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Hands on Risen 3: Titan Lords

Abbiamo provato una versione ancora incompleta del nuovo lavoro di Piranha Bytes

hands on Risen 3: Titan Lords
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Fino ad oggi, di Risen 3: Titan Lords abbiamo saputo davvero pochissimo. Nonostante la nuova produzione di Piranha Bytes sia in uscita già questo agosto, le occasioni per incontrarla durante il suo sviluppo sono state praticamente nulle. Un peccato, soprattutto se si considera che questo terzo capitolo della serie nasconde alcune caratteristiche sulla carta molto interessanti. Innanzitutto, si tratta di un episodio destinato a fare da “ponte” tra la saga di Risen e quella di Gothic, inoltre riprende alcune tematiche classiche del background narrativo, tra cui la magia basata sui cristalli. Abbastanza per mandare in fibrillazione i fan, soprattutto dopo la relativa delusione del predecessore, che è riuscito a sprecare un interessante background piratesco affiancandovi un gameplay deludente. Koch Media ci ha recentemente messo a disposizione un codice preview della versione PC, piuttosto limitato quanto a contenuti, ma sufficiente a fornirci un'idea sulle caratteristiche del nuovo GDR.

Vecchio stile

Bastano pochi minuti per rendersi conto di come l'intenzione di Piranha Bytes sia riportare sugli schermi PC e console (old gen) un'esperienza ruolistica molto classica, e per bocca degli stessi sviluppatori, “non adatta a tutti”. Si tratta infatti di una produzione dedicata specificamente ai fan del genere che ha dato i natali alla saga di Gothic, che affianca il gameplay orientato all'azione ad un'esperienza esplorativa senza confini. Ancora non ci è chiaro quanto sarà grande il mondo di Risen 3, ma durante le nostre prove abbiamo avuto modo di esplorare una generosa porzione dell'isola di Taranis, nota anche come Isola del Tuono. Qui il nostro protagonista, che ha perso la propria anima in seguito ad uno scontro con le forze dell'Ombra, deve cercare di guadagnarsi il favore della gilda dei Maghi. Proprio le Gilde rappresentano una delle caratteristiche salienti di questo sequel, e saranno in tutto tre, con Guardiani e Cacciatori di Demoni a chiudere il cerchio. Non appena sbarcati sull'isola, abbiamo avuto modo di prendere confidenza con il gameplay, che non si allontana dalla tradizione. L'esplorazione è assolutamente libera da vincoli, e non è necessario procedere in maniera cronologica, se non nella quest principale. Qualche minuto di gioco, e già il nostro quest log traboccava di incarichi, da mercanti disperati per i ripetuti furti di merce preziosa a persone scomparse da recuperare. Dialoghi a scelta multipla, inventario illimitato, libertà di scelta, fauna locale molto assortita: le basi ci sono tutte. Ci siamo messi immediatamente sulle tracce della quest principale, che vedeva il nostro eroe molto interessato a lasciare l'Isola del Tuono il prima possibile, sfruttando un galeone di proprietà della Gilda dei Maghi. Naturalmente questo richiede un po' di lavoro, in termini di missioni da completare sull'Isola per guadagnarsi il compiacimento del leader della Gilda. Purtroppo, non abbiamo avuto modo di procedere oltre la prima ora di gioco, dato che la versione preview fornitaci permetteva di esplorare una porzione limitata del territorio, oltre la quale si trovavano diversi obbiettivi della quest principale. Ci siamo dunque dati ai moltissimi incarichi secondari, i quali ci hanno portato ben presto a contatto con il sistema di combattimento e di crafting.

Nuovo stile

Risen 2: Dark Waters ha deluso i fan della saga principalmente a causa del sistema di combattimento, impacciato, poco gestibile e in generale poco soddisfacente. Proprio per questo ci saremmo aspettati una completa revisione da questo punto di vista, ma, per quanto ci è stato possibile provare, Risen 3 rimane saldamente ancorato a quella filosofia. Il tempismo nel concatenare gli attacchi è ancora una volta fondamentale, con i click consecutivi sul tasto sinistro del mouse che permettono al protagonista di legare le varie offensive e costruire vere e proprie combo di spada. Come varianti, si possono inserire il “gioco sporco”, ossia delle offensive che un gentiluomo non oserebbe mai utilizzare, e l'utilizzo delle armi da fuoco, che possono essere impugnate nella mano sinistra e alternate alla lama. Di base, il sistema è piuttosto classico, ma i problemi riscontrati nel predecessore sembrano ripresentarsi senza eccezioni. L'impossibilità di interrompere le animazioni una volta avviata una combo rende il personaggio poco gestibile, e, soprattutto, il sistema di targeting automatico, che vede il protagonista attaccare in base alla linea dello sguardo, risulta davvero scomodo negli scontri che coinvolgono un certo numero di nemici. La telecamera, che spesso incespica nello scenario, non aiuta, soprattutto in abbinamento alla capacità dei nemici di incapacitare per qualche istante il nostro eroe, generando fastidiosi e caotici stun lock. Se nella libertà degli spazi aperti questi difetti si fanno sentire sino ad un certo punto, quando si passa alle aree al chiuso le problematiche diventano piuttosto sensibili e fastidiose. Relativamente all'utilizzo della magia non ci siamo potuti fare un'idea più di tanto precisa, in quanto nella versione fornitaci mancava completamente il “guanto” necessario per lanciare incantesimi in tempo reale. Ci siamo conseguentemente limitati all'utilizzo delle pergamene, spesso in grado di infliggere danno ad area, e piuttosto standard negli effetti.
Considerata la prossimità dell'uscita nei negozi, dubitiamo che il sistema di combattimento di Risen 3: Titan Lords possa subire grandi rivoluzioni. La speranza è che gli sviluppatori siano ricettivi nei confronti del feedback generato da questa prima tornata di preview, e intervengano: già la possibilità di interrompere le combo e una sistemata alla telecamera potrebbero fare miracoli per la godibilità complessiva.

Per quanto riguarda le altre caratteristiche del gameplay, l'ambientazione si è rivelata forte di una caratterizzazione molto attenta, i dialoghi piuttosto ben scritti, e le quest spesso lunghe e complesse. L'Isola si fa esplorare con piacere, affollata di una bizzarra e molto assortita fauna, e spesso ricca di percorsi secondari costellati di loot da raccogliere. L'immersione nel mondo di gioco, insomma, funziona a dovere. Data la natura limitata del codice fornitoci, non abbiamo potuto sperimentare più di tanto con il crafting, ma le meccaniche ad esso legate sembrano molto approfondite. Abbiamo onestamente perso il conto degli NPC che ci hanno offerto, dietro compenso in valuta di gioco, di insegnarci questa o quella arte creativa, facendoci davvero ben sperare per la densità di questo aspetto.
Dal punto di vista grafico, la serie non ha mai brillato per eccezionali qualità, e Risen 3: Titan Lords non fa eccezione. Il colpo d'occhio complessivo non è del tutto malvagio, ma rimane comunque molto distante dagli standard a cui l'utenza PC si è ormai abituata. La densità poligonale è più che discreta, ma texture ed effettistica lasciano nel complesso molto a desiderare. Molto meglio invece, come da tradizione, sul fronte design. Per quanto non si tratti di un'immaginario adatto a chiunque, contaminato com'è con ispirazioni non propriamente fantasy e generalmente “mediterraneo” nelle ambientazioni, questo primo assaggio del mondo di Risen 3 ci ha affascinato, e acceso una certa voglia di vederne di più.

Risen 3: Titan Lords Ci dispiace non poter avvallare senza remore questa prima prova di Risen 3: Titan Lords, perché il lavoro fatto sulla contestualizzazione e sulla ricchezza dei dialoghi che accompagnano le quest ci ha molto convinto. Purtroppo, sembra essere venuto a mancare il coraggio necessario a dare un netto colpo di spugna al sistema di combattimento già implementato nel predecessore, sebbene i feedback negativi in tal senso non mancassero. Vogliamo ancora dare all'opera di Piranha Bytes il beneficio del dubbio: non è detto che da qui ad agosto il feedback non possa ancora giovare a Risen 3. La speranza, ancora una volta, è che tutto il buon lavoro a livello di ambientazione e sceneggiatura non naufraghi sugli scogli di una gameplay legnoso e datato.

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