilità evidentemente arcade, sembra quasi di respirare il profumo dell'indimenticato Vigilante 8.
La mappa mostrata all'evento è solo una delle 6 che saranno disponibili nella versione finale, ma già mostrava un level design intricato, ricco di rampe e scorciatoie, ed un'estensione notevole.
Prima di passare oltre, dobbiamo ammettere piuttosto candidamente che l'idea di differenziare il multiplayer di Rage da quello dei congeneri ci pare opportuna e azzeccata. Certo, sappiamo che molti resteranno forse delusi, e che altri non prenderanno neppure in considerazione l'ipotesi di fare un giro sulle letali vetture (ma non disperate, il single Player è il vero fulcro dell'esperienza di gioco). Ma piuttosto che un online-fotocopia, modellato sullo stile dell'inarrivabile Call of Duty, questa via ci pare assolutamente più opportuna.

Co-Op

Nel corso dell'evento è stata mostrata anche la modalità cooperativa di Rage. Chiamata Legends of Westland, questa non seguirà lo sviluppo della trama principale, ma ad essa sarà legata a doppia mandata: le sei missioni proposte, infatti, svilupperanno degli eventi appena accennati nel corso della campagna, approfondendo dunque alcuni spunti della sceneggiatura. Certo, inutile cercare uno sviluppo narrativo pienamente compiuto: lo stimolo principale a giocare verrà dalla ricerca dell'Hi-Score. Il breve spezzone mostrato all'evento, in ogni caso, ha presentato dinamiche abbastanza classiche, fra interruttori da premere in contemporanea ed un level design che propone spunti per un lavoro di coppia (magari un camminamento soprelevato da cui coprire l'avanzata del compagno).

Hands-On

Dopo le numerose presentazioni dei mesi scorsi e vari incontri più o meno ravvicinati, siamo riusciti finalmente a mettere le mani anche noi su questo FPS. Nel corso di una lunga sessione di gioco durata circa un'ora, abbiamo testato alcuni livelli per prendere confidenza con il sistema di controllo e con l'immensa varietà di situazioni che la campagna vuole proporre.
Cominciamo proprio a parlare di quest'ultima. Rage non sarà un First Person Shooter lineare e scriptato: anzi, in molti momenti abbraccerà un'impostazione quasi da SandBox game. Attraversando i vicoli malfamati di una città cadente, ad esempio, potremo incontrare vari Quest Givers, oppure scoprire le losche attività di qualche mercante sempre pronto a vendere o comprare preziosissime parti di ricambio. Anche una volta usciti dagli agglomerati urbani, potremo scorrazzare liberamente per le vaste ambientazioni, a bordo magari di un velocissimo Quad, fino a raggiungere le zone di interesse. Da qui si accederà poi a sequenze ovviamente più lineari, in cui comparirà finalmente l'anima da sparatutto che da sempre caratterizza le grandi produzioni id Software. La varietà di situazioni è garantita, soprattutto dalla presenza di diverse “fazioni ostili”. Bellissimo ad esempio “Dead City”, un livello in cui attraversiamo una città distrutta dalla piaga mutante, invasa da essere deformi e minacciosi. Gli scorci grigi e polverosi si rivelano inquietanti come pochi, costantemente attraversati da rumori poco rassicuranti. I mutanti escono dagli angoli più impensati, e ci assaltano senza pensarci due volte, saltandoci addosso per sbranarci come cani rabbiosi. Il fucile a pompa è l'arma perfetta per gestirli. Nel corso del livello si incontrano anche nemici più coriacei, tentacolati, da affrontare a suon di Strafe e Granate. Ed ecco poi che la progressione si conclude con l'apparizione di un mostro davvero gargantuesco: uno di quei boss esagerati che fanno parte del “DNA creativo” del team.
Totalmente diverso l'approccio da tenere mentre attraversiamo una fabbrica piena di soldati armati. Qui l'avanzamento deve farsi più ponderato: bisogna abbassarsi per sfruttare gli oggetti dello scenario come coperture, utilizzare mitragliate precise, e semmai qualche assalto furtivo con la balestra. Un proiettile speciale di quest'ultima, conficcato nel cervello di un avversario, permette addirittura di controllarne i movimenti, per farlo poi esplodere magari nei pressi di qualche suo commilitone. In questo livello l'uso dei molti gadget a disposizione è seriamente consigliato: premendo i tasti del D-Pad si seleziona l'oggetto da utilizzare, assegnato poi al dorsale sinistro. Oltre alle immancabili Bende, per curarsi nei momenti di crisi, ed alle classiche granate, ci sono un sacco di oggetti interessanti. Delle lame rotanti da scagliare contro i malcapitati producono decapitazioni spettacolari, mentre le torrette difensive permettono di contenere l'avanzata di drappelli troppo nutriti. Ci sono poi dei piccoli droidi dalla forma di ragno, che sparando ai nemici attirano la loro attenzione ed il loro fuoco. Infine, un'automobile esplosiva radiocomandata, che può intrufolarsi anche nei condotti d'areazione, per arrivare a depositi di esplosivi o, silenziosa, alle spalle dei nemici.
Buona parte di questi oggetti può essere raccolta nei livelli. In certi casi si troveranno sparse le varie componenti, che andranno poi assemblate in un apposito menù, direttamente sul posto. In questa maniera, raccogliendo i giusti ingranaggi, è anche possibile costruire dei meccanismi in grado di forzare automaticamente le porte, rivelando spesso scorciatoie o depositi colmi di armi e proiettili.
Proprio sulla presenza di diverse tipologie di bossoli si sono focalizzate le attenzioni del team di sviluppo. Premendo il dorsale destro si entra in un menù di selezione in cui con i due stick si sceglie l'arma da imbracciare ed il tipo di caricatori. Potremo trovare proiettili elettrici in grado di bloccare per qualche secondo gli avversari, oppure colpi che perforano le armature, o altri che oltrepassano gli scudi di energia (che si possono sempre distruggere con una granata EMP). Acquistare le munizioni speciali o fabbricarle in autonomia, grazie alle molte materie prime trovate sul campo, è davvero al chiave per la vittoria.
Alla grande varietà concettuale dimostrata da Rage, in ogni caso, si oppone un'intelligenza artificiale non particolarmente brillante, che di fatto predilige assalti diretti (ed anche il level design non concede moltissimo, su questo fronte, proponendo ambientazioni abbastanza lineari). C'è da citare inoltre che l'interattività degli ambienti è davvero ridotta al minimo, e che persino l'hitbox suggerisce al giocatore di svuotare i caricatori sui nemici, piuttosto che farli fuori con un colpo preciso. Insomma nonostante gli “innesti” di cui sopra, Rage resta sempre un First Person Shooter diretto, veloce, confusionario e violento. Un'impostazione che non si cura dei progressi fatti da Crysis 2 o da Halo nel campo dell'IA, delle conquiste di Bad Company per quel che riguarda interazione e distruttibilità, e resta ancorata “all'origine della specie”.
Fortunatamente, il dinamismo della campagna principale è garantito non solo dalla struttura generale e dalla presenza dell'oggettistica, ma anche dalle tante attività extra che romperanno il ritmo dell'avanzamento. E' stato ad esempio possibile provare una sorta di Rally che assomiglia a quello descritto poco sopra (ma corso su un circuito più definito), o partecipare ad una puntata del folle show televisivo Mutant Bash TV. Questa sorta di malato reality ci scaraventa diretti in un'arena, mentre -inquadrati dalle telecamere- semplicemente devastato tutte le nefandezze che ci corrono incontro. Guadagnare i favori del pubblico significa assicurarsi uno sponsor che possa regalarci qualche fondo extra. Soprattutto quest'ultima sessione, veloce e diretta come vuole la tradizione di Id Software, ci ha piacevolmente impressionati. E anche se il team conferma che nell'economia dell'avventura avrà un ruolo non certo principale, speriamo già nel rilascio di qualche ulteriore arena (via DLC?). Per quel che riguarda le corse sui veicoli, il team conferma la possibilità di costruire il proprio mezzo, guadagnando parti di ricambio e componenti.
In definitiva, dunque, siamo rimasti piuttosto soddisfatti da Rage. Quello che manca è forse la profondità delle dinamiche di gioco, ma per quanto concerne varietà di situazioni il titolo Id non si lascia mancare nulla. Non è poi detto che incontrare uno sparatutto ancora attento a celebrare il culto del frag violento non possa essere divertente. Anzi, il nostro playtest ha stuzzicato più di un appetito sopito da tempo.

Tech 5

Come dicevamo in apertura, una delle eccellenze di Rage è il comparto tecnico. La tecnologia messa in piedi da Id con il suo nuovo Tech 5 è di quelle davvero capaci di ridefinire gli standard visivi per un lungo periodo di tempo. Esasperante è la mole poligonale, la quantità di dettagli perfettamente modellati che si accalcano in ogni scorcio. Le ambientazioni vastissime e con una profondità di campo con cui raramente abbiamo avuto a che fare in questa generazione, godono anche dei frutti di un lavoro stilistico che, pur inseguendo i tratti cromatici (e non solo) del recente Borderlands, si caratterizza per la voglia di esasperare la violenza, la deformazione truce, l'orrido ed il gore. Esaltante anche la ricostruzione facciale di protagonisti e comprimari, dimostratasi più volte ricchissima per quanto riguarda ogni tipologia d’espressione. Non da meno gli effetti particellari che, soprattutto all’aperto, rendono in maniera molto convincente ed evocativa un’atmosfera che mescola le tonalità del vecchio West con la crisi apocalittica subita dal nostro bel Pianeta. E inutile dire che è la texturizzazione il vero fiore all'occhiello dell'engine. L'abbondanza di mappe superficiali e l'altissima definizione delle texture riescono a veicolare un colpo d'occhio dall'impatto non comune, soprattutto per quel che riguarda le versioni console.
Id Software ha poi lavorato per ottimizzare il motore di gioco in modo da garantire la massima fluidità possibile in ogni situazione. Dai 60 Frame al Secondo, Rage non si è scostato neppure un attimo. E tutti gli amanti degli FPS di vecchia scuola, sanno bene quanto sia importante questo dettaglio per assicurare un feeling indimenticabile.

Rage Rage non vi lascerà indifferenti. Sia che siate sconvolti dallo stile sopra le righe, dai cromatismi riarsi, dalla violenza esplicita, sia che rimaniate ammaliati dalla inarrivabile varietà di situazioni - che spazia dal combattimento su mezzi allo Shooting scriptato con una naturalezza disarmante. La struttura del prodotto appare profonda e stratificata, mentre diretti e immediati sono il ritmo e la natura degli scontri a fuoco. Un profilo tecnico che ristabilisce l'eccellenza di id Software nella creazione dei motori grafici si sposa con un multiplayer che, pur rappresentando la parte meno consistente dell'economia di gioco, almeno evita di percorrere strade già tracciate.