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E3 2013

Hands on Sonic Lost World

Testato il nuovo Sonic: velocissimo e vario

hands on Sonic Lost World
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
  • Wii U
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La carriera del Sonic multipiattaforma è fatta di clamorosi successi e drastici fallimenti. La mascotte SEGA, abbandonata la sicurezza di un Hardware tutto suo, ha cercato disperatamente una sua dimensione su console portatili e casalinghe, trovando solo in rari casi la quadratura del cerchio. Per gettarsi alle spalle i risultati non eccezionali della distribuzione episodica, il porcospino blu si vuole concentrare adesso su un nuovo capitolo regolare, in esclusiva per le piattaforme Nintendo. Qui all'E3 abbiamo messo le mani su tre livelli dell'edizione Wii U, scoprendola in buona forma. Un mix di suggestione 2D e 3D, contaminato dalle prodezze gravitazionali che furono già di Super Mario Sunshine, ma attento a non dimenticare l'eredità dei capitoli Dreamcast più apprezzati. Riuscirà Lost Worlds, su queste basi, a conquistare i fan?

Mondi perduti

Il primo stage di Sonic Lost Worlds mira a stravolgere tutte le aspettative ed i preconcetti del giocatore. Quel Windy Hill sembra rimandare all'ormai celebre Green Hill Zone, ma una volta proiettati nel livello tutte le nostre sicurezze vengono infrante. Sonic si trova a correre sulla superficie di un cilindro con un suo proprio centro di gravità, in un tripudio di geometrie astratte che fluttuano per aria. Sparisce l'avanzamento rassicurante degli stage classici, mentre il nostro spinoso protagonista può girellare liberamente sulla “scocca esterna” di questo mondo surreale. I colori, gli elementi a schermo, i nemici, sono gli stessi di sempre: texture marroni a scacchi, zolle erbose, ponti di legno e corda. Stavolta però il tutto si dispone all'esterno di un enorme tubo, in un cambiamento prospettico non da poco. Il giocatore può correre longitudinalmente, oppure ruotare di traverso, rivelando in questo caso nuovi percorsi. L'idea del team di sviluppo è quella di replicare la pluralità di tragitti che ha caratterizzato molti dei capitoli bidimensionali. Invece di dividere il livello in tre zone (alta, bassa e media), qui troveremo trampoli e piattaforme diverse nelle quattro direttrici principali del cilindro. Ne gioverà ovviamente il replay value, ed a quanto abbiamo potuto vedere questo aspetto conta non poco: il level design è abbastanza complesso, discretamente vivace, ed a seconda della sezione che decidiamo di percorrere cambia in maniera notevole.
Un altro aspetto su cui il team di sviluppo ha voluto vocalizzarsi è la sensazione di velocità: il trigger destro permette di effettuare uno sprint e vedere Sonic correre come un forsennato: i puristi dei primi capitoli apprezzeranno sicuramente la fluidità e la discreta impennata del ritmo di gioco, mentre chi vorrà stare attento ai molti collectibles potrebbe decidere di procedere con più calma. Insomma, l'idea è quella di coniugare il senso di vibrante velocità e la possibilità di un “controllo di fino”, che invece mancava in molti altri capitoli.
In molti casi il playthrough con Lost Worlds ci ha ricordato il vecchio (e compianto) Sonic Adventure 2: sarà per i rapidi cambi di camera che accompagnano i balzi sui respingenti, o per il ritorno dello Speed Dash, o ancora per l'auto-aim che permette a Sonic di scagliarsi, arrotolato come una palla, su scie di nemici ed elementi interattivi. Inutile dire che nel corso della nostra prova abbiamo ben pensato di procedere alla massima velocità possibile, mettendo a dura prova prontezza di riflessi e colpo d'occhio. Nella sua corsa inarrestabile, fra l'altro, Sonic schizza in verticale sulle pareti e si arrampica su alcuni elementi dello scenario, per spiccare poi dei balzi che permettono di recuperare oggetti segreti o raggiungere cannoni e respingenti che ci fanno accedere a scorciatoie stracolme di anelli. L'amore per l'Hi-Score, insomma, non abbandona il porcospino, nato in un'epoca in cui la “performance” contava anche nei platform.
Il secondo livello che proviamo, Desert Ruins, cambia invece le carte in tavola, evidenziando la discreta varietà che questo Lost Worlds vuole inseguire. Già con “Generations” la saga aveva abbracciato un importante dualismo fra livelli 3D e 2D, ed il nuovo capitolo per Wii U vuole riproporlo. Stavolta però, con un guizzo inatteso, lo stage si avvicina a quel capolavoro PsOne che fu Pandemonium. L'avanzamento è strettamente bidimensionale, ma il percorso si snoda in spirali e non ha paura a proiettarsi in profondità, con la telecamera che segue il nostro beniamino nelle sue evoluzioni. Il level design, qui, compiace a livello strutturale, con strade alternative difficili da imboccare e sessioni di salti anche abbastanza complesse. Totalmente spuntato e poco intrigante è invece lo stile grafico, che ci porta in un mondo sdolcinato che sembra uscito da Zool (o dal recente Wreck it Ralph, fate voi a seconda dell'età anagrafica). Stringe di liquirizie rosse, ciambelle e caramelle non si adeguano troppo alla personalità spigolosa di Sonic, e speriamo che questi innesti caramellosi non siano all'ordine del giorno.
Più gradevole, anche a livello visivo, il secondo stage ambientato nel mondo Desert Ruins, anche se ci sono parte poco convincenti le sezioni di “volo” in cui schivare classicamente ostacoli e nemici mentre Sonic si libra in caduta libera. Per fortuna anche in questo stage troviamo momenti più ispirati: sequenze di corsa in cui cambiare rapidamente corsia per evitare ostacoli e avversari.
Complessivamente, insomma, Sonic Lost Worlds sembra voler puntare forte sulla varietà, proponendo una serie molto eterogenea di soluzioni e ambienti, e cercando insomma di coniugare le varie anime di un platform che negli anni ha esplorato ritmi e soluzioni diversissime. L'attenzione per la velocità sembra preponderante, con rimbalzi, schizzi e accelerazioni da capogiro, ma si intravede anche un lavoro più che discreto sul fronte della complessità degli stage. Meno ispirato il comparto artistico, ed anche tecnicamente Lost Worlds non sorprende come altri prodotti già visti su Wii U. Lo sfondo sfumato che si intravede in lontananza non convince, e le texture sembrano in generale meno brillanti e colorate del solito. Questo cambio di matrice prospettica, insomma, fa sicuramente bene al gemplay, ma le strutture fluttuanti immerse nel nulla danno l'idea di un prodotto un po' troppo retrò. Per fortuna le strutture poligonali dei livelli si svelano in certi momenti molto complesse, mentre la telecamera le inquadra da strane angolazioni, rivelando una meraviglia architettonica sicuramente d'impatto.

Sonic Lost World Sonic Lost World ha le carte in regola per far bene, ed i possessori di Wii U si preparano ad accogliere un'esclusiva interessante. Prodezze gravitazionali alla Super Mario Galaxy si mescolano con le velocità elevate di Sonic Adventures 2, e i rimbalzi dalle due alle tre dimensioni animano una progressione molto solida e ben supportata da un buon level design. Peccato per lo stile complessivo, un po troppo spuntato: dal momento che il successo di un platform si misura anche con la qualità della caratterizzazione dei mondi di gioco, speriamo che Lost World abbia qualche asso nella manica su questo fronte.

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