Hands on Rayman Origins

Un ritorno alle origini

hands on Rayman Origins
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • 3DS
  • PSVita
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Con la costante evoluzione delle capacità di connettività delle nostre console casalinghe, il mercato del digital delivery non è più appannaggio del solo Personal Computer. Quella della distribuzione digitale, infatti, sta diventando una pratica -pian piano- sempre più diffusa, ed Ubisoft, compagnia lungimirante, è stata una delle prime a farne un utilizzo estensivo. Dopo Outland e From Dust i cugini francesi sono pronti ad estrarre dal cilindro una vecchia gloria, trasformata ad hoc per l'occasione. In questo caso, tuttavia, anche Ubisoft ritorna sui suoi passi: la bontà della produzione deve aver fatto cambiare idea in sede decisionale, tramutando un titolo pensato per il digital delivery in un prodotto ratail.
Si tratta di Rayman Origins, un ritorno alle origini (come suggerisce il titolo) che riporterà la più genuina azione platformica in due dimensioni sugli schermi delle nostre console. Il titolo, pensato inizialmente per Marketplace e Playstation Network, ha dimostrato talmente tante qualità da venire convertito (vedremo se con successo) al mercato retali. I frutti di tale scommessa si vedranno a partire dal 24 Novembre, giorno della commercializzazione (a 59.99 €) su Xbox 360 e Playstation 3. Benché questa pratica non ci piaccia per ora intendiamo limitarci alle impressioni di un breve hands on (ottenuto grazie ad un codice non completo). Ogni altra considerazione in fase di recensione.

Splendore bidimensionale

Come si è detto in apertura Origins presenterà una progressione completamente bidimensionale che riprende, anche per quel che concerne la strutturazione dell'avventura, l'avanzamento tipico dei platform più classici: una serie di quadri da completare in sequenza (con biforcazioni varie) in una gigantesca "scacchiera" rappresentante il mondo di gioco. Il nostro eroe si troverà dunque alle prese con ben sessanta livelli in dodici differenti ambientazioni, nelle quali dovrà tentare di salvare gli Electoons (piccoli e graziosi animaletti) dalla corruzione che ha contaminato la Radura dei Sogni. Per la prima volta, inoltre, il titolo presenterà la possibilità di cooperare assieme ad altri tre giocatori (grazie all'oramai indispensabile sistema drop in / drop out) per scovare ogni segreto che i quadri di gioco nasconderanno.
L'azione, addentrandoci nel Reame dei Sogni, è delle più classiche: la nostra melanzana avrà la facoltà di saltare e di prendere a calci e pugni ogni oggetto/essere vivente gli si pari di fronte (più tardi impareremo anche a planare). Unendo sapientemente queste due semplici azioni dovremo superare le avversità riservateci dagli sviluppatori in ogni schema. Ed è proprio il level design a risultare una delle perle di questo Rayman. Il team è stato capace di recuperare diverse soluzioni dal "passato videoludico" del genere e re-inventarle in maniera intelligente, inserendo -non bastasse- trovate molto divertenti appositamente in questo capitolo. Ci troveremo, ad esempio, ad affrontare rapide scalate e discese, a suon di fragorosi rimbalzi su strane piante dal bulbo gommoso e millimetriche schivate d'altrettanti vegetali irti di spine, nel tentativo, al contempo, di recuperare quanti più Electoon possibili. Questi saranno sparsi alla stregua delle monete in un qualsiasi Super Mario (con tanto di versioni speciali ed affini) e richiederanno dunque una buona dose d'osservazione e padronanza dei controlli per essere recuperati. Sparse in ogni quadro, infatti, vi saranno numerose stanze segrete, spesso nascoste da un'illusoria pianta rampicante, altre volte necessitanti dell'attivazione di un qualche particolare meccanismo (o di balzi particolarmente precisi ed elevati). Il compito principale sarà proprio il recupero di tali "animaletti", conteggiati a fine livello da un grazioso maghetto che ci premierà con una coccarda qualora il counter raggiungesse il livello massimo. Inoltre, salvando un certo numero di Electoons dalle gabbie in cui sono racchiusi (ne troveremo sino a tre in ciascun livello), saremo in grado di sbloccare schemi altrimenti inaccessibili ed acquistare vite e quant'altro per agevolare il prosieguo dell'avventura.
Tra balzi, creature da sconfiggere, staccionate da infrangere, cascate e geyser che ci proietteranno nell'azzurro del cielo, Rayman Origins mostra una progressione molto ritmata e divertente; accessibile sin dal primo istante a qualsiasi tipologia di giocatore e coadiuvata da una funzionale guida alle features attivabile all'inizio di ogni quadro. Il gameplay, per quanto "basico" e minimale, funziona a meraviglia e, grazie all'alternanza di piccole sezioni acquatiche, montagne in continuo movimento da superare e trappole d'ogni risma, risulta in ultima analisi davvero vario e, in qualche modo, sempre fresco.
Nel corso dell'avventura il level design si farà sempre più intricato, aumentando il livello di sfida in maniera graduale ma coerente ad una fruizione mai frustrante. Siamo infatti di fronte ad un'opera adatta a grandi e piccini, che non vuole nemmeno avvicinarsi, ad esempio, alle asperità di un Donkey Kong. Un'avventura dal carattere disimpegnato e spensierato, che coinvolge proprio per la sua semplicità. Protagonista indiscusso, come abbiamo potuto vedere, è l'ambiente di gioco, che offrirà -stage dopo stage- soluzioni sempre diverse e capaci di far sperimentare ogni risorsa in possesso del nostro eroe.

A dare man forte alle lineari scelte di gameplay ci penserà un comparto stilistico davvero ammirevole. Le particolari tecniche di disegno a mano utilizzate dai creativi di UbiArt, unite ad un software d'animazione all'avanguardia, hanno permesso di realizzare personaggi ricchissimi di dettagli ed assolutamente folli, ma al contempo animati in maniera a dir poco eccezionale. Nel tripudio di forme e colori sgargianti che affollerà lo schermo, Rayman & Co. si muoveranno in maniera tanto armonica da sembrare melodiosa. Non a caso, infatti, balzi, capriole, combattimenti e quant'altro verranno sottolineati da gradevoli motivetti che ci accompagneranno lungo l'intero corso dell'avventura.
Effetti grafici, musiche ed anche il vociare comicamente remixato dei personaggi si mescolano per creare uno stile davvero unico ed assuefacente. Preso in mano il pad verremo letteralmente rapiti dalle colorate ambientazioni, dai particolari in movimento e dalle gioiose musiche che ci terranno compagnia nel lungo e piacevole pellegrinaggio che ci porterà dal principio al termine dell'avventura.

Rayman Origins Rayman Origins potrebbe rivelarsi uno dei platform più riusciti degli ultimi anni. La nostra prova, tuttavia, pur avendoci innegabilmente rapito, non sembra -al momento- poter giustificare l’acquisto del prodotto a prezzo pieno. Il carattere genuinamente retrò della produzione, anche alla luce della cura in ogni suo aspetto, farebbe infatti propendere per la distribuzione digitale a prezzo ridotto (ovvero l’intento per il quale Origins era nato). Ci riserviamo comunque ogni giudizio definitivo, soprattutto sulla longevità, per l’imminente recensione. Continuate a seguirci.