Hands on SMITE

Un nuovo MOBA Free-to-Play fa scontrare le divinità

hands on SMITE
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

E' proprio vero che la mappa custom Defence of the Ancient per Warcraft III: Reign of Chaos, ha dato una svolta inaspettata all'interno di un genere molto in voga e sempre importante in ambito PC, quello dei real time strategy. I ragazzi di Hi-Rez Studios, sviluppatori anche del recentissimo Tribes Ascend, hanno pensato bene di recuperare l'idea alla base di DOTA, costruendo un gioco molto più dinamico e con visuale in terza persona, alla disperata ricerca di una soluzione originale e intrigante che prende il nome di Smite. Abbiamo avuto modo di provare la beta di questo nuovo titolo e ne siamo rimasti davvero incantati...

LA DIFESA DELL'OLIMPO

Smite ci mette nei panni di una potente divinità, in combutta con tutti gli dei e i pantheon possibili immaginabili, da quelli dell'antica grecia fino al misterioso culto dell'antico Egitto. Così potremo decidere di sprigionare fulmini dalle nostre mani nei panni di Zeus, Re dell'Olimpo, oppure scendere in battaglia con Anubi, il Dio della Morte del fiume Nilo. Preferite qualcosa di più esotico? Nessun problema, perché anche i pantheon orientali sono stati presi in considerazione; così tra il dio del sole Ra e la bella Artemide, troviamo anche il drago marino Ao Kuang della tradizione cinese, oppure Kali della religione Indù, ma anche la mitologia norrena è presente all'appello, con Hel e Odino. Scarichiamo il client, approssimativamente 1,4 Gb, grazie ad un comodo download manager che Hi-Rez utilizza anche per gli altri titoli del suo catalogo.
Prima di gettarsi nel vivo del gioco, possiamo gustarci una serie di video tutorial dedicati ai rudimenti di gioco e al pantheon base di Smite. Accessibili dal menù principale, questi video ci illustrano brevemente i comandi per controllare il personaggio e le tattiche basilari per muovere i primi passi. Due squadre di cinque giocatori si sfidano per la la supremazia divina. Ogni team può avere una sola divinità per tipo, motivo per il quale nella lobby pre-partita c'è sempre la corsa ai personaggi migliori: se non saremo svelti, dovremo accontentarci degli avanzi. Una volta selezionato il nostro supremo essere, veniamo catapultati in partita dove un conto alla rovescia decreta l'inizio effettivo del match. Denunciamo la mancanza di una finestra che descriva i personaggi durante l'importante fase di selezione, dato che al momento attuale risulta quasi impossibile capire cosa stiamo selezionando se non andando a memoria o a intuito.

La beta attuale mette a disposizione purtroppo solo una mappa, che riprende la classica impostazione MOBA ben nota a tutti gli appassionati di real time strategy: alle due estremità abbiamo i due templi, che fungono da spawn point e da base di fazione. Parafrasando con una metafora calcistica, diremmo che i due templi sono come le due porte di un campo di calcio: dobbiamo impedire al nemico di penetrare le nostre difese e fare rete, ma al tempo stesso la nostra squadra deve impegnarsi per superare la barriera nemica ed entrare nella porta avversaria. I due sacri luoghi sono collegati da tre grosse strade - per gli anglofoni "lane" - e da un fitto reticolo di passaggi e stradine; un vero e proprio labirinto, utile a rendere più tattica e divertente l'esperienza. Sui sentieri principali sono situate delle torrette difensive per entrambe le squadre, che attaccano il nemico non appena questo entra nel raggio d'azione. A tutto questo si aggiungono degli interessanti diversivi, perché sul campo di battaglia sono nascosti dei mob pronti a metterci i bastoni fra le ruote, oltre a dei potenziamenti da accaparrarsi per avere una chance di vittoria in più. Ogni 30 secondi partono da entrambe le basi i minion, ovvero dei semplici soldatini che svolgono la funzione di carne da macello; ci permettono di guadagnare qualche credito per potenziare il personaggio e danno manforte durante la battaglia. Lo scopo del gioco è penetrare nella base avversaria e distruggere il minotauro a protezione del tempio stesso. L'impresa sembra facile a dirsi, ma è necessario dosare bene le proprie forze e ragionare anticipando le mosse del nemico. E'

"Nonostante le prime apparenze, il character design adottato da Hi-rez per Smite è tutto tranne che derivativo, con dei modelli molto ben caratterizzati, conditi da animazioni fluide e decisamente curate."

indispensabile non perdere terreno difendendo strenuamente il proprio territorio, ma al tempo stesso avanzare mettendo il nemico alle strette. Generalmente si cerca di restare in gruppi di due giocatori, ma essendo la squadra composta da cinque membri, uno sarà costretto a muoversi in solitario e supportare eventualmente il gruppo in difficoltà ricoprendo un ruolo libero. Se non avete mai giocato ad un titolo di questo tipo dovreste assolutamente provare: il genere MOBA è quanto di più tattico ci sia nel contesto dei videogiochi per PC, insieme a StarCraft II e Warcraft III. Potremmo paragonare Smite ad una dinamica e quantomai bizzarra partita di scacchi a dieci giocatori.
Il gioco prevede i rientri, così quando il nostro personaggio muore e attendiamo il respawn, possiamo acquistare item e oggetti per incrementare attacco e difesa della nostra divinità, il tutto da uno store interno accessibile direttamente dal menù. E' un aspetto fondamentale del gioco, che può fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Abbiamo a disposizione sei slot per gli oggetti d'equipaggiamento e quattro per i consumabili. Dobbiamo ammettere che, al pari della selezione della divinità in pre-partita, questo store non sembra curato come il resto del gioco, risultando un po' scomodo da consultare e di non semplice lettura. Ci auguriamo che con i prossimi aggiornamenti venga fatto un po' d'ordine con una bella revisione ed una interfaccia grafica più comprensibile.
Una partita dura mediamente dai 25 ai 40 minuti, arrivando in casi estremi a un'ora di gioco, quando le due squadre faticano a prevalere potenzialmente e tatticamente.

IT'S GOOD TO BE A GOD

Essendo un gioco in terza persona i comandi sono i soliti: tasti WASD per il movimento e il pulsante sinistro del mouse per l'attacco. I numeri dall'1 al 4 attivano i poteri e le abilità del nostro repertorio, mentre i tasti C, F, Q e G ci permettono di utilizzare i consumabili e le pozioni direttamente dal nostro inventario. La rotella gestisce la visuale e lo zoom, anche se una visuale lontana è sempre preferibile per avere una buona panoramica di quel che avviene intorno a noi. Infine abbiamo il pulsante B per teletrasportarsi allo spawn point in caso d'estrema necessità o qualora la nostra healt bar fosse tinta di rosso. Manca all'appello il salto, che è stato volutamente omesso per far spazio ad un gioco sì dinamico, ma non troppo.
A seconda del personaggio scelto a inizio partita, avremo una divinità che attacca alla distanza o in mischia, con poteri magici completamente diversi a seconda dei casi. Zeus e Hades per esempio, sono tra i combattenti a distanza più forti, con hanno magie ad area davvero potentissime, in grado di danneggiare molti avversari contemporaneamente. Artemide attacca anche lei a distanza, ma vanta poteri indirizzati al singolo bersaglio. Tra i più forti in mischia invece troviamo Sun Wukong, la scimmia della leggenda cinese, e la dea Kali dell'Induismo, la cui furia in battaglia è in grado di sgominare facilmente uno o più giocatori.
Il gioco viene proposto nella moderna forma free-to-play, con cinque divinità per iniziare subito a combattere e il resto dei pantheon da acquistare con le immancabili monete virtuali. Ci sono le gemme da acquistare con credito, e il favore divino che è possibile accumulare con sudate vittorie direttamente in gioco. Oltre alle divinità aggiuntive, sono disponibili anche le skin per personalizzare il nostro dio preferito e vestirlo all'ultima moda.

Gli ambienti ma soprattutto i personaggi, hanno un design wow like caratterizzato da modelli tozzi e muscolosi, e da una palette cromatica molto vivida e luminosa. Ma nonostante le prime apparenze, il character design adottato da Hi-rez per Smite è tutto tranne che derivativo, con dei modelli molto ben caratterizzati, conditi da animazioni fluide e decisamente curate. Anche il doppiaggio si attesta su un buon livello, mentre la bella soundtrack ci ricorda il tema epico della serie God of War.
Sul fronte tecnico, Smite è decisamente popolare, grazie ad un engine performante ma al tempo stesso leggero, pensato per essere compatibile con ogni tipo di macchina. Considerata anche la natura competitiva del titolo, un engine leggero non può che far bene per incrementare la performance e rendere l'esperienza il più appagante possibile.

SMITE Siamo rimasti piacevolmente impressionati da Smite: Hi-Rez sembra essere sulla buona strada per migliorare ulteriormente un genere videoludico relativamente recente, grazie ad un sistema di gioco fresco, divertente, poco stancante e decisamente competitivo. Prima delle release ci aspettiamo di vedere aperti dei server europei, dato che giocare su macchine localizzate in nord America rende l'esperienza multiplayer non proprio appagante come dovrebbe essere, più qualche improvement contenutistico per arricchire l'esperienza e competere con i più importanti titoli RTS. Il bilanciamento è ben lontano dagli standard di DOTA e dei videogame di categoria, ma per calibrare il sistema di gioco c'è sicuramente tempo. Smite potrebbe sfoggiare dei muscoli davvero possenti, ma necessita di un po' di training e un solido piano d'allenamento.