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Hands on Rock Band 3

Provati con mano i nuovi e incredibili strumenti dedicati ai veri pro

hands on Rock Band 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3

L'avveniristico padiglione di Electronic Arts nell'area business della GamesCom 2010 ospitava, fra innumerevoli altri giochi, anche una piccola stanzetta seminascosta, posta in fondo ad un corridoio, ma in grado di fare la felicità di un qualsiasi appassionato di rhythm game. Il titolo mostrato era Rock Band 3 e, disseminati sui divani e sul pavimento, giacevano tutti gli strumenti pro e non della nuova fatica di EA e Harmonix.
Il simpatico Daniel Sussman, project leader per Rock Band, ci ha parlato immediatamente di quella che è senza dubbio la maggiore e più importante novità di questo capitolo del brand, ovvero l'introduzione degli strumenti cosiddetti pro, senza contare la comparsa per la prima volta in un rhythm game moderno della tastiera. La necessità di avere degli strumenti più fedeli alla realtà nasce dalla presenza ormai consolidata di diverse tipologie di fruitori di rhythm game. Accanto ai giocatori casual, o “sociali”, che suonano a bassi livelli di difficoltà ma si divertono per il solo fatto di cantare e suonare insieme (e per cui dunque gli strumenti classici vanno più che bene), troviamo coloro i quali sono ormai in grado di replicare la combinazione di tasti che una qualunque canzone metal gli riversi addosso. Pensiamo ad esempio a Rock Band: The Beatles, titolo amato per la tracklist e per la realizzazione artistica, ma di certo non in grado di rappresentare una seria difficoltà per chi suona B.Y.O.B. a livello Expert.
Le chitarre pro ad accompagnare il gioco saranno di due diversi tipi. La Fender Mustang è un curioso ibrido fra un controller a forma di chitarra ed una chitarra vera e propria; la barra della pennata è stata sostituita da sei porzioni di corda, da pizzicare come i veri chitarristi, mentre i cinque tasti colorati sono stati rimpiazzati dall'imbarazzante numero di 102 piccoli tasti. Ognuno di questi corrisponde ad una coppia corda/tasto, ed il risultato è che l'intero manico della chitarra è ricoperto da tasti. La loro resistenza è leggermente minore rispetto ai vecchi tasti colorati, il che è reso necessario dal bisogno di scorrere le dita orizzontalmente sul manico come se i tasti formassero una vera corda.
La Squier Stratocaster è invece una chitarra elettrica. Una vera chitarra elettrica. La periferica potrà del resto essere utilizzata normalmente collegata ad un amplificatore, dunque è inutile descriverne composizione e funzionamento. È una chitarra elettrica!
La nuova tastiera, che può essere utilizzata poggiandola su di un piano o mettendosela a tracolla a mo' di keytar, presenta 25 tasti (ovvero due intere ottave) è può essere suonata sia in maniera normale che pro. Nel primo caso delle barre colorate in cima ai tasti ci indicheranno i diversi colori ad essi corrispondenti: ad esempio, se dobbiamo suonare una nota verde possiamo premere qualsiasi tasto dal Do al Mi dell'ottava bassa; nel secondo caso invece il gioco ci indicherà con precisione quale tasto suonare. A sinistra della tastiera è posta una slide bar su cui scorrere un dito per applicare diversi effetti sulle note lunghe.
La “proizzazione” della batteria consiste nell'arrivo di tre piatti che si aggiungono ai classici quattro pad, colorati anche loro di giallo blu e verde. Il gioco ci indicherà di utilizzare un piatto invece di un pad semplicemente mostrando un'icona rotonda invece della classica icona rettangolare.
Anche gli appassionati dell'arte canora avranno una novità, ovvero la presenza stabile delle armonie vocali e dunque la possibilità di cantare in compagnia.
La prova diretta del titolo è stata traumatica da diversi punti di vista. Cominciando dalla chitarra pro, c'era da aspettarsi che anche suonare a livello Easy rappresenti una sfida notevole. Chi scrive è un veterano del livello Expert nonché suonatore autodidatta di chitarra (non un Hendrix, ma neanche un ignorante completo), e tuttavia orientarsi fra gli innumerevoli tasti (sulla Mustang) e fra le corde (sulla Squier) senza poter guardare lo strumento è risultato davvero molto difficile. Sullo schermo vengono infatti mostrate delle icone che prendono posto su una delle sei corsie relative alle diverse corde, e che recano un numero in base a quale tasto si deve premere; dunque è inevitabile che ci vogliano diverse ore di gioco prima di abituarsi a questa nuova meccanica. Lo stesso discorso può essere fatto per la tastiera, mentre c'è da dire che suonare la batteria a livello pro, almeno per chi ha precedente esperienza in materia, risulta da subito naturale. Peccato per la realizzazione dei piatti, la cui dimensione e disposizione non convince appieno in quanto a comodità.
Il trauma maggiore è stato comunque quello degli sviluppatori nel sentire la redazione di Everyeye al gran completo eseguire una cover di Bohemian Rapsody al limite della denuncia per atti osceni. I più forti di stomaco potranno ammirare tale performance sulla nostra web tv, dunque rimanete sintonizzati. Ma non odiateci, se potete.

Rock Band 3 Rock Band 3 non introduce novità sostanziali se non nell'apertura di un vero e proprio mondo grazie alla presenza degli strumenti pro. Chi vuole imparare a suonare uno strumento ed avere un feedback ed un appagamento immediato troverà nel titolo EA un vero e proprio tool educativo, mentre tutti gli altri potrebbero considerare di dotarsi di strumentazione pro per alzare il livello di difficoltà del gioco. In ogni caso uno svecchiamento necessario e ben gradito di un genere che sembrava già ristagnare a pochissimi anni dalla sua esplosione.

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