Hands on Sleeping Dogs

Tutto il fascino di Hong Kong nel free roaming di United Front Game

hands on Sleeping Dogs
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Dimenticatevi True Crime Hong Kong. Troppo oneroso per Activision competere da zero con GTA IV, eccessivi i costin di sviluppo pretesi da United Front Game. La software house di Call of Duty rigettò il progetto nei mesi successivi alla fusione con Blizzard, ma giunse in soccorso degli sviluppatori un non troppo conosciuto Square Enix London Studios. Chi sono costoro? "Lavoriamo con molte case, forniamo loro la nostra esperienza e le aiutiamo nel pubblicare sul mercato i loro giochi - ci spiega Gareth Ramsey, il community manager - Due anni fa, ad esempio, abbiamo acquisito la licenza per molte IP di Warner Bros, incluso Batman: i nostri sviluppatori e producer interni hanno supportato da vicino Rocksteady per tutto l'arco di sviluppo finchè il gioco [Batman Arkham City naturalmente] non è stato concluso. La stessa cosa con Just Cause: una nostra IP, concessa ad Avalanche Studios, che abbiamo seguito da vicino assicurandoci che uscisse il miglior gioco possibile". In parole povere questa divisione londinese raggruppa un numero ridotto di persone, che si attivano in più direzioni assecondando e giudicando da una prospettiva esterna progetti AAA sparsi per il mondo; il nome non è altro che un portato dell'acquisto di Eidos, per la quale lo studio londinese aveva seguito i Tomb Raider di Crystal Dynamics, da parte di Square Enix.
L'adozione di Sleeping Dogs (il nome quasi rockstariano dato a True Crime Hong Kong, declinato per un ovvia questione di diritti) è avvenuta nello stesso modo di Batman e Just Cause: "quando siamo venuti a conoscenza della disponibilità del gioco abbiamo subito preso contatti con United Front Game, ricevendo una copia della demo. Era incredibile, davvero divertente: i due studi hanno lavorato molto vicini durante l'ultimo anno, scambiandosi feedback a vicenda".
E' andato così il salvataggio di uno dei free roaming più interessanti degli ultimi anni, autore se non altro di un vertiginoso cambio di location che non può che fare bene ad un genere sempre incentrato sulle metropoli a ridosso dell'Atlantico o del Pacifico. United Front Games crede pervicacemente nel progetto, essendo praticamente all'asciutto dalla pubblicazione di Modnation Racers per Playstation 3: l'amalgama tra combattimenti ispirati al close quarte combat di Batman Arkham City si fonde con una guida frutto dei precedenti trascorsi in Black Box (Skate, Need for Speed) per gran parte del team. Uno sposalizio che pare funzionare dando direzione e sostanza ad un titolo in sviluppo da diversi anni, pronto a concretizzarsi nel corso dell'Estate quando il distributore italiano Koch Media lo farà materializzare su tutti gli scaffali della penisola nelle versioni Xbox 360 e Playstation 3.

Fedeltà, discrezione

Hong Kong è la protagonista assoluta di Sleeping Dogs. Ammalia il giocatore anche più del poliziotto sotto copertura Wei Chen, seduce con il suo trionfo di luci e colori afrodisiaci e conquista grazie al suo sincretismo culturale. United Front Games ha preso a modello l'attuale conformazione della città esaltando la recente colonizzazione britannica con i suoi grattacieli asettici tali da perdersi nell'azzurro del cielo e richiamando nei vicoli brulicanti di gente il comune passato della Cina imperiale. Un grattacielo di cento e passa piani convive tranquillamente con un tempietto buddista qualche metro più in là. Sono due universi che in questa penisola affacciata sul Mar Cinese Meridionale si incontrano e talvolta si scontrano: uno del mare ha timore e paura, un altro nel mare vede una grossa opportunità!
Gli sviluppatori, però, hanno deciso di focalizzarsi sulla sola isola di Hong Kong, lasciando perdere Kowloon e Nuovi territori collocati già sul continente. In quanto isola le dimensioni non sono eccessive, ma Ramsay ci rivela che sarà interamente esplorabile sin dall'inizio. Sono quattro le zone peculiari qui rappresentate: il quartiere caotico e popolare di North Point, il mercato del pesce di Aberdeen, il Centro turistico ed economico, il lussuoso e collinare Kennedy Town. Non ci è chiaro se esiste una marcata continuità tra queste aree, dal momento che le prime missioni all'interno di North Point sono rigorosamente a piedi e non concedono alcun veicolo al giocatore. Nemmeno sappiamo se è possibile sequestrare un qualsiasi mezzo a nostro piacimento o dobbiamo sempre passare per il parcheggio coperto sotto la nostra casa...
Il processo di ricostruzione è alquanto accurato: le strade di periferia appaiono trasandate e minacciose, un luogo perfetto per affari malavitosi; i quartieri strabordano di auto e persone, un vero sforzo per la memoria delle console ma un sacrificio richiesto sull'altare del realismo; la guida a sinistra restituisce un ulteriore dose di vicinanza alla controparte reale, poco importa se la stragrande maggioranza della popolazione videogiocatrice va a destra. L'attenzione ai dettagli, come si evince anche dal lato grafico, è uno degli aspetti più convincenti del titolo.
Qualcuno forse tenterà paragoni con l'Hong Kong di metà anni '80 dipinta in Shenmue II: ci sono notevoli punti di contatto e molte caratteristiche sottolineate dieci anni fa da Yu Suzuki ritornano anche qui. Le fasi a piedi evidenziano oggi come allora l'estrema frenesia dela commercio e della vita in questo porto franco, mentre i personaggi appaiono tutti borderline, precari scalatori di una gerarchia sociale costruita sulla menzogna e violenza.
La storia principale segue da vicino Wei Chen, un giovane dal turbolento passato negli Stati Uniti che ora è tornato all'ovile. Il suo look tipo è una sudicia canottiera da cui spuntano tatuaggi e segni di riconoscimento, sopra indossa una giacca così per darsi un tono da signore impegnato. Non stupisce incrociarlo per la prima volta dietro le sbarre: non conosciamo i suoi crimini, nè la sua ragione per essere ritornato nel business mafioso di Hong Kong...il suo schedario è come dire svanito nel nulla. A lui si rivolge un anziano poliziotto dall'accento inglese, l'ispettore Winston, il quale lo ritiene "perfetto" per un lavoro: la triade malavitosa Sun On Yee è diventata fin troppo potente negli ultimi anni. Ma non si può certo farla fuori con i metodi convenzionali, arrestando e incarcerando i suoi boss: i comandi politici, finanziari e giudiziari manderebbero l'operazione all'aria tanto sono collusi e corrotti. No, serve un poliziotto o almeno qualcuno fedele ai superiori e discreto nel portare a termine gli obiettivi. Serve proprio uno come Wei Chen!
L'aria taciturna e l'aspetto misterioso delineano i classici attributi di un avatar videoludico, ma senza ombra di dubbio il suo passato statunitense ha scalpellato uno stile di combattimento assai rude e fisico, che poco ha da spartire con il tatticismo delle arti marziali. Il suo essere spietato rende il poliziotto infiltrato l'unico in grado di scompaginare gli equilibri tra le famiglie mafiose di Hong Kong e colpire la Sun On Yee là dove è più vulnerabile.

Sangue e belle ragazze

Il nostro hands on è stato sufficientemente ampio e ci ha permesso di esplorare un congruo numero di missioni. Purtroppo non ci è stato possibile uscire dal seminato e sperimentare un po' la componente free roaming, cosa che senz'altro faremo in successivi hands-on. Sleeping Dogs non propone tutorial, ma indottrina il giocatore con un primo serrato inseguimento nel mercato notturno. Non appena uscito dal ristorante Golden Coin, punto di partenza (e sovente arrivo) di tutte le missioni del gioco, incrociamo lo sguardo con un certo Ming. Questo ribatte alle nostre occhiate dandosi alla fuga: l'inseguimento comincia. La preda segue un percorso prestabilito ragionando con le centinaia di script che muovono una folla opprimente e fastidiosa; si arrampica su un cartello luminoso, prova a sgattaiolare via modificando all'ultimo direzione, supera un parapetto mandando in frantumi la vetrina di una pasticceria lì sotto. Dall'altra parte il predatore si ritrova a correre forsennatamente, affrontando una serie di sequenze scriptate messe lì dagli sviluppatori così da impedire una prematura cattura del malvivente. Questa arriva solo dopo una serie di combattimenti all'interno di arene chiuse (anche se i ring "recintati" alla Yakuza sembrano scomparire mano che si procede nell'avventura) contro Ming armato di coltello a serramanico ed i suoi nerboruti scagnozzi.
Wei non ha armi in dotazione, ma si avvale dei suoi soli pugni anche se può raccogliere quanto fatto cadere dai nemici uccisi. Il combat system ricorda da vicino quello di Batman Arkham City, puntando a realizzare un buon timing senza complicare più del dovuto l'interfaccia: un tasto per l'attacco, uno per la presa e un terzo per la schivata caratterizzano la lotta a mani nude del protagonista. La ripetizione del percuotere gli avversari sino allo sfinimento è risolta da una discreta interattività dello scenario: quando il giocatore effettua una presa contro un nemico stordito egli può avvalersi di alcuni elementi che ora lampeggiano di rosso. Si tratta di armi non convenzionali, che se adoperate con estrema violenza "sistemano" chiunque: ventilatori sui tetti degli edifici, cassonetti, saracinesche abbassate, parapetti a strapiombo sul mare, cornicioni al settantesimo piano di un palazzo, sfasciacarrozze, quadri elettrici e chissà cosìaltro ci riserverà il resto dell'avventura.
La violenza di Sleeping Dogs è inaudita, ma non scende mai nello splatter che oggi va così di moda ad Hollywood. Piuttosto recupera diversi elementi della cinematografia d'azione made in China, svelandone il carattere violento già intravisto nello Stranglehold non a caso supervisionato da John Woo. Di sicuro non ha un briciolo dell'ironia e caricatura del Mad World su Wii. Qui si va sul pesante tra squartamenti, tagli e lacerazioni della pelle, buchi alle ossa tramite trapano. In una missione da noi provata la signora Chu, robusta proprietaria del Golden Coin, ci chiedeva il favore di eliminare Johnny The Ratface. Sfoderando lo smartphone d'ordinanza abbiamo tracciato la posizione dell'assassino, per poi andarlo a stanare all'interno di un capannone lungo la costa. Qui viene il bello: lo riportiamo al ristorante e nella cucina troviamo la signora Chu mentre impugna una mannaia. Dissolvenza, poi schermo nero, ma le urla che provengono dall'impianto acustico non lasciano dubbi: un vitellino sta per essere sacrificato!
In altre situazioni l'arsenale nemico impedisce un confronto uno contro uno, ma impegna Wei Chen in scontri a fuoco. Nel ventre di un grattacielo in costruzione abbiamo afrontato ondate di nemici che ci attaccavano da due livelli e tentavano in tutti i modi di accerchiarci. Il sistema di copertura è abbastanza reattivo anche se manuale: lo sparo non si avvale degli stessi tasti deputati al combattimento da strada, ma adotta l'abusata configurazione dorsale destro e dorsale sinistro situati appena più sotto dei tasti adibiti alla raccolta degli oggetti (RB) e la copertura (LB). Dovendo cambiare spesso struttura dietro la quale ripararsi in molti casi trafficherete con una certa scomodità sul retro del controller!
Essendo un free roaming saranno presenti missioni secondarie che vanno oltre lo sparare e picchiare. Oltre a minigiochi più o meno goliardici quali il karaoke e rilassanti massaggi, la vostra auto/moto sarà la scusa ufficiale per girovagare per l'isola e accettare delle sub quest che incrementeranno la vostra esperienza (suddivisa tra caratteristiche del personaggio, rapporto con la polizia e rapporto con le Triadi). Un boss di quartiere vi chiederà di vendicarsi su uno sgherro che ha truccato una corsa d'auto clandestina? Spaccategli la faccia e riportare la fuoriserie al legittimo proprietario. Volete guadagnare un bel gruzzolo con il traffico di stupefacenti? Andate pure alla ricerca dei tossicodipendenti, ma occhio alle telecamere di sorveglianza. Amate gareggiare con la vostra auto sportiva e adescare qualche pollastra? Basta partecipare ad una missione denominata Fast Girls, che è un vero e proprio racing game costruito su check point e classifiche. Il modello di guida ci piace assai: intuitivo ma al tempo stesso tenace, si avvale interamente dell'esperienza maturata dal team di sviluppo sull'arcade racing Need for Speed.

Lento ma dettagliato?

Cosa possiamo dire del comparto tecnico di Sleeping Dogs? Da quanto visto e successivamente provato con mano evidenziamo luci e ombre. Partiamo dalle note negative: il frame rate non è dei migliori, una conseguenza ovvia della mole di npc e veicoli presente su schermo. Alcune sezioni (Fast Girls su tutte) ci sono sembrate migliori di altre, segno che il team di sviluppo deve lavorare duramente su alcuni aspetti nei mesi a venire. E' ovvio che con la testarda decisione di rendere al massimo il caos e la confusione della città, l'aggiornamento dello schermo non potrà essere fluidissimo e spiccare il volo sopra i 30 fps.
Fisica e collisioni si trovano allo stadio embrionale: che si giri per le strade della città e si cerchi a tutti i costi il contatto con le altre vetture oppure ci si trovi nel mezzo di una rissa nel retrobottega di qualche bar il feeling restituito non è mai impeccabile. Vi è più d'una incertezza nella gestione delle collisioni e non è raro qualche vistoso problema di clipping.
Dove il motore grafico sviluppato da United Front Game mostra tutto il proprio valore è nel livello di dettaglio dei poligoni e nella colorazione delle texture. Hong Kong appare in tutta la sua vibrante luminosità garantita tanto da lanterne di cartapesta quanto da luci al neon di qualche sexy shop. Ogni strada è popolata da caratteristici volti orientali, personaggi che non si ripetono con eccessiva frequenza in quanto la loro IA gestisce l'arco giornaliero suddividendolo in molteplici attività. I colori sono corposi e ricchi di sfumature, assorbendo anch'essi lo scontro culturale in atto ad ogni livello della metropoli asiatica: ogni più piccolo oggetto è minuziosamente dettagliato e dipinto con cura certosina, l'arredamento di ciascuna stanza e di ogni vicolo è coerente con la zona in cui ci troviamo e si amalgama con il profilo della città una volta che puntiamo lo sguardo verso l'orizzonte.
Il comparto audio propone tutta una serie di brani (alcuni anche cantati) creati ex novo per il gioco. Si è cercato anche in questo caso di restituire la dinamicità della città, assecondando sopratutto le moderne sonorità pop sparate a tutto volume dalle autoradio, selezionando la stazione radio che più preferiamo. Di buon livello il doppiaggio, efficacemente ripartito tra inglese e cinese con sottotitoli.

Sleeping Dogs Sleeping Dogs è un titolo interessante, da seguire assolutamente nei mesi che precedono la release. United Front Game in sinergia con Square Enix London Studios hanno raffinato il gameplay free roaming del cancellato True Crime Hong Kong, valorizzando a dismisura il realismo e la ricostruzione della metropoli affacciata sul Mar cinese meridionale. Impersoneremo Wei Chen, un poliziotto infiltrato nella malavita organizzata delle Triadi: egli combatte a mani nude e non bada certo al tasso di violenza, ai litri i sangue che imbrattano lo schermo e alla classificazione PEGI! Nutriamo alcuni dubbi circa la varietà delle missioni e la validità del sistema di combattimento, mentre sul fronte grafico c'è molto da lavorare per quanto riguarda frame rate, fisica e collisioni. Aspettatevi altre prove con mano e qualche altra sorpresa sulle pagine di Everyeye!

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