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Hands on Red Steel 2

Testato con mano ad un mese dalla release

hands on Red Steel 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii

Uno schermo, il Wiimote in mano, e la versione definitiva di Red Steel 2. Ci sarebbe bastato questo. Ma ad arroventare ulteriormente l’atmosfera già calda si presenta il vulcanico Jason Vandenberghe, Creative Director del gioco, che ci accompagna con la consueta verve nella prova su strada del suo ambizioso progetto. E ci accorgiamo che nemmeno la sua incontenibile esuberanza riesce a rubare la scena al gioco, perchè il protagonista della giornata è in realtà “lo spadaccino”, e con assoluto merito.

Quando un fucile incontra una spada, gli altri sono uomini morti

Non è eretico ammettere che il primo Red Steel non ha lasciato ricordi eccezionali, ma questa seconda versione dimostra di possedere un’anima davvero convincente, votata ad un sistema di combattimento che appare decisamente curato.

Per non togliere spazio all’azione la struttura è piuttosto lineare: nonostante le 4 città che fungono da hub, liberamente setacciabili mano a mano che si aprono nuove aree, il giocatore è veicolato a seguire il percorso consigliato per adempiere alle missioni. Ed effettivamente, una volta impugnati i controller, non si avverte la minima esigenza di esplorare, quanto piuttosto di sguainare spada e colt per gettarsi nella mischia. Di conseguenza sono presenti solo minime distrazioni, rappresentate da rarissimi enigmi ambientali (far detonare esplosivi per aprire aree segrete) e da minigiochi ben congegnati, che ci vedono nei panni dello scassinatore: in questi casi il Wiimote funge elegantemente da serratura meccanica della cassaforte (la tipica ghiera girevole posizionata sulla porta blindata), da ruotare auscultando dal microfono del pad il “click” rivelatore, che sblocca la combinazione. Semplice, immediato ed appagante.

Entrando nel merito del combattimento bisogna riconoscere che le meccaniche shooter sono classiche, ma implementate alla perfezione, e premiano -moderatamente- anche la precisione dei colpi: avremo infatti diversi effetti (in termini di danni e ricompensa) a seconda che il proiettile raggiunga torso, testa o gambe degli avversari, in quest’ultimo caso arrestandoli e costringendoli carponi. Ma lungi dall’essere un FPS puro, Red Steel 2 impone un utilizzo smodato della spada, incentivata anche dalla tangibile scarsità di munizioni. La naturalezza con cui è possibile switchare le due armi principali è davvero stupefacente, e permette di alternare spada e pistola con immediatezza e senza alcun tasto da premere, consentendo combo rapide e spettacolari. Grazie al WM+ (obbligatorio) e al framerate solidissimo a 60fps la risposta della katana è ottima ed efficace, anche se la mappatura 1:1 è limitata ai movimenti “sciolti” e viene mascherata con qualche accorgimento durante i pattern d’attacco. Di fatto potremo ruotare e manovrare la lama in tutta libertà, ma una volta intrapresa una particolare azione offensiva questa risponderà ad alcuni vincoli, leggermente imbrigliata in situazioni predefinite. Ma questi espedienti, minimi, non intaccano affatto la confidenza che si viene a creare con la spada, proprio perché gli attacchi speciali rispondono sempre in maniera mimetica e precisa a gesti “realistici”, disincentivando totalmente lo scuotimento ignorante e selvaggio del Wiimote. Solo un po’ artificiale risulta il caso dell’affondo, che deve essere preceduto dalla pressione del pulsante A per essere riconosciuto. La gestualità rappresenta in ogni caso un elemento fondamentale dell’esperienza, perché le meccaniche di gioco richiedono giustamente movimenti molto fisici e ampi, reclamando un coinvolgimento atletico che si sposa alla perfezione con l’azione a schermo. L’unico neo riguarda la parata, che non gode di eccessiva profondità: anche se visivamente la spada replica fedelmente il nostro movimento, il sistema in pratica riconosce solo 2 posizioni (verticale e orizzontale) che permetteranno di bloccare tutti gli attacchi nonostante il grado di inclinazione intermedio dei colpi. In ogni caso è degna di nota la possibilità di deviare i proiettili con la lama, azione che innesca nel giocatore un senso di eclatante onnipotenza. A completare il quadro sul campo di battaglia si alternano gruppi di massimo 6 nemici in simultanea, numero adeguato per dedicare loro le nostre “attenzioni”,con zone di respawn giusto per non rilassarsi troppo.

Sole, polvere e Power Up

Se l’azione è l’elemento chiave su cui punta il gioco, il contorno si presta per regalare varietà e sfida, grazie anche al sistema di crescita dello “spadaccino”: con i punti ricavati dai combattimenti sarà infatti possibile migliorare le varie armi (aumentandone potenza e numero di proiettili), acquisire nuove mosse d’attacco per la katana e azioni letali con cui finire gli avversari. Questi progressi sono assolutamente obbligati, perché la curva di difficoltà si presenta volutamente perfida, con le prime due ore di gioco accessibili e decisamente “facili” per poi subire un’impennata diabolica. Red Steel 2 richiede infatti un apprendimento continuo delle mosse mano a mano disponibili, necessarie per proseguire, oltre che per estendere gameplay e divertimento. I boss principali inoltre ci offriranno, una volta sconfitti, poteri speciali (a loro volta potenziabili) per allargare ulteriormente il ventaglio di possibilità d’attacco. La gestione del personaggio si attiva nel “rifugio”, presente in ogni città, all’interno del quale sarà anche possibile allenarsi nel tipico dojo, e scegliere la missione da intraprendere, tra le secondarie e la main quest.

Sul fronte tecnico Red Steel 2 lascia stupefatti, soprattutto a fronte di una fluidità che nei livelli testati non scende mai sotto i 60fps. “Una cosa del genere era impossibile” dice orgoglioso Vandenberghe, e non stentiamo a credergli, perché il gioco presenta una veste grafica davvero fuori parametro, capace di offrire anche una pulizia esagerata. Il cell-shading ammorbidisce strutture e personaggi anche laddove i poligoni scarseggiano, mostrandosi curato e ispirato e, ben più importante, praticamente privo di aliasing. Le aree di gioco, solo leggermente spoglie, offrono comunque uno sguardo d’insieme eccellente, con elementi particolareggiati e splendidi effetti, che parlano di polvere e luce nell’atmosfera rovente, in cui si confondono magistralmente selvaggio west ed estremo oriente. E, incredibilmente, tutto questo viene gestito grazie a caricamenti veloci, mascherati da schermate che simulano l’apertura in prima persona di porte e portoni, che non rubano che pochi secondi.

Red Steel 2 Red Steel 2 risponde in modo perentorio alla prova con mano, lasciandoci più che soddisfatti. Dai primi livelli testati non possiamo che meravigliarci di fronte ad una grafica del genere, pulita e di prim’ordine, accompagnata da una fluidità ottima e soprattutto da controlli precisi e brillantemente integrati. Solo una prova più accurata potrà eliminare dubbi sul gioco completo facendo luce sulla consistenza di trama e varietà di situazioni, oltre che sulla profondità del gameplay nel corso dell’avventura, dopo averci convinto in questo primo, gustosissimo, assaggio.

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