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Hands on Rise of Nightmares

Gli incubi si risvegliano su Kinect.

hands on Rise of Nightmares
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360

Kinect. Fin da quando si chiamava Prject Natal, la “rivoluzionaria” periferica Microsoft ha diviso utenza e critica in due fazioni contrapposte: da una parte abbiamo chi la ritiene poco meno di un mediocre giocattolo, dall’altra, invece abbiamo gli enthusiast, guidati dall’eclettico Kudo Tsunoda, dirigente Microsoft nonché padre spiriturale di Kinect.
All’E3 dello scorso anno, quello in cui Microsoft organizzò un megaevento con il Cirque du Soleil solo per svelare il nome del suo nuovo controller senza controller, Dan Mattrick ci promise due cose: il supporto delle terze parti a Kinect e l’arrivo entro pochissimo tempo di tutta una serie di giochi hardcore, in grado di convincere all’acquisto anche il più tenace fra i giocatori di vecchia data. Sulla prima promesse non commentiamo (anche se la line up Microsoft di questa GamesCom si commenta da sola), sulla seconda dobbiamo dire che - almeno idealmente - la casa di Redmond ci sta provando; Mass Effect 3 integra i comandi Kinect, Forza Motorsport 4 idem e ci sono in sviluppo almeno due giochi pensati specificatamente per il mercato core che saranno giocabili solo ed esclusivamente senza controller, ovvero Star Wars (proprio in questi giorni rinviato a data da destinarsi nel 2012) e Rise of nightmares, in uscita il prossimo nove Settembre.

Sviluppato da SEGA AM1 (uno studio con un palmares invidiabile, su tutti la mitica serie di House of the dead), Rise of nightmares cerca di dimostrare che Kinect non solo può proporre un’esperienza ludica profonda quando quella classica, ma sarà anche in grado di veicolare emozioni complesse come la paura o la sensazione di solitudine. Ambizioso, senza dubbio, ma sarà anche efficace?
Qui a Colonia abbiamo avuto finalmente la possibilità di mettere le mani (anche se forse il termine più coretto sarebbe dimenarci) su una build del gioco quasi completa, probabilmente assai simile alla Gold Master che tra poco sarà spedita ai distributori; durante la demo gli sviluppatori ci hanno fatto testare due livelli, uno iniziale che funge da tutorial e un’altro situato molto più avanti nel gioco dove il nostro protagonista, insieme ad altri ostaggi, deve fuggire dal castello di uno scenziato che si diverte a fare strani esperimenti biomeccanici con i cadaveri. Ma procediamo con ordine.
In Rise of Nightmares interpreteremo un giovane sposino che, con la sua bella mogliettina, ha deciso di fare un romanticissimo viaggio di nozze nelle zone più oscure dell’est europeo, ovverosia Transilvania, Ucraina profonda e confine con la Russia, un bijoux insomma, che - naturalmente - li condurrà proprio nel peggior posto dove finire, ovvero fra le grinfie dei peggio incubi che mente umana abbia mai concepito. Tralasciando di chiederci perché due neosposi americani debbano decidere di andare in Honeymoon fra i boschi dell’ex Unione Sovietica, il gioco si apre con una bella litigata in cui la nostra compagna ci rinfaccia alcuni vecchi problemi legati al nostro abuso di alcool e scappa dallo scompartimento del treno. Dopo aver sbollito la rabbia sciaquandoci il viso in bagno, decidiamo di andare a cercarla e, in questo modo, Rise of nightmares introduce una sezione tutorial con lo scopo di farci prendere confidenza con i comandi. Come nel 99% dei giochi Kinect potremo muoverci in avanti muovendo il busto e una gamba verso il televisore, mentre ruotando il capo a destra o sinistra avremo la possibilità di guardarci intorno. Gli elementi con cui possiamo interagire sono ben segnalati sullo schermo e potremo utilizzarli semplicemente alzando la mano e puntando il cursore sull’oggetto interessante, attendendo i canonici due - tre secondi cui Kinect ci ha abituati. Il sistema, almeno nella fase esplorativa sembra funzionare abbastanza bene anche se la necessità di attendere sempre un breve lasso di tempo prima di vedere l’azione eseguita (per esempio l’apertura di una porta) viene in fretta a noia e rischia di rendere l’intera esperienza di gioco abbastanza frustrante. Tuttavia qui non si parla di un limite di Rise in particolare, ma di una necessità dettata dalla tecnologia in se e per se, in quanto Kinect non reagisce agli input che si muovono sull’asse Z (quello della profondità).
Una volta esplorata la nostra carrozza possiamo avanzare verso il vagone ristorante in cui sospettiamo possa essersi nascosta nostra moglie. Una volta li una strana donna vestita da cartomante insiste per predirci il futuro e, manco a dirlo, tira fuori una serie di carte non propriamente di buon auspicio; a questo punto sentiamo una forte esplosione e, come dal nulla un mostro mezzo zombie/mezzo frankenstein meccanico fa deragliare il treno e rapisce l’amore della nostra vita. A questo punto la scena si oscura e questa parte della demo si conclude.
Il secondo livello mostratoci smette di essere un tutorial ci scaraventa direttamente nell’azione quando insieme a un altro paio di sopravvissuti dobbiamo esplorare le segrete di un castello alla ricerca dell’uscita. Peccato però che le varie stanze siano piene di cadaveri semoventi assetati solo dei nostri liquidi neurologici; una così alta presenza di nemici ci da la possibilità di testare finalmente il combact system che, con poca sorpresa, si compone di due mosse: la parata, realizzata portando le braccia davanti alla faccia e i classici pugni a vuoto. Per evitarci la necessità di girarci in continuazione (molto difficile da rendere user friendly senza pad) i nemici ci attaccano sempre uno alla volta e per danneggiarli dovremo colpirli solo sulle loro parti ancora composte da carne umana, ovvero non sulle braccia e gli altri innesti meccanici che potrebbero avere adosso. In ogni combattimento subentra subito un sistema di lock on automatico che, se da un lato ci permette di non perdere mai di vista il nostro nemico, dall’altro rende ogni combattimento abbastanza meccanico, dato che non è possibile fuggire o scegliere altri mostri da attaccare.
Complessivamente il gameplay può essere molto divertente per tutti coloro i quali apprezzino un genere ormai abbastanza di nicchia, ovverosia quello degli on rail shooter, dato che Rise of nightmares recupera molti stilemi da House of the Dead ed è molto simile anche nella progressione dei singoli livelli.
Tecnicamente il gioco non fa una particolare impressione, di certo non sfrutta a dovere le capacità grafiche di Xbox ma dobbiamo dire che, rispetto alle presentazioni precedenti (compresa quella dell’E3) tutto il comparto grafico ci è sembrato più rifinito e ottimizzato, anche se siamo ben lontani dall’eccellenza.

Rise of Nightmares Rise of nightmares forse non è proprio il titolo che tutti i core gamer stavano aspettando per comprare Kinect ma di certo può rappresentare un divertissment molto gradevole per gli amanti degli shooter su binari e per chi magari ha già comprato la periferica motion di Microsoft e desidera un’esperienza leggermente più profonda dei vari Kinect Sportes. Rimandiamo comunque ogni giudizio definitivo alle prossime settimane, quando il gioco arriverà sugli scaffali.