Hands on SBK X

La decima fatica di Milestone

hands on SBK X
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Milestone, nel mondo dei videogiochi, è uno dei nomi più importanti legato al mondo delle corse, delle due e -in maniera molto minore- delle quattro ruote.
Il team italiano si è fatto conoscere, in particolare, per uno dei brand più riusciti nel mondo delle corse motociclistiche: Superbike.
Il titolo, in tempi non sospetti, fu capace di settare nuovi standard per le simulazioni motociclistiche, dapprima solo su PC, poi, diversi anni dopo, anche sulle console casalinghe.
Da qualche anno, complice sicuramente l’appeal meno radicato della classe Superbike rispetto alla Moto GP, tuttavia, il titolo ha perduto un pò dell’entusiasmo derivato dai più appassionati, nonostante, con l’episodio 09, si sia confermato come uno dei migliori simulatori in circolazione.
Quest’anno, appurata da poco la carenza di titoli motociclistici davvero convincenti, il trend si potrebbe invertire, dato che Milestone, a Maggio, è pronta a portare su Playstation 3, PC ed Xbox 360 il nuovissimo SBK X, che abbiamo recentemente avuto modo di provare in una versione non definitiva.

Due giochi in uno

Il primo punto da focalizzare, prendendo in mano SBK X, è la presenza, sostanzialmente, di due giochi diversi in un singolo prodotto.
Le prime schermate di gioco, infatti, daranno la possibilità di scegliere se affrontare la parte Arcade o la parte Simulativa della produzione, ognuna con diverse possibilità per carriere, campionati e gare veloci.
Nel caso scegliessimo l’Arcade ci troveremo di fronte alla possibilità di affrontare una gara veloce, di tentare di battere il record sul giro di uno dei 14 tracciati rigorosamente su licenza presenti o di intraprendere una stagione, creando da zero il proprio pilota.
In quest’ultimo caso, decisamente più articolato, ci troveremo a firmare un contratto con una delle scuderia Superstock, per passare, dopo aver accumulato il giusto ammontare di “Punti Reputazione”, alla Supersport ed, infine, alla Superbike.
Il punteggio in questione verrà accumulato partecipando ad una serie di prove che consisteranno, ad esempio, nel partire a metà gara e tentare di recuperare un determinato numero di posizioni.
Corsa dopo corsa, per spezzare leggermente la monotonia, sbloccheremo nuovi accessori, nuove tute e quant’altro per personalizzare il nostro alter-ego.
Interessante, in questo frangente, anche la possibilità di disputare -tutto d’un fiato- un intero campionato impersonando un pilota realmente esistente, senza preoccuparsi di qualifiche, prove su strada ma sperimentando solamente il fascino della bagarre.
Il comportamento della moto è, in questa modalità, molto docile e permissivo, limitando al minimo l’influenza del peso del pilota e del veicolo stesso (pieghe più immediate) nonchè delle leggi fisiche.
L’asfalto sarà inoltre tracciato con la proverbiale traiettoria ideale, che si tingerà di verde/giallo/rosso per segnalarci la corretta velocità con cui affrontare le curve ed indicarci, ovviamente, il percorso più consono da seguire.
Infine, in rettilineo, avremo la possibilità di sfruttare una sorta di turbo, derivante dall’aerodinamicità della posa, semplicemente premendo (e mantenendo premuto) un pulsante.
La prova su strada di questa prima parte della produzione ha mostrato come, nonostante la minor attinenza alla realtà, la giocabilità non ne risenta; il team, al di là delle semplificazioni descritte, si è infatti mantenuto su binari ben saldi, penalizzando con forti rallentamenti i tagli e con frequenti cadute le collisioni non proprio consone.
Il risultato è un ottimo compromesso tra impegno e divertimento che potrebbe mettere daccordo sia i puristi, in una pausa dalle gare “più serie”, sia i giocatori più scanzonati, che troveranno nella spettacolarità dei sorpassi in derapata pane per i loro denti.
Molto diversa, invece, la modalità Simulazione, con il giro veloce sostituito dal week-end di gara, il campionato “tutto d’un fiato” da una vera e propria stagione con tutti i crismi e con una modalità carriera completamente diversa, in cui potremo però “riciclare” lo stesso pilota creato per le altre modalità.
Anche in questo caso ci troveremo a firmare in primis un contratto con una scuderia della classe Superstock, per tentare, secondariamente, l’avanzata fino alla Superbike.
Non si tratterà, stavolta, di costruire la nostra reputazione vincendo sfide ad hoc ma partecipando ad un vero e proprio campionato mondiale, completo in ogni sua più piccola sfaccettatura.
Nel corso della stagione, a seconda delle prestazioni, potremo addirittura essere contattati da vari sponsor che, a patto di un particolare posizionamento in classifica o rispetto ad un’altro pilota/scuderia, ci offriranno ricchi premi.
Essendo questa la parte più tecnica della produzione avremo modo di metter mano a tutte le caratteristiche della moto, sviluppandone le potenzialità o semplicemente aggiustandone l’assetto; i meccanici in erba, comunque, non si dovranno preoccupare: un’ottima gestione dell’officina permetterà di dialogare (grazie ad una serie di menù a scelta multipla) con gli ingegneri del team che, ascoltate le nostre esigenze, si produrranno in una serie di modifiche prestabilite da provare -di volta in volta- in pista.
E’ senz’altro questa la più grande novità, che rende SBK X una simulazione a tutto tondo, portando il realismo non solo sulla pista ma anche dentro ai box e permettendo sia ai più smaliziati che ai meno avvezzi alla meccanica di godere a pieno di tutte le feature.
La prova in pista, in questo secondo caso, si è rivelata diametralmente opposta alla precedente: la moto pesa, non si sposta da una parte all’altra come un fuscello e non accetta le aperture del gas sconsiderate senza sbizzarrirsi.
I fattori da tenere in considerazione sono davvero molti: al peso di pilota si aggiungono inesorabili le leggi fisiche, le condizioni della pista e, come novità assoluta, la gommatura dell’asfalto.
Ad ogni passaggio i motociclisti “puliranno” una determinata sezione della pista riconducibile alla traiettoria perfetta; mantenere tale traiettoria, soprattutto sul bagnato, sortirà un visibile aumento del grip che consentirà maggiori forzature alla guida.
La guidabilità in questo “secondo gioco” è insomma quanto di più ostico si sia mai visto su una console, ma al contempo, quanto di più appagante nel momento in cui riusciremo a chiudere un giro pulito o un sorpasso in staccata.
Chiudiamo sottolineando un carattere piuttosto interessante della CPU già a questo livello di sviluppo: nonostante il mantenimento della traiettoria ideale sia ancora un pò troppo perfetto ed innaturale si vedono spesso attacchi “sconsiderati”, staccate al limite ed anche cadute ed uscite di pista.

Ancora acerbo

Tecnicamente SBK X si presenta ad uno stadio dello sviluppo ancora piuttosto grezzo.
I modelli poligonali di motociclisti e ciclomotori risultano solidi e ben articolati ma le texture che ne ricoprono le superfici denotano la mancanza di un’ultima serie di ritocchi.
Anche in movimento, nonostante la produzione risulti già discretamente godibile all’occhio, appare qualche problema, soprattutto nella gestione del framerate nelle situazioni più concitate e nella gestione delle collisioni, ancora imperfetta.
Buona la modellazione dei tracciati, riprodotti con accurata fedeltà ma ancora un pò spogli in quanto privi degli ultimi particolari che, sicuramente, verranno aggiunti nelle ultime fasi di produzione.
Discrete, infine, le campionature sonore.

SBK X SBK X sembra voler dare una decisa sferzata al mondo delle due ruote su console, portando all’attenzione dei giocatori, per la prima volta, una produzione forse in grado di soddisfare tutti, dagli amanti della simulazione ai meno smaliziati, alla ricerca di qualche ora di divertimento disimpegnato. Milestone ha saputo suddividere in maniera davvero eccellente il gameplay, mettendo alcuni imprescindibili paletti alla spettacolarità Arcade e levando qualsiasi compromesso al rigore della Simulazione. Il successo, al di là di un comparto visivo non troppo esaltante, sembra ogni giorno più completo, tuttavia, come consuetudine, aspettiamo il verdetto della versione completa, oramai a poco più d’un mese di distanza dal tray delle nostre console.