LevelUp2014

Hands on Rise of Incarnates

Provato durante il Level Up 2014, il free to play competitivo di Bandai Namco presenta uno strano mix visivo e contenutistico

hands on Rise of Incarnates
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Vedere un gioco sviluppato in Giappone per la sola piattaforma PC non è cosa da tutti i giorni, eppure proprio questo è il caso di Rise of Incarnates. Quando poi si mettono le mani sul pad, e si scopre che quella non è l'unica stranezza a caratterizzarlo, si ha la certezza di trovarsi di fronte ad un prodotto non comune. Probabilmente, l'intento di Bandai Namco, che in questo caso figura anche come sviluppatore, è quello di rispondere all'ondata inarrestabile dei MOBA e di altri titoli competitivi free to play, sebbene sia evidente l'intenzione di farlo con un stile molto particolare, frutto, a detta dei creatori, di precise ricerche di mercato. Sebbene il colpo d'occhio non sia esattamente il punto più riuscito del gioco, almeno ad un primo sguardo, qualche match durante il Level Up 2014 ci ha permesso di farci un'idea più precisa del prodotto.

Due contro due

Rise of Incarnates è un gioco molto semplice nelle premesse: per quanto gli sviluppatori promettano una storia a fare da contorno, alla fine tutto si riduce a veloci scontri due contro due in arene di piccole dimensioni. Potrebbe sembrare quasi troppo semplice, ma a rendere le cose interessanti ci pensa la caratterizzazione dei quattro personaggi al momento disponibili (naturalmente, la versione finale ne comprenderà un numero maggiore). I combattenti sono chiaramente suddivisi in base alle loro specialità d'attacco, tra quelli efficienti dalla distanza, i duellanti corpo a corpo e gli ibridi. Nella versione preliminare da noi provata le chance non erano moltissime, ma gli sviluppatori promettono buona varietà nel roster finale. Gli scontri si svolgono nella maniera più semplice possibile: una volta all'interno dell'arena, si familiarizza velocemente con i pochi controlli e con la visuale in terza persona, molto in stile sparatutto, che si abbinano ad una notevole mobilità, data la capacità dei personaggi di rimanere sospesi in aria a lungo in seguito a un salto. Inizialmente, si gioca cercando di massimizzare il danno, attaccando dalla distanza oppure avvicinandosi in caso si abbiano a disposizione offensive in mischia, ma ben presto emerge la necessità di cooperare con il proprio compagno di squadra. Solo così infatti si può massimizzare l'efficacia dello stun lock che si genera ogniqualvolta si riesce a colpire ripetutamente un nemico. Proprio in questa circostanza, starà al compagno sfruttare a dovere la disabilitazione dell'avversario, e sferrare il colpo di grazia. A complicare ulteriormente le cose ci sono anche i poteri speciali di cui ogni personaggio è dotato, legati ad una riserva d'energia che si ricarica progressivamente. Questi sono molto diversificati, dai potenziamenti temporanei degli attacchi alla possibilità di evocare una copia del proprio personaggio che combatte al nostro fianco, e vanno utilizzati in maniera strategica, attivandoli per sfuggire ad una situazione spinosa, oppure per massimizzare una posizione di vantaggio. Gli scambi, in ogni caso, sono molto rapidi, e il ritmo dei combattimenti piuttosto frenetico. Dato che le riserve di vita dei personaggi sono tutt'altro che illimitate, nel corso dello stesso match è possibile respawnare un numero infinito di volte, sebbene allo scadere del tempo limite vince comunque la squadra che ha accumulato più uccisioni.

Nel corso delle nostre prove, Rise of Incarnates ha svelato alcune delle positive qualità del suo combat system, sebbene, almeno per il momento, ci appaia difficile per una simile formula mantenere a lungo la presa sul giocatore. Se confrontato con altre offerte competitive free to play, al momento il gioco appare piuttosto debole, sia dal punto di vista contenutistico, sia da quello relativo alla profondità strategica del combattimento. Un numero maggiore di modalità, e una revisione delle possibilità tattiche offerte dal combat system potrebbero indubbiamente giovare all'esperienza nel suo insieme. Se effettivamente i lavori in corso dovessero andare in questa direzione, il gioco potrebbe offrire un intrattenimento diverso dalla massa, più simile a quello proposto da Nosgoth e meno aderente al dilagare del fenomeno MOBA, magari con la chance di attirare un pubblico più ampio.

Rise of Incarnates Rise of Incarnates non ha ancora una data d'uscita confermata, e la speranza è che gli sviluppatori si prendano del tempo non solo per raffinare la formula di base, ma anche per aggiungere ulteriori contenuti all'offerta in termini di modalità aggiuntive, dato che gli scontri due contro due rischiano di annoiare molto prima del tempo, e non presentano in ogni caso una profondità tattica sufficiente. Se i lavori dovessero andare nella direzione giusta, le chance per un free to play competitivo interessante possono in ogni caso esserci, dunque, se questo genere di produzioni rientra nei vostri interessi, vi invitiamo a tenere d'occhio le future notizie in merito.