GCom11

Hands on Sound Shapes

Il potere del suono al servizio di un plaftorm dal gusto particolare

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PSVita
  • PS4
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

L’aspetto sperimentalista della PS Vita

Se il 3DS continua nel suo momento di grossa difficoltà, l’ancora inedita PS Vita sembra già promettere mari e monti ai suoi futuri utenti. Nonostante l’ingombrante presenza di titoli tripla A come Little Big Planet Vita e Uncharted: Golden Abyss, Sony non pare aver dimenticato l’importanza di supportare anche progetti più sperimentali. Sound Shapes rientra perfettamente in questo secondo gruppo. Caratterizzato da un design minimalista e un gameplay incentrato sull’importanza del sonoro, nel corso della GamesCom abbiamo avuto modo di testare con mano la bontà del lavoro svolto da Queasy Games.

Gioca, suona, condividi

Sound Shapes è un platform 2D che basa la sua unicità e fortuna su tre elementi.
Il primo è l’avatar che controllerete. Chiamato Blue Ball dagli stessi sviluppatori, si tratta di una palla ricoperta da ventose. Come avrete già intuito, non solo potrete ovviamente saltare di piattaforma in piattaforma, ma all’occorrenza avrete modo di attaccarvi a tutte le superfici presenti, tranne che in quelle colorate di nero. Ciò offre una prima, ed enorme, possibilità ai creativi di Queasy Games: sviluppare un level design che dia la possibilità al videogiocatore di scalare pareti, camminare anche sul versante inferiore delle piattaforme e così via.
Nella demo propostaci la peculiarità della Blue Ball veniva ampiamente sfruttata e si rivelava semplicemente necessaria se si voleva sopravvivere e completare il livello. Ci è capitato, ad esempio, di doverci appendere a delle creature per superare indenni vasche piene di letale lava o di dover attraversare alcuni scenari appesi al soffitto.
In questo senso si rivela efficace la scelta di realizzare ogni livello come una sequenza di schemi fissi, stratagemma che riporta alla mente decine di platform realizzati nel corso degli anni Ottanta. Si ha sempre la sensazione di avere a che fare con veloci e brevissime prove da superare usando tanto il cervello quanto l’analogico, andando a creare un ritmo di gioco assolutamente ideale per il contesto portatile.
La seconda carta vincente di Sound Shapes è anche quello che gli da il titolo: il sonoro. Ad ogni azione ed elemento su schermo corrisponde a una determinata nota musicale e uno strumento. Sfruttando il touch-screen e toccando i diversi elementi dello scenario, non solo li costringerete a interagire, spesso con dirette implicazioni nel superamento dello schema di turno, ma attiverete anche un particolare effetto sonoro che arricchirà il tema musicale di turno. Questo, tra l’altro, diventerà progressivamente più preponderante e arrangiato a mano a mano che raccoglieremo particolari sfere sparse per il livello.
Inutile dire che in breve tempo si finisce per restare ipnotizzati dal semplicissimo gameplay di Sound Shape, grazie a una sempre più coinvolgente colonna sonora vi spingerà a completare uno schema dopo l’altro.
Il terzo ed ultimo elemento di forza del gioco è rappresentato dall’editor dei livelli. Il mantra di Little Big Planet, gioca-crea-condividi, viene proposto anche in Sound Shape. Dopo aver giocato un livello, la demo proposta ci ha dato modo di crearne uno con le nostre mani. Come ovvio in questa modalità i touch-screen giocheranno un ruolo predominante, aiutandovi tanto a navigare tra i vari menù, quanto per posizionare i diversi elementi sullo schermo.
Avendo a che fare con un gioco per metà platform, per metà musicale, l’editor possiede una particolarità non da poco: ogni livello verrà creato a partire da una sorta di griglia che riproduce uno spartito musicale. Ciò significa che posizionando un oggetto a una certa altezza, questo suonerà una determinata nota, utilizzando lo strumento che più vi aggrada tra quelli selezionabili.
L’editor insomma, non solo vi spinge a creare un level design funzionale e ben confezionato, ma vi affida anche il compito di creare la colonna sonora perfetta, e interattiva, per ciascuno stage. Il concept quindi, per quanto ereditato di peso da Little Big Planet, trova la sua maniera per distaccarsi dal famoso brand Sony.
Come già anticipato poi, ciascun livello potrà essere pubblicato e condiviso sul PSN. Non solo, ma volendolo sarà possibile anche modificarli creando veri e propri remix e versioni alternative.

Sound Shapes Sound Shapes pare avere tutte le carte in regola per essere un ottimo platform 2D portatile. La componente audio è estremamente intrigante sia nella fase di gioco vera e propria, che in quella legata al particolare editor. Certo è ancora troppo presto per lasciarsi andare all’entusiasmo, ma le premesse sono assolutamente positive.