Hello Neighbor (Alpha 4) Oggi alle ore 17:00

Giochiamo con questo stealth game ad alto tasso disagio!

Hands on Ratchet & Clank: Nexus

Provata l'ultima avventura del dinamico duo di Insmoniac

hands on Ratchet & Clank: Nexus
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Ratchet & Clank: Nexus è il primo titolo della serie ad arrivare dopo la “rottura” fra Insomniac e Sony, in un momento non felicissimo per la software house californiana.
Aprendo allo sviluppo multipiattaforma l'azienda di Ted Price aveva puntato evidentemente in alto, tirando fuori dal cilindro ben due nuove IP, consegnate rispettivamente ad Electronic Arts e Microsoft. L'esordio di FUSE è stato però disastroso, mentre la totale assenza di informazioni e spezzoni di gameplay non lascia troppo ottimisti riguardo lo stato dei lavori di Sunset Overdrive. Allora perchè non tornare a scomodare la (remunerativa) saga Playstation, con un “Cash-In” facile facile? Motore già pronto, gameplay rodato, investimento creativo ridotto al minimo: dopo ben nove capitoli sviluppare un altro Ratchet & Clank al termine del ciclo vitale di Ps3 dev'essere uno di quei “compitini” da poco, e nel mentre ci pensa pure la riedizione HD dell'ultimo episodio uscito su Ps2 (Ratchet Gladiator) a far cassa.
Per lo meno stavolta la saga abbandona lo sperimentalismo spicciolo che ha ammorbato gli ultimi due capitoli: messe da parte le derive cooperative di All-4-One e le velleità da Tower Defence di Q-Force, si torna alle origini, con una struttura assai classica, che sicuramente manderà in solluchero i fan. Dopo aver provato le prime ore di gioco di Nexus, del resto, ci sembra di capire che l'obiettivo di Insomniac sia proprio questo: conquistare la core base e tutti coloro che erano rimasti piacevolmente colpiti da “A Spasso nel Tempo”, consegnandoci un capitolo tutt'altro che strepitoso ma comunque solido. In barba all'evidente stanchezza di una saga che ha già spento più di dieci candeline.

Ritorno alle prigini

L'avventura comincia a bordo di un'enorme nave-prigione che sta trasportando un ospite davvero speciale. Si tratta di Vendra, la strega spaziale che sarà l'antagonista principale di quest'avventura. Malevola e calcolatrice, Vendra riesce a fuggire grazie all'intervento del fratello, che attacca a testa bassa l'astronave mandandola letteralmente in pezzi.
I primi momenti di gioco servono a (ri)prendere confidenza con il gameplay di Ratchet & Clank, fedelissimo alla sua tradizione. L'onnipresente Weapon Wheel, la chiave inglese per qualche assalto corpo a corpo e gli immancabili graviscarponi ci accompagnano nel corso della sequenza iniziale, che si rivela insolitamente movimentata e spettacolare. Sbrigate le prime formalità con le truppe d'assalto, infatti, la fuga dal relitto dell'astronave è un tripudio di salti al limite ed esplosioni, con inedite sezioni a gravità zero in cui gli scarponi magnetici si dimostrano particolarmente utili per schizzare da un settore all'altro della mappa.
Gli eventi introduttivi identificano anche il tono generale della produzione, che resta sempre spiritoso e molto ironico, ma stavolta sembra voler aprire a momenti narrativamente più maturi. La nuova antagonista è malvagia fino all'osso, e non si intravedono i tratti caricaturali di Nefarious o dei precedenti “supercattivi” che Ratchet ha spazzato via dalla galassia. Il nerboruto fratello di Vendra allenta un po' la tensione, ed in generale non mancano battute e filmati divertenti, ma inaspettatamente qualche momento più serio e drammatico compare all'orizzonte, a segnalare quello che è forse il mutamento più evidente rispetto al passato.

Dopo la distruzione della nave, in ogni caso, il dinamico duo si fionda all'inseguimento della flottiglia nemica, arrivando su Yerek, il pianeta natale di Vendra e Neftin. Ed è qui che si riscopre pienamente la formula di gioco che Insomniac ha perfezionato negli anni. Ratchet & Clank resta sempre un platform 3D con una passione smodata per l'artiglieria pesante, e l'intera esperienza di gioco si divide fra fasi esplorative e scontri a fuoco. Nel corso delle prime esploriamo gli strambi pianeti della galassia usando gadget d'ogni tipo (dai summenzionati graviscarponi all'immancabile Slingshot), cercando casse piene di bolt, frammenti di raritarium e superando percorsi colmi di ostacoli. Quando si arriva al momento dell'azione, invece, si tirano fuori le armi improbabili che il gioco ci concede, uccidendo ondate di avversari ed accumulando punti esperienza per potenziare le bocche da fuoco. In queste prime ore di gioco, oltre alle armi più classiche (pistola a ripetizione, lanciabombe e fucile ad energia), abbiamo messo le mani sul Nightmare Box. Quest'arma lancia una sorta di scatola a sorpresa da cui si materializza un mostruoso essere meccanico, che “spaventa a morte” i nemici. Esaurito l'effetto-sorpresa, il povero robot resta inerme a farsi massacrare in mezzo al campo di battaglia, fungendo da diversivo. Nella nostra built non erano presenti altre armi, ma il team ne ha già svelate alcune: lo stravagante Winterizer, che sulle note di Jingle Bells trasforma gli avversari in pupazzi di neve, il Repulsor, capace di sospendere i nemici a mezz'aria, e le granate Vortex, che acchiappano gli avversari e li fanno gravitare attorno ad un piccolo buco nero, lasciandoli esposti ai colpi per qualche secondo.
Interessante ci è parso il sistema di sviluppo dell'armamentario: oltre a salire di livello automaticamente a seconda del numero di nemici uccisi, le armi possono essere potenziate spendendo cristalli di Raritarium. In uno schema fatto di caselle esagonali si selezionano le abilità che vogliamo sbloccare, cercando eventualmente di acquistare tutte le caselle posizionate attorno alle skill segrete, che verranno appunto conquistate una volta che le avremo “circondate”.
Mentre aspettiamo di sapere se anche in questo capitolo avremo a disposizione armature speciali da potenziare, bisogna ammettere che il team di sviluppo riserva sempre molta attenzione al substrato ruolistico, e cerca sempre di vivacizzare l'esplorazione introducendo nuovi gadget ed elementi inediti.
In Nexus abbiamo ad esempio incontrato il Grav Tether. Si tratta di una pistola che può connettere speciali pannelli creando delle vere e proprie correnti gravitazionali, molto simili a quelle viste in Portal 2. Ratchet può lasciarsi trasportare da queste correnti e ben presto si capisce che il nuovo aggeggio sarà fondamentale nelle fasi esplorative e persino nel puzzle solving. Attualmente la componente enigmistica non si è palesata in maniera evidente, speriamo però che il team voglia puntare molto anche su questo aspetto, che proprio in “A Spasso nel Tempo” si era dimostrato intrigante e ben integrato nell'esperienza di gioco.

Proprio verso la fine della demo si scopre, infine, un'altra novità di Nexus. Veniamo a sapere che l'obiettivo di Vendra è quello di connettere il nostro mondo con una dimensione parallela, per trasportare nell'universo di Ratchet i Nether, i terribili guerrieri della sua razza. Il piccolo Clank otterrà l'abilità di entrare in questa dimensione alternativa. In questi frangenti Nexus si trasforma in un platform bidimensionale molto particolare: le scampagnate in questa dimensione sono tutt'altro che classiche, dal momento che il giocatore potrà cambiare in ogni momento la direzione della forza di gravità grazie alla leva analogica destra. Si tratta di intermezzi molto gradevoli, anche se non sempre ben amalgamati con l'avventura principale.
Al di là di queste novità, il vero problema di Ratchet & Clank è che ormai sembra davvero impossibile che la saga riesca a stupire i giocatori. I primi, storici capitoli arrivarono in un momento in cui l'ibridazione fra generi era un'idea nuova e vibrante, mentre Nexus come i suoi più recenti predecessori sembra avere sempre meno da dire. Tutto è largamente atteso, previsto, consueto, ed a produzioni del genere ci siamo tutto sommato abituati.
Non resta neppure la meraviglia tecnica, per via di un motore che comincia a sentire il peso degli anni, e che sembra aver esaurito le cartucce. Stile, cromatismi, elementi poligonali: ogni elemento è al posto di sempre, ed è davvero impossibile restare meravigliati di fronte ai panorami di pianeti che ci sembra di aver già visitato anche se hanno nomi nuovi.
Per altro si sottolinea ancora una volta la colonna sonora tutt'altro che ispirata, ed una compressione dei filmati d'intermezzo che è davvero criminosa: speriamo si tratti di problemi che verranno risolti nel codice finale.

Ratchet & Clank: Nexus Se All-4-One e Q-Force proprio non vi erano andati giù, sarete contenti di sapere che Ratchet & Clank: Nexus è un capitolo molto più tradizionale, che recupera la formula di gioco dei primi due episodi usciti su Ps3. Si dimostra quindi un action/platform solido e divertente, che mescola l'adrenalina delle sparatorie con momenti più rilassati, dedicati all'esplorazione ed alla risoluzione di enigmi. Gli sforzi per inserire elementi inediti rispetto ai vecchi capitoli ci sono, e questo basterà ai fan più sfegatati. E' però inutile lasciarsi trasportare dall'entusiasmo: è da un po' troppo tempo che la saga di Ratchet & Clank dice sempre le stesse cose, rimanendo gradevole ma sbiadita, divertente ma consueta. Quello che possiamo sperare è che, grazie ad un level design ispirato, Nexus sia un capitolo solido e interessante: del resto, a volte possiamo farci bastare anche le conferme.

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