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Hands on Raving Rabbids Travel in Time

Prova diretta dell'ultimo party game dedicato ai conigli di Ubisoft

hands on Raving Rabbids Travel in Time
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii
  • 3DS

Nello stand Ubisoft della gamescom 2010 abbiamo avuto modo di provare insieme ad uno degli sviluppatori Raving Rabbids: Travel in Time, l'ultimo capitolo di una serie che nata come uno spin-off estemporaneo è finita per diventare un appuntamento annuale.
A differenza di Rabbids Go Home, Travel in Time torna al genere canonico della serie, e dunque abbandona la svolta platform per ritrovare le radici party game. Di certo Ubisoft non è intenzionata a sfornare l'ennesimo titolo appartenente ad un genere che su Wii è particolarmente inflazionato (e che vedrà arrivare a breve un pezzo da novanta come Wii Party): a ben guardare le novità introdotte nel titolo sono numerose e interessanti. Andiamo a descrivere cosa abbiamo potuto provare con mano durante la fiera.
Il filmato introduttivo ci mostra come un gruppo di rabbids abbia cominciato a viaggiare nel tempo a bordo di un'improbabile lavatrice multidimensionale, seminando un po' di scompiglio o addirittura cambiando la storia in maniera significativa. Si comincia con un uomo delle caverne particolarmente spaventato dall'apparizione dei conigli per proseguire con la lavatrice che prende il posto di uno dei blocchi di una piramide: la scomparsa della macchina del tempo fa si che la stessa crolli rovinosamente. Altre scenette coinvolgono cavalieri, centurioni ed un Beethoven particolarmente in difficoltà, ma solo fino a quando i rabbids comparendo sul suo pianoforte e distruggendolo gli suggeriscono l'ultima nota della sua celebre quinta sinfonia. L'introduzione è spassosissima, come del resto tutti i filmati dedicati ai rabbids che Ubisoft ha diffuso in questi anni, e ci fa entrare ottimamente nell'atmosfera spensierata e folle del gioco.
Il primo impatto col gioco vero e proprio lo si ha quando la lavatrice temporale compare all'interno di un museo. Un messaggio a schermo ci dirà di non toccare assolutamente la levetta analogica, ma noi lo faremo subito (del resto i divieti nei musei sono fatti per non essere rispettati!); una volta usciti dalla lavatrice potremo visitare il museo, che funge da hub per i vari minigame e decidere quale sarà la prossima attività. La natura totalmente votata al multiplayer del gioco può essere apprezzata già da ora: chiunque voglia unirsi al gioco lo può fare semplicemente attivando un altro Wiimote, senza dover attendere nessun tempo morto o navigare in nessun menù. I rabbids presenti a schermo sono poi collegati tra loro da un rotolo di carta igienica che ha uno capo attaccato al piede di ognuno di loro (può suonare assurdo e illogico... abituatevici!) e fa sì che gli stessi non possano allontanarsi più di tanto. In realtà tale soluzione è stata pensata per far sì che il gruppo si muova nella direzione in cui vuole andare la maggior parte dei giocatori, fornendo un modo più democratico di decidere a cosa giocare, invece di dare il potere decisionale al player 1.
I minigiochi presenti saranno in tutto 26. A detta degli stessi sviluppatori, tale numero può sembrare irrisorio rispetto ad altri titoli, ma a fare da contraltare c'è una maggiore profondità degli stessi; sono stati aboliti del tutto i minigame da pochi secondi in cui non si faceva altro che agitare il controller a caso. I 26 minigiochi sono poi suddivisi in base a cinque categorie di gameplay totalmente diverse.
Il primo minigioco provato consisteva in una battaglia 2 vs 2 (i giocatori mancanti sono controllati dalla CPU) in cui i rabbids devono raccogliere delle casse e portarle in una sorta di casa base. La difficoltà sta nel fatto che i conigli della stessa squadra sono legati dal solito rotolo di carta igienica e devono dunque avere un certo feeling per non ritrovarsi a correre in direzioni opposte, rimanendo fermi. Premendo il tasto A un giocatore può salire sulle spalle del compagno di squadra, il quale può scaraventarlo via con B: questa operazione è necessaria per raccogliere le casse sospese o risalire porzioni di fondale. Inoltre scuotendo il Wiimote è possibile dare una spallata agli avversari e rubare le loro casse. Il tutto era ambientato nella Wall Street del 1929, chissà che i rabbids non fossero responsabili del famoso crollo della borsa!
Il secondo minigioco, ambientato all'epoca di Benjamin Franklin, vedeva i rabbids impegnati a volare per i cieli allo scopo di far diventare del proprio colore dei palloni sospesi in aria. Questi palloni formavano poi una coda alle spalle del giocatore e potevano essere rubati dagli altri partecipanti semplicemente toccandoli; vari power up e trappole rendono questo gioco di inseguimenti decisamente imprevedibile. In questo caso il tasto A permetteva di volare, il B era utilizzato per attivare gli oggetti, mentre la direzione era data dall'inclinazione di Wiimote e nunchuk.
Il terzo e ultimo minigioco provato era uno shooter in prima persona ambientato all'epoca degli antichi romani. All'interno del colosseo i giocatori dovevano respingere diverse ondate di rabbids (sempre più numerosi e agguerriti) sparandogli contro infiniti sturalavandini. La difficoltà cresceva quando i conigli venivano da tre diverse direzioni: ogni giocatore poteva ruotare la visuale premendo gli appostiti tasti ed anche in questo caso era necessaria una grossa dose di sintonia per non ritrovarsi tutti quanti a modificare la visuale in maniera scomposta.
Altri minigiochi non provati rientravano nell'ambito del rhythm game: in un caso bisognava cantare semplicemente premendo il tasto giusto al momento giusto, mentre in un altro era necessario ballare proprio come accade in Just Dance seguendo le indicazioni di una inquietante Carmen in versione rabbid.
Tutti i giochi provati ci sono sembrati decisamente divertenti, specie per quanto riguarda il livello di interazione fra i giocatori (sia con le azioni in-game che con la comunicazione vera e propria). Ritrovarsi a correre in direzione opposta o ruotare contemporaneamente la visuale sia a destra che a sinistra provoca immancabilmente delle risate fra chi si trova davanti allo schermo. A condire il tutto ci pensa la simpatia e la caratterizzazione dei rabbids, sempre efficace. C'è da notare che a differenza degli altri titoli non è possibile customizzare a piacimento il proprio coniglio, ma solo scegliere uno dei costumi storici disponibili declinato nel colore relativo ad ogni giocatore; questa scelta è stata dettata dalla scelta degli sviluppatori di raggiungere la massima immediatezza, senza passare dunque dai minuti spesi per decidere come vestire il proprio rabbid.
La grossa novità introdotta da Travel in Time è poi la componente on-line. A detta degli sviluppatori sarà possibile giocare in multiplayer attraverso internet, ma anche consultare le leaderboard e confrontare i propri high score con quelli degli amici. Per rendere questa attività il più social possibile ci verrà data la possibilità di collegare il gioco col nostro account di Facebook, in modo da pubblicare sulla nostra bacheca e quella dei nostri amici punteggi, achievement sbloccati ed altre informazioni, nonché delle istantanee scattate in un qualsiasi momento del gameplay.
Gli achievement appena citati sono degli obiettivi presenti in ogni minigame da sbloccare effettuando azioni particolari, e sono in tutto oltre 250.

Raving Rabbids Travel in Time Raving Rabbids: Travel in Time ci ha colpito positivamente per il divertimento e le risate che ci ha saputo regalare durante la prova diretta. I pazzi conigli di Ubisoft non mancano di colpire con il loro umorismo ed i loro minigame basati spesso sulla cooperazione. Le novità riguardanti il supporto on-line e il social gaming non fanno poi che arricchire quello si candida a diventare il top nel genere partygame su Wii.