GDC 2011

Hands on Skullgirls

Provato il titolo che promette di tingere di indie anche il mondo dei picchiaduro

hands on Skullgirls
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

Picchiaduro.
Ultimamente non si smette mai di parlarne.
Street Fighter, Marvel Vs Capcom, BlazBlue.
Un meritato ritorno alla ribalta che sta avvicinando centinaia di nuovi giocatori attratti dalla fama di grandi nomi. E' però arrivato il momento di lasciare spazio anche a titoli minori.
Non ci riferiamo (ahimè) a picchiaduro bistrattati come Battle Fantasia o ben più oscuri quali Arcana Heart.
E' arrivato il momento di parlare di quelli che in Giappone verrebbe rochiamati doujin-game, titoli come VanPuri (Vanguard Princess).
Ed è proprio VanPuri che è passato per la mente al sottoscritto la prima volta che gli è strisciato sotto il naso qualche asset di un certo progetto che ha preso vita ormai un bel po' di mesi fa in California, progetto che grazie al lavoro di Autumn Games e Reverge Labs, uscirà sui circuiti Digital Delivery X360 e PS3 in una non meglio specificata data di quest'estate.
Skullgirls, questo il titolo del gioco, è ambizioso e per molti versi unico, semplicemente perchè cerca una nuova via in un mercato in rapida via di saturazione e lo fa ispirandosi ad un modello tutt’altro che occidentale che, potenzialmente, per molti amanti del genere potrebbe risultare una disgustosa forzatura. Roba da weeaboo.
Ma skullgirls non è un titolo occidentale che cerca di sembrare giapponese.
E’ semplicemente, malgrado il cast fin’ora tutto al femminile, un picchiaduro che ci ha dimostrato di avere le palle.
La sfiga di mancare l’appuntamento fissato con gli sviluppatori alla GDC e l’imminente partenza sembravano averci precluso di provare di persona il gioco, ma un’inaspettato quanto fortuito incontro con svariati amichevolissimi membri del team creativo e di sviluppo in occasione di un party notturno in casa 1UP ci ha permesso di improvvisare una sessione di hands on tutt’altro che sobria ma estremamente rivelatrice e piacevole.

Fisting

L'intero design artistico di Skullgirls è affidato alle abili e scotpilgrimesche mani di Alex Ahad. Il giovane illustratore non solo ha dato prova del suo talento con le bellissime illustrazioni del gioco, ma anche realizzando un cast di personaggi estremamente interessante ed ispirato, totalmente irresistibile in movimento. La demo che abbiamo avuto modo di provare conteneva solo due personaggi giocabili, ma artwork disponibili sul sito ufficiale, le storielle sull’ambientazione iper dettagliata e trailer vari hanno già mostrato altri membri del cast.
A menar le mani sul ring per il momento abbiamo avuto modo di ammirare solo Filia, ragazzina posseduta da un parassita che abita la sua chioma, e Cerebella, star del circo dotata di un cappello da combattimento (!) particolarmente minaccioso e nerboruto.
Le due graziose guerriere sono dotate di tecniche a metà strada tra l'improbabile ed il citazionismo: si va da Morrigan a Jotaro Kujo, passando per Venom e Emeralda.
L'influenza di Capcom (e in particolare Darkstalkers) è leggera e gradevole, e se da un lato i fondali, seppur stilosi, ci sono sembrati a volte troppo semplicistici, i personaggi veri e propri, disegnati in hd, ci hanno conquistato grazie ad animazioni estremamente fluide e fantasiose.

Il gameplay, basato su sei tasti, ha rivelato immediatamente una certa profondità.
Ha aiutato molto che il nostro “opponent” fosse niente meno che Mike “Z” Zaimont, nome che potrebbe far suonare qualche campanella tra i fan dei picchiaduro.
Il celebre giocatore, che altri non è che il lead programmer del titolo, ci ha letteralmente fatti a pezzi inanellando una serie di lunghe combo, mostrandoci il funzionamento dei personaggi nelle mani di un picchiatore di alto livello.
Tra combo breaker, counter e ultra varie, il titolo ha anche mostrato un paio di concetti totalmente originali.
Ad esempio è possibile selezionare due personaggi da utilizzare in un sistema di tag, assegnando ad uno di essi il ruolo di striker. In questo caso, piuttosto che scegliere una mossa predeterminata, potremo conferirgli un imput personalizzato, deciso al momento della selezione del personaggio.
La volontà di creare una community coesa attorno al titolo sembra essere testimoniata dalla presenza di una modalità che permette di postare replay del gioco direttamente su Facebook e Youtube, caratteristica davvero interessante se combinata ad un netcode online funzionante.

Skullgirls Il roster del gioco finale dovrebbe contenere almeno (ALMENO!) otto personaggi, e se queste sono le premesse, lasciateci dire che Skullgirls ha davvero del potenziale. Non si tratta di un picchiaduro in grado di stravolgere il genere, ma con un bilanciamento attento e un comparto artistico ispirato, Skullgirls potrebbe dare una lezioncina persino a Capcom, ricordando anche ai giganti del mercato come siano amore e passione i sentimenti da seguire per condire nel giusto modo il contenuto di un titolo e riscaldare i cuori dei giocatori. Che sia arrivato per l’indie il momento di conquistare anche il mondo dei picchiaduro su console?