GDC 2011

Hands on Resident Evil: Mercenaries 3D

Provato con mano sullo Showfloor della GDC

hands on Resident Evil: Mercenaries 3D
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

San Francisco - Dopo il keynote d’apertura di questa edizione della GDC, la massa di giornalisti si e’ riversata negli androni di uno showfloor non certo ricchissimo di novita’. Lo Stand piu’ interessante, fra i molti dedicati alla presentazione di nuove tecnologie, e’ quello di Nintendo, in cui diverse postazioni di gioco permettono di provare con discreta tranquillita’ i titoli che accompagneranno il lancio ed i primi mesi di vita del nuovo 3DS. Everyeye ha messo dunque le mani su Dead or Alive, Street Fighter IV 3D Edition e Steeldiver, e pubblichera’ ben presto tutte le impressioni sui titoli disponibili.
Fra gli altri, anche Resident Evil: Mercenaries si e’ lasciato giocare approfonditamente, ed ecco i dettagli emersi dal Playtest.

Mercenari

Il menu’ di gioco e’ scarno e minimale. Del resto, in un titolo del genere i fronzoli servono a poco. Si procede subito alla selezione del personaggio, fra i quattro disponibili in questa demo, e poi si passa alla scelta della missione. Per cominciare decidiamo di vestire i panni di Chris, addentrandoci pero’ in un ambiente a lui poco noto. Una delle location disponibili e’ infatti il villaggio spagnolo del quarto episodio, ancora popolato dai nemici che tutti abbiamo imparato ad odiare. Vestiti con le loro lunghe tuniche cerimoniali, e indossando di tanto in tanto la loro maschera caprina, ci inseguono con balestre e lunghe falci minacciose.
Il nostro compito, semplicemente, e’ sterminarne il piu’ possibile entro un determinato tempo limite. Come nell’omonima modalita’, ad ogni uccisione si guadagnano preziosi secondi, ed il bonus e’ piu’ incisivo nel caso si accumulino combo particolarmente lunghe. Alcune formazioni rossastre possono essere distrutte per rallentare ulteriormente l’incedere dei secondi. Il sistema di controllo pensato per Mercenaries e’ assolutamente funzionale. Con lo stick analogico (discretamente preciso e rapido nella risposta) si controllano i movimenti del protagonista, mentre con il dorsale destro si entra in modalita’ mira. Finalmente sara’ possibile muoversi mentre si punta un’arma, e l’impressione e’ quella che i personaggi siano discretamente piu’ reattivi, soprattutto nelle fasi di transizione dalla prospettiva in terza persona alla visuale in prima. Cio’ che rende le sessioni molto rapide e piacevoli da giocare, tuttavia, e’ la presenza dell’inventario sullo schermo inferiore della console. Basta un rapido click per cambiare arma, impugnare una granata o curarsi con gli spray a disposizione (la cura e’ anche impostata di default su uno dei tasti frontali, per rimpinguare l’indicatore di salute senza distogliere lo sguardo dall’azione). L’eliminazione dei tempi morti per l’accesso all’inventario ha di fatto permesso al team di sviluppo di velocizzare un po’ i movimenti degli Zombie, che adesso ci corrono dietro piuttosto rapidamente. Il ritmo di gioco, dunque, e’ abbastanza serrato, ad onor del vero anche perche’ le locazioni hanno subito un netto ridimensionamento. Chi si aspettava una conversione perfetta della modalita’ presente su console, deve invece sapere che, almeno allo stato attuale dei fatti, le mappe sono abbastanza piatte, con meno spunti tattici di quelli presenti, ad esempio, nei Playground del quinto capitolo. Ma non spaventatevi: Mercenaries spinge sul pedale della strategia nel momento in cui si seleziona il proprio soldato. Ogni combattente ha infatti un suo peculiare equipaggiamento, che dovremo imparare a conoscere al meglio onde evitare di cadere senza pieta’. Chris, ad esempio, ha una buona potenza di fuoco, dovuta soprattutto alle canne mozze del suo fucile, ma quanto a “distruttivita’ massiva” lascia un poco a desiderare. Claire, di contro, come arma secondaria imbraccia un devastante lanciagranate. Il personaggio piu’ impegnativo da utilizzare e’ senza ombra di dubbio Krauser, il soldato d’acciaio del quarto episodio. Vestendo i suoi panni non ci dovremo piu’ preocupare del munizionamento, in quanto la sua balestra compensa una discreta lentezza in fase di ricarica con una dotazione infinita di dardi. Per gli scontri ravicinati c’e’ anche il pugnale da combattimento, grazie al quale sventrare gli zombie piu’ invadenti. Ma, data la propensione all’uso di armi bianche, Krauser e’ un personaggio che deve essere utilizzato con cognizione di causa: lo abbiamo testato nella seconda mappa, ripresa integralmente dalla modalita’ del quinto capitolo, ambientata fra i malfamati vicoli sudafricani, e non e’ stato affatto facile arrivare alla fine. Fortunatamente, in qualche occasione ci e’ venuto incontro il fedele lanciarazzi, che ci ha liberato di nutriti gruppi di nemici.
In generale, Mercenaries ci ha divertiti, anche se non sappiamo quanto una formula del genere possa valere, sul lungo periodo. Il team di sviluppo assicura la presenza di moltissimi personaggi e altrettante locazioni, e la modalita’ cooperativa per due giocatori e’ senza ombra di dubbio un plusvalore da non sottovalutare. Ma i rischi nel trasformare quello che era un game mode secondario in un gioco completo, non sono certo pochi, e ci sembrano evidentissimi. Puo’ darsi, infatti, che dopo qualche pomeriggio un titolo tutto basato sullo score, ma senza il dinamismo degli arcade e degli action, stanchi anche i piu’ convinti sostenitori di Resident Evil.
Dal punto di vista tecnico, Mercenaries mostra chiaramente le ottime potenzialita’ del 3DS, soddisfacendo soprattutto sul fronte della modellazione dei personaggi, ottimamente caratterizzati, ben animati e dettagliatissimi. Anche le locazioni, nonostante i “tagli” di cui sopra, non si fanno mancare nulla per quel che riguarda il colpo d’occhio e la profondita’ visiva. La palette cromatica non e’ invece il massimo, abbastanza monotematica. Dal grigio del villaggio spagnolo al ruggine degli “slum”, la texturizzazione ci e’ sembrata lievemente monocorde.
L’effetto 3D, nell’ambito di questa produzione, appare ben implementato e tutt’altro che fastidioso, anche se poco aggiunge alla qualita’ complessiva dell’esperienza di gioco. Molto meno incisivo che in altri titoli (pensiamo a Kid Icarus Uprising), resta un piacevole diversivo.

Resident Evil: The Mercenaries 3D Non conoscendo il numero complessivo di personaggi, modalita’ e mappe, e’ difficile fare pronostici sul successo di Mercenaries. La prova diretta ci ha fatto scoprire un sistema di controllo adeguato, un buon dinamismo delle fasi In-Game ed un sostrato strategico legato a doppia mandata con la scelta del personaggio. Probabilmente quest’ultimo aspetto e’ destinato ad amplificarsi nelle partite in Multiplayer Online, in cui la collaborazione diventera’ fondamentale per accumulare un punteggio stratosferico. Restate su Everyeye per futuri aggiornamenti.

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