Hands on Rayman Legends

Provati in anteprima assoluta, tre livelli del nuovo platform di Ubisoft Montpellier!

hands on Rayman Legends
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • PSVita
  • Wii U
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Se le due dimensioni erano prima una limitazione imposta dall'hardware e dalle problematiche legate allo sviluppo, oggi sono uno stile e un marchio di fabbrica di alcuni dei più apprezzati videogame. Naturalmente parliamo di titoli che fanno comunque largo utilizzo delle più recenti tecnologie, in particolar modo sul fronte di filtri ed effetti grafici, ma non è necessario andare a cercare nel settore indie per trovare un titolo che punti molto su un 2D di carattere, per rinvigorire sia l'aspetto ludico che quello visivo. Rayman è fra questi: serie nata nel 1995, ha portato alto il nome e l'onore del genere platform, pur passando da una hardware all'altro e non legandosi mai con nessuna macchina da gioco, come invece fa Mario con Nintendo o com'è stato per SEGA con il beniamino azzurro Sonic. L'ultimo titolo della saga in ordine cronologico è Rayman Origins, arrivato sul mercato nel 2011 portando con sé una ventata d'aria fresca sia sulle console casalinghe che su quelle portatili. Sull'onda del successo, il team francese di Ubisoft ha deciso di realizzare un seguito, un progetto inizialmente esclusivo della nuova piattaforma Nintendo, poi divenuto un software multipiattaforma, tra problematiche di produzione che hanno fatto discutere molto.
Negli uffici milanesi di Ubisoft abbiamo avuto occasione di provare tre livelli inediti del nuovo platform in arrivo su console, in una recente build creata appositamente per l'occasione. Il trittico di stage ci viene presentato per darci un'infarinatura generale di quelle che saranno alcune delle modalità di gioco del platform realizzato dallo studio francese di Montpellier, mostrandoci quindi alcune delle feature principali e le novità presenti in Rayman Legends.

ANCORA PIÙ PAZZO E COLORATO

Come abbiamo già raccontato in occasione del precedente hands on, Rayman Legends ci proietta in un mondo dove i dipinti prendono vita, catapultandoci in stage quasi disegnati, tutti da esplorare e giocare.
Il primo livello nel quale ci tuffiamo è Luci Mortali, uno scherma d'impostazione classica nel quale dovremo fare attenzione alle sentinelle che pattugliano corridoi e piattaforme, e soprattutto evitare la loro pericolosissima aura luminosa, all'interno della quale saremmo individuati e quindi uccisi con effetto quasi immediato. Per evitare il contatto con il raggio luminoso possiamo avvalerci dell'utilizzo di un fidato compagno (utilizzabile con i tasti del pad controller o giocabile da un secondo giocatore con l'ausilio del touch pad), che ci darà manforte dall'inizio alla fine del percorso. I nuovi nemici proposti per l'occasione mettono in chiara evidenza l'estro creativo del dev team e la volontà di dare una svolta alle dinamiche di gioco, con piccoli puzzle ed enigmi da risolvere per procedere nell'avventura. Come da tradizione, la rapidità d'esecuzione e la prontezza di riflessi non devono mancare, soprattutto negli stage avanzati.
Il secondo livello messo a disposizione da questa speciale game build ci vede alle prese con un gigantesco drago robotico ricoperto di dure scaglie metalliche. Lo schema si chiama Creazione Folle ed è un boss level che, con tutta probabilità, nel gioco completo chiuderà la sequenza ambientata nei fondali sottomarini. Un po' come abbiamo già visto in Rayman Origins, lo scontro con questo boss si suddivide in svariate sequenze, durante le quali dobbiamo abilmente evitare le potenti fiammate del drago, colpendo lo stesso nel suo punto debole localizzato proprio nella gola. La cosa più complessa è riuscire a restare sulle piattaforme mobili o agganciati alle catene che penzolano dal soffitto, cogliendo il momento adatto ad attaccare e indebolire il nemico. Il grado di difficoltà è in linea con quello degli altri episodi del franchise e comunque adatto sia al pubblico prettamente casual così come a quello appassionato. Ricordiamo inoltre che il gioco, proprio come Origin, supporterà la modalità cooperativa fino a 3 giocatori, per condividere divertenti momenti con i propri amici o avere il supporto utile a superare i livelli più difficili. Durante la prova c'è stata anche occasione di dare una rapida occhiata alla galleria personaggi, dalla quale potremo scegliere l'avatar con il quale affrontare le avventure e le mille peripezie del coloratissimo gioco Ubisoft. Ogni personaggio è accompagnato da un'animazione divertente ed una descrizione sopra le righe.

FOLLOW THE RHYTHM

Il livello musicale che abbiamo potuto provare in esclusiva, Mariachi Madness, è proprio quel che mancava al platform, la ciliegina su una torta già deliziosa e qualcosa che serviva al precedente episodio della serie Rayman. Come un vero gioco costruito sull'effetto sinestetico e al pari di un DDR, dobbiamo premere i pulsanti del pad seguendo il ritmo della musica che fa da sottofondo allo schema di gioco. Il segreto è proprio quello di basarsi sul tema musicale e non su quello che viene mostrato a schermo, al fine di riuscire a completare il tutto in una sola run. Il livello è strutturato sullo scorrimento forzato, con il personaggio che deve restare perennemente in corsa per riuscire a scampare al bordo dello schermo, acchiappando tutti i bonus sparsi lungo il percorso. La musica scelta per ritmare la pressione dei pulsanti è Eye of the Tiger, una versione riarrangiata ad hoc e dal sapore spagnoleggiante, suonata con chitarra acustica e tromba: una musica decisamente eclettica che funge da accompagnamento per un livello tanto folle quanto divertente da giocare.

"Anche il level design richiama elementi "sonori", come le note e il pentagramma, il tutto ovviamente condito dalla solita palette cromatica accesa e vibrante che ha sempre caratterizzato i giochi di Rayman."

Anche il level design richiama elementi "sonori", come le note e il pentagramma, il tutto ovviamente condito dalla solita palette cromatica accesa e vibrante che ha sempre caratterizzato i giochi di Rayman. In realtà la musica è un tema portante dell'intero titolo, con jingle caratteristici e personaggi che si esprimono solo a suoni e versi, spesso "interpretati" da veri e propri strumenti orchestrali.
Il tablet controller di WiiU permette una visione pressoché perfetta della schermata di gioco, ma dobbiamo ammettere che uno schermo FullHD da 42 pollici o superiore riesce a raccontare molto meglio lo stupendo stile grafico che da sempre caratterizza il platform di Ubisoft. La grafica ha subito una discreta impennata rispetto a quanto visto in Rayman Origins, complici gli stupendi fondali e i livelli di profondità che aggiungono il giusto tocco tridimensionale. La cura riposta nel design è quella che ben conosciamo, con un sacco di animazioni a impreziosire gli ambienti e i livelli di gioco. La tavolozza dei colori è uno dei punti forti della produzione di Montpellier e l'antialiasing è così ben implementato da riuscire a far sembrare gli elementi a schermo un tutt'uno con lo stile, che trasforma la TV nella tela di un pittore. Gli speaker stereo presenti sul tablet controller aiutano ad aggiungere tridimensionalità e profondità alla componente sonora del titolo.


Rayman Legends I tre livelli esclusivi, provati nel corso della nostra visita agli uffici di Ubisoft, confermano appieno le impressioni avute durante il precedente test alla scorsa edizione della Gamesweek di Milano. Il gioco di Ubisoft Montpellier è la naturale evoluzione di uno dei platform più divertenti di questa generazione, un titolo che porta con sé il carisma e il fascino dell'intero filone. Sebbene il gioco non proponga nessuna vera e propria innovazione sul piano ludico - ormai una rarità, specialmente all'interno di un genere “antico” come il platform 2D - le dinamiche di gioco riescono ad essere ancora più interessanti e divertenti che in passato, soprattutto grazie ai nuovi livelli musicali aggiunti apposta per l'occasione. All'uscita del gioco manca ancora un po', ma forse l'E3 potrebbe ancora riservarci qualche sorpresa, con dei nuovi mondi tutti da giocare.