Hands on Resistance Burning Skies

Testato il primo First Person Shooter per PsVita

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  • PSVita
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Insomniac Games ha rassegnato le dimissioni. Dopo anni di fiera collaborazione esclusiva il team ha deciso di tentare la strada dello sviluppo multipiattaforma, lasciando a Sony le IP su cui aveva duramente lavorato negli anni. Dopo lo sbrigativo finale di Resistance 3 e le vendite non certo lusinghiere, non ci saremmo tuttavia aspettati che questo brand sarebbe stato preso nuovamente in considerazione dall'azienda. E invece, all'E3 di quest'anno ecco spuntare quasi dal nulla Burning Skies, primo First Person Shooter per Playstation Vita, nonchè titolo su cui grava l'onere di testare la risposta di un sistema di controllo basato finalmente sul doppio stick analogico anche su di una console "mignon".
Già nel corso della convention losangelina il titolo ci aveva lasciato abbastanza perplessi: Nihilistic non è certo un team dal pedigree impeccabile, e molto spesso la qualità dei loro prodotti oscilla pericolosamente fra buone intuizioni e clamorose cadute di stile. L'evento londinese dedicato a PlayStation Vita sembra confermare questa tendenza "instabile".

Voglio fare il pompiere

Burning Skies è un prequel della trilogia di Resistance, quella che da poco è stata conclusa dal terzo capitolo ufficiale. Il gioco si ambienta sulla costa est dell'America, e la demo in questione si svolge in quel di New York, proprio nel periodo buio in cui l'assalto dei Chimera mette letteralmente in ginocchio le truppe americane. Sulla trama, ovviamente, si sa ancora poco: soltanto che la penna di William Dietz, già autore dei due romanzi legati all'universo di Resistance (The Gathering Storm e A Hole in The Sky), ci cala nei panni di Tom Riley, un pompiere della Grande Mela che si trova a combattere contro una minaccia sconosciuta.
La demo si apre con Riley che si sveglia intontito all'interno di un edificio su Ellis Island, nei pressi di quello che è un centro di ricerca militare prossimo a cedere sotto i colpi dell'offensiva aliena.
Mentre muoviamo i primi passi nell'edificio sventrato dalle bombe, riscopriamo il piacere di giocare ad una piattaforma portatile con un paio di analogici, pronti alla risposta e comodissimi per i polpastrelli. Se Apple ha tentato di traviarci con i pulsanti virtuali, e la stessa PSP le ha provate di tutte per aggirare il problema di una ridotta dotazione di tasti, Vita ci presenta un FPS che finalmente, almeno per quel che riguarda sistema di movimento e precisione della strafe, non ha davvero compromessi.
Avanziamo con circospezione, mentre scopriamo che poco sorprendentemente ai dorsali è affidata la mira di precisione ed il fuoco primario, mentre un tasto virtuale molto vicino ai front button permette di eseguire in ogni momento un attacco corpo a corpo, menando per l'aria l'ascia minacciosa in dotazione al protagonista.
Il level design, abbastanza lineare in questo livello introduttivo, ci fa incontrare i primi nemici. Colto alle spalle, uccidiamo un alieno con un'instant kill piuttosto brutale, mentre raffiche precise della mitraglietta mettono fuori gioco dei piccoli droni da ricognizione. Scopriamo in questo caso che il fuoco secondario delle armi, in assenza di un trigger, è gestito dal tocco sullo schermo. Con la mitraglietta, ad esempio, è possibile toccare alcuni bersagli per eseguire un Lock On, e poi sparare dei devastanti missili a ricerca. La soluzione adottata non sembra molto comoda, dal momento che per sparare i colpi speciali si deve allontanare una mano dai lati della console, perdendo dunque il controllo del movimento del personaggio. Anche la carabina (un micidiale fucile a corto raggio), spara le sue granate con un tocco sullo schermo. Diversamente da quanto accade in Unit 13, insomma, il controllo tramite touch screen non ci ha convinto appieno: le opzioni tattili sembrano collocate quasi a forza in un control scheme che avrebbe potuto rinunciare ad esse senza troppi problemi. In Burning Skies è difficile ipotizzare di avere il pieno controllo nel corso di sparatorie feroci e serrate.
Fortunatamente, a porre rimedio ci pensa un intelligente sistema di coperture automatico, meno complicato di quello utilizzato negli ultimi Killzone. Basta accucciarsi dietro un riparo per entrare automaticamente in copertura, riparandosi così dai proiettili nemici. Inclinando la console in avanti si sporge la testa, ed in questa situazione è più facile prendersi il tempo di utilizzare le granate (con un rapido tocco su un secondo tasto vituale, appena sopra quello dell'attacco melee) o il micidiale fuoco secondario delle armi.
La seconda parte della demo ci conduce nel cuore del centro ricerca, mentre cerchiamo di distruggere un'arma laser costruita dai chimera. Le raffiche interminabili di una Chaingun recuperata sul campo di battaglia spazzano via Leapers striscianti e folti gruppi di nemici.
Dal punto di vista della varietà questa breve sessione di gioco non ci ha impressionato troppo. Le tre armi a disposizione sono molto canoniche, e nonostante la Weapon Wheel lasci presagire la presenza di altre bocche da fuoco, ad oggi Burning Skies appare un FPS molto basico. Certo, il team assicura che nell'equipaggiamento troveremo alcune novità e dei graditi ritorni, ma per il momento restiamo nel campo delle supposizioni. Dovessimo scommettere, punteremmo sul caro vecchio Bullseye e su qualche arma da controllare con il sixaxis.
La sezione di gioco termina con l'arrivo di un grosso bestione che ci afferra e, come in ogni cliffhanger che si rispetti, si limita ad urlarci addosso con veemenza prima che la schermata dei titoli sfumi sul nero.

Chimera-Like

Resistance Burning Skies è stato presentato alla platea come un First Person Shooter senza compromessi. Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, dal punto di vista del control scheme è sicuramente vero che il titolo Nihilistic rappresenta uno dei primi First Person Shooter che non sente le limitazioni di un sistema portatile. Tuttavia, il fronte tecnico deve ancora essere revisionato, per raggiungere la qualità che altri prodotti (Wipeout, Uncharted e Little Big Planet) hanno mostrato. Sebbene in alcune scene l'orizzonte visivo sia ampissimo, ed il framerate abbastanza stabile attorno alla soglia dei 30 fps, la mole poligonale non è certo sovrabbondante, ed anzi i modelli dei chimera appaiono generalmente abbozzati e con animazioni non al top. Anche troppo presenti, invece, gli effetti speciali, che rischiano alla fine di "sporcare" la scena. La texturizzazione è ottima, ma la palette cromatica molto acida, con toni che si avvicinano all'arancio ed al ruggine, non asseconda gli occhi che cercano una direzione artistica profonda come quella del terzo capitolo. Burning Skies assomiglia più al secondo Resistance che all'ultimo, e tanto basta per tenere leggermente a freno gli entusiasmi.

Resistance Burning Skies Burning Skies è un prodotto che ci riserviamo di esaminare con più cura in futuro. Le potenzialità ci sono, ma alcune scelte di design non convincono appieno (come il fuoco secondario da gestire con il Touch Screen), ed il comparto tecnico, sebbene soddisfacente, è ancora lontano dall'eccellenza che invece mostrano dei titoli più rifiniti. Alla fine gli elementi che potenzialmente possono scolpire il carattere di questo titolo sono la trama, la varietà e la complessità del level design, e le caratteristiche delle nuove armi. Sicuramente avremo modo di rincontrare questo Resistance portatile, per farci un'idea più completa. Restate su queste pagine per ogni update.