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Hands on Resident Evil: Revelations

Provata finalmente con mano la ri-edizione HD del "nostalgico" Revelations

hands on Resident Evil: Revelations
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • 3DS
  • Wii U
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Che per i fan "storici" della saga Resident Evil sia in parabola discendente è un dato di fatto. Nonostante le vendite del sesto capitolo abbiano registrato numeri piuttosto interessanti e di buon auspicio per Capcom, il disappunto di critica e pubblico si è fatto sentire ovunque. Ed è forse partendo da questo disappunto che la software house giapponese ha deciso di produrre un porting in alta definizione della versione Nintendo 3DS. Negli ultimi anni, infatti, il solo Resident Evil Revelations è stato ascritto di diritto tra i "genunini" episodi della saga, riportando i giocatori indietro nel tempo, quando la necessità di centellinare le risorse e fuggire dai mostri era un valore ben radicato nelle dinamiche di gameplay. Ma non solo, perché Revelations mette in scena -sporadiche sparatorie a parte- atmosfere lugubri e soffocanti, tra anfratti bui ed angusti corridoi.
Quello in uscita su Playstation 3, PC, Wii U ed Xbox 360 il 24 Maggio, insomma, dovrebbe essere per tutti i "puristi" il Resident Evil del riscatto (prima di un settimo capitolo, naturalmente) anche su console casalinga. Per testarne le effettive potenzialità, anche in questo senso, abbiamo potuto testare a fondo un codice non completo comprendente le prime ore di campagna e la modalità Raid.

Un parziale ritorno alle origini

Partendo dalla componente narrativa, Revelations HD è un porting completo della versione 3DS. Ci troveremo dunque ad affrontare la minaccia del gruppo terroristico Veltro, colpevole di aver sparso un letale virus (il T-Abyss) su Terragrigia - una futuristica metropoli auto-sostenibile ormai in rovina. Le aberrazioni create da questo agente virale (spaventosi uomini-pesce) e la possibilità di nuovi attacchi costringono all'intervento anche la BSAA, quindi i nostri beniamini di sempre Chris Redfield e Jill Valentine. Come nella miglior tradizione i due si alterneranno in un continuum narrativo suddiviso in episodi, quasi come un serial televisivo. Per raccontare una vicenda sin dal principio molto intrigata ed affascinante, inoltre, i protagonisti principali saranno affiancati da un buon numero di comprimari - giocabili e non. L'intreccio prenderà vita pian piano, sviluppandosi attraverso numerose linee narrative parallele che confluiranno nell'unico finale. Una scelta vincente, come abbiamo già visto in occasione della review 3DS, anche se colpevole di lasciare qualche buco di troppo. Tuttavia, pur considerando la natura porting della produzione, riteniamo corretto non dare giudizi affrettati su questo aspetto - non prima di aver portato a termine anche l'avventura su console casalinghe.
Quanto possiamo invece sottolineare, poiché chiaramente emerso dalla nostra prova, è il carattere di questo Resident Evil, in buona parte diverso da quello del tanto odiato "sesto capitolo". La verve da shooter in terza persona sparisce quasi del tutto per una progressione che ritorna nostalgicamente al passato. Le sessioni con protagonista la bella Jill, in particolare, mostrano peculiarità che potremmo ricondurre ad un Resident Evil 4 con persino un pizzico di Resident Evil 2. Complice un'ambientazione tetra e claustrofobica (la nave abbandonata Queen Zenobia) le atmosfere si fanno pesanti ed opprimenti, creando quella sgradevole sensazione di incertezza che è mancata pressoché in tutti i capitoli di questa generazione. Considerando nel computo la presenza di nemici più coriacei (ma lenti) ed una reperibilità di munizioni ed erbe curative tutt'altro che esorbitante, ecco che l'anima survival di Resident Evil, come l'Araba Fenice, risorge in questo Revelations. O almeno in parte, poiché negli episodi dove il controllo della situazione passerà a Chris, a Parker o chi per loro, Capcom non ha certo lesinato sull'azione. Non ci troveremo ad affrontare assurde sessioni di guida o nemici armati di tutto punto, ma porzioni in cui l'unica vera preoccupazione sarà scaricare quanto più piombo possibile sulle creature che ci verranno continuamente vomitate addosso.
Una "rivelazione" per almeno i tre quarti dell'avventura dunque, questo Resident Evil Revelations, che alla prova con mano ha dimostrato di poter portare su home console tutto quel che di ottimo si è già sperimentato su Nintendo 3DS.

Come su 3DS ma in HD

Non cambiano, rispetto alla versione portatile, nemmeno le dinamiche che sottendono al gameplay. Il sistema di controllo è stato adattato al joypad, venendo in contro al videoplayer anche grazie alla facoltà di ri-mappare i tasti in due configurazioni differenti: "Shooter" per chi apprezzasse la comodità del "nuovo" sistema, "Classico" per i più nostalgici che ancora non sentono la sofferenza di uno control scheme datato e un po' macchinoso. Leggermente modificate, infine, interfaccia e struttura dei menù a caratterizzare l'inventario. L'intervento, rispetto a quanto siamo abituati su home console, cambia solo esteticamente le carte in tavola: l'apparente macchinosità del sistema scompare infatti non appena ci accorgeremo che qualsiasi azione potrà comodamente venir gestita tramite Pad. Con la pressione di un tasto saremo in grado di utilizzare le erbe curative, mentre sfruttando il D-Pad potremo cambiare l'arma o la granata equipaggiata. Tutto in maniera molto semplice ed intuitiva - una bella eredità dalla controparte portatile.
A proposito di eredità non possiamo certo dimenticarne altre piuttosto funzionali. Prima di tutto la ricerca di oggetti/impronte tramite un particolare scanner in dotazione alla BSAA, e in secondo luogo i mini-game per forzare alcune serrature elettroniche. Partendo dal principio si prefigura una componente esplorativa potenziata rispetto agli ultimi episodi home console di Resident Evil. Lo scanner biometrico consentirà di individuare tracce ed oggetti nascosti stanza per stanza, spingendoci spesso alla meticolosa ricerca con la promessa di succulenti premi (munizioni, erbe e potenziamenti per la dotazione). Permetterà inoltre di ricavare ulteriori bonus (molto spesso curativi extra) dall'eliminazione degli avversari e dalla scansione dei loro resti. Riguardo ai mini-giochi, invece, si tratta solamente di un piccolo diversivo - un lascito della necessità di sfruttare le possibilità touch di Nintendo 3DS, che in questa versione appare come un piccolo diversivo.

"Resident Evil Revelations per PC ed Home Console dimostra esattamente le stesse prerogative della versione Nintendo 3DS, figurando in tutto e per tutto come un porting"

Ritornando per un attimo alla questione esplorativa, prima di passare avanti, è stato interessante notare come, soprattutto nelle sessioni in controllo di Jill, il backtracking ritorni prepotentemente. Alcuni potranno vederlo come un difetto; a nostro modesto parare, la necessità di tornare spesso sui propri passi per aprire porte necessitanti chiavi particolari o sbloccare bocche da fuoco incastrando stemmi in semplici meccanismi, appare come un gradevole tuffo nel passato del brand. Una caratteristica, per quanto abbiamo visto nelle prime ore, abbastanza ben bilanciata tra le varie progressioni parallele, in maniera da non diventare ossessiva o frustrante.
Parlando di lasciti ed eredità non abbiamo potuto fare a meno di notare come un paio di difetti non trascurabili si siano propagati anche in questa versione home. Il primo riguarda l'assenza della corsa e la scarsa agilità dei protagonisti. Ci sono stati piccoli passi avanti rispetto alla controparte 3DS, ma si tratta ancora di poco in confronto alla frustrazione di non riuscire a fuggire efficacemente da alcune spiacevoli situazioni (se non sparando). Quella della corsa, checché ne dicano i "puristi" (o presunti tali) è una feature presente sin dai primissimi capitoli della saga: uno dei capisaldi dell'esperienza nonché, se prendiamo d'esempio Code Veronica, una delle migliori armi per schivare gli avversari. La sua assenza ingiustificata è stata rimpiazzata dalla schivata che, esattamente come in versione portatile, non funziona. Alle volte il tempo di risposta dei comandi è troppo lento, altre non ci viene nemmeno indicata a schermo la tempistica rispetto all'attacco avversario: una problematica non da poco considerando la presenza non certo massiccia di erbe curative.
Si tratta in ogni caso di difetti parzialmente aggirabili, grazie soprattutto alle immancabili possibilità di personalizzazione delle bocche da fuoco. Frutto di una meticolosa esplorazione dei quadri, fino a tre power up potranno essere collegati a ciascun elemento della dotazione, sfruttando gli appositi cassoni. Incremento del rateo di fuoco, maggior potenza, minor tempo di ricarica e così via daranno una discreta mano al videoplayer nel districarsi tra le mostruosità in campo. Una buona varietà d'avversari sancisce poi una progressione piuttosto ostica e per nulla adatta ad una corsa al massacro. Le mutazioni acquatiche si presentano quasi tutte abbastanza imponenti, in grado di attaccare dalla breve e media distanza (a seconda della specie) e nei casi più pericolosi (gli anfibi) dotate di artigli ed agilità fuori dal comune. Un livello di sfida da non sottovalutare per situazioni da affrontare scegliendo accuratamente (e in fretta) la tattica da adottare.

I player più belligeranti, infine, potranno godere sin dal principio della modalità Raid - una sorta di Mercenari 2.0 da affrontare in singolo oppure in cooperativa. Suddividendo gli episodi in piccole sotto-sezioni il game mode in questione richiederà l'eliminazione rapida di tutte le aberrazioni presenti, sfruttando l'intera dotazione messa a disposizione nell'apposito Negozio. I punti da spendere saranno gli stessi acquisiti nel corso della Campagna, in seguito alla valutazione delle prestazioni capitolo dopo capitolo. Esattamente come ogni potenziamento comprato in Raid potrà essere ri-utilizzato nella Storia, rendendo le due modalità interdipendenti in maniera intelligente. Si aggiungono inoltre, in Raid, le piccole velleità "ruolistiche" a cui Capcom sembra particolarmente legata. La progressione all'interno dei livelli farà crescere l'avatar (a scelta tra protagonisti e comprimari) che sarà capace di utilizzare bocche da fuoco più potenti con maggior maestria e diventerà più resistente. Parallelamente muteranno le creature, crescendo in abilità, agilità e resistenza e mostrandosi in forma diversa: più grosse o minute a seconda delle caratteristiche. Un game mode collaterale che saprà insomma far felici anche i più avvezzi alla componente shooter di Resident Evil, messa leggermente da parte durante la Campagna.
Chiude un comparto tecnico mediamente in grado di reggere il confronto con le produzioni odierne. L'MT Framework di Capcom si dimostra solidissimo soprattutto nella modellazione poligonale, lasciando invece il fianco un po' scoperto ad un'attenta analisi delle texture. Dopotutto quella utilizzata è la "versione Resident Evil 5" del motore, ed i risultati non posso dirsi certo strabilianti. Il colpo d'occhio in ogni caso è buono, e per quanto a livello di animazioni ed espressioni facciali non si possa gridare al miracolo, come porting da 3DS Revelations si lascia abbondantemente guardare e giocare.

Resident Evil: Revelations Resident Evil Revelations per PC ed Home Console dimostra esattamente le stesse prerogative della versione Nintendo 3DS, figurando in tutto e per tutto come un porting. Se il ritorno (almeno in buona parte) delle atmosfere e della progressione “alla Resident Evil” farà senza dubbio felici gli storici fan della saga, alcuni difetti ereditati dalla versione portatile non potranno che far storcere il naso alla luce del lungo periodo di tempo intercorso dal suo rilascio. Come classicamente accade nelle ultime produzioni Capcom, dunque, anche Revelations mostra aspetti positivi e negativi, che in ogni caso dovrebbero confluire in un titolo di sicuro valore. Non vogliamo però trarre le conclusioni basandoci esclusivamente su quanto già visto su 3DS; dunque attenderemo di avere sottomano la versione completa per dare pareri definitivi. Ad ora possiamo dire che, a parte un acquisto a prezzo pieno forse non consigliabilissimo, riteniamo Resident Evil Revelations una vera manna per tutti i videogiocatori rimasti delusi da Resident Evil 5 e 6 - nonché un’interessante esperienza per chi avesse approcciato la saga solo negli ultimi anni.

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