Hands on Rage

Giocate le prime tre ore della campagna Single Player

hands on Rage
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Londra - Gli incontri con Rage, in attesa dell'uscita prevista su PC, Xbox 360 e Playstation 3 per il 16 Settembre, si fanno sempre più frequenti ed intensi. Dopo aver provato il gioco in occasione dell'E3 e, prima ancora, in quel di Salt Lake City per lo Showcase annuale di Bethesda, siamo volati a Londra negli studi di Id Software. Abbiamo passato in compagnia del nuovo sparatutto tre ore piuttosto intense, in cui abbiamo testato l'inizio dell'avventura. Ci siamo fatti dunque un'idea piuttosto solida su quelle che saranno le caratteristiche del prodotto, ed ecco le nostre cronache di viaggio all'interno delle Wasteland.

Fuori dall'Arka

Il gioco comincia con una Cut Scene che ci presenta brevemente il progetto “Arca”. La terra sta per essere sconvolta dall'impatto inevitabile con un meteorite, e le speranze di sopravvivenza della razza umana sono flebili ed incerte. Per questo esseri umani selezionati sono stati racchiusi in un sicurissimo bunker sotterraneo: dormono adesso il loro sonno criogenico, in attesa del risveglio. Il giocatore è calato nei panni di uno dei membri del progetto, che si risveglia chissà dopo quanto tempo. Gli altri compagni d'avventura non ce l'hanno fatta: nelle celle vicine alla nostra, cadaveri deturpati, mummie riarse e brunastre. I primi momenti servono solo per prendere confidenza con il sistema di controllo e con la sensibilità del puntamento (che abbassiamo prontamente). Quando usciamo allo scoperto, tutto si fa più chiaro: l'umanità è sopravvissuta, ma gli effetti del cataclisma non sono stati i migliori. Il mondo è una distesa brulla e scomposta di guglie rocciose e terra bruciata, un deserto in cui si stagliano, di tanto in tanto, i profili delle città devastate. Gli scheletri di grattacieli un tempo gloriosi insozzano l'orizzonte, le carcasse della civiltà marciscono mangiate dai mutanti e dai ladroni. Entrambi sono una serie minaccia per i sopravvissuti. Molti uomini sono scampati al disastro celeste e alle radiazioni, arroccandosi in piccole città e insediamenti. Ma nelle distese desertiche imperversa la legge del più forte, così barbari e predoni fanno il bello ed il cattivo tempo. Altrove, invece, sono i mutanti che regnano: deformi, avvizziti, sudici, e totalmente fuori di senno.
Per fortuna veniamo salvati da un'anima pia. Il nostro “angelo custode” distribuisce pallottole in quantità alle aberrazioni che tentano di assaltarci, e ci conduce fino al suo piccolo insediamento.
E' qui che comincia la nostra avventura, e che la struttura di Rage comincia a scoprirsi poco a poco.

Sparatorie

Rage è un impostato sostanzialmente come un Free Roaming. Scorrazzando a bordo di Dune Buggies e Quad Bike possiamo muoverci da una città all'altra, per raccogliere missioni principali e secondarie, e poi raggiungere i luoghi indicati sulla mappa per svolgere i nostri compiti. Ovviamente le prime ore di gioco sono piuttosto lineari, indispensabili per prendere confidenza con le Wasteland e con il sistema di gioco. Come vederemo, tuttavia, già dopo un paio d'ore di gioco intenso si possono raggiungere le città più grandi, dove divertirsi grazie ad una cospicua serie di attività collaterali.
I primi incarichi, in ogni caso, sono piuttosto semplici. Si tratta di ripulire covi infestati dalle bande armate, o di indagare su qualche persona scomparsa (l'unica cosa che troveremo, molto spesso, sarà un cadavere eroso dai morsi dei mutanti). Si torna dunque a familiarizzare con il Control Scheme pensato per Rage, riscoprendo ancora una volta i suoi ritmi ossessivi. Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, Rage è sostanzialmente un First Person Shooter alla vecchia maniera. Del resto, il Pedigree di ID Software è inequivocabile. Dimenticatevi quindi coperture dinamiche ed altre amenità: in Rage, soprattutto, si spara, a nemici agguerriti e in sovrannumero. Sulle prime, armati solo con una pistola d'ordinanza, ci si trova un po' in difficoltà a gestire l'irruenza degli avversari che si scagliano contro di noi con mazze e fiaccole. Più avanti, grazie ai tuoni dei fucili a pompa ed alle raffiche ritmate delle mitragliette, si riesce con più cognizione di causa a ripulire interi covi. Solitamente le molte missioni si svolgono all'interno di strutture piuttosto lineari, in cui è il Level Design a dettare i tempi della progressione. Ora un intreccio di cunicoli serve a destabilizzare la sicurezza del giocatore, nascondendo nemici ad ogni angolo; ora spazi leggermente più aperti permettono agli avversari di entrare in copertura, per sequenze meno ansiogene in cui glorificare il culto dell'headshot. L'IA non sembra troppo raffinata, l'interazione ambientale è ridotta ai minimi termini, ma la buona varietà di armi compiace, e soprattutto Rage riesce a tenere alto l'interesse del giocatore grazie ad una sempre presente componente esplorativa. Setacciando i covi degli avversari è infatti possibile raccogliere cianfrusaglie (da rifilare ai vendor delle cittadine) e materie prime, che possono essere poi combinate per ottenere oggetti utili. Le bende per curare rapidamente le ferite, ad esempio, si compongono mescolando stracci e antisettico, mentre con cavetteria varia e piccoli ingranaggi possiamo costruire grimaldelli automatici, in grado di aprire porte che solitamente ci conducono in aree segrete ricchissime di oggetti preziosi e munizioni (tutt'altro che abbondanti). Il menù legate alle abilità costruttive è semplice ed efficace, e scorrendo fra le varie schede si può tenere anche traccia di tutte le nostre statistiche e modificare le armi inserite negli slot di seleziona rapida.
Nel corso del gioco, infatti, per cambiare arma si deve richiamare (grazie al dorsale destro) un apposito menù, in cui compaiono non solo le armi, ma anche i proiettili con cui è possibile riempirne i caricatori. Ad onore del vero questo sistema diventa un poco macchinoso nei momenti più intensi, quindi è meglio affrontare ogni scontro già preparati. Poco piacevole anche l'assenza di un attacco corpo a corpo mappato sui front button: per assaltare gli avversari con un bel cazzotto bisogna selezionare le mani nude dal menù: una scelta difficile da condividere, che sposta interamente il focus di Rage sulle sparatorie. Ovviamente su PC il Control Scheme più dinamico supera brillantemente questi intoppi. Ma anche su Console la grande varietà garantita dalla dotazione bellica fa ben presto dimenticare le storture. In Rage si può davvero sbizzarrirsi a devastare i branchi di avversari con le armi e i colpi più disparati. Già nei primi momenti di gioco scopriamo che la pistola di base può essere caricata con i “Fat Shot”, letali dalla lunga e dalla corta distanza. Il fucile può invece essere “imboccato” con colpi esplosivi o elettromagnetici: questi ultimi hanno lo stesso effetto di granate EMP, e sono indispensabili per spegnere gli scudi energetici di certi avversari. La mitraglietta carica dei bossoli elettrici che lasciano il nemico letteralmente di stucco, mentre la balestra -adeguata per sessioni d'infiltrazione silenziose- ha dei dardi speciali che si incuneano nella corteccia celebrale dei malcapitati, permettendoci di controllare i movimenti dei banditi prima di farli esplodere (magari nelle vicinanze di qualche loro compare). Anche la dotazione di gadget è piuttosto corposa. Una side quest disponibile nella prima cittadina ci regala, dopo averci fatto esercitare in un poligono di tiro, degli Wingshot: grosse lame con cui è possibile segare la testa degli avversari. Immancabili le granate, che si uniscono a torrette e macchine radiocomandate. L'utilizzo dei gadget (la cui selezione è affidata al d-pad) è deputato al dorsale sinistro, e anche in questo caso la ridotta dotazione di tasti del Joypad sfocia in una lieve scomodità.
Nel corso di questa prova scopriamo anche un nuovo gadget, mai intravisto finora. Si tratta, in pratica, di un defibrillatore portatile, che si attiva quando cadiamo vittime delle forze avverse. Si attiva in questo caso un rapido minigioco, in cui è necessario caricare l'unità elettrica e poi rilasciare una scossa che rimetta in moto il nostro cuore. Colpo d'occhio, rapidità e precisione sono richieste, mentre smanettiamo con gli stick analogici e coi dorsali. Nel caso di una buona prestazione, oltre a farci recuperare tutta l'energia, questo defibrillatore emetterà un impulso che metterà fuori gioco qualsiasi forma di vita nei paraggi. A onor del vero nel corso delle nostre prove ci è parso un oggetto decisamente troppo potente, in grado di annullare potenzialmente il senso di sfida. Speriamo che l'utilizzo sia regolato, per non trovarsi di fronte ad un titolo che preferisce smussare le asperità per non scontentare i giocatori alle prime armi. Del resto, per com'è strutturato, ci pare che Rage si indirizzi piuttosto ai veterani del frag che alle “mammolette” di nuova generazione.
Ovviamente è evidente che per sbloccare tutto l'armamentario sarà necessario completare missioni principali e secondarie. E proprio la struttura che regge l'intera progressione sembra davvero ben architettata e funzionale.

Free Roaming

Superate le prime missioni di routine, ci viene concessa la possibilità di possedere un mezzo tutto nostro, rimettendo a posto un vecchio Dune Buggy malmesso e rugginoso. Per recuperare le parti di ricambio dobbiamo ovviamente esplorare uno dei garage dei banditi, ripetendo una delle missioni già testate nei precedenti incontri. Al termine della missione abbiamo modo di affrontare un semplicissimo Boss di fine livello, che ci tiene sotto tiro con la mitragliatrice fissa montata su uno dei suoi mezzi. Basta attendere che questa si inceppi per intaccare pesantemente la sua Life Bar, con qualche rapido colpo alla testa.
Ottenuti i pezzi di ricambio, torniamo al garage per rimettere in sesto quella che sarà la nostra fidata vettura. Fatto saltare con degli esplosivi il grosso cancello guardato a vista dai banditi, siamo dunque pronti a sconfinare nel settore più ostile delle Wasteland. Cominciamo subito a trovare i primi guai, con bande armate che ci seguono a bordo di mezzi armati di tutto punto. Per il momento dobbiamo fuggire, e raggiungere velocemente una cittadina decisamente trafficata in cui spenderemo buona parte delle prossime ore di gioco.
La prima cosa che facciamo è incontrare il sindaco e lo sceriffo, che ci impongono intanto di rimetterci in sesto, togliendoci di dosso gli abiti logori del progetto “Arca”. Un rapido giro della città ci conduce da un vecchio venditore, che ci propone un tris di completi da indossare. Si tratta, in pratica, di scegliere una “classe”, dal momento che ogni completo ha abilità differenti. L'Ingegnere ci permetterà di creare oggetti sprecando meno materie prime, l'Avventuriero ci donerà un po' di resistenza extra ai colpi, mentre il Contrabbandiere incrementerà le prestazioni dei nostri veicoli (Turbo, danni e velocità).
Prima di procedere ci fermiamo in città alla ricerca di qualche sollazzo. Nella piazza principale troviamo qualche scommettitore intento a puntare i propri soldi in un futuribile gioco d'azzardo. Si tratta in pratica di un semplice gioco di dadi: lanciando per tre volte una serie di quattro dadi, si deve accumulare il numero di “centri” affinchè la proiezione olografica di uno sceriffo distrugga i mutanti sparsi sul tabellone di gioco.
Accumuliamo qualche vincita e compriamo, invece, un mazzo di carte, che possiamo utilizzare nel bar. Scopriamo così che Rage ha il suo personalissimo Trading Card Game. Una versione decisamente semplificata di Magic, in cui ogni carta ha un potere d'attacco, dei punti vita e delle abilità speciali. Il compito è quello di distruggere tutte le “creature” del mazzo avversario. Per primeggiare è indispensabile cercare le carte più rare, che sono spesso sparpagliate nei covi dei banditi, o che possono essere acquistate a caro prezzo. Nonostante sia molto semplice, questo divertente giochino ha saputo intrattenerci per qualche partita.
Girellando per le strade e i negozi è possibile anche trovare quest secondarie. La bacheca delle persone scomparse può essere consultata in qualsiasi momento per avviare una missione di recupero, mentre la barista è così gentile da assicurarci una parte dei suoi profitti se riusciamo a ripulire le aree circostanti delle vetture dei banditi, che spaventano molti clienti. Decidiamo di imbarcarci in questa impresa, ma dobbiamo ovviamente eseguire qualche modifica alla nostra vettura.
Il meccanico della città accetta solo una valuta molto pregiata: i “certificati di guida”. Questi possono essere guadagnati correndo nell'autodromo, ed ovviamente non ci tiriamo indietro. Cominciamo con gare semplici: Time Trial o corse contro piloti poco esperti. La vincita basta per montare sulla vettura una mitraglietta ed un lanciarazzi. Otteniamo così l'accesso ai campionati più impervi, o ai particolari “destruction derby” in cui conta soltanto rimanere in piedi e schivare i missili dei nemici. Non ci dilunghiamo troppo oltre, ma una rapida occhiata alla dotazione del meccanico ci fa intravedere upgrade molto succulenti: scudi energetici, turbo potenziato, velocità incrementata.
Ci dirigiamo al garage del vecchio Rusty per ritirare la nostra vettura e scorrazzare liberi per le lande desertiche. Facciamo fuori qualche bandito, venendo a patti con un sistema di mira automatica abbastanza spinoso, che fortunatamente incontra un modello di guida facilissimo da padroneggiare. Esaurite le munizioni torniamo in città per acquistarne altre, e scopriamo che hanno un costo davvero proibitivo: meglio vendere un po' della nostra roba. Chincaglierie e cianfrusaglie raccolte qua e là si vendono a poco, ed il sistema economico di Rage non ci sembra per nulla permissivo. Senza dubbio un buon incentivo a razziare più e più volte le città distrutte e le miniere sotterranee infestate dai predoni.
Prima di concludere torniamo dal Sindaco, un buffo omaccione con un monocolo meccanico. Ci spedisce ad indagare su uno strano impianto di raffineria nella parte a nord delle Wasteland. Ed è in quest'ultimo rapido viaggio (che poco modestamente siamo stati fra i pochi ad intraprendere), che scopriamo la vastità enorme della mappa di gioco. Attraversiamo anzitutto una zona urbana, in cui le grandi freeway soprelevate emergono semisommerse dalla sabbia, per poi essere inghiottiti da un panorama più brullo. La sabbia lascia il posto a totem rocciosi, guglie appuntite e taglienti che come denti marci si alzano dal terreno. I colori si fanno sempre più tenui: sembra quasi che la sabbia lascia spazio alla cenere. Le rocce si tingono poi di una tonalità celeste. Sono invase da venature di un misterioso metallo, che riflette la luce del sole come fosse un cristallo di ghiaccio. I colori caldi lasciano il posto a prospettive quasi invernali, in quello che sembra il centro del cratere causato dall'impatto. Ed in effetti la raffineria sembra proprio estrarre il preziosissimo minerale dalle profondità del terreno. Ne recuperiamo un campione da portare al sindaco, ma gli sviluppatori ci interrompono. Dato che nel corso delle nostre scorribande abbiamo avuto modo di trovare cristalli non raffinati di questo misterioso minerale, crediamo che abbia un ruolo fondamentale nello sviluppo del plot e, magari, anche del personaggio.
Per il momento, aver lanciato uno sguardo sulle nuove della mappa ci ha rassicurato non poco. L'estensione di Rage potrebbe essere davvero mastodontica.

id Tech

Dal punto di vista tecnico Rage si comporta bene, ma i risultati della versione PS3 non sono certo eccezionali come quelli registrati su PC. Alla Gamescon avremo modo di parlarvi più approfonditamente dell'Id Tech 5 nella sua forma migliore (il team di sviluppo ci ha promesso un lungo Playtest su Personal Computer), ma nel frattempo registriamo in questo articolo le eccellenze e gli inciampi dell'edizione Console. L'ottimizzazione dell'Engine, anzitutto, appare molto buona, e l'impegno per mantenere il framerate costante a 60 fps ha dato buonissimi frutti. La fluidità è garantita in ogni situazione, senza intoppi di sorta, con il V-Sync che evita tearing e altri problemi. Tuttavia i sacrifici più grandi ha dovuto compierli il comparto texture. Non tanto per quanto riguarda la definizione complessiva, che si attesta su livelli più che buoni sul fronte delle texture ambientali. Purtroppo però, quando si muove la visuale troppo velocemente, le texture sembrano quasi “disattivarsi”, rivelando non tanto il poligono nudo ma una colorazione rudimentale, per poi tornare a caricarsi quando la telecamera si stabilizza. Questo continuo “pop-up” funesta un colpo d'occhio che, a “telecamere ferme”, regala più di una soddisfazione. Artifici del genere si registrano frequentemente solo nella grande mappa di gioco: una volta entrati nei covi dei banditi (sostenuto un breve caricamento), l'engine sembra molto più a suo agio, complice il numero ridotto di poligoni ambientali. E' proprio in queste situazioni che Rage da il meglio di se, mettendo in bella mostra una scena ricchissima di dettagli, buoni effetti speciali, e mappe superficiali eccellenti. All'esterno, l'occhio inciampa in texture meno definite (quelle del terreno), ma non cambiano fortunatamente le carte in tavola per quel che riguarda modellazione poligonale. Persino la vastità dell'orizzonte visivo è più che buona. Ovviamente, come si è già detto, l'interattività delle locazioni è ridotta ai minimi storici.
Ottimi i modelli poligonali di personaggi, comprimari e avversari, e persino il comparto animazioni pare solidissimo, sia quando si tratta delle reazioni dei nemici ai proiettili, che per quanto riguarda il morphing facciale, espressivo quanto basta per garantire una totale immersione nel mondo di gioco. In generale, grazie all'attenzione per il dettaglio ed al lavoro sulla modellazione dei personaggi, è negli insediamenti urbani che si registrano le performance migliori.
Un ultimo appunto sullo stile che permea tutta la produzione. L'abbiamo già detto, ma Rage è pronto a dispensare un apocalittico “cazzotto negli occhi” di tutti i giocatori benpensanti. Lo stile della produzione Id Software è vorace, onnivoro, senza mezze misure. E' come se la cultura degli eccessi portata avanti da Gears of War, il meticoloso affollarsi di dettagli sproporzionati a metà fra il gotico ed il barocco, avesse inglobato -becchettando qua e là- qualche tratto della catastrofe di Hokuto No Ken, l'aridità cromatica del vecchio West ed il baratro meccanizzato del più sudicio degli Steampunk. Il mix, per quanto ci riguarda, funziona benissimo. Mutanti e pistoleri, panciotti e Saloon, strane piante autoctone e carcasse di veicoli. Ogni elemento contribuisce a tratteggiare un carattere visivo davvero unico, acido e aggressivo, che rivendica con prepotenza le proprie priorità.
Finalmente Id Software ci regala un altro prodotto davvero “iconico”, dopo che buona parte dell'energia espressiva delle sue produzioni sembrava esser persa in sequel poco convincenti dal punto di vista stilistico.

Rage Rage è molto più di un First Person Shooter. Nel corso delle prime ore di gioco abbiamo esplorato le Wasteland, fra insediamenti urbani e cunicoli zeppi di predoni, dividendo il nostro tempo fra corse su Dune Buggy, gioco d'azzardo e sparatorie. Questa pluralità di elementi appare però molto coerente e coesa, intrecciandosi con un interessante sistema economico e con un tenue sottofondo ruolistico che ci spinge a migliorare le caratteristiche del nostro mezzo e del nostro personaggio. La varietà degli incarichi e, soprattutto, dell'armamentario, ha saputo divertirci, mentre scoprivamo nuovi attrezzi con cui ripulire le gallerie e le città invase dai banditi. Insomma, Rage ci ha lasciati con la voglia di scoprire tutti segreti delle Wasteland, proprio nel momento ci siamo imbattuti in nuove zone e nuovi possibili spunti. La versione console deve fare i conti con un sistema di controllo sulle prime un po' macchinoso, nonché su un motore grafico che deve scendere a patti con le capacità computazionali della macchina, ma in generale la sostanza non manca, e siamo sicuri che il titolo saprà irretire ben più di un giocatore.